E’ opinione diffusa che la tv in Italia sia pessima. Le ragioni che contribuiscono a quello che, a mio avviso, è un luogo comune, possono ricondursi fondamentalmente a tre:
*1)l’invasione di format stranieri, programmi preconfezionati che per il fatto di essere prodotti “chiavi in mano” perdono in originalità e veracità e propongono un modello globalizzato da respingere; *2)la guerra degli ascolti, perseguita sia dalla tv pubblica che da quella privata e il conseguente spostamento delle risorse economiche (il budget) sulle fasce di maggiore audience e sui canali leader dei due blocchi contrapposti (Rai Uno per la Rai e Canale 5 per Mediaset), a discapito delle altre fasce e reti che risultano quindi impoverite; *3)lo stato pietoso dell’informazione e della “cultura” su tutti i canali.
Tre fattori che non si possono negare e che alimentano un sentito negativo verso il piccolo schermo. Un sentito che non tiene conto invece di alcuni aspetti positivi della nostra tv:
1) la maggioranza dei format vengono adattati al gusto del pubblico italiano arrivando a volte ad essere stravolti pur di possedere una cifra stilistica riconoscibile, più calda, curata e "personale".
2) nonostante la struttura di sostanziale duopolio, vi è una scelta differenziata per target delle reti e dei programmi e una quantità considerevole di produzioni.
3) non mancano alcune isole felici nell’intrattenimento e nell’informazione. Inoltre alcuni programmi evento risultano coniugare qualità e ascolti.
Detto questo, per meglio inquadrare e valutare lo stato di salute della nostra tv, non c’è idea migliore che andare a vedere cosa succede sui principali network televisivi stranieri. E’ vero che un canale non racchiude l’intero sistema televisivo di un paese, ma se ad essere analizzato è il canale più visto sicuramente lo rappresenta e regala un’idea del panorama catodico.
(continua...)