mercoledì, 27 aprile 2005

Non è un segreto che Music Farm sia il mio reality preferito di quest'anno. Le ragioni sono tante ma ve le risparmio. Ciò che non vi risparmio è il GIUDIZIO sugli 11 cantanti che hanno partecipato al gioco. Infatti alcuni ne sono usciti bene e altri male:
- Danny Lo Sito - MALE - Non ha potuto dimostrare "chi è". Ha vissuto male la prima nomination prendendosi troppo seriamente.
- Gerardina Trovato - BENINO - Il suo leggendario caratteraccio era noto. E' una grande artista che tende ad autodistruggersi (vedi Loredana Bertè) ma allo stesso tempo un vero personaggio, quasi una caricatura. Fosse dipeso da me l'avrei fatta vincere. INDISCUTIBILMENTE. E' una grande.
- Mietta - MALE - Più che tigre, una gatta senza unghie.
- Linda - MALE - La voce non basta. Bisogna avere anche una personalità artistica.
- Franco Simone - BENE - Non sapevo chi fosse. Adesso lo so. (Artisticamente ineccepibile anche se non è il mio genere).
- Simone - BENE o MALE - Se lo scopo era quello di mostrare il rocker allora il suicidio si è compiuto. Se invece era quello di arrivare zitto zitto all'ultima puntata, complimenti.
- Francesco Baccini - ? - Un'INCOGNITA. Artisticamente non ha dato niente di che. Ha però regalato uno dei momenti più strazianti mai visti in un reality.
- Iva Zanicchi - BENE - Madre e matrigna. Artisticamente ancora valida.
- Fausto Leali - MALE - Senza infamia nè lode. E questo è un male. Nonostante sia tra i più accreditati alla vittoria.
- Mariella Nava - BENE - Ha svecchiato un'immagine un pò troppo datata e ha regalato belle interpretazioni.
- Dolcenera - BENISSIMO - La VINCITRICE morale del reality e del gioco. Ha catalizzato tutte le attenzioni sia nella parte delle dinamiche che in quella artistica. Una vera artista dotata di fascino e carisma.
Finalmente l’ho ribeccata in tv. Erano mesi che avevo perso le sue tracce. Mi chiedevo dove fosse finita nonostante il tanto millantato successo. Rivederla è stato fantastico. E’ sempre la stessa, anzi ancora più giovanile di prima. Nuovo taglio di capelli, abito impeccabile, stranamente nessun gioiello o brillante a testimoniare l’ormai raggiunto benessere economico, la straripante voglia di comunicare nonostante la quinta elementare e il solito monito rivolto al registamarito quando di sottofondo c’è un brano che le piace “Regia, alzate il volume!”. Oggi le ho sentito dire che non fa miracoli, che gli unici a fare miracoli infatti sono i medici “veri santi su questa terra” e lei lo sa bene perché sa Iddio cosa non ha visto fare ai medici. Ha poi spiegato che ognuno di noi ha un destino segnato, ecco perché non ha senso odiare le persone che secondo noi ci hanno provocato del male. Infine ha consigliato di chiamare per il terno sulla ruota di Palermo, dove stasera uscirà sicuramente il 71. C’è poco da fare: MADAME STELLA E’ UN MITO. Chi non la conosce dovrebbe farlo…Tesoro, amore, regggia…
martedì, 26 aprile 2005

Dopo 4 lunghissimi giorni sembra che quella maledettissima febbre che mi ha costretto a casa sia finita. Adesso torno a guardarmi, prima ero improponibile...
Leggo qui che il “nuovo” vice premier Tremonti avrebbe una ricetta pronta per risollevare le sorti del Mezzogiorno. Vorrebbe vendere a privati, con concessioni centenarie, tutte le spiagge e gli stabilimenti balneari del sud e con il ricavato investire in infrastrutture turistiche per accogliere orde di nuovi turisti cinesi o indiani che in futuro viaggeranno per l’Europa. Quasi quasi più geniale del milione di posti di lavoro…Mi chiedo se non ci sia lo zampino dei fratelli Guzzanti.
domenica, 24 aprile 2005
La solitudine forzata di questi due giorni di febbre mi spinge a leggere, o meglio a sfogliare, in ordine sparso, un libretto sull’antisemitismo e i pregiudizi sugli ebrei di Roberto Finzi, un volume delle Garzantine dedicato alla Geografia, alcune riviste allegate a quotidiani…
Intanto la mia amica Manuela mi invia un sms che dice di mettere su TGS per vedere una nostra collega di lavoro che, a quanto pare, fa la valletta in un programma sportivo. Ma non ho neanche la forza di farlo. Sono troppo scocciato perché so che domani mentre tutti festeggeranno il 25 aprile tra grigliate e gavettoni, io sarò a casa infagottato aspettando che questa maledetta febbre mi passi.
