IL MIO REALITY

Avevo scritto un reality show "Obiettivo Pulitzer", me l'hanno copiato. Adesso medito vendetta...

il mio occhio
(saltuariamente) Fantasioso (mai) Utilitarista (tendenzialmente) Lunatico (sempre) Vanesio (talvolta) Inquieto (spesso) Ottimista.
Le iniziali vi diranno chi sono.

che ore sono?
aforisma


FLAVIO OREGLIO

Leopardi nonostante una siepe dinanzi alla sua vista poteva scorgere l'infinito. Oggi riusciamo a fare la stessa cosa solo fumando la siepe.

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05.In tutti i miei giorni
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07.Matteo Pedrosi
08.Sicilia ciao
09.Scuola di Televisione Mediaset


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Utente: IlmioReality
Nome: Ilmio reality (Il cognome è troppo famoso. Evitiamo di dirlo)
Un blogger con (latenti) manie di grandezza

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lo dite voi...
utente anonimo in OGGI RIFLETTEVO CHE


CONFESSIONALE

Il Mio Reality ha già ricevuto *loading* nominations!




a telecamere spente
fulviodell@libero.it


ultime foto




sing a song


PINK - JUST LIKE A PILL



emozioni dipinte


EDWARD MUNCH

L'URLOOOOOOOOOOOOOOOOOOO (1885)

emozioni girate


STEVEN SPIELBERG

INCONTRI RAVVICINATI DEL 3°TIPO (1977)

un mito


THE PEANUTS



wanna drink?


Red Bull ti mette le ali!


heal the world


make it a better place...for you and for me...


reality show time




Il reality show è un genere televisivo che possiede 4 macro-tratti distintivi:
1) il ruolo attivo giocato dal mezzo televisivo nel suo atto di comunicazione. La tv è un "demiurgo" che interviene sulla realtà;
2) il ruolo complice e consenziente della gente (famosa e non) coinvolta nel meccanismo;
3) i contenuti veicolati, relativi alla sfera quotidiana, soprattutto affettiva e relazionale, in contesti che agevolano il loro esplicitarsi;
4) la formattizzazione della realtà in griglie prestabilite.




Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7 - 03 - 2001 ma frutto della libertà d'espressione (sancita costituzionalmente) del suo autore!

IL MIO REALITY



martedì, 31 maggio 2005

 

  1. Negli USA Paris Hilton, ereditiera di nome e presenzialista di fatto, ha scandalizzato l’opinione pubblica in seguito alla diffusione di un filmato hard che la vedeva protagonista insieme a Rick Solomon. In Italia Flavia Vento rivela (e poi ritratta) ad un giornale di aver avuto uno serata piccante con Francesco Totti.
  2. Negli USA il “Black Album” di Jay-Z è primo in classifica, al secondo posto troviamo il sound dello scomparso Tupac Shakur, mentre in terza posizione completa un podio che suona solo rap la G-Unit capitanata da 50 Cent. In Italia Jovanotti sottrae ai Blue la prima posizione delle chart.
  3. Negli USA “The Osbournes” è stato uno dei reality più seguiti delle ultime stagioni. In Italia hanno tentato la fortuna con “Casa Pappalardo”.
  4. Negli USA all’ultima edizione degli Emmy Awards hanno trionfato “I Soprano” come serie drammatica, “Queer eye for the straight guy” come reality di prime time, “Angels in America” come miniserie e “The daily show with Jon Stewart” come programma d’intrattenimento. In Italia all’ultima edizione dei Telegatti hanno fatto incetta di premi “Elisa di Rivombrosa” come programma dell’anno, “Casa Vinello” nella categoria telefilm e “Benedetti dal Signore” come fiction breve.
  5. Negli USA la coppia formata da Justin Timberlake e Cameron Diaz è su tutti i tabloid per un presunto bacio dato dall’attrice a un produttore. In Italia la stampa continua a chiedersi se Dj Francesco e Aida Yespica stiano ancora insieme.
  6. Negli USA la cantante Kelly Clarkson, vincitrice della prima edizione di “American Idol”, è già arrivata al secondo album e uscirà a breve anche da noi con il pezzo “Since you’ve been gone”. In Italia è stato inciso invece il primo singolo di Giulia Ottonello di “Amici” intitolato “Spezzami il cuore” mentre sembrano essersi già perse le tracce di Antonino.
  7. Negli USA tutti si chiedono se verrà tratto un film dopo il successo televisivo della serie “Sex and the City” con Sara Jessica Parker. In Italia invece il successo della star televisiva Costantino è stato motivo per girare il film “Troppo belli”.
  8. Negli USA George Lucas ha annunciato che presto verranno girati 100 episodi di un telefilm ispirato a “Guerre stellari”. In Italia tutti si domandano se verrà mai trasmessa la seconda serie della fiction “Ho sposato un calciatore”.
  9. Negli USA il matrimonio più televisivo degli ultimi anni è stato quello della popstar Jessica Simpson con Nick Lachey. In Italia abbiamo assistito a tutti i preamboli e alla cerimonia che ha unito in matrimonio Katia e Ascanio.
  10. Negli USA tutti aspettano di scoprire il nuovo look della camaleontica Madonna. In Italia tutti aspettano di scoprire quali sorprese riserverà in materia Anna Oxa.

