giovedì, 17 agosto 2006
Se pensate che di Dolcenera ce ne sia una sola, vi sbagliate di grosso...
(guardate - e cliccate - qui)

lunedì, 07 agosto 2006
Seduti a parlare di Virginia Woolf, dei blog che sono diari on line, di una storia d’amore finita nei fumi grigi di Londra, dell’età giusta che deve avere un partner, di psicanalisi e psicanalisti, di feste estive e di binge drinkers.
Improvvisamente ti alzi e te ne vai. Poi ritorni. Sei insofferente ai nostri discorsi.
Mi dispiace ma è un problema tuo.
Preferisco di gran lunga parlare di cazzate piuttosto che sorbirmi la pesantezza di certi discorsi sulla new age.
Preferisco apparire frivolo e approssimativo – tanto so di non esserlo – piuttosto che recitare il ruolo della persona profonda e ispirata.
Ho imparato che spesso il senso delle cose e delle parole non va colto letteralmente. Conta di più quello che c’è dietro. Il background.
E se mi vedi superficiale è perchè sei tu a non volere sentire oltre le parole.
Il vizio supremo è la superficialità.
(Oscar Wilde)

domenica, 06 agosto 2006
Sul sito YouTube ho scoperto che:
L’idea (ipertrash) di trasporre un cartone animato in una serie di telefilm non appartiene solo al genio italiano (ricordate Kiss me Licia?): guardate cosa hanno fatto i giapponesi – e chi altri se no? – con Mimì Ajuara (qui);
I Cavalieri del Re sono in vena di autoincensamento (qui);
Qualcuno si diverte a mixare le sigle dei cartoni animati e a sovrascrivere le parole tipo Karaoke (qui);
Non è possibile che Mimì Ajuara (sì sì, sempre lei) in Germania sia battezzata Mila Superstar e che la sigla sia quella di Mila e Shiro, non ci sto! (qui);
Esitono malati di mente (qui);
Cristina D’Avena a 19 anni era improponibile! (qui);
Va bene rifarla in romanesco, l’idea è simpatica: ma almeno prendete qualcuno intonato! (qui);
Passi per la sigla (quella di “Lady Oscar”) ricicciata anche se il cartone è un altro, ma intitolare il mitico “Georgie” con “Nuevos hermanos” è aberrante (qui)

Tre pazze (italiane) travestite da eroine di "Occhi di gatto"
venerdì, 04 agosto 2006
Costretto a casa da un malanno mi imbatto casualmente su On the road, seconda serata di Italia 1. Sulla carta una specie di documentario-reality itinerante attraverso gli States con 4 bellezze da calendario, in realtà un’accozzaglia di scene montate senza senso – e senza logica alcuna – con 4 sgallettate allo sbaraglio per le strade degli Stati Uniti.
Per intenderci ieri sera le ragazze dovevano cercare di recuperare (estorcere) dei soldi a delle persone in uscita da un casinò di Las Vegas. La coppia Carolina-Ludmilla - sfoderando tutte le armi sexy a disposizione e vestite come due entreneuse di bassa lega - cercava di circuire orrendi americani sudati e ubriachi per un paio di bigliettoni, mentre il duo Sara-Alessandra - tra urla e insulti romaneschi - faceva lo stesso promettendo baci in cambio di dollari.
Il tutto senza nessun senso.
La parte più bella sono però i commenti a caldo dei 4 geni, se Carolina infatti critica gli americani per la loro tirchieria essì che in Italia avrebbero recuperato molti più soldi con gli uomini del belpaese, Sara sostiene invece che in America è stato più facile, forse perché essendo un po’ più formosetta delle altre essì che agli americani piacciono le culone riesce a sedurre gli uomini yankee senza troppi problemi.
La discussione si eleva poi in hotel quando il perizoma di Alessandra dice a quello di Sara (ma quanto si odiano ste due?) che è un peccato sapere che Lenny Kravitz alloggi nello stesso albergo senza poterlo vedere.
In tutto questo un chiattonissimo Diego Conte, guest star o chissà cosa, ha il compito di seguire e controllare (?) le 4 per tutto il viaggio e rendicontare il tutto a Ringo, una specie di Charlie (Charlie’s angels) delle povere che sta in Italia.
Un programma che è tutto un programma, appunto.
Unica soddisfazione sarà quella che, finito On the road, almeno due delle protagoniste finiranno sull’isola dei famosi a fare la fame, e allora ciao occhiali da sole, costumi griffati e vasche idromassaggio…
giovedì, 03 agosto 2006
Guidare in autostrada è una delle cose più liberatorie che possano esserci. Di notte specialmente. Quando attraversi la Sicilia, in particolare. Non importa se a tratti la carreggiata si restringe improvvisamente per dei lavori in corso che non finiranno mai, non fa niente se sei costretto a deviazioni istantanee nella corsia opposta per motivi insondabili, non fa caso se tra un’area di servizio e quella successiva devi percorrere 120 Km. Se sei con la compagnia giusta tutto questo sarà ugualmente rilassante. E capiterà poi di fermarti al primo autogrill per andare in bagno e ti guarderanno tutti perché sei con una modella assurda, ti succederà di ridere per quei messaggi di Milena trans lasciati scrupolosamente sui muri di tutti i cessi maschili e femminili, ti verrà voglia di sentire i tuoi amici rimasti a casa – e sono le 5 di mattina – per sapere come è andata a finire la serata, ti accadrà di mettere su la canzone di Syusy Blady che dice di voler essere porca.
Unico accorgimento una bella t-shirt smanicata, giusto per quelle due ore di strada. L’estate è fatta anche di questo.
****
(L'immagine di qui sopra è stata presa dal sito / The image above has been taken from the site http://www.wireheadarts.com/highway.html )