Mi telefonano Luigi e Paloma per raccontarmi cosa hanno fatto ieri sera, e sono contento di sentirli, ma il mio umore resta pessimo nonostante minimizzino sul fatto che per domani non ci sia niente di sicuro e che l’organizzazione della giornata lasci a desiderare.
Vabbè, stavolta è andata così. Sono certo però che non metterò mai più maniche corte a metà aprile…
sabato, 23 aprile 2005
Ho appena saputo che la settimana prossima Ficarra & Picone condurranno Striscia la notizia. Pur non essendo grande fan del duo comico, sono contento che l'immagine dei palermitani sul piccolo schermo possa subire una ripulita. Dopo Schillaci sull'Isola dei famosi e Benigno alla Fattoria se ne sentiva il "bisogno"...
venerdì, 22 aprile 2005
Fortunatamente questa luuunga settimana sta per finire. Da tempo non sentivo addosso tutto questo stress. Lavoro, lavoro, lavoro...ma da domenica STOP! 3 giorni di relax, altri 2 di lavoro e poi venerdì si parte per altri 3-4 giorni di vacanza. Pensandoci bene è stata una settimana molto intensa sotto tutti i fronti: dalla politica (governo cade? non cade? Berlusconi salta? non salta?), alla vita sociale (in Spagna, paese cattolico, è stato approvato il matrimonio tra omosessuali), dalla Chiesa (Habemus new papam) alla tv (Amici ha un nuovo vincitore: anche quest'anno il talento è stato premiato nonostante tutto). Insomma sembrerebbe un periodo di snodi, scelte e cambiamenti. Infatti ho deciso: FARO'
LA ROCKSTAR
!

mercoledì, 20 aprile 2005
Situation 3 sta arrivando. Il Mio Reality continua...Vediamo come stanno le cose:
- Big Mik (0 nomination) - la voce della trasgressione
- Petit Lili (0 nomination) - la voce sognatrice
- Paloma (1 nomination) - la voce della concretezza
- Marisol (0 nomination) - la voce dell'ingenuità
- Disordinata (1 nomination) - la voce della coscienza
Ricordo che a 5 nomination si esce dal blog.
Oggi avevo un’irrefrenabile voglia di mettere i voti…
7
Alla storia del Telegatto ritrovato dopo dieci anni da Gianluca Grignani. Un gesto da rockstar dannata – quando se lo poteva permettere – aveva spinto il cantante a scendere dal palco durante un’edizione di Vota la voce per dare la statuetta a forma di felino alla prima urlante malcapitata.
Lo stesso autore del Falco a metà a distanza di un decennio cercava la ragazza in possesso del premio che – potenza dei media – è stata rintracciata mostrandosi disponibile a restituirlo. La trasformazione di un uomo. Finito. Da fiction direi.
10
Alla pubblicità di Sky con Rita Levi Montalcini. Sorprendente vedere un premio Nobel ultranovantenne che si mette in gioco con simpatia e ironia. Una donna unica ed esemplare. Sempre e comunque.
2
A quelli che in ufficio non salutano. O meglio, a quelli che ti guardano in faccia e se non saluti per primo non contraccambiano. Fortunatamente sono pochi. Meglio un saluto sempre coerentemente negato che un cenno occasionalmente svogliato.
4
A quelli che dicono che questo sarà un papa di transizione. Ma che vuol dire? Quale vescovo votante ha mai rivelato questo segreto? E poi che vuol dire di “transizione”? 3 anni, 5 anni? La durata della vita media si è così allungata negli ultimi anni che non sarebbe strano avere un pontificato decennale.