In fondo, siamo tutti uguali...


lunedì, 30 maggio 2005

L'ascolto almeno una decina di volte al giorno (è di Dolcenera):

E siamo qua, l'oroscopo ha previsto già
che compreremo tutti le pistole
e che faremo faremo fuoco nelle scuole 

Lucia non ha più il senso della realtà
Si è fatta un acido e anche un uomo
che poi è scomparso è scomparso
come un tuono

Per questa mia generazione
con la sua
ansia metafisica
ci vuole almeno un'emozione
oppure oppure una ragione

Per questa mia generazione
con la sua
ansia metafisica
ci vuole almeno un'emozione
o almeno almeno un'illusione

E siamo qua, il meteo ha previsto già
che pioverà per l'eternità e anche più
e che saremo saremo spenti davanti alla tv

Lucia non ha più nessuna identità
Lei crede solamente nella pubblicità
che le dice cosa fare per la sua obesità

Per questa mia generazione
con la sua ansia metafisica
ci vuole almeno un'emozione
oppure oppure una ragione

Per questa mia generazione
con la sua ansia metafisica
ci vuole almeno un'emozione
o almeno almeno un'erezione

Con l'ansia sconosciuta di dover vivere
noi continuiamo solo a ridere
a ridere, a ri.. ri.. a ridere

Per questa mia generazione
con la sua ansia metafisica
ci vuole almeno un'emozione
o almeno almeno un'illusione

Per questa mia generazione
con la sua ansia metafisica
ci vuole almeno un'emozione
oppure oppure una ragione



Un tempo erano loro a scandire la giornata televisiva del telespettatore italiano medio (ossia il teledipendente tutto casa-chiesa-tubocatodico). C’erano quelle RAI, una miriade, tutte un pò più anzianotte, ingessate, istituzionali. E interscambiabili tra le reti. A volte – grazie alla diretta, rigorosa (non ho mai capito perché non registrassero 20 minuti prima della messa in onda) –  si impaperavano oppure lasciavano cadere sbadatamente e platealmente i fogli con la scaletta dei programmi, tossivano (per poi chiedere scusa in modo professionale), oppure indossavano elegantemente gli occhiali da vista tra l’annuncio di un “varietà d’intrattenimento” e quello di uno “sceneggiato” sottotitolato alla pagina sette-sette-sette di Televideo. Poi c’erano quelle MEDIASET. Giovani, belle, ammiccanti. Ognuna rappresentava il “volto” della propria rete di riferimento. Quella di Canale 5 doveva essere solare e materna, per Italia 1 ci voleva una figura più aggressiva e giovanile, Retequattro richiedeva un’immagine rassicurante e avvolgente. Queste non sbagliavano mai – grazie alla registrata – e potevano contare su di un sottofondo musicale che alle colleghe della tv di stato non era concesso. Io preferivo quelle Mediaset, anche se alla fine dei conti non dicevano nulla di più di quello che scriveva il giornale nella sezione “programmi” con annunci lampo che finivano con frasi amichevolmente accattivanti. Probabilmente avevano una funzione meno informativa e più “empatica”, ma funzionavano, altro che. Adesso sono tutte sparite. O quasi. Suvvia, non mi direte che quelle ragazze sul divano che si alzano per “spegnere” la telecamera col dito indice possano definirsi ANNUNCIATRICI? Basta, rivoglio la Pierobon (o per la par condicio Peppi Franzolin…). Che ne dite se facciamo una petizione?



