IL MIO REALITY

Avevo scritto un reality show "Obiettivo Pulitzer", me l'hanno copiato. Adesso medito vendetta...

il mio occhio
(saltuariamente) Fantasioso (mai) Utilitarista (tendenzialmente) Lunatico (sempre) Vanesio (talvolta) Inquieto (spesso) Ottimista.
Le iniziali vi diranno chi sono.

che ore sono?
aforisma


FLAVIO OREGLIO

Leopardi nonostante una siepe dinanzi alla sua vista poteva scorgere l'infinito. Oggi riusciamo a fare la stessa cosa solo fumando la siepe.

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02.Selvaggia Lucarelli
03.CreativaMente
04.Liberi di essere liberi
05.In tutti i miei giorni
06.Il favoloso mondo di...
07.Matteo Pedrosi
08.Sicilia ciao
09.Scuola di Televisione Mediaset


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Utente: IlmioReality
Nome: Ilmio reality (Il cognome è troppo famoso. Evitiamo di dirlo)
Un blogger con (latenti) manie di grandezza

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utente anonimo in OGGI RIFLETTEVO CHE


CONFESSIONALE

Il Mio Reality ha già ricevuto *loading* nominations!




a telecamere spente
fulviodell@libero.it


ultime foto




sing a song


PINK - JUST LIKE A PILL



emozioni dipinte


EDWARD MUNCH

L'URLOOOOOOOOOOOOOOOOOOO (1885)

emozioni girate


STEVEN SPIELBERG

INCONTRI RAVVICINATI DEL 3°TIPO (1977)

un mito


THE PEANUTS



wanna drink?


Red Bull ti mette le ali!


heal the world


make it a better place...for you and for me...


reality show time




Il reality show è un genere televisivo che possiede 4 macro-tratti distintivi:
1) il ruolo attivo giocato dal mezzo televisivo nel suo atto di comunicazione. La tv è un "demiurgo" che interviene sulla realtà;
2) il ruolo complice e consenziente della gente (famosa e non) coinvolta nel meccanismo;
3) i contenuti veicolati, relativi alla sfera quotidiana, soprattutto affettiva e relazionale, in contesti che agevolano il loro esplicitarsi;
4) la formattizzazione della realtà in griglie prestabilite.




Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7 - 03 - 2001 ma frutto della libertà d'espressione (sancita costituzionalmente) del suo autore!

IL MIO REALITY



giovedì, 17 agosto 2006

Se pensate che di Dolcenera ce ne sia una sola, vi sbagliate di grosso...

(guardate - e cliccate -  qui)


lunedì, 07 agosto 2006

Seduti a parlare di Virginia Woolf, dei blog che sono diari on line, di una storia d’amore finita nei fumi grigi di Londra, dell’età giusta che deve avere un partner, di psicanalisi e psicanalisti, di feste estive e di binge drinkers.

Improvvisamente ti alzi e te ne vai. Poi ritorni. Sei insofferente ai nostri discorsi.

Mi dispiace ma è un  problema tuo.

Preferisco di gran lunga parlare di cazzate piuttosto che sorbirmi la pesantezza di certi discorsi sulla new age.

Preferisco apparire frivolo e approssimativo – tanto so di non esserlo – piuttosto che recitare il ruolo della persona profonda e ispirata.

Ho imparato che spesso il senso delle cose e delle parole non va colto letteralmente. Conta di più quello che c’è dietro. Il background.

E se mi vedi superficiale è perchè sei tu a non volere sentire oltre le parole. 

 

 


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Il vizio supremo è la superficialità.