5
Agli autori della Fattoria di Canale 5. Per una settimana il montaggio delle strisce quotidiane, ma anche la diretta in prima serata, ha mostrato quasi esclusivamente le gesta e le incazzature di Marco Basile, orientando palesemente il televoto contro lo sfidante Edoardo Costa. Che infatti è uscito. La prossima volta più eleganza, please.
6 e non di più
A Tin.it che si è premurata di contattarmi per verificare se il guasto in centrale Telecom che mi ha bloccato il servizio adsl per un po’ di tempo fosse stato ripristinato. L’accento sardo degli operatori mi è pure simpatico. Ma in effetti la bolletta che pago è piuttosto alta.
8 meno
Al simbolo dell’Unione di centro-sinistra. Un logo più colorato ci voleva e l’arcobaleno può essere l’immagine giusta di una coalizione multicolore, dove le spigolosità sono smussate in nome di un progetto comune. Un progetto rinato dopo una tempesta. Non so perché ma osservando questo simbolo ho l’impressione che ancora manchi qualcosa…
10 (di parte)
A tutti quelli che leggono questo blog, arrivato in questo momento a 815 visite in 2 settimane. Un record. Grazie a colleghi, amici, ex colleghi, nemici, conoscenti e s-conoscenti….
martedì, 19 aprile 2005
Era giunto il momento di presentarmi. Ebbene, sono il secondo sulla sinistra (era Halloween)

La prima a sinistra la mitica Falk, io, Stefano e infine una delle protagoniste del Mio Reality: Disordinata.
Stasera a contendersi lo share in tv saranno la seconda puntata della fiction Karol (che ieri, per inciso, è stata seguita da "appena" 13 milioni di spettatori), e l'edizione straordinaria di Porta a porta sull'elezione del nuovo papa (Ratzinger). Mai come stasera gli occhi di tutti saranno puntati sulla figura del pontefice passato (Canale 5) e presente (Raiuno): chi vincerà la guerra degli ascolti?
lunedì, 18 aprile 2005
Mia mamma aveva ragione. Su Raidue si è appena consumata la tragedia d'amore di Francesco Baccini. Lui è innamorato perso ma lei (Dolcenera) non ne vuole sapere. Strano, sembrava il contrario...

Sto provando a postare delle immagini sul blog. Casualmente metto gli euro che, pensandoci bene, ci hanno cambiato la vita: l'hanno resa più cara...
domenica, 17 aprile 2005
COSE DA PAZZI J
Ho ricevuto un MMS da parte di una persona (simpaticissima) che mostrava il cancello della villa in Brianza di Iva Zanicchi.
NON SI FINISCE MAI DI IMPARARE
In questi ultimi giorni ho appreso quanto segue (tra parentesi la fonte):
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In Europa discendiamo tutti da 7 genitrici. Gli studi sul dna mitocondriale (che si trasmette per via materna) hanno individuato 7 ceppi o clan che risalgono a 20 o 40 mila anni fa. Siamo tutti parenti di lunga data. Quasi. (Grazie Newton).
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Hitler avrebbe disposto che alla sua morte, il successore sarebbe dovuto essere eletto attraverso un conclave non dissimile da quello per eleggere il papa. E’ proprio il caso di dire dal sacro al profano. (Grazie Venerdì di Repubblica).
-
Brigitte Nielsen è il personaggio che ha partecipato al maggior numero di reality show. Dalla Talpa al Big Brother inglese. Quando si dice cosa non si fa per campà. (Grazie Tiberio Timperi).
-
Per iconizzare velocemente una pagina internet explorer basta cliccare il tasto Windows + M. Addio occhi indiscreti sul Pc. (Grazie Simona).
-
Iva Zanicchi alla fine degli anni settanta ha posato nuda per Playboy. Da sex-bomb a bomb. (Grazie Paloma e Mirko).
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I tifosi del Palermo sono i più caldi d’Europa. Non potevo vivere senza saperlo. (Grazie Cuori rosanero).
-
Il principe Harry d’Inghilterra ha fallito il test d’informatica in accademia. Alla faccia della privacy. (Grazie Mediavideo).
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Se dovesse accadere un reato su un’astronave si applicherebbe la legislazione del paese che l’ha costruita e lanciata in orbita. Su una stazione spaziale internazionale invece si applica un codice di comportamento di tipo militare. Dalle stelle alle sbarre. (Grazie Umberto Guidoni).
