A distanza di 14 anni Lucia Ocone torna sul luogo del delitto facendo la parodia di se stessa. Esilarante. A Very Victoria (che non seguo mai, ma che regala delle perle).
A sinistra Lucia su MTV, a destra durante l'originale (si tratta della terza edizione di Non è la Rai, fine 1993). Da notare a 0:16 Antonella Mosetti senza zigomi-labbra-seno ma con frangetta, a 0:57 Vanessa Leonardi (adesso giornalista di Sky News non più ossigenata) a 5:28 Alessandra Di Carmine del lotto di Rai Due e alla fine del filmato un'Ambra Angiolini d'epoca molto Monte Mario girl e non ancora attrisciue.
Chissà che fine ha fatto D’Angelo. Non Nino ma “Di Engelow”, il cantante soul americano che qualche anno fa spaccava con gli acuti in un video in cui metteva in mostra la sua tartaruga perfetta, o meglio il suo invidiabile six-packs, e le labbra alla Angelina Jolie.
Cercando su youtube ecco il filmato.
Attenti al minuto 1:09, che scatena un dibattito tra gli utenti che commentano:
LoLiGeSKInD123 “I can see his diq at 1:09 on the right side in the video” (Si vede il suo pisello al minuto 1:09 sul lato destro del video).
Eline9 “Oh my God, that shit is really true…you can really see the tip of his dick at 1:09!!” (Mio Dio, è vero…si vede davvero la punta del pisello al minuto 1:09).
Meno male che a risolvere l’arcano ci pensa l’utente kqfilms “It does look penis-like, haaa, I’m assuming it’s the way the shadow hits his muscles reflecting off the light. I’d like to think it’s penis-tip though too” (Sembra il pene, ah ah ah, penso sia un effetto dovuto all’ombra sul muscolo che riflette la luce. Piacerebbe anche a me pensare che si tratti della punta del pisello).
In effetti il minuto in questione è topico. L’illusione ottica è palese e chissà se è voluta in post-produzione.
Il video (attenti a 1:09):
Qualcuno intanto si è divertito a fare il verso al cantante. Gli obliqui non sono gli stessi ma il risultato è divertente (anche se il video è lungo). A proposito, qualche consiglio per avere un addome alla D'Angelo potete trovarlo qui. E' difficile, ma ci si può provare. Ditelo anche a lui:
Quest’anno non ho scritto nulla sull’Isola dei famosi per il semplice fatto che l’ho seguita pochissimo. Al di là dei quattro nomi di richiamo (Coco, Cecchi Paone, Malgioglio, Caprioglio), credo che il cast di questa quinta edizione sia stato uno dei meno interessanti. Tra i naufraghi mandati ai Caraibi non c’era l'irruenza di un Adriano Pappalardo, il misticismo di un'Antonella Elia, il carisma di un Albano, la lucida follia di una Domiziana Giordano. Non ho trovato un personaggio cardine, che fungesse da leader o trascinatore e sono state pochissime le sorprese. Per dirla tutta,ho trovato pretestuoso l’innesto dei non-famosi nel contesto del gioco: se il nome del reality è Isola dei famosi, non vedo perché mandare dei personaggi che nessuno conosce (e vuole conoscere) a patire fame e disagi in Honduras snaturando l’originalità di un format che ha avuto successo proprio perché incentrato sulle vicissitudini di personaggi noti, abitualmente “vissuti” dal pubblico in contesti più patinati o glamour.
Un’isola povera di emozioni e trasgressioni. A volte scontata.
Non è stato scontato invece il battage promozionale fatto nei confronti di Manuela Villa, annunciata come vincitrice anzitempo. Ex naufraghi, opinionisti, inviati, conduttori, giornalisti. Nessuno si è sottratto alla voglia di manifestare il proprio appoggio a Manuela, che non so per quante settimane è stata l’unico abitante dell’ultima spiaggia. Un tifo esagerato e spesso scorretto nei confronti degli altri concorrenti, ugualmente degni di arrivare in finale e vincere: Manuela orgogliosa sulla copertina su DiPiù, protagonista coraggiosa dei servizi della Vita in diretta, al centro dei dibattiti dell'Italia sul Due.