Vi confesso che fino a qualche giorno fa non avevo ancora preso alcuna decisione in merito al referendum sulla fecondazione assistita del 12 e 13 giugno. Avevo già una mezza idea da alcuni mesi, dopo aver partecipato a una serata "referendaria" organizzata da Emma Bonino dove, tra una pizzetta e l'altra, veniva chiesto di firmare per l'approvazione dei quesiti abrogativi. In quell'occasione firmai, nonostante sia sempre titubante a mettere la mia firma su qualunque modulo a patto che non si tratti di un aumento di stipendio. La serata si concluse con un mini concerto di Paola Turci ed io me ne tornai a casa semi-convinto ma ancora ignorante in materia (avevano preso parola la Bonino stessa, alcuni medici favorevoli alla liberalizzazione in materia di procreazione e alcune signore che avevano avuto esperienze significative e molto toccanti). Ignorante, dicevo. Fino a qualche giorno fa. Quando casualmente mi sono imbattuto in un manifesto di Sabrina Ferilli - testimonial della campagna per il SI. A quel punto l'interesse per il referendum è come se si fosse ridestato, riacceso così tanto da  spingermi a consultare questo sito qui dove ho trovato risposte ad alcuni dubbi che avevo e dove ho potuto soprattutto documentarmi. Credo sia giusto lasciare che la ricerca vada avanti senza costrizioni pseudo-moraliste e che la fecondazione eterologa possa essere d'aiuto anche per chi non ha problemi di sterilità. Per questo, ma non solo, voterò SI. Per tutti e quattro i quesiti. Fatelo anche voi. E' una questione di libertà. Grazie.


domenica, 29 maggio 2005

Va bene, okay, d'accordo...anche se odio tutte le catene di Sant'Antonio, non potevo esimermi dal partecipare alla staffetta musicale che nelle ultime settimane sta impazzando qui in blogosfera:

1. Volume totale dei file musicali nel mio pc - 2,57 GB (795 files)

2. Ultimo cd comprato o regalato - Uomo bastardo di Marcella Bella

3. Canzone che sta suonando adesso - Don't go breaking my heart di Elthon John feat. Ru Paul

4. Cinque pezzi che ascolto ultimamente - Ansia Metafisica di Dolcenera, Cara Droga di Franco Simone, Cronaca di Luna, Il profumo del mare di Gianni Bella, Comprami di Viola Valentino

5. Cinque pezzi che significano tanto per me - Grande amore di Mina (riappacificazione d'amore), Valeria di Elsa Lila (inizio di una storia), Daniel di Elthon John (vacanze a Pantelleria), Roma Capoccia di Antonello Venditti (infanzia), Nessun dolore di Giorgia (mi da una grande carica, come tutti le canzoni di Giorgia).

 


sabato, 28 maggio 2005

Dopo una (mezza)giornata di mare – ebbene si, il mio primo mare, e che ci volete fare se io vivo in un’isola ed già è piena estate? - Eccomi pronto a sciorinarvi tutto quello che ho imparato in questi ultimissimi giorni:

1)    NOMI. Il vero nome di Nino D’Angelo è Gaetano, ed io pensavo che si chiamasse Antonino o tuttalpiù Gennarino! il nome più diffuso al mondo invece è Mohammed, ma la cosa più assurda è che Condoleeza Rice, famosa consigliera per la sicurezza nazionale degli USA, si chiama così per un errore dell’anagrafe americana. Suo padre, melomane e amante dell’Italia, voleva chiamarla, in modo del tutto sobrio, “Condolcezza”. Si, esatto, CON-DOLCEZZA!

2)    ECONOMIA. Il mio amico Ciccio di Bari mi ha rivelato che a Matera hanno scoperto dei giacimenti petroliferi che potrebbero risollevare le sorti economiche delle regioni meridionali. Forse è il caso di comunicarlo al ministro Tremonti, in modo da risparmiarci la vendita, oh pardon, la concessione a privati delle spiagge del sud.