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A fine mese uscirà il nuovo album di Syria, invece il nuovo album di Nek esce dopo 4 anni di silenzio. Non me n’ero accorto. (Grazie Cd live).
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Papa Giovanni Paolo II fu eletto non perché polacco ma nonostante fosse polacco. Fu scelto per la sua preparazione teologica e filosofica ma anche per la personalità spiccata e perché aveva viaggiato molto. (Grazie cardinale Castillo Lara).
10 BIS. Baccini ha confessato di essersi innamorato di Dolcenera a Music Farm. Per la gioia degli autori. (Grazie mamma).
A questo punto credo che non ci sia più spazio per altro. L’attività cognitiva del mio encefalo è satura. Devo riavviarlo o metterlo in stand-by….ah, dimenticavo l’ultima cosa: il 29 c’è il solito convegno annuale organizzato da Maurizio Costanzo. Sono stato invitato. Si parlerà della tv della parola. Non posso mancare. (Grazie Scuola d’autori Mediaset).
SEX & THE CITY e THE CLUB
Ci sono dei programmi che diventano cult. Che lanciano mode. Che entrano prepotentemente nell’immaginario collettivo fino a modificare o diffondere stili di vita e modi di essere. Ce ne sono altri che – per il fatto di essere trash – diventano dei modelli mitologici di riferimento di come non si deve essere. E proprio per questa indiscutibile esemplarità rientrano nella categoria del cult. Del mito.
Il primo è il caso del telefilm “Sex & the City”, il secondo della striscia di All Music “The Club”.
Gli ascolti non c’entrano niente o forse andrebbero rivisti secondo variabili particolari sul tipo di pubblico che li vede e la capacità che possiede di assimilare ciò che segue al proprio vissuto. E’ comunque un dato di fatto che il successo di queste trasmissioni non va ricercato nello share o nel numero di telespettatori rilevato dall’Auditel, bensì nella diffusione di comportamenti e modi di fare riconducibili a essi. Non è un caso che le vicende di Carrie & co. sono (state) trasmesse da La7 (ma anche dal Canale Jimmy di Sky) e che gli sfigati alla ricerca di storie d’amore, di sesso e d’amicizia abbiano invece trovato riparo su Rete A. Televisioni di nicchia sebbene di proprietà importanti.
Sul caso del telefilm interpretato da Sara Jessica Parker è stato scritto di tutto, o quasi. Se ne doveva trarre pure un film, ma a quanto pare alcune incomprensioni tra l’attrice-produttrice e Cynthia Nixon, un’altra delle protagoniste, hanno bloccato il progetto sul nascere.
In America il fenomeno “Sex & the City” ha assunto proporzioni colossali, ma anche da noi lo stile di vita delle cinque diversissime protagoniste del telefilm è stato adottato come modello di riferimento da parte di tantissime ragazze, giovani donne e gay. La forza di questo modello comportamentale è data dalla assoluta verosimiglianza delle vicende narrate (drammatizzate, per carità, dal fatto che si tratta pur sempre di fiction) con le storie di tutti i giorni e dalla veridicità ed essenzialità delle emozioni provate dai personaggi della serie. Ma soprattutto dal fatto che parlano, senza falsi pudori e censure, di sesso. E non c’è niente di più realistico, come da me scritto in un post di alcuni giorni fa, del sesso. Il valore aggiunto che rende desiderabile questo stile di vita è dato invece dal glamour del luogo in cui sono ambientate le storie (New York è l’arena setting) e dall’essere fashion delle cinque protagoniste, diversissime tra loro e rispecchianti caratteri spesso opposti o al massimo complementari.
Una ricetta già contenuta nel titolo stesso del telefilm e valida per tutte le donne. Da Tokyo a Bellinzona.
E’ un fatto percepibile che tantissime fan di “Sex & the City” si identifichino nelle varie Carrie, Miranda o Samantha e cerchino di riprodurre il loro stile nella vita di tutti i giorni. Almeno ci tentano. Nella peggiore delle ipotesi ne parlano tra loro alimentando il culto di questa serie televisiva.
“The Club” è invece il programma più trash che la televisione italiana possa trasmettere su scala nazionale. E proprio per questo è diventato un cult. Un modello al contrario. Da non prendere in considerazione se non come punto di “non ritorno” comportamentale.