Una simpatia esagerata verso una concorrente che non ha dimostrato alcuna dote particolare sia in compagnia degli altri naufraghi che da sola su quel lembo di spiaggia che l’ha forse preservata da ripicche e litigi sicuri. Credo infatti che il gioco della sopravvivenza sia più duro quando si compete col gruppo – sia materialmente che psicologicamente – piuttosto che in solitudine, con le telecamere puntate unicamente su ogni trovatella per sconfiggere la noia.
Non mi piace dare per scontato niente e non amo l'esaltazione eccessiva di un personaggio (che crede di avere già la vittoria in mano). Per questo motivo, e non solo, spero che stasera vinca Miriana Trevisan.
Orgasm Girl (che potete trovare qui) è uno dei giochini più popolari di Internet. Nel momento in cui scrivo ben 2.573.850 persone hanno provato a far raggiungere l'orgasmo alla biondina che vedete raffigurata a sinistra e che somiglia vagamente a Sailor Moon, spesso senza riuscirci. Questo perchè lo scopo del gioco è sì di far godere di piacere la ragazza, ma senza farla svegliare! Per giocare basta usare le icone poste sulla sinistra: "rub" vi consente di accarezzare il corpo della studentessa (eh sì, si tratta di una studentessa diciottenne), "grab" vi permette di sfilare uno dei pochi indumenti che la coprono. Vi consiglio di prestare attenzione alla barra "state" perchè se raggiunge il minimo la giovane si sveglia e voi perdete.
Diana Scheunemann è una fotografa di moda tedesca. Le sue foto sono state descritte come "Uno scoppio di energia spontanea e di abilità visiva, che conducono ineluttabilmente in avanti attraverso questa fantastica esibizione di sesso, incubi, vita, morte, rock‘n’roll e tutto quello che capita lungo il cammino". Qualcun'altro descrive i suoi soggetti come “Corpi elettrici che entrano in contatto per brevi intensi istanti, per poi disperdersi nella prima alba possibile”. A me molto più semplicemente ispirano sesso.
Interessante il dibattito etero vs gay di Ciao Darwin. Al di là dei luoghi comuni d'ordinanza, non pensavo ci fossero in giro tutte queste teorie, alcune davvero indifendibili. Inutile dire che, contraddizioni a parte, i gay si sono mostrati dieci spanne superiori agli etero (anche perchè l'avevano servita su un piatto d'argento!).
Luis, 31 anni, di Palermo, etero “Dovete votare per noi perché essendo che siamo etero. L’uomo è etero, la donna è etero perché Dio ci ha creato così, non come voi!”. TEORIA DELLA DOPPIA CREAZIONE.
Filippo, 19 anni, gay “Gli uomini e le donne che disprezzano i gay si rifanno alla Chiesa solo quando c’è da parlare di questi argomenti”. TEORIA DELLA COSPIRAZIONE.
Tognazzi Alessandro, 40 anni, etero convinto convinto “Dalla spina della corrente al semplice bullone ce vole sempre maschio e femmina, voglio dì”. TEORIA DELL'ESCLUSIONE.
Sandro Manu, semplicemente omosessuale “Non serve disprezzare tanto l’omosessualità perché noi omosessuali siamo nati da voi eterosessuali, non siamo nati chissà da chi, quindi in fondo un po’ di omosessualità ce l’avete anche voi, cari!”. TEORIA DELLA DISCENDENZA.
Gravanti Annalisa, 32 anni, etero “La metto sul sesso debole. In passato il sesso debole era la donna, poi l’uomo, adesso sono loro. Perché non sono riconosciuti dallo Stato, non sono riconosciuti dalla Chiesa. Per cui: chi sono?”. TEORIA DELL'INVISIBILITA'SOCIALE
Alessandro Pepe, 19 anni da Foggia, gay “Io non sono cattolico però Gesù Cristo ha detto una cosa: ama il prossimo tuo come te stesso. Mi sembra che voi non lo facciate! A me non serve essere riconosciuto come entità né dalla Chiesa né dallo Stato. Numero uno perché lo Stato sono anche io, numero due perché sono un individuo come te e merito gli stessi diritti che hai tu”. TEORIA DELL'AUTOAFFERMAZIONE.
Mauro Ciorfani, serenamente e orgogliosamente gay "Il suo Stato mi riconosce perchè io, come spero lei, pago le tasse!". TEORIA FISCALE.