3)    TELEVISIONE. Il sito Tgcom rivela che fra poche settimane l’inedita accoppiata Roberta Capua-Teo Teocoli condurrà il nuovo format Endemol “Sei un mito”, ovvero una gara canora tra concorrenti-sosia dei loro cantanti preferiti. Questo NUOVISSIMO programma mi sembra di averlo già visto alcuni anni fa con il titolo “Re per una notte” prima, “Momenti di gloria” poi. Quando le idee scarseggiano…

4)    CURIOSITA’. Un foglio di carta non si può piegare più di 7 volte. E’ vero!

5)    STORIA. Quando gli alleati angloamericani invasero la Germania nel 1945, entrando nei campi di concentramento, liberarono tutti i deportati ad eccezione dei criminali comuni e dei “triangoli rosa”, ovvero gli omosessuali tedeschi perseguitati e rinchiusi nei lager, trattati alla stregua di assassini. Da una persecuzione all’altra.

6)    TURISMO. Con 800 Euro tuttocompreso si può trascorrere una settimana da sogno alle Canarie. Ci sto pensando…

7)    REALITY SHOW. La terza edizione dell’Isola dei Famosi potrebbe vedere sulle sue spiagge le forme della modella Alena Seredova, la siliconata Mascia Ferri, la scomparsa Cristina Quaranta e la rivelazione Sylvie Lubamba. Che vi dicevo?

8)    EDITORIA. La direttrice di Chi Silvana Giacobini, ormai ex, insieme all’antipaticissimo Sandro Mayer, dovrebbero dare vita ad un nuovo quotidiano popolare edito da Cairo Editore. Ne sentivamo tutti il bisogno. Devo però ammettere che in un paese dove la tiratura dei quotidiani è a livelli infimi, è possibile che questa formula possa giovare al mercato.

9)    COSTUME. Inteso proprio come “costume da bagno”: va di moda lo spezzato.

10)                      SPORT. Non l’Inter, ma il Milan ha una sfiga pazzesca!

 

 

 

 


venerdì, 27 maggio 2005

Chi mi legge avrà notato che su questo blog non parlo mai del mio lavoro. Per scelta. Devo confessare che ho la fortuna di essere tra quegli esseri umani che, usciti dalla porta dell’ufficio, riescono a mettere in stand by (anzi in stand bye bye!!) tutte le questioni e i problemi lavorativi. Otto ore e passa trascorse tra le quattro mura del mio ufficio (sebbene si tratti di mura volutamente dipinte di un rilassante azzurro cielo) impegnano già così tanto il mio “spazio” neuronale che il resto voglio dedicarlo ad altro. Cazzeggio compreso (altrimenti perché avrei iniziato a blaterare in un blog?). Detto questo, non crediate che dentro quella specie di open space celeste che chiamo “il mio ufficio” non ne succedano di tutti i colori. Un po’ come in tutti i luoghi di lavoro del mondo. A volte ammetto di restare così allibito dal comportamento di alcuni colleghi, al punto di pensare che abbiano confidenza con piste bianche che di sciistico hanno ben poco. E vi ho detto tutto. Devo però riconoscere che in questi anni ho conosciuto un mucchio di persone, ho incontrato un sacco di amici, ho raggiunto un’autonomia e una competenza che prima non avevo. Ho imparato tanto perché ho visto piangere, ridere, urlare, incazzarsi, incassare colpi, mentire, corteggiare, sorridere, accontentarsi, ma soprattutto sparlare, o meglio sparlarsi, dato che lo fanno tutti. Ma that’s life, e il lavoro fa parte della vita di una persona, dunque la riproduce e spesso la condiziona. Il punto è proprio questo: a me non va di essere condizionato né dal lavoro né da nient’altro.


giovedì, 26 maggio 2005

Bene, vuoi lavorare al call center dell'Alitalia? Ok, farai 5 settimane di formazione NON RETRIBUITA e poi andrai in risposta, ogni chiamata che riceverai nel tuo turno di lavoro ti verrà pagata 15 centesimi.

Se questo si può definire mercato del lavoro...


mercoledì, 25 maggio 2005

Quanto ci scommettiamo che dopo i fenomeni Costantino e Lecciso, il prossimo tormentone catodico-mediatico sarà quello di Sylvie Lubamba? Secondo me buca lo schermo e il tempo mi darà ragione...



