IL MIO REALITY

Avevo scritto un reality show "Obiettivo Pulitzer", me l'hanno copiato. Adesso medito vendetta...

il mio occhio
(saltuariamente) Fantasioso (mai) Utilitarista (tendenzialmente) Lunatico (sempre) Vanesio (talvolta) Inquieto (spesso) Ottimista.
Le iniziali vi diranno chi sono.

che ore sono?
aforisma


FLAVIO OREGLIO

Leopardi nonostante una siepe dinanzi alla sua vista poteva scorgere l'infinito. Oggi riusciamo a fare la stessa cosa solo fumando la siepe.

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Il Mio Reality ha già ricevuto *loading* nominations!




a telecamere spente
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PINK - JUST LIKE A PILL



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EDWARD MUNCH

L'URLOOOOOOOOOOOOOOOOOOO (1885)

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THE PEANUTS



wanna drink?


Red Bull ti mette le ali!


heal the world


make it a better place...for you and for me...


reality show time




Il reality show è un genere televisivo che possiede 4 macro-tratti distintivi:
1) il ruolo attivo giocato dal mezzo televisivo nel suo atto di comunicazione. La tv è un "demiurgo" che interviene sulla realtà;
2) il ruolo complice e consenziente della gente (famosa e non) coinvolta nel meccanismo;
3) i contenuti veicolati, relativi alla sfera quotidiana, soprattutto affettiva e relazionale, in contesti che agevolano il loro esplicitarsi;
4) la formattizzazione della realtà in griglie prestabilite.




Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7 - 03 - 2001 ma frutto della libertà d'espressione (sancita costituzionalmente) del suo autore!

IL MIO REALITY



martedì, 21 febbraio 2006

Finalmente iniziano a circolare conferme sul cast del mio reality preferito – Music Farm – in onda fra alcune settimane su Raidue. Punta di diamante sembrerebbe la partecipazione del Califfo, alias Franco Califano, che ha già dichiarato di voler tenere un corso di sessuologia all’interno del loft (per non smentire le voci che lo vorrebbero grande amatore, a dispetto di un’età da Viagra). Lo scopo sarebbe quello di diffondere il verbo del “sesso fatto bene” tra i telespettatori e tra le “ugole d’oro” che coabiteranno nella farm. Ugole d’oro, per l’appunto, che annoverano tra loro il nome di Ivana Spagna, prossima al Festival di Sanremo ma già pronta - a quanto pare - a un tour de force mediatico che dopo la sovraesposizione festivaliera dovrebbe portarla dritta dritta al reality canoro.

Non sappiamo ancora se la cantante veneta, rinata dalle ceneri più volte (in tutti i sensi), condividerà con i coinquilini le proprie conoscenze in merito alla chirurgia plastica, magari in coda alle lezioni di sessuologia impartite dal collega romano, ma tant’è.

Terzo nome significativo quello di Massimo Di Cataldo, una delle voci più antipatiche e presuntuose che il panorama musicale italiano abbia mai partorito e di cui francamente non si sentiva la mancanza, contrariamente a quanto si può dire dei mitici Viola Valentino e Alberto Fortis, due artisti ingiustamente caduti nel dimenticatoio e meritevoli di tornare sulle scene più forti di quanto non fossero stati – ormai - due decenni fa.

Scorrendo i nomi dei reclusi nella farm musicale, troviamo tra gli altri quello della giunonica Jenny B, vincitrice di un Sanremo di alcuni anni fa e mai “decollata” a causa - forse - di alcune scelte artistiche discutibili (come la partecipazione alla Corrida), del cantante Pago, autore di un tormentone canoro reso tale da uno spot martellante e di Silvia Mezzanotte, ex voce solista dei Matia Bazar.

Assolutamente inaspettata la partecipazione di Alessandro Safina, pseudotenore da “esportazione” dal look belloccio e la parlata toscana e di una redidiva Leda Battisti, esplosa qualche anno fa ma rapidamente contagiata dalla sindrome “Chi l’ha visto?”.