Valentina Pastorino, 19 anni, etero "Loro sbandierano la loro realtà come noi sbandieriamo la nostra". TEORIA DELL'AUTOINCENSAMENTO.
Elia, Firenze, chiaramente gay "In una società civile penso che tutti gli stili di vita debbano essere rispettati. Quindi voi eterosessuali, se vivete bene il vostro stile di vita, non capisco perchè date fastidio a gente che ha gusti diversi non per scelta ma per natura". TEORIA DEL VIVI-E-LASCIA-VIVERE.
Paolo Manzi, 51 anno, etero "Se siete gay e non amate le donne, perchè vorreste adottare dei figli?". TEORIA DELLA MISOGINIA.
Numero 19, gay "Sfatiamo questi miti. Noi amiamo e rispettiamo le donne. Chi come voi dice io le donne me le faccio, non le ama le usa! Noi le amiamo, voi le usate". TEORIA FILANTROPICA.
In Italia è diventato famoso per essere stato il compagno di Ilona Staller e al centro della querelle sull'affidamento del figlio nato dalla loro relazione. Nel resto del mondo Jeff Koons è un artista americano simbolo del kitsch. Cicciolina è stata a lungo sua musa ispiratrice:
Jeff in position of Adam
Fingers between legs
Wolfman (Close up)
Non parlate di artista porno. Non c'entra niente. Koons è kitsch. Quindi si puo' permettere tutto. Ma proprio tutto.
Sarah Carmen non puo’ andare in discoteca perchè ci sono troppe vibrazioni. Non beve molti cocktail perchè l’alcol la rilassa troppo. Finge spesso di tossire o di avere un crampo per soffocare il respiro corto e i sospiri.
Tutto questo perché Sarah Carmen soffre di una rara malattia che le regala quasi duecento orgasmi al giorno. Ovunque lei si trovi: a lavoro, per strada, al supermercato, dall’estetista.
Si chiama PSAS ovvero Permanent sexual arousal sindrome, deriva dall’uso di alcuni antidepressivi e aumenta incredibilmente il flusso di sangue agli organi sessuali, con tutto ciò che ne consegue.
Sarah Carmen sostiene di non poter fare la ceretta, di non poter accendere un phon, di non poter sentire un ronzìo che – tac!– arriva inesorabile l’orgasmo. Con gli uomini basta davvero poco, anche se non sono tanti quelli che riescono a star dietro alle continue voglie sessuali della ventiquattrenne inglese.
In famiglia nessuno conosce lo stato di salute della ragazza per cui i genitori credono solo sia un po’ iperattiva, dati i comportamenti strambi per nascondere i continui orgasmi.
Chissà se queste pillole antidepressive riportano tra gli effetti collaterali anche gli ORGASMI IMPROVVISI E CONTINUATI. Di certo questi non scoraggeranno nessuno!
L’articolo 29 della Costituzione italiana riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.
Il Family Day di qualche mese fa è stato presentato come il giorno della mobilitazione cattolica per la famiglia. La famiglia canonica, quella della costituzione e dei cattolici buoni e osservanti, appunto. Paladini della manifestazione i tre padrini della Casa delle Libertà.
Berlusconi: primo matrimonio con Carla Elvira Lucia Dall’Olio nel 1965, da cui si separa nel 1980 per poi divorziare nel 1984. Nel 1985 ufficializza l’unione con Veronica Lario, che sposa nel 1990. Dal primo letto nascono la figlia Marina (mamma di due figli insieme al compagno Maurizio Vanadio, che non ha ancora sposato) e Dudi (“ragazzo padre” di una bambina nata alcuni anni fa in seguito alla relazione con una donna). Dal secondo matrimonio nascono tre figli, tra cui Barbara, di recente mamma insieme al fidanzato Giogo Valaguzza.
Casini: dopo la separazione da Roberta Lubich (matrimonio in cui sono arrivate due figlie: Maria Carolina e Benedetta), ha intrapreso una nuova relazione sentimentale con Azzurra Caltagirone. Dall'attuale compagna è nata, nel mese di luglio 2004, Caterina. Il 27 ottobre 2007 Pier Ferdinando si è risposato.