Ho appena scoperto che la pittrice più cool e trendy del momento è tale JENNY SAVILLE, trentaquattrenne di Cambridge, cresciuta a Glasgow, esplosa a Londra, col cuore a PALERMO, dove ha recentemente aperto un atelier (che presto andrò a visitare). E' la pittrice dei corpi, nell'accezione più fisica del termine. Immortala dettagli anatomici umani e animali, figure intere, carcasse di animali, cadaveri, resti di nature morte insanguinate, volti sfigurati, transessuali (è appassionata dell'ambiguità sessuale ermafrodita e della trasformazione dei corpi, delle ferite, del sangue). Innamorata di Palermo, trova ispirazione nei luoghi più remoti del centro storico, negli antichissimi mercati (Ballarò, il Capo, la Vucciria...) e tra le stradine dimenticate del Cassaro. Nella sua pittura nulla è lasciato all'intuizione, tutto si condensa in modo brutale e suggestivo.

 



Ecco dieci regole dieci per essere come LORO:

1)      Devi essere under 30 (meglio avere un’età compresa tra i 24 e i 28 anni - se ne hai di più, basta toglierli)

2)      Devi essere figo. Non bello. Figo.

3)      La voce non è poi così importante. Basta essere un po’ intonati. Fondamentale è seguire bene il playback con il labiale.

4)      Il capello. Mai banale. O truzzo, o fashion o finto scombinato, ma mai banale!

5)      Ammicca. Se non sai ballare fingi di muoverti: spalla-spalla-anca-anca.

6)      I video. Donne nude o semivestite. Sempre e comunque.

7)      Caratterizzati con un gesto distintivo: prendere il microfono in un modo particolare o toccarsi una parte del corpo vanno sempre bene.

8)      Cerca di farti invitare a Total Request Live su Mtv.

9)      Di’ sempre di aver un singolo in uscita anche quando hai rotto con la casa discografica.

10)  Non ti fidanzare.

 

 

 

 

 

 

E se alla fine inizieranno a circolare voci sulla tua presunta ambiguità sessuale, allora SEI sulla buona strada.

 


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Leggo e pubblico:

(ANSA)-MILANO,11 MAG - Vasco Rossi, ha ricevuto una laurea honoris causa in Scienze della comunicazione dalla Libera universita' di lingue e comunicazione di Milano. Rossi che, diplomato in ragioneria, aveva presto lasciato gli studi alla facolta' di pedagogia di Bologna per dedicarsi completamente alla carriera musicale, e' stato accolto al suo arrivo alla Iulm da piu' di un migliaio di fan. Ritirando la laurea, il rocker ha detto: "Non ho mai certezze, solo dubbi e nelle mie canzoni faccio solo domande".

Mi domando se è giusto che io mi sia fatto il mazzo per laurearmi...l'ho già detto: se rinasco faccio la rockstar!!!


martedì, 24 maggio 2005

Ok, lo confesso, anch'io sono stato vittima della pubblicità martellante del TESMED e l'ho comprato, anzi l'ho ordinato qui e poi pagato in contrassegno ben 163 euro(!) Alcuni mesi fa, per essere precisi. Chi mi conosce sa della mia predisposizione a mantenere una forma fisica tonica e atletica, dunque non si scandalizzerebbe della cosa. Chi non mi conosce potrebbe pensare che sia un maniaco della palestra, ma in realtà non è così. Si, è vero, faccio costantemente flessioni e contrazioni addominali, cerco di non buttarmi sul cibo in modo esagerato e mi alleno regolarmente, ma da qui ad essere considerato un maniaco ce ne passa. Ebbene, tornando al discorso sul Tesmed, dopo alcuni mesi vi posso assicurare che NON SERVE A NIENTE. O meglio, incide così poco nella definizione muscolare che in effetti non risolve nulla di nulla, e poi è tremendamente noioso. Vi assicuro che l'ho usato regolarmente e correttamente, ma niente. Fortuna che ci sono i miei faticosi 140 addominali al giorno, quelli si, che sudando e stancandosi, ti danno vere soddisfazioni...