Sulla scia “Dolcenera” (ovvero della serie “vincere Sanremo e poi il nulla”) sembra certa la presenza di Laura Bono che se lo scorso anno affermava di non credere nei miracoli, quest’anno potrebbe ricredersi considerato quello che la partecipazione a un reality può regalare in termini di popolarità e fama a un cantante.

Infine si segnala la presenza dell’ennesimo Simone (nella passata edizione ce n’erano ben due) che questa volta di cognome fa Patrizi.

Un cast variegato e piuttosto curioso. Ma siamo certi che possa essere all’altezza di quello della passata edizione?

 

(Dall'alto a sinistra in senso orario, Silvia Mezzanotte, Franco Califano, Viola Valentino, Alessandro Safina). 


venerdì, 17 febbraio 2006
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Uno su mille ce la fa...(forse)

...ma quant'è dura la salita...

...in gioco c'è la vita!


giovedì, 16 febbraio 2006

Non avrei mai pensato che lo sdoganamento mediatico del Marocco passasse attraverso la terza edizione de “ La Fattoria ”, il reality show di Canale 5 impropriamente ambientato nella terra dei cammelli è già definito "sfigato" dalla sua prima conduttrice, Daria Bignardi, durante una puntata del programma che conduce sulla 7. La casbah dove alloggiano i concorrenti - infatti - sembra tutto meno che una “fazenda”. Niente piante, nessun animale da mungere, nemmeno l’ombra di un po’di fieno. Un impianto scenografico sicuramente suggestivo ma davvero poco attinente al titolo del programma, che quest’anno poteva tranquillamente intitolarsi “La fortezza”, o qualcosa del genere.

Iniziamo col dire che Barbara D’Urso resta la persona meno indicata a condurre qualunque reality. Mi chiedo perché i vertici di Mediaset si ostinino ogni anno a scegliere l’attrice partenopea come conduttrice di un genere che non le appartiene nei modi, nei tempi, nel dna.

La D ’Urso è snervante. Ogni anno ce ne riserva una delle sue. Questa volta, complici le critiche di una conduzione da “maestrina”, la pensata della presentatrice (e suppongo dello staff d’autori) è stata quella di proporre un'imitazione palese dello stile “Simona Ventura” con urla, alzate di braccia al cielo, giravolte improvvise. Uno stile “scanzonato” efficace e adatto all’originale ( la Ventura ), ma fuori luogo se forzato e condito – perdipiù – da espressioni partenopee a raffica ( la D ’Urso).

Se da un lato la conduttrice di dimena in uno degli studi (lo stesso di “C’è posta per te”) più brutti e claustrofobici di sempre, dall’altro i 14 (ma già 13) concorrenti sono catapultati dentro una scenografia imponente molto simile a quella del reality più sfigato della storia (“Ritorno al presente” di Carlo Conti). Non tutti i concorrenti per la verità, dato che per quattro famosi (Marcus, la Kriz , la Fabiani e Alvaro Vitali) la sorte ha voluto un destino più faticoso in un campo nomade del deserto, denominato “Operazione transumanza”. Un vero colpo d’occhio e forse l’unica innovazione nel meccanismo del gioco (sulla scia della divisione in gruppi che imperversa in tutti i reality del momento, dall’isola in poi). Lo sparuto gruppetto di nomadi infatti dovrà attraversare per una settimana il deserto fino alla Casbah che ospita gli altri concorrenti, portando a destinazione tutti gli animali.

Il cast sembra buono, nonostante l’uscita di un’esplosiva Angela Cavagna, già promotrice del club “No silicone” ma ingiustamente eliminata dopo una sfida che avrebbe dovuto coinvolgere ben altri personaggi.

Tra i concorrenti Katia Ricciarelli e Leopoldo Mastelloni lasciano prevedere gag esilaranti, la Rodriguez e Francesco Arca sembrano in procinto di mostrarci scene bollenti, mentre mi auguro che Pamela Petrarolo abbia qualcos’altro da dire e da fare oltre le solite espressioni romanesche e gli stacchetti “Please don’t go” di boncompagniana memoria. Anche se tutto sommato sembra molto simpatica.