Fini: incontra Daniela Di Sotto, allora moglie di Sergio Mariani, amico e compagno di partito di Gianfranco, negli anni '70. Nel 1985 nasce Giuliana, la loro unica figlia. Si sposa con Daniela, tre anni più tardi. Dopo 19 anni di matrimonio, nel giugno 2007, annuncia la separazione dalla moglie. Cinque mesi dopo la separazione dalla moglie, viene resa pubblica la relazione con l' la conduttrice televisiva Elisabetta Tulliani, dalla quale attende un figlio la cui nascita è prevista per dicembre 2007.
Su questa scia, i tre testimonial attesi al Family Day dell'anno prossimo sono Pietro Maso*, Brooke Logan** di Beautiful ed Elizabeth Taylor***.
* criminale, reo per aver ucciso i genitori con lo scopo di intascarne l'eredità
** moglie di Eric (padre), Ridge (figlio maggiore) e Thorne (figlio minore)
Luca Dorigo ti aspetta in linea con i suoi consigli per avere successo* e per parlare direttamente con te!
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Alcune volte basta poco per sentirsi utile. Invitato al cinema da alcuni amici per vedere Ratatouille, dribblo cortesemente l’invito per strarmene tranquillo a casa. Ultimamente la mia vita sociale è divertente come una puntata di Un giorno in pretura e movimentata quanto una partita a dama, ma forse sono io che ho bisogno di starmene “per conto mio” e la cosa non mi dispiace affatto.
In tutto ciò sono facilitato dal fatto che il film proposto non mi attira neanche un po’: per prima cosa è un cartone animato, e io che di mio vado poco al cinema (ho Sky, non è la stessa cosa, ma tant’è) non mi schiodo di certo per un film di animazione, inoltre parla di un topo che fa il cuoco e il connubio mi fa anche senso. Per me i topi sono degli animali misteriosi. Si dice che ce ne siano milioni ma in vita mia ne avrò visti due o tre (se escludiamo le decine di trasposizioni fumettistiche e televisive che, chissà perché, hanno trovato nel roditore una figura simbolica da propinare ai bambini di mezzo mondo). Ecco, i tre topi che ho visto avrei preferito non vederli. Banale, ma vero.
Tornando alla serata, non faccio in tempo a schivare l’invito, che mi arriva la chiamata al cellulare di un’amica terrorizzata. Lei vive sola e sembra che un topo sia inavvertitamente entrato in casa dalla finestra del bagno. Lunghi attimi di terrore. La porta del bagnetto viene serrata per confinare il roditore a pochi metri quadri. I cani sguinzagliati e aizzati verso il topo sembrano non percepire il pericolo, anzi impauriti dal clima confuso battono la ritirata. La mia amica è disperata e impaurita e mi supplica di prestarle soccorso. Mi armo di forza e coraggio e vado.
Arrivato sul luogo del delitto trovo la mia amica con i cani nell’androne di casa, sfrattata dal topo che è ancora lì, in bagno. Sudo freddo e impugno una scopa. Qualcuno mi ha detto che sbattendo il bastone contro il pavimento loro escon fuori. In effetti è così, le vibrazioni fanno schizzare via il roditore ad una velocità prossima a quella della luce. Posso vederlo: è microscopico, ma fa pur sempre schifo. Tento di colpirlo ma lui cerca rifugio, avanti e indietro, tra la base della tazza del water e il bidet, posti l’uno di fronte all’altro. Così per una decina di volte. La mia amica urla di ucciderlo, ma io topicida per caso e non per scelta le rispondo che è più difficile del previsto perché è una saetta. A un certo punto l’imprevisto: il topo cambia direzione e viene verso di me (che faccio scudo sulla porta del bagno). Per alcuni secondi mi sembra di vedere la scena dei cartoon di Tom&Jerry quando il roditore esce alla scoperta e la mamy inizia a saltare come una matta fin sopra a una sedia, con me nel ruolo della mamy naturalmente. Pochi attimi ancora e il topo rientra nel bagno, ormai esausto fino alla mossa suicida che lo porta (consapevole?) fin sotto la scopa. Fine del topo.
E’ vero che basta poco per sentirsi utile. In fin dei conti ho risolto un problema a un’amica. Ma non vi dico i commenti degli amici che tornavano dal cinema, dopo Ratatouille, quando gli abbiamo raccontato l’accaduto. Mi hanno fatto sentire un novello Pacciani. I coniugi d’Erba al confronto erano Carlo e Alice della Settimana Enigmistica.