 



Qualcuno sa spiegarmi perchè Luca Dirisio solitamente a metà esibizione si avvicina al bordo del palco e si alza la t-shirt?


lunedì, 23 maggio 2005

Finalmente una bella notizia sul fronte televisivo: torna LA TALPA (Titolo originale The Mole). Il reality condotto da Paola Perego lo scorso anno tornerà in tv a settembre su Canale 5. Sempre con la Perego che, se ricordate, sostituì in corsa un'imbarazzante Amanda Lear, improvvisata conduttrice di una notte. Devo ammettere che è stato il format che più mi ha appassionato per questo gioco psicologico di dover individuare il sabotatore tra i 12 protagonisti. Una genialata. Per chi non ricordasse il meccanismo del gioco, qui trovate la storia del programma e il suo svolgimento. Certo, non ci sarà più il sano esibizionismo della Nielsen o la verve polemica di Karim, l'ambiguità di Clarissa Burt o la veracità di Nadia Rinaldi (alcuni dei partecipanti della prima edizione. C'erano anche Don Backy, la De Grenet, Davide Ricci, Mikael Kenta, Andrea Lucchetta, Alessia Ventura, la vincitrice finale Angela Melillo e naturalmente la talpa Predolin) ma secondo me ne vedremo delle belle...



L'albero di FalconeAvevo 14 anni ed era una splendida giornata di maggio. Una di quelle giornate palermitane sferzate dalla brezza che porta il profumo della zagara e del mare. Ricordo lo choc di una notizia che in pochi minuti fece il giro del mondo: avevano ucciso il giudice Falcone, la moglie e gli uomini della scorta in un tratto di autostrada che ogni palermitano percorre per andare in spiaggia o per partire. All'altezza di Capaci. Un uomo che aveva combattuto contro il male veniva seccato in pochi istanti. Perdevamo una figura esemplare di uomo e di giudice.

A distanza di 13 anni voglio ricordare GIOVANNI FALCONE attraverso l'immagine del famosissimo Albero di via Notarbartolo. Per non dimenticare. MAI.



Non succedera' piu'

Quando ho bisogno di te succede che tu non ci sei
troppa fiducia rovina l'amore e adesso un mistero sei tu.
Non succederà più che torni alle tre
e io mi addormento senza te

eppure lo sai che ho tanto bisogno d'amore ma
Non succederà più che dico di si per farti contento e penso
non succederà più d'amore te ne ho dato tanto ma
Non devo dartene più e voglio pensare un po' a me
guardarmi intorno se e notte se e giorno desiderio senza di te
Non succederà più almeno per me di amare chi troppo vola
non succederà più se averti vuol dire star sola.
Non succederà più che torni alle tre e io mi addormento se
non succederà più morire per la tua assenza.
(Difendermi cambiandomi per te io lo farei
ma mi ci vedi cosi a dirti sempre di si.
Sei stata lo sei sempre e lo sarai
la donna che ho voluto e che vorrei
succederà più che torno alle tre
e tu ti addormenti senza me succederà più d'amore
te ne ho dato tanto.)

Quando ho bisogno ti te succede che tu non ci sei
guardami intorno se e notte se e giorno
e poi non parliamone più.
Non succederà più che dico di si per fati contento e penso...
Non succederà più che torni alle tre
e io mi addormento senza...
(Quando hai bisogno di me succede che sono da te.
Quando hai bisogno di me succede che sono da te.)
Non succederà più che dico di si per fati contento e penso...
Non succederà più che torni alle tre
e io mi addormento senza...

La parte in blu è cantata da Celentano...


domenica, 22 maggio 2005

Ecco, se io sto con qualcuno è perchè mi PIACE. E tanto. Molta gente invece sta insieme se non si DISPIACE.