L’appoggio di questo blog però è tutto per Selvaggia Lucarelli, concubina del vincitore della sfida Clemente Pernarella e sopravvissuta al primo (preannunciato) tentativo di farla fuori da parte della produzione. Tentativo fallito. Almeno per il momento. Il prossimo scoglio infatti è la nomination che vede Selvaggia scontrarsi con Natalie Kriz. Sono sicuro però che ce la faremo a tenerla in gioco. Giusto?

Selvaggia Lucarelli in versione lady "quasi" in red


martedì, 07 febbraio 2006

Ecco dove mi sembrava di averla vista! Sì, certo, è la versione più giovane e "fresca", ma non pensate che Francesca, l'ultima esclusa dalla casa del Grande Fratello 6, sia la fotocopia della Zia Assunta del telefilm "La Tata"?


lunedì, 06 febbraio 2006

Alcune volte mi ritengo fortunato ad essere nato in Italia. C’è il mare, il sole, la buona cucina. C’è il bonus di mille euro ai nuovi nati. E poi ci sta il papa. Una persona speciale, comprensiva, riformista. Pronta ad ammettere gli errori della Chiesa e a porvi rimedio, sempre.

Se ci penso mi rendo conto che siamo pur sempre la sesta o settima potenza economica, nonostante tutto, con buona pace dei cinesi che ancora non sono riusciti a raggiungere le dimensioni del nostro pil. Falsi d’autore inclusi. E poi sono sicuro che grazie agli sgravi fiscali, alle faraoniche opere pubbliche che sono in cantiere in tutto il paese (ponte sullo stretto in primis) e all’applicazione corretta della legge Biagi, la nostra economia crescerà al ritmo di quella irlandese, se non di più.

Culturalmente poi siamo imbattibili, non c’è neanche bisogno di stanziare finanziamenti per il cinema o, chessò, il teatro, perché godono di ottima salute. Sale o arene sempre piene, e i biglietti stracciatissimi.

Non saremo i lettori più assidui d’Europa, questo sì, ma guai a non ammettere che la libertà di stampa e di parola non siano tutelate, e soprattutto che si possa fare satira liberamente e serenamente. D’altra parte anche il giornalismo è scevro da influenze politiche e lobbistiche di ogni sorta.

Meritocrazia e capacità di farsi valere sembrano le parole chiave in ogni settore, pubblico e privato. In questo paese se vuoi fare il farmacista o l’avvocato, l’imprenditore o il politico, se vuoi lavorare in televisione o per un giornale, se vuoi fare l’impiegato comunale o l’usciere al parlamento, dovrai solo impegnarti con tutto te stesso perché alla fine, con le tue forze, sarai premiato. Questo è poco ma sicuro.

Infine, a livello politico e istituzionale regna una grande concordia.

Allora mi domando come mai da un po’ di tempo mi prende tutta sta voglia di emigrare all’estero??????????



A distanza di alcune settimane, non ricordo più quanti me le abbiano chieste, eccovi finalmente le mie 5 strane abitudini:

1)dopo aver fatto rivestire lo sgabuzzino di casa con dei cartoni d’uova insonorizzanti dipinti di rosso e avervi collocato una poltrona di finta pelle nera ad angolo, sono solito chiudermi lì dentro almeno tre volte al giorno per “nominare” tutto ciò che non mi va giù (motivando sempre abbondantemente ogni scelta), in seguito segno tutto su una lavagna per fare il “punto della situazione”;

2)ritaglio ogni articolo e foto riguardante Patrizia Griffini, la pettineuse, per poi incollarli su un album appositamente creato a forma di cuore;

3)chiamo in ordine progressivo ogni criceto che mi nasce o viene regalato col nome “Endemol”: Endemol 1, Endemol 2, Endemol 3…

4)quando vedo un secchio mi viene l'irrefrenabile voglia di riempirlo d’acqua e svuotarlo sulla testa del primo malcapitato di turno;

5)dovunque vada, mi sento sempre osservato



Qualcuno mi sa dire che c'azzecca la colonna sonora di "Metti un a sera a cena" come sigla di Verissimo?

e inoltre: che c'azzecca in apertura il dettaglio fetish della caviglia di Paola Perego? E il pubblico in studio relegato a sfondo scenografico? E gli applausi ai filmati? E la postazione giornalistica del Tg5 (Verissimo non è di suo un magazine di infotainment?) ? E tutta la confezione grafica degna di un formato di mezzora? E la durata eccessiva? E la conduttrice?