Si tratta della vetrina televisiva dei membri di un club (da qui il titolo) cui ci si iscrive, mi sembra, via cellulare e che promette incontri tra gli stessi iscritti. D’amore o d’amicizia. Di per sè già questo sarebbe sufficiente a tacciare come “trash” il programma in questione ma la cosa che supera ogni decenza è ciò che gli autori fanno fare ai malcapitati per riprenderli: improbabili balletti da cubisti e terribili primi piani delle espressioni del viso. Senza aggiungere le banalissime risposte (che fanno pronunciare agli stessi sconosciuti protagonisti) a delle altrettanto scontate domande.
L’effetto che si raggiunge è la ridicolizzazione di queste povere persone. Ignari – o forse no – interpreti di un’umanità semplicemente triste. Talmente squallida da diventare di culto.
sabato, 16 aprile 2005
Oggi sono stato due ore a cantare VOGLIO ANDARE A VIVERE IN CAMPAGNA...AH AH AH AH
SITUATION 2
Big Mik ha compiuto 21 anni e per l’occasione sono stato invitato a casa sua. Eravamo una quindicina di persone ed io ero forse il più “vecchio” (insieme a Manuela) con i miei 27 natali sulle spalle. La serata è stata piacevole tra una pizzetta e una lasagna nonostante avessi poca fame (non so perché ma mi succede spesso di non avere fame quando sono invitato a matrimoni, comunioni, compleanni e battesimi e di mangiare, con rammarico, soltanto il dieci percento del bendiddio che c’è). In realtà si trattava di una cena per pochi “intimi” perché la festa che Big Mik ha preparato si terrà fra qualche giorno in un locale molto carino della città dal nome “Calavuci”. E li ci saranno tutti. A casa di Big Mik però l’atmosfera era piacevole. Sarà che trovo la casa allegra e solare – nonostante confini con un negozio di pompe funebri – sarà che trovo assolutamente sopra le righe, e dunque originale e simpatico, il proprietario che scartando un regalo ha il coraggio di esclamare davanti alla madre, aprendo la custodia che conteneva un portafogli, “Ma cos’è? Una confezione di preservativi firmata?”. Ma tant’è. Il climax però è stato raggiunto quando, spegnendo le candeline, all’augurio da me urlatogli “Cento di questi giorni!”, Big Mik ha prontamente risposto, sarcasticamente “Speriamo di no, altrimenti che vita di merda!”.
Intanto Paloma sembra più taciturno e riflessivo del solito. Ed è strano perché di solito è l’allegria in persona. Probabilmente si tratta di un periodo “di transizione” e d’altra parte non si può pretendere che le persone vadano sempre “a mille” sol perché hanno un carattere allegro. Le batterie vanno ricaricate ogni tanto e magari Paloma sta facendo proprio questo. Non vorrei però che il motivo di tutto questo sia dovuto alla decisione di frequentare una scuola di regia a Roma (fare il regista è il suo grande sogno nel cassetto) e la preoccupazione di allontanarsi, quindi, dai suoi amici. Credo che la distanza non cancelli le amicizie. Quelle vere.
Per la serie “mordi-e-fuggi” la piccola Marisol è stata un giorno a Favignana (vedi link di fianco). In questi giorni è più solare del solito e nonostante sia stata sull’isola a forma di farfalla per aiutare il suo Luigi a portare degli oggetti per la nuova casa – credo delle mattonelle particolari – sembrava di ritorno da una VACANZA. Quella che mi ci vorrebbe in questo periodo di stress e allergie. Il 25 aprile auspicato sull’isola è però saltato. Peccato. Tutte le case del residence di Luigi sono affittate perché, a quanto pare, nelle Egadi quest’anno si terranno i preliminari della prossima America’s cup ergo invasione di turisti. Buono per le tasche di Luigi. Pessimo per me dato che non mi può ospitare.
La nominata di SITUATION 1 è Disordinata. La regina delle divagazioni (a tema e su richiesta) del mio reality. Non so se questa nomination le sia pesata, credo di no, però ha tenuto a dirmi che lei innamorata lo è davvero. Ne prendo atto. La nomination numero 1 però le resta se non altro per il fatto che non deve dimostrarmi nulla. Mi basta saperla serena e partecipare della sua felicità.