Non ho più seguito le vicende della Fattoria di Canale 5. Dopo un inizio quasi entusiasmante, son via via usciti tutti i personaggi sui quali avevo "puntato". Da Jo Squillo a Marco Basile, dalla Lodo a Francesco Benigno. In fazenda son rimasti alla fine dei giochi il noiosissimo Mal, una Montanarini dimezzata dal suo animale sacrificale (più animale che altro) Basile, una Eva Henger più sottotono di Selen (vedi Fattoria number 1), un Raffaello Tonon un tantino sopravvalutato. Meno male che c'è lei. La regina delle televendite. La madrina del trash. Colei che riuscì a imitare lo strip di Demi Moore durante una Simpaticissima di qualche anno fa. La donna che ha lanciato Grecia Colmenares, Catherine Fullop e Luisa Kuliok in un paese dove prima di loro c'era solo Capitol e al massimo la schiava Isaura. La rossa più televisiva degli anni 80. La consigliera politica delle massaie (vedi elezioni 1994). Di chi sto parlando? Suvvia, l'avete capito, di PATRIZIA ROSSETTI. Almeno è una di carattere. Nel bene e nel male.


sabato, 21 maggio 2005

Vi ricordate i mitici cartoon Hanna & Barbera di Dastardly and Muttley? Dovevano inseguire un piccione viaggiatore con delle carrette del cielo. Non ricordo il motivo per il quale dovessero stoppare il piccione, ma ricordo uno dei personaggi: un po' dislessico e con un difetto di pronuncia... farfugliava qualcosa ma non si capiva mai nulla, si incantava tra una smorfia e l'altra....

Non sono pazzo!



Il modo di intendere un blog è strettamente personale. Qualcuno decide di viverlo come un vero e proprio diario della giornata dove riportare situazioni e sensazioni provate, qualcun’altro decide di scegliere un tema e concentrarsi solo su quello, qualcun’altro ancora lo utilizza per dar sfogo a velleità artistiche o giornalistiche più o meno represse o non supportate dalle circostanze. Io ho deciso di parlare di me ma anche di spaziare su vari temi, dalla tv alla politica, dalla musica al costume e così via, cercando di riportare sempre il mio pensiero in modo onesto e fedele. Almeno, ci provo. Proprio per questo, nelle ultime settimane l’idea iniziale di parlare dei 5 “blogger” che conosco e di raccontare le loro vicende, tra nomination e eliminazioni, è stata un po’ accantonata.

Non perchè non avessi in mente una linea (chiamiamola “editoriale”) precisa. Fortunatamente la mia fantasia non mi abbandona mai - va coltivata certo - ma è sempre desta e vigile, non perchè non mi piacesse più l’idea di raccontare le vicende (reali!) di 5 personalità particolari, ma perchè al momento non ne ho voglia, per tutta una serie di motivi. Miei. Per il momento, appunto, in futuro si vedrà...

 



Sfogliando l’ultimo numero di Chi sono rimasto letteralmente esterefatto dall’intervista fatta dalla direttrice (la catodicamente onnipresente Silvana Giacobini) a uno stiratissimo Berlusconi e alle due figlie (rigorosamente bionde e cerulee) ormai maggiorenni. Vada per il servizio fotografico, tiratissimo – appunto –  e fintissimo, con un Berlusconi “attronato” e attorniato dai tre figli in posa da ritratto-ufficiale-di-famiglia-reale-tipo-Windsor, ma ciò che viene scritto nell’intervista è davvero l’opera di santificazione di un uomo da parte di due figlie (il piccolo, minorenne, non parla) devotissime a un “Salvatore della patria” nonchè “Padre presente e fin troppo buono, anche con chi non lo merita”. Tutta l’intervista (che si sviluppa in un’alternanza di domande rivolte ora al padre ora alle figlie) trasuda un buonismo che esalta senza mezze parole la figura di padre del presidente del consiglio (per carità, posso anche crederci), ma il ridicolo si sfiora quando le figlie iniziano ad esaltarne la figura pubblica appellando il padre come un “grande uomo che vuol modernizzare il paese e renderlo più competitivo a livello internazionale” e ancora “un politico di razza che si rivolge agli italiani come si rivolgesse alla sua famiglia”, insomma, un padre che distogliere dal suo progetto politico sarebbe inopportuno perchè si farebbe un danno al paese. Francamente mi sembra troppo. A questo NON POSSO CREDERE, mi dispiace. Altamente INVEROSIMILE. Mi domando se questo tipo di giornalismo non debba essere considerato invece campagna elettorale in piena regola...ops, dimenticavo un piccolo particolare: il giornale in questione è edito da Mondadori.