(Oscar Wilde)


domenica, 06 agosto 2006

Sul sito YouTube ho scoperto che:

    L’idea (ipertrash) di trasporre un cartone animato in una serie di telefilm non appartiene solo al genio italiano (ricordate Kiss me Licia?): guardate cosa hanno fatto i giapponesi – e chi altri se no? – con Mimì Ajuara (qui);

    I Cavalieri del Re sono in vena di autoincensamento (qui);

           Qualcuno si diverte a mixare le sigle dei cartoni animati e a sovrascrivere le parole tipo Karaoke (qui);

    Non è possibile che Mimì Ajuara (sì sì, sempre lei) in Germania sia battezzata Mila Superstar e che la sigla sia quella di Mila e Shiro, non ci sto! (qui);

    Esitono malati di mente (qui);

    Cristina D’Avena a 19 anni era improponibile! (qui);

    Va bene rifarla in romanesco, l’idea è simpatica: ma almeno prendete qualcuno intonato! (qui);

    Passi per la sigla (quella di “Lady Oscar”) ricicciata anche se il cartone è un altro, ma intitolare il mitico “Georgie” con “Nuevos hermanos” è aberrante (qui)

Tre pazze (italiane) travestite da eroine di "Occhi di gatto"


venerdì, 04 agosto 2006

Costretto a casa da un malanno mi imbatto casualmente su On the road, seconda serata di Italia 1. Sulla carta una specie di documentario-reality itinerante attraverso gli States con 4 bellezze da calendario, in realtà un’accozzaglia di scene montate senza senso – e senza logica alcuna – con 4 sgallettate allo sbaraglio per le strade degli Stati Uniti.

Per intenderci ieri sera le ragazze dovevano cercare di recuperare (estorcere) dei soldi a delle persone in uscita da un casinò di Las Vegas. La coppia Carolina-Ludmilla - sfoderando tutte le armi sexy a disposizione e vestite come due entreneuse di bassa lega - cercava di circuire orrendi americani sudati e ubriachi per un paio di bigliettoni, mentre il duo Sara-Alessandra - tra urla e insulti romaneschi - faceva lo stesso promettendo baci in cambio di dollari.

Il tutto senza nessun senso.

La parte più bella sono però i commenti a caldo dei 4 geni, se Carolina infatti critica gli americani per la loro tirchieria essì che in Italia avrebbero recuperato molti più soldi con gli uomini del belpaese, Sara sostiene invece che in America è stato più facile, forse perché essendo un po’ più formosetta delle altre essì che agli americani piacciono le culone riesce a sedurre gli uomini yankee senza troppi problemi.

La discussione si eleva poi in hotel quando il perizoma di Alessandra dice a quello di Sara (ma quanto si odiano ste due?) che è un peccato sapere che Lenny Kravitz alloggi nello stesso albergo senza poterlo vedere.

In tutto questo un chiattonissimo Diego Conte, guest star o chissà cosa, ha il compito di seguire e controllare (?) le 4 per tutto il viaggio e rendicontare il tutto a Ringo, una specie di Charlie (Charlie’s angels) delle povere che sta in Italia.

Un programma che è tutto un programma, appunto.

Unica soddisfazione sarà quella che, finito On the road, almeno due delle protagoniste finiranno sull’isola dei famosi a fare la fame, e allora ciao occhiali da sole, costumi griffati e vasche idromassaggio…


giovedì, 03 agosto 2006

Guidare in autostrada è una delle cose più liberatorie che possano esserci. Di notte specialmente. Quando attraversi la Sicilia, in particolare. Non importa se a tratti la carreggiata si restringe improvvisamente per dei lavori in corso che non finiranno mai, non fa niente se sei costretto a deviazioni istantanee nella corsia opposta per motivi insondabili, non fa caso se tra un’area di servizio e quella successiva devi percorrere 120 Km. Se sei con la compagnia giusta tutto questo sarà ugualmente rilassante. E capiterà poi di fermarti al primo autogrill per andare in bagno e ti guarderanno tutti perché sei con una modella assurda, ti succederà di ridere per quei messaggi di Milena trans lasciati scrupolosamente sui muri di tutti i cessi maschili e femminili, ti verrà voglia di sentire i tuoi amici rimasti a casa – e sono le 5 di mattina – per sapere come è andata a finire la serata, ti accadrà di mettere su la canzone di Syusy Blady che dice di voler essere porca.

Unico accorgimento una bella t-shirt smanicata, giusto per quelle due ore di strada. L’estate è fatta anche di questo.

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(L'immagine di qui sopra è stata presa dal sito / The image above has been taken from the site http://www.wireheadarts.com/highway.html )