Questa volta nomino PALOMA perché credo debba seguire la sua vocazione senza titubanze. Salvo Big Mik perché ha sempre la risposta pronta e Marisol perché, beata lei, si accontenta di poco.
NOMINATION: 0 Petit Lili – 0 Big Mik – 1 Paloma – 0 Marisol – 1 Disordinata
La prossima nomination sarà Situation 3. A 5 nomination cumulate si esce dalle vicende del blog.
giovedì, 14 aprile 2005
SITUATION 2 STA ARRIVANDO..IL MIO REALITY CONTINUA...
TOTO-REALITY SHOW
Trovo divertente – per chi ne è appassionato, come me – scommettere sui nomi dei personaggi famosi che parteciperanno ai reality di prossima programmazione. I criteri che bisogna tenere presente sono diversi. Bisogna considerare la visibilità del personaggio, l’età, il livello di popolarità (mai eccessivamente elevato – chi partecipa ha bisogno di riacquisire fama – ), l’aspetto fisico, la provenienza geografica, la professione, e mixare tutto quanto. Bisogna anche valutare il ruolo, lo stereotipo, che tali personaggi andrebbero potenzialmente a ricoprire nel programma, la tipologia di pubblico sulla quale potrebbero fare presa, le dinamiche che potrebbero creare all’interno del gruppo e quindi lasciare una certa percentuale all’imprevedibilità e al caso…altrimenti che reality sarebbe?
Questo è il totoreality – assolutamente personale – della terza edizione dell’Isola dei famosi. Giorgio Gori prendi nota:
avendo superato la sessantina, ALBANO potrebbe essere il decano dei naufraghi. Lo stesso cantante recentemente non ha escluso la possibilità di finire sull’isola a far quadrare il cerchio sulle partecipazioni dei Carrisi nei reality. Dopo
la Lecciso
e Cristel, sarebbe proprio lui – grande macchinatore di tutti i pettegolezzi intorno la sua famiglia – a essere ripreso sempre e comunque dalle telecamere. Logica conseguenza di una vita da sempre dedicata al gossip. Famosissima negli anni ottanta, CAROL ALT potrebbe rivestire il ruolo di bella-e-saggia della spiaggia oltre che chiarire i dubbi su che fine avesse fatto. Sexy e affascinante nonostante l’età non più verdissima (deve compiere 45 anni) avrebbe le carte in regola, oltre che l’esperienza, per diventare la leader del gruppo femminile delle naufraghe o per calamitarne le gelosie. Per la serie “figli di” troverei posto, tra gli sfollati di Santo Domingo, per ANTHONY DELON (già contattato per La Fattoria) e BRANDO DE SICA, giovanissimo attore di belle speranze alla ricerca di un’identità artistica affrancata da quella del padre. Dato che la categoria delle vallette-veline-letterine avrebbe bisogno almeno di una rappresentante degna di nota, ALESSIA FABIANI potrebbe finalmente decidere di rivestirne il ruolo, portando in dote come “valore” aggiunto alla sua partecipazione, la curiosità per la storia avuta con l’ex marito della Ventura. Curiosità che potrebbe concentrarsi anche sulle vicende sentimentali (più che su quelle sportive) di ALDO MONTANO, ultima fiamma di Manuela Arcuri. Se non altro il pubblico femminile avrebbe un buon motivo per accendere il televisore. La categoria dei “famosi-tutta-casa-e-famiglia” potrebbe annoverare in qualità di esponenti l’eterea ELEONORA BRIGLIADORI e il giovane ma vecchio ALESSANDRO GRECO, gigante buono dalla lacrima facile e dalla carriera televisiva ormai appannata. A proposito di personaggi prettamente televisivi, STEFANIA ORLANDO, sarebbe perfetta nelle vesti della bomba-sexy-ma-materna e sicuramente non lascerebbe indifferenti i maschi della laguna. Il rappresentante della categoria “ex di” sarebbe magistralmente incarnato da tale MAX BERTOLANI, palestrato modello che annovera tra le sue storie quella con Pamela Prati e tra le sue partecipazioni televisive quella del Carràmba boy. Famoso quanto basta. I due pezzi forti del cast potrebbero essere l’olimpionica FIONA MAY IAPICHINO, black, straniera e madre, dotata di una spiccata personalità (una storica puntata di Scherzi a parte lo testimonia), ma soprattutto la scrittrice diciannovenne MELISSA P ,autrice del best seller “Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire”, ingenua provocatrice alla ricerca di visibilità. Sono convinto che questo cast farebbe faville. Anzi avrei già individuato il nome del vincitore: Alessandro Greco. Col beneficio del dubbio che a fargli le scarpe potrebbe essere la tostissima Fiona May.