 

 


martedì, 17 maggio 2005

Stanza di Disordinata. Ore 23,58. Discorsi sulla vita, l'amore, l'amicizia. Una serranda aperta. Palazzo di fronte. Dietro un vetro c'è una luce accesa. Si intravede qualcuno. Un binocolo professionale. Un guizzo vouyeristico. Attimi di vita rubati. Inconsapevolmente. E il reality esce fuori dallo schermo...

 

 

 

 

 

questo non sono io...


lunedì, 16 maggio 2005
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La mia serata di ieri è stata molto lunga e articolata. Uscito con Manuela e Luigi per prendere un aperitivo, siamo finiti ad una mostra che a detta del mio amico doveva essere dedicata al Futurismo. Le aspettative di vedere opere dell’avanguardia di questa corrente artistica e di leggere magari il famoso Manifesto di Marinetti incorniciato in bella mostra da qualche parte, sono andate a farsi benedire quando, entrando nelle scuderie di Palazzo Cefalà, ci siamo resi conto che la mostra si chiamava sì Futura, ma si trattava di una galleria di architettura (Expa) il cui tema della rassegna era "come abiteremo domani", niente a che vedere con il culto del progresso e nessuna esaltazione del mito dell’azione. Un po’ deludente, ma istruttivo comunque, tra opere visionarie e proposte più concrete. Ci aggiravamo tra i modellini e le tavole come alieni alla ricerca di un’idea originale ma realizzabile, con Manuela che stranamente non rompeva nessun plastico (alcuni erano sospesi a mezz’aria e si sarebbero prestati facilmente ad una “rottura” meno filosofica e più “pratica”) e Luigi che ripeteva come futuristica sarebbe stata la sua ennesima nuova casa in restauro. Dopo aver consumato del vino bianco, abbandonata la mostra (se vi va qui trovate alcune informazioni) ci siamo spostati ai Grilli, locale recentemente riaperto. Qui, come sempre, via vai di gente che conosco e incontri inaspettati, sigillati da ritrovati propositi di riavvicinamento. Agevolati da un Negroni dal gusto orrendo, a essere sinceri. Ma non aggiungo altro perché andrei troppo sul privato… Il finale della serata ha invece avuto un sapore filosofico con discorsi su un tema che odio disquisire, a meno che non sia un po’ brillo o particolarmente loquace, e ieri sera lo ero...


domenica, 15 maggio 2005

Penso che sfogliare un vecchio Topolino sia davvero un’esperienza sociologica. Ieri mi son trovato tra le mani un numero della collezione di mio padre, datato 23 maggio 1982, ben 23 anni fa. Se ci pensate bene, è passato un sacco di tempo. Sfogliare quelle pagine è come fare un tuffo nel passato, catapultarsi con la fantasia nei primi anni 80, in un mondo ormai lontano anni luce dalla realtà problematica e ipertecnologica dei nostri giorni. In realtà non è che abbia particolari ricordi o legami con quel periodo, ero troppo piccolo. Non andavo neppure all’asilo, o forse si, in ogni caso davvero non ricordo niente. Devo però ammettere che mi sento un po’ figlio degli anni 80. Saranno stati i film, le fotografie, i fumetti (appunto) o la tv di quel periodo a fami sentire tale, ma tant’è. Che bella sensazione leggere sulla copertina del mio Topolino d'annata la dicitura “costo Lire 700” oppure scorgere il logo dei gelati Eldorado (ricordate?) sponsor di alcuni giochi contenuti dentro la rivista della Walt Disney. In quarta di copertina campeggiava invece la pubblicità del mitico quartier generale di Big Jim, mentre all’interno le pagine pubblicitarie spaziavano dalle macchinine Hot Wheels della Mattel ai piccoli portafortuna Monciccì della Polistil, dai modellini d'auto Burago ai cartoni del succo di frutta al gusto d'arancia Billy. Sorprendenti inoltre le pagine dedicate alle novità televisive, qui infatti viene riservato ampio spazio ai programmi di una Retequattro appena nata di proprietà mondadoriana (l'editore di Topolino in quegli anni) con il telefilm della famiglia Bradford (che adoravo) o il cartone del libro Cuore (che detestavo). C’era poi la minimarcia di Paperino e infine, i bellissimi fumetti disegnati con un tratto meno deciso e affatto tridimensionale (a differenza di adesso)...