Sul sito della red-bull, nella sezione delle FAQs, sono così solerti da tranquillizzare sul fatto che la taurina contenuta nella nota bevanda non è estratta dai testicoli del toro nè tantomeno è derivata dal liquido seminale dell'animale. Si tratta in realtà di una sostanza interamente sintetica. Sarà, ma preferirei di gran lunga questo estratto di toro a una ricetta tipica delle regioni meridionali di cui mia nonna mi parlava sempre e la cui preparazione potete trovare qui. Si tratta del sanguinaccio (che può essere di maiale o di pecora o di chissacchè). Già il nome fa ribrezzo.
Anche il Brasile ha la sua Buona Domenica. Si chiama Domingão do Faustão e va in onda sul canale più visto, Rede Globo. Tre ore di intrattenimento vario condotte dalla Paola Perego carioca, tale Fausto Silva (che poi è come dire, in Italiano, Mario Rossi). In effetti il conduttore più che assomigliare a Paola Perego è una specie di Giampiero Galeazzi dal capello biscardato e i calzoni ascellari strappato alla zappa. Un forsennato che urla ininterrottamente anche durante le esibizioni dei cantanti – quasi fosse la voce fuori campo del SuperTelegattone. Un pazzo brasiliano come possiamo immaginare i pazzi brasiliani. Laura Pausini a Domingão è di casa, chiamala scema. In fin dei conti si tratta di un programma visto da milioni di persone e a livello promozionale vale quanto un Sanremo. In questo filmato la nostra Lauretta, che secondo me è simpaticissima, è al centro della scena acclamata dal pubblico e circondata da una dozzina di ballerine. E qui c’è da sganasciarsi. Avete mai visto un corpo di ballo che sembra aver preso lezioni da Maria De Filippi su coreografie di Pamela Petrarolo? Eccolo.
Conoscevo l’aracnofobia, l’agorafobia, la claustrofobia, la xenofobia. Mi giunge nuova questa AUTOMATONOFOBIA che, oltre a essere impronunciabile, è la paura per pupazzi ventriloqui, manichini, burattini, statue di cera, soprattutto quando sono “animati” ma in genere quando rappresentano un essere senziente. In America ne soffrono così tante persone da vendere on line programmi per il trattamento di questa fobia che, come tutte le altre, nasce come un meccanismo protettivo dell’inconscio nei confronti di traumi emozionali vissuti. Dunque se Rockfeller, Topo Gigio, Uan o le statue del Madame Tussaud vi hanno creato, o vi creano, ansia, nausea o tachicardia, sapete di cosa soffrite e potete porvi rimedio se vi collegate qui. Devo dire che da piccolo l’unico pupazzo che mi causava scompensi era quello che mostravano a tutte le ore nel trailer di Profondo Rosso. Mi bastava sentire le prime note che accompagnavano il promo per scappare a gambe levate. Ma credo di essere giustificato: avevo 6 anni e il trailer era splatter. Il Moige ancora non c’era. Altri tempi.
Non è un mistero che il Grande Fratello abbia perso quell’allure di novità e originalità che lo contraddistingueva, è certo però che gli autori potrebbero inventarsi qualcosa di meglio delle solite stereotipe auto-presentazioni dei concorrenti in esterna. Un’esplosione di noia e banalità da fare zapping istantaneo. In Spagna, dove sono arrivati al Gran Hermano 9, questo era l’inquilino italiano – una sorta di Mirko Bergamasco sgonfio di una trentina di chili dalla cadenza alla Luca Dorigo (tutti veneti sono...)– definito come latin lover, e te pareva…
Tyra Banks è un fenomeno tutto Americano. Classico esempio di bella ragazza – nera – middle class che dopo una sfolgorante carriera come top model, superati i trenta, decide di riclarsi come businesswoman. Meno isterica di Naomi, più sexy di Oprah (alla quale sembra ispirarsi),Tyra è stata la prima afroamericana sulla copertina di GQ e di Sports Illustred oltre che il simbolo degli anni 90 di Victoria’s Secret, ha partecipato a video e telefilm, ha battuto la strada (del fiasco) musicale, conduce programmi prodotti dalla sua casa di produzione Bankable productions, senza contare che nessuno riesce a schiodarla dalla classifica delle world’s most influential people di Time magazine.
