lunedì, 03 dicembre 2007
Tributo a una grande che risponde al nome di Natalie Imbruglia. La canzone ormai è un classico (Torn) e tutti ricordano il video fatto con quattro soldi quattro ma, come spesso accade per le produzioni low cost dotate di un'idea di fondo, rimasto nella memoria di tutti (se non altro per lo splendido primo piano dell'artista australiana). In questo filmato il mimo geniale che interpreta il pezzo lacerante della Imbruglia si fa chiamare Johan Lippowitz (ma in realtà per l'anagrafe inglese è David Armand) e lo show sembra una sorta di Zelig d'oltremanica ma credo si tratti di un concerto in favore di Amnesty International. Da notare come la cantante australiana partecipi senza tirarsela. Una grande, ripeto.
domenica, 02 dicembre 2007
Sedici anni fa, di questi tempi, comprammo il videoregistratore vhs. Arrivammo un po’ in ritardo a dire il vero dato che una mia cugina, già a metà degli anni Ottanta, registrava “I Visitors” e si domandava se il continuo staccare la registrazione (a causa dei ripetuti blocchi di pubblicità) potesse rovinarle l’apparecchio.
Ricordo che il primo film che videoregistrammo insieme ai miei fratelli, più per provare le mirabolanti funzioni tecnologiche del nostro gioiellino che per altro, fu “La piccola bottega degli orrori” di Frank Oz, prontamente cancellato per conservare sul nastro Eddie Murphy col suo “Principe cercamoglie” (che resistette molto più a lungo) e che avrò visto duemila volte.
La prima videocassetta originale mi fu regalata invece da una zia ultrachic, e miliardaria, che aveva pero’ il brutto vizio di riciclare regali. Tant’è che sia io che un mio fratello ci ritrovammo tra le mani due copie identiche di “Mamma ho perso l’aereo”, che la zia aveva erroneamente impacchettato per noi invece di riservarne una a qualche altro nipote.
La mia famiglia non è mai stata supertecnologica, arrivava sempre dopo. Ma arrivava.
E’ stato così anche con lo stereo, o meglio l’hi-fi, e il compact disc. Più avanti sarebbero arrivati il microonde, la tv satellitare digitale (sul finire degli anni novanta), il dvd, la connessione Internet, la caldaia autonoma a metano, il cordless, l’adsl, il modem wireless.
E’ incredibile pensare come nell’arco di quindici anni o poco più, le nostre case siano state dotate di apparecchiature tecnologiche che solo qualche tempo prima sembravano impensabili.
L’acqua calda è istantanea e c’è sempre, posso navigare col mio portatile leggerissimo in ogni angolo della casa e parlare al cordless, sono in grado di avere un’intera collezione di brani musicali in pochi minuti in filodiffusione mentre il microonde scalda la cena, riesco a fare shopping on line e stampare un e-book velocemente. Un risparmio assoluto di tempo e soldi.
Nonostante questo, ricordo con nostalgia la sensazione di onnipotenza che avevo quando con quel vecchio videoregistratore Akai potevo vedere e rivedere a mio piacimento la scena di un film. Decidevo io. E mi sentivo libero di scegliere.
Ecco, ciò che mi affascina del progresso tecnologico è la possibilità di gestire la propria vita, e il proprio tempo, in modo più libero e consapevole.
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lunedì, 12 novembre 2007
I'm afraid your father is going to be very upset when he gets back
L'emblema degli anni 90 perchè 1) trattasi di un mix di hard rock, dance e rap; 2) mostra fiducia e ottimismo verso il futuro (interraziale); 3) per la prima volta viene utilizzata in un videoclip la tecnica del face morphing; 4) Macaulay Culkin ancora non si faceva di qualsiasi cosa, Tyra Banks non aveva la cellulite ma soprattutto Michael Jackson non era ancora impazzito del tutto.