A questo punto, salterei la terza edizione e passerei direttamente alla quarta…
P.s. Chi mi invita a cena se azzecco almeno 3 dei personaggi?
SODDISFATTI O RIMBORSATI
Per l’ennesima volta oggi mi son trovato a parlare della cosiddetta tecnica “A.I.D.A.”. No,
la Yespica
non c’entra niente e neanche l’opera verdiana. Chi ha sfogliato un libro di marketing saprà che si tratta di un acronimo che si riferisce a una tecnica di vendita. Tutto qua. In effetti se ci pensate bene, ogni venditore-imbonitore-piazzista deve riuscire a catturare l’ATTENZIONE (A) di un potenziale cliente e una volta riuscitoci dovrà suscitarne l’INTERESSE (I) e provocarne il DESIDERIO (D) per giungere infine all’ACCORDO (A), che altro non è se non la vendita di un prodotto-servizio.
I manuali suggeriscono varie teniche per mettere in pratica il modello Aida. Per catturare l’attenzione basta riuscire a connettersi empaticamente con il cliente per creare una relazione, una sintonia, basata sulla fiducia reciproca e soprattutto sulla credibilità del venditore. Questo però non basta, infatti è necessario da parte del venditore stesso suscitare l’interesse del cliente sottolineando, ad esempio, i vantaggi (e non le caratteristiche, attenzione!) del prodotto che si sta vendendo focalizzando le proprie motivazioni su ciò che si vuole offrire e non sul beneficio che si può ottenere, alla fine dei conti, dalla vendita. Tuttavia una volta catturato l’interesse del cliente, bisogna provocarne il desiderio attraverso il “potere delle immagini” e le “associazioni positive” per giungere infine all’accordo, lasciando, al cliente ormai conquistato, un’impressione positiva e vincente.
Non so perché ma ogni volta che parlo della tecnica Aida la prima associazione mentale che mi viene da fare è quella con il presidente del consiglio. Credo abbia messo in pratica magistralmente questo modello.
Berlusconi è riuscito a calamitare su di sé le attenzioni degli elettori facendo leva sulla credibilità di imprenditore di successo e utilizzando uno stile comunicativo empatico, chiaro e rassicurante. Ha catturato l’interesse dell’elettorato parlando in modo semplice e pragmatico del programma politico del suo partito. Ha provocato il desiderio degli italiani che lo associavano ad uno stile di vita vincente e fortemente desiderabile e infine ha firmato platealmente un accordo con gli elettori. Tutto questo non fa una grinza. Se non per il fatto che la politica, secondo me, non è equiparabile alla vendita di un prodotto o di un servizio. Sembra che gli italiani se ne siano accorti. FINALMENTE.
Mi ha colpito la frase di tale Adam Phillips, analista e scrittore, quando dice
Forse dovremmo considerare l’amicizia come il modello migliore di un rapporto che funziona. E accettare che le relazioni sessuali sono imprevedibili. Che si vada avanti per 20 anni o 20 giorni non è fondamentale quanto chiedersi se la propria esistenza è migliore con quella persona.
Non ho mai amato tutti quei discorsi sull’ammoore (sì, con due m e la o aperta che più aperta non si può) e i sentimenti. Non mi appartengono. Mi annoiano. Mi fanno venire l’orticaria.
Invece sarebbe figo che un guizzo di originalità mi portasse a scrivere – a proposito del sesso – la classica frase “Preferisco farlo piuttosto che parlarne” di cui si riempiono la bocca tutti quelli che vogliono far credere chissà cosa per il semplice fatto che di sesso, appunto, non parlano mai.
