lunedì, 27 marzo 2006
Davvero, è una gran figata. La sigla umana dei Simpson (che potete vedere qui) per la nuova serie del cartoon in onda su Fox America, è troppo forte.

Questa invece è la radiografia cerebrale di Homer Simpson

Alcune volte mi riscopro nazionalista. Quasi fossi un francese sciovinista attento a puntualizzare la presunta grandeur del proprio paese, a discapito delle grandeures altrui. Lo so, forse è stupido, ma è un atto di difesa dovuto. Sarà un retaggio similfascista o dannunziano che mi porto – che ci portiamo – geneticamente dietro, e non senza un briciolo di vergogna dirò che mio nonno era un fervente mussoliniano, ma posso anche giustificarlo.
Però quando mi sento dire delle assurdità da chi italiano non è, scatta in me quella molla nazionalistica sopita. Che mi fa diventare tutto “Patria e famiglia”.
Ieri ricevo questo sms da Alberto, spagnolo trapiantato a Parigi (ex) amico di Paola, che in una specie di sanscrito (non parla né italiano né inglese ma comunica con un mix di spagnolo e francese) mi chiede chi penso possa vincere le prossime elezioni.
La mia risposta, oltre ad essere un convincimento personale, è anche una speranza oltre che una probabilità assai elevata, e dico “Prodi”.
A questo punto ricevo un altro sms il cui succo, deduco, è “Speriamo di sì anche se ho i miei dubbi vista la capacità di MANIPULAR la massa di Berlusconi”.
Un affronto. Anche per chi (come il sottoscritto) Berlusconiano non è, se non da bambino quando grazie al cavaliere mi gustavo un Milan da sogno e i cartoni al pomeriggio, ma quella era un’altra storia.
La mia risposta non lascia dubbi ed è di quelle da nomina a Cavaliere della Repubblica. “Caro Alberto, gli italiani non sono stupidi. Il nostro è un Paese democratico da 60 anni – frecciatina alla Spagna franchista fino agli anni ’70 – per cui le elezioni stabiliranno liberamente la coalizione vincente. Abbiamo provato Berlusconi e non è andata bene. Succede in democrazia. Buenos dias”.
Quando ci vuole, ci vuole, o no?
Ci sono volte in cui - per tutta una serie di motivi - ti senti davvero in forma. Andare in palestra, un nuovo taglio di capelli e una bella lampada integrale contribuiscono – certo – ma quando stai bene, stai bene punto. E' una convinzione che parte da dentro e stop. Ebbene, sabato scorso mi è successo di sentirmi davvero in forma. Sarà per i motivi di cui sopra o perché Morfeo aveva tenuto simpaticamente compagnia alle mie stanche membra per tutto il pomeriggio pre-festivo, regalandomi una bella dose di energie per la sera, ma tant’è.
E allora via a un nuovo paio di jeans, una bella t-shirt aderente (scura) in modo da evidenziare il lavoro degli ultimi mesi alla Performance (resa possibile da un clima favorevole) e una bella giacca di pelle rubata all’armadio del mio fratellino e che la festa cominci.
Le prime avvisaglie di una serata narcisisticamente appagante le ho avute a casa di Tiziana, quando giunto Stefano (notoriamente amante del “bello” prescindibile dal sesso d’appartenza, ehehe) ho sentito farmi un apprezzamento alquanto originale “Che sei figo stasera, ma ti sei truccato?”. Imbarazzante, certo, ma quantomeno sincero. E’ stato tuttavia facile spiegare che la parvenza di “trucco” fosse dovuta semplicemente a una lampada abbronzante e non di certo a un ricorso (alquanto discutibile su un uomo, a meno di non chiamarsi Solange) a cosmetici o roba simile.
Seconda conferma alla mia “modestissima” percezione di sabato l’ho avuta fuori il locale di destinazione, quando avvicinatasi una non meglio identificata amica di Claudia (Disordinata), alta un metro e quanto basta e dalla parlata sciooolta con 3 o che più aperte non si può, notavo uno strano modo di fissarmi provenire dai suoi occhi scuri. Talmente strano (e fastidioso, ad esser sincero) da spingermi a chiederle cosa avesse. La risposta, spiazzante, è stata di quelle che farebbero salire il livello di narcisismo anche alla persona più complessata del mondo, facendo acquistare fiducia sul proprio aspetto anche a Slot dei Goonies, per intenderci. L’insolente bassina mi stona con “Ti fisso perché è così che guardo le COSE belle”. Uomo oggetto sì, ma non fino a questo punto, baby.
Terza conferma a una forma smagliante e ammaliante, quando una mia ex che non si sa per quale mistero della scienza non mi saluta se mi incontra ma solita all’invio di sms mooolto gradevoli - per così dire, e non aggiungo altro - mentre salutava il mio amico Luigi era distratta (a suo dire) da me, insomma mi “taliava” (che per chi appartenesse ad altre latitudini leggesi “guardava intensamente”).
A questo punto le cose sono due: o si tratta di coincidenze oppure è vero che quando stiamo bene con noi stessi riusciamo ad attrarre più del solito.
P.s. non mi tacciate di essere superficiale, l’importante è pur sempre essere belli dentro, ca va sans dire...
lunedì, 20 marzo 2006
Ma vivo perfettamente in equilibrio tra il cielo e l'inferno...