Il Tyra Banks Show (insieme al reality America’s next top model) è il fiore all’occhiello della Bankable. Un talk show quotidiano che sfracella in ascolti e vince Emmy Awards. Un programma trash come solo la televisione americana sa essere, ancor di più se condito dal (finto) glamour della conduttrice.
Ecco cosa succede durante alcune puntate del Tyra Banks show :
Tyra si sottopone a una risonanza magnetica per dimostrare che i suoi seni non sono siliconati (settembre 2005)
Tyra si reca in uno strip club in incognito fingendosi spogliarellista, insieme alla sua troupe, per intervistare il propietario riuscendo a evitare la performance sexy pochi istanti prima di andare in scena (marzo 2006)
Tyra, durante una parodia, manifesta grande entusiasmo nei confronti dei benefici alla salute e alla bellezza derivanti da una confezione di vaselina (settembre 2006)
Tyra cerca di porre fine alla faida che va avanti dal 1990 con Naomi Campbell attraverso un confronto pubblico durante il quale affronta da sola la rivale, dopo aver mandato via dallo studio il pubblico (novembre 2005)
Quando i giornali pubblicano la foto di Tyra grassa, la conduttrice apre lo show con lo stesso costume da bagno dimostrando di non essere ingrassata (pur non avendo niente contro le persone obese) e concludendo con la frase “Baciate le mie grosse chiappe!” indirizzata a tutti quelli che criticano il peso delle donne
Tyra incontra la porno star Tyra Banxxx intimandola di non usare più questo nome
E noi che ci lamentiamo dei talk show di Alda D’Eusanio!
Sembra assurdo, eppure in Parlamento succede che arrivi finalmente il tuo turno per votare l’emendamento sulla class action* e commettere l’imperdonabile errore di sbagliare voto.
Tutto questo alla fine di un testa a testa che, soltanto per un voto e soltanto alla fine, vede uscire vittoriosa la maggioranza con 158 si contro 156 tra contrari e astenuti.
Ancor più incredibile la reazione dell’autore del misfatto: il senatore Roberto Antonione di Forza Italia che, accortosi del danno, scoppia in una valle di lacrime come un bimbo disperato, imputando al caos del parlamento il suo gesto distratto.
Ciò che ha del fantasmagorico è invece l’aplomb di Andreotti, seduto appena un banco più avanti dallo sciagurato parlamentare. Mentre si crea un capannello di colleghi intento a consolare l’onorevole piagnone, lui che fa? Continua a scrivere i suoi appunti infastidito dall’episodio. Glaciale.
***
Andreotti. Si spezza ma non si piega. Mai.
*(istituisce e disciplina l’azione collettiva per il risarcimento dei consumatori, contro le grandi aziende)
C’è un cazzaro della tv che adoro. Il suo nome è Gianni Boncompagni, uno di settantanni che – a occhio e croce – ne dimostra quattordici e mezzo e che da qualche settimana è tornato in tv con Bombay, il martedì sera su La7.
Bombay, appunto. Il vuoto televisivo. Un programma senza contenuti. Una comicità degna del peggior Massimo Boldi.
Eppure Bombay mi piace. Il pazzeggio assoluto di Boncompagni e Benincasa, insieme agli ospiti che di volta in volta si fingono altri personaggi, riesce ad essere esilarante nella sua improvvisazione e grazie al suo non sense.
Boncompagni sostiene che la tv non va preparata ma improvvisata. E Sostanzialmente è così. Non c’è cosa peggiore dei programmi dove tutto appare preparato e precostituito.
Si aggiunga a tutto questo la grande cura delle forme, dei dettagli, delle inquadrature e delle scenografie, proprie di tutti i programmi di Boncompagni. Formalmente ineccepibili, dalla cifra stilistica chiaramente riconoscibile.
Vuoto sostanziale, cura formale. Ma Bombay non è soltanto questo. Trovo che Bombay abbia colto in pieno l’essenza della nostra televisione, abbia sublimato (tra le altre cose) in uno show di puro intrattenimento l’illusione che ha reso i reality il genere di maggior successo dal Grande Fratello in poi. L’illusione dell’imprevisto, o meglio l’attesa dell’imprevisto.
Imprevisto che nel caso di Bombay non arriva mai, ma che ti fa stare incollato al teleschermo.