Invece io preferisco parlare di sesso piuttosto che di amore. Non perché sono un materialista. Quantomeno lo sono nella norma. Non perché non ho mai provato l’amore con
la A
maiuscola. Almeno credo di essere stato trafitto – una volta, forse una e mezza – dalle frecce di Eros. Non perché non ho altri argomenti di cui parlare. Ritengo di averne almeno sei-sette. Ma parlare d’amore credo sia la cosa più stucchevole e fastidiosa che ci possa essere, soprattutto quando non si è avvolti “dalle spire del sentimento”. E non è un senso d’invidia che mi fa parlare, ma un desiderio di concretezza e un’avversione nei confronti della retorica che mi caratterizzano.
Parlare di sesso invece è quasi sempre divertente, trasgressivo, concreto, linguisticamente stimolante (quanti sinonimi per riferirsi agli atti o agli attributi sessuali) e di forte impatto emotivo. Con i miei amici faccio spesso riferimenti al sesso nei nostri discorsi. E anche loro. Abbassa le barriere. Sono d’accordo sul fatto che l’amicizia è il modello migliore di rapporto funzionante. Forse perché il sesso non c’entra. Fisicamente. A parole, invece – nel mio caso – altro che…
lunedì, 11 aprile 2005
PICCOLEZZE
Mi hanno detto il motivo per cui il tappo delle Bic è forato. Qualche anno fa, se ci pensate, non lo era. Ebbene, nel caso in cui il tappo dovesse finire in gola, il foro servirebbe a far passare l’aria e inoltre emetterebbe un fischio. Importantissimo se ad affogarsi dovessero essere bambini: il rumore farebbe accorrere i genitori. Geniale. Una piccola idea che salva la vita.
FINZIONI
Non sono mai stato un grande amante delle fiction televisive. Anzi, ad essere sincero, provo proprio una sorta di idiosincrasia – una vera intolleranza – verso il genere. Quando dico fiction mi riferisco alle serie o ai film tv all’italiana, dalle 2 alle 200 puntate. Per intenderci dal “Maresciallo Rocca” che qualche anno fa diede il la a quell’inflazione di storie sui preti, medici, carabinieri e commesse, a “Il bello delle donne”. Il mio rigetto verso questo tipo di programma è probabilmente dovuto al preconcetto di assistere a prodotti minimamente paragonabili alle serie americane. Mi si dirà che spesso l’ambientazione è molto più verosimile e vicina alla nostra “realtà” nazionale, che gli attori sono bravissimi e che le storie sono avvincenti, ma tant’è. Pensandoci bene, mi irrita l’idea di esser costretto a dover seguire le varie puntate – fossero anche due – per sapere “come va a finire”. Se vedo un film voglio vedere il finale non più di un paio d’ore dai titoli di testa. E con le fiction non si può.
La fiction, o meglio il film per la tv in due puntate, “Cefalonia” invece mi incuriosisce. Non so se riuscirò a vederla. Videoregistrarla non se ne parla: uno perché il videoregistratore è rotto – adesso solo dvd a casa mia –, due perché non saprei quando eventualmente rivederla. In ogni caso mi incuriosisce davvero.
Zingaretti è bravo. Non si discute. Mia mamma ne è addirittura innamorata.
La storia è interessante. Si tratta di un episodio tragico e poco conosciuto accaduto durante la seconda guerra mondiale.
Il cast sembra ben assortito tra i vari Amendola, Mastandrea e Corrado Fortuna (Tano da morire).
Ma il vero motivo per il quale mi incuriosisce è che Cefalonia è stato girato a SAN VITO LO CAPO e dintorni. Luoghi topici della mia INFANZIA. Luoghi dove andavo in vacanza da piccolo. Mare cristallino (vicino si trova la riserva naturale dello Zingaro), macchia mediterranea e sole sempre splendente. Proprio per questo, per la bellezza degli scenari, questo lembo della Sicilia è stato il set di Ocean Twelve. Che ancora deve uscire. Ho letto anche che la caserma che si vede nel film è stata ricostruita sui resti di una vecchia tonnara che presto diventerà un lussuoso villaggio turistico.
Dicevo mare, verde e sole SEMPRE splendente. Quasi sempre. Per lo meno quando con Petit Lili siamo andati al Cous-cous festival di San Vito Lo Capo – qualche tempo fa – diluviava, ma è stato ugualmente bello avere tutta una spiaggia per noi mentre ci inzuppavamo d’acqua in quei posti che, stasera, fingeranno di essere le spiagge ioniche di Cefalonia.