sabato, 04 febbraio 2006



Ma si dice il propoli, i propoli o la propoli?


mercoledì, 01 febbraio 2006

Ogni volta che parte un nuovo reality trovo divertente curiosare nel cast che sarà oggetto del vouyerismo del pubblico televisivo. Mi interessa capire anticipatamente, dai nomi presunti o effettivi - dunque confermati dall’Ansa - dei protagonisti, il filone “narrativo” che la produzione, autori in testa, ha scelto. In effetti spesso e volentieri siamo in presenza di un’accozzaglia di personaggi scelti senza logica alcuna. A volte una logica di fondo, seppur pretestuosa, sembra esserci, ma lascia il tempo che trova. Raramente invece la costruzione di un cast sembra seguire una filosofia studiata a tavolino e dunque efficace.

Ad esempio ci sono reality, come Music farm, dove il principio stesso di scegliere un gruppo di cantanti più o meno caduti nel dimenticatoio dopo i fasti del passato è di per sé interessante, quindi vincente (vedi Iva Zanicchi o Massimo Di Cataldo). E lo è ancor di più se accanto ai “vecchi” big (che, fuor di contraddizione, possono essere anche giovanissimi) fanno capolino le cosiddette nuove leve, o meglio quei cantanti-meteora famosi per un’apparizione sanremese piuttosto che per un singolo estivo più fortunato del solito (come non citare Dolcenera o Danny Lo Sito?).

Poi ci sono reality dove l’idea di fondo, il concept, è talmente forte da non aver bisogno di trovare nel cast motivazioni altre se non quella di attingere al bacino di personaggi più o meno popolari da mandare a vivere in condizioni disagiate (è il caso, manco a dirsi, de L’isola dei famosi, che secondo le ultime indiscrezioni annovererebbe nel gruppo dei naufraghi della prossima edizione il pornostar Rocco Siffredi, l’ex sciatore Alberto Tomba e la sorella Alessia in odor di “vallettaggio”).

Infine, ci sono reality dove, se da un lato il fatto di avere un vissuto “particolare” conta, dall’altro l’anonimato iniziale dei protagonisti e la loro trasformazione in “personaggi” è una dinamica così interessante da non richiedere altro (ad esempio Il Grande Fratello).

Se tuttavia guardiamo ai nomi che si fanno per la prossima e inutile edizione de La Fattoria , in onda fra pochi giorni su Canale 5, non troviamo (almeno in apparenza) alcuna motivazione, alcuna peculiarità.

L’idea di chiudere in una farm un gruppo di persone già note e abituate alla “bella vita” a lavorare la terra e a badare agli animali potrebbe essere discreta (ma non fortissima alla luce dei precedenti – vedi L’isola) a patto che si tratti di persone realmente famose e scansafatiche, almeno nell’opinione comune. Quindi via a un cast di nobildonne, contesse, principigiovannelli, gossippari, ochettedasalotto, figlidipapà, figlidimammà, presenzialisti, viveur e simili. Che mi frega (in sintesi) di vedere Aldo Montano che è uno sportivo olimpionico (e dunque si fa un mazzo così negli allenamenti) a zappare la terra? O Pamela di Non è la Rai (sparita da dieci anni dal piccolo schermo e normalissima madre di famiglia) a mungere le vacche? E ancora, Natalie Kriz (che è simpaticissima, unica fra tante starlette molto più odiose e meritevoli di finire in fattoria)? Se il gioco deve essere sadico, che lo sia. Ma con le persone giuste.

Dall'alto in senso orario Aldo Montano, Pamela di Non è la Rai e Natalie Kriz, tre dei contadini che prenderanno parte alla Fattoria numero 3 (insieme ad Alvaro Vitali, Marcus Shenkenberg, Leopoldo Mastelloni, Francesco Arca, Randy Ingermann, Alessia Fabiani, Selvaggia Lucarelli, Milly D'Abbraccio, Maria Monsè, due Cugini di Campagna non meglio identificati).