Una tensione che sta lì, dall’inizio del programma (quando si finge il fuorionda e il count-down prima della diretta) fino alla fine.
Ecco, a Bombay di fatto non succede nulla. Ma si resta sempre nell’attesa che qualcosa possa accadere. La genialità di Boncompagni sta in questo.
(…)E noi a differenza delle donne di sinistra, delle femministe, non abbiamo rivendicazioni da
fare ai nostri uomini. Noi amiamo i nostri uomini, siamo orgogliosi dei nostri uomini. Noi
di destra abbiamo una certezza, quella di voler stare al loro fianco, non un passo indietro ma
neppure un passo avanti. Noi donne di destra abbiamo la consapevolezza che nessuno vince
da solo e che qui non ci sarà nessuno che crede di essere più bravo degli altri; qui non ci
sarà nessuno che penserà di fare a meno di tutti. (…)
Per la Santanchè, ospite di Otto e mezzo su La 7, una femminista di destra è una femminista che non rivendica contro gli uomini (come fanno invece le femministe di sinistra), ma che rivendica con gli uomini.
Ora, posto che il termine femminismo per definizione si oppone alle discriminazioni (sociali, economiche, politiche) del maschilismo e dunque ha motivo di essere solo in contrapposizione alle istanze prevaricatrici dell’universo maschile, vorrei sapere contro quale ipotetico terzo sesso l’onorevole Santanchè protesta.
O forse Wladimir Luxuria è diventata così potente da creare un transgenderismo imperante contro il quale battersi? Naaa…
***
Girettino sul sito della Santanchè. Uhhh quante belle cose si scoprono! Usa solo il profumo Cartier anche se la confezione non è più elegante come quella di una volta e cambia sempre i prodotti di bellezza in modo che la pelle non si adatti troppo, tra i programmi preferiti Porta a Porta e Otto e mezzo (Ballarò è troppo di parte) ma anche L'Isola dei famosi, per rilassarsi, non è male, infine "Dani e C." è il nome del baglietto maiorca del 1962 che ha fatto restaurare ed arredare per recuperare il suo rapporto col mare tanto che la rivista Yatch Capital le ha dedicato un servizio fotografico che mette in risalto il suo lato di armatrice...
I'm afraid your father is going to be very upset when he gets back
L'emblema degli anni 90 perchè 1) trattasi di un mix di hard rock, dance e rap; 2) mostra fiducia e ottimismo verso il futuro (interraziale); 3) per la prima volta viene utilizzata in un videoclip la tecnica del face morphing; 4) Macaulay Culkin ancora non si faceva di qualsiasi cosa, Tyra Banks non aveva la cellulite ma soprattutto Michael Jackson non era ancora impazzito del tutto.
Terry Richardson is an international celebrity as well as one of the most prolific and compelling photographers of his generation. Known for his uncanny ability to cut to the raw essence of whomever appears before his lens, Mr. Richardson's vision is at once humorous, tragic, often beautiful, and always provocative.
Per intenderci, è stato il fotografo di varie campagne pubblicitarie della Sisley e di Gucci. Le sue foto erano quelle più trasgressive e provocanti. Nel suo portfolio alcuni scatti sfiorano la pornografia. Per lui hanno posato Daniel Day Lewis, Faye Dunaway, Leonardo DiCaprio, Vincent Gallo, Tom Ford, Marc Jacobs, Sharon Stone, Mickey Rourke, Jay Z, 50 Cent, Kanye West, Macauley Culkin, Mena Suvari, Johnny Knoxville, Justin Timberlake, Nicolas Cage, Dennis Hopper, Maggie Gylenhall...
Girovagando su Youtube mi imbatto in questo video. Si tratta di una sorta di TG o notiziario polacco. Al danno si unisce la beffa: sviene e la scenografia di cartone pressato le crolla addosso, quasi fosse il finale di un cartone della Warner Bros. Ma il bello è dato dai due conduttori che non si preoccupano affatto di soccorrere la collega (così come negli istanti immediatamente successivi alla "tragedia" nessun tecnico o assistente di studio sembra voler appurare lo stato di salute della giovane speaker). Quando si dice sangue freddo. Fosse accaduto in Italia come minimo tutto il centro di produzione si sarebbe mobilitato. Ma si sa che i popoli dell'est sono più freddi di noi latini.