IL MIO REALITY

Avevo scritto un reality show "Obiettivo Pulitzer", me l'hanno copiato. Adesso medito vendetta...

il mio occhio
(saltuariamente) Fantasioso (mai) Utilitarista (tendenzialmente) Lunatico (sempre) Vanesio (talvolta) Inquieto (spesso) Ottimista.
Le iniziali vi diranno chi sono.

che ore sono?
aforisma


FLAVIO OREGLIO

Leopardi nonostante una siepe dinanzi alla sua vista poteva scorgere l'infinito. Oggi riusciamo a fare la stessa cosa solo fumando la siepe.

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Il Mio Reality ha già ricevuto *loading* nominations!




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make it a better place...for you and for me...


reality show time




Il reality show è un genere televisivo che possiede 4 macro-tratti distintivi:
1) il ruolo attivo giocato dal mezzo televisivo nel suo atto di comunicazione. La tv è un "demiurgo" che interviene sulla realtà;
2) il ruolo complice e consenziente della gente (famosa e non) coinvolta nel meccanismo;
3) i contenuti veicolati, relativi alla sfera quotidiana, soprattutto affettiva e relazionale, in contesti che agevolano il loro esplicitarsi;
4) la formattizzazione della realtà in griglie prestabilite.




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IL MIO REALITY



martedì, 24 luglio 2007

Se Dublino mi era piovuta addosso inaspettatamente, Barcellona è stata un parto lungamente travagliato. Alla fine però è arrivata in tutta la sua solarità e informalità.
Bella, non c’è che dire. Barcellona è una città che se da un lato conserva gelosamente le sue radici mediterranee, dall’altro le coniuga a quelle europee nei servizi, nei trasporti, nell’architettura e nella pulizia.
Per intenderci è caotica e misteriosa ma allo stesso tempo spaziosa ed elegante (ed ha una metropolitana che in confronto quella di Roma è la pista Polistil).
Detto questo non mi dilungherò oltre a parlare di Sagrada Famiglia, Parc Guel, Rambla o Museu Ricasso – in rete troverete il ben di Dio, piuttosto scrivo per mettervi in guardia su un paio di cosette che è bene sapere prima di metter piede nella capitale catalana.
1°) La pipì o Golden rain – fate voi. Sì avete letto bene, la pipì è una vera e propria piaga per Barca (come viene familiarmente chiamata dai suoi abitanti) tanto da spingere l'amministrazione comunale a rifilare una multa fino a 1500 Euro a chi viene colto dall'irresistibile raptus di urinare per strada. Sanzione che evidentemente non scoraggia nessuno dato che nell'arco di poche ore ho visto nell'ordine a) quarantenne spagnolo in stato di semi-ebrezza calarsi le braghe (che evidentemente scoppiavano), alle 4 del pomeriggio, davanti la porta della palazzina dove stavamo, per liberarsi di circa mezzolitro della bevanda alcolica tracannata poco prima in spiaggia; b) uomo di colore sui 30 anni sfoderare il proprio organo riproduttivo - di dimensioni tali da confermare ciò che la leggenda dice - davanti alcuni scooter parcheggiati a ridosso di un marciapiede affollato da decine di clienti di alcuni pubs e sorridere beato durante la fase di annaffiamento; c) studente rasta dall'aspetto sfigato inseguire un gatto col getto giallognolo espulso dal suo attributo.
La città in effetti è pulitissima, ma se vedete una pozzanghera diffidate.
2°) Alonso. Non so cosa gli sia preso, ma gli spagnoli sono letteralmente impazziti per il pilota della McLaren, quasi fosse un novello Dominguin o un giovane Julio Iglesias. Impazziti al punto tale da coniare il termine Alonsomanìa e destare un interesse maniacale senza precedenti – come solo in Spagna può succedere – verso la Formula1 . In effetti la città è tappezzata da foto, poster, pubblicità e manifesti col faccione mandibolare del campione asturiano (in pratica Alonso sponsorizza di tutto tranne gli assorbenti con le ali).
E se vi capita di passeggiare per la via Laietana es essere fermati da un'hostess davanti un centro Vodafone che vi chiede entusiasta se volete entrare per farvi una foto col campeon Alonso - certa di farvi il regalo della giornata e sicura di un vostro moto di esultanza - non rispondete  freddamente e altezzosamente "No grazie, sono Italiano!" lasciandola di stucco come ho fatto io: i sensi di colpa per avergli smontato un mito vi accompagnerebbero per un intero pomeriggio.
 

3°) Le tapas. Sono buonissime e ne troverete di tantissimi tipi anche nella bettola più sperduta dei vicoli del centro storico. Non potrete fare a meno di provarle e assaggiarle tutte salvo pentirvene quando vi arriva il conto. Ricordatevi che anche nel tugurio più alla buona che trovate tenteranno in tutti i modi di spennarvi in quanto turisti, dunque fatevi consigliare da qualcuno del luogo per non finire la vacanza a chiedere l’elemosina lungo las Ramblas (che eviterei volentieri).

4°)La Sagrada Familia. Suggestiva è suggestiva, ma da fuori. Da qualsiasi angolazione, ma sempre da fuori. Non fatevi prendere dallo scrupolo di entrarci perchè siete a Barcellona ed è pur sempre il simbolo di questa città in perenne costruzione e sperimentazione, perchè butterete 15 Euro. Dentro è un cantiere a cielo aperto pieno di distributori di patatine a gettoni quasi fosse la hall di un ospedale o gli arrivi di un aereoporto. Meglio passare una mezza giornata a prendere il sole nella spiaggia - bonificata - di Barceloneta (se non altro potreste fare incontri più interessanti).

5°)I trans. Almodovar docet. Mai mostrarsi stupiti o imbarazzati se quella bionda esplosiva con due bocce che neanche Pamela Anderson e Carmen Electra insieme, quando apre bocca sembra Luciano Ligabue che fa i gargarismi!

***


domenica, 22 luglio 2007

La tv pubblica tedesca non ci sta e oscura il Tour de France. Le frequenze televisive di stato teutoniche disertano l'evento sportivo più famoso (insieme al Giro d'Italia) dello sport più martoriato dagli scandali doping degli ultimi anni. E non solo da quelli...

Un fan al Tour che copre le parti intime ma si scopre gran corridore...


giovedì, 12 luglio 2007

Eccomi di nuovo tra voi... grazie per avermi aspettato