IL MIO REALITY

Avevo scritto un reality show "Obiettivo Pulitzer", me l'hanno copiato. Adesso medito vendetta...

il mio occhio
(saltuariamente) Fantasioso (mai) Utilitarista (tendenzialmente) Lunatico (sempre) Vanesio (talvolta) Inquieto (spesso) Ottimista.
Le iniziali vi diranno chi sono.

che ore sono?
aforisma


FLAVIO OREGLIO

Leopardi nonostante una siepe dinanzi alla sua vista poteva scorgere l'infinito. Oggi riusciamo a fare la stessa cosa solo fumando la siepe.

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Nome: Ilmio reality (Il cognome è troppo famoso. Evitiamo di dirlo)
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Il Mio Reality ha già ricevuto *loading* nominations!




a telecamere spente
fulviodell@libero.it


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PINK - JUST LIKE A PILL



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EDWARD MUNCH

L'URLOOOOOOOOOOOOOOOOOOO (1885)

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STEVEN SPIELBERG

INCONTRI RAVVICINATI DEL 3°TIPO (1977)

un mito


THE PEANUTS



wanna drink?


Red Bull ti mette le ali!


heal the world


make it a better place...for you and for me...


reality show time




Il reality show è un genere televisivo che possiede 4 macro-tratti distintivi:
1) il ruolo attivo giocato dal mezzo televisivo nel suo atto di comunicazione. La tv è un "demiurgo" che interviene sulla realtà;
2) il ruolo complice e consenziente della gente (famosa e non) coinvolta nel meccanismo;
3) i contenuti veicolati, relativi alla sfera quotidiana, soprattutto affettiva e relazionale, in contesti che agevolano il loro esplicitarsi;
4) la formattizzazione della realtà in griglie prestabilite.




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lyrics | IL MIO REALITY



venerdì, 08 settembre 2006

Mi ero ripromesso di non riportare più testi di canzoni. Ma questa è troppo bella:

Senza di me (Anna Oxa, oppure AnnaOchis - come diceva mia nonna)

Sarebbe facile guardarsi appena e scivolare via
ma la mano mia cade nella tua
e col fatto che si resta amici come è giusto che sia
scarto l'idea, di domandare a te.
Senza di me
cosa si fa nei pomeriggi troppo blu
senza me
chi sarà a darti un bacio di più.
Sarebbe inutile parlare ancora dei problemi miei
li conosci e sai, che mi arrabbierei
così mi chiedi se ho mangiato o no
che bambino sei, non cambi mai
perchè non dici che...
senza di me
la vita sa di fumo e di malinconia
senza me
libertà, è il nome di una bugia.
Senza di me,
cosa ci fai dentro a quel letto immenso
dove fermavo il tempo sul fondo degli occhi tuoi
gridando, dimmi se puoi.
Senza di me
senza i sorrisi che tu mescolavi al mio caffè
e come sta la pianta che io
ho lasciato senza dirle addio
e la gente ti chiede mai
perchè non ci sono che cosa ci fai.
Senza di me
che senso ha, il buio quando scende giù
senza me
chi dirà, buonanotte.
Senza di te
la vita sa di fumo e di malinconia
senza te
io non so, dove andare, cosa fare, chi sognare...senza te

 


giovedì, 20 luglio 2006

Se pensate che il pezzo “Non puoi lasciarmi così”, versione italiana di “Quit playing games (with my heart)” dei Backstreet Boys, sia una forzatura di una demagogia terrificante come poche nella storia della musica leggera mondiale, non avete ancora ascoltato Paolo Meneguzzi cantare in un improbabile francese (insieme a tale Ophelie Cassy) la versione d’oltralpe del brano “In nome dell’amore”.
(La trovate cliccando qui. Il titolo naturalmente è “Au nom de l’amour”).
 
Quasi quasi più inascoltabile di un altro classico della musica italiana che tradotto in francese fa venire i brividi dall’indecenza. Quale? Questo qui. Leggete le parole, capirete subito di quale canzone si tratta e di come suoni mostruosamente male nella lingua di Aznavour.
Paolo Meneguzzi (vero nome Pablo Meneguzzo!) e Ophelie Cassy. Ce n'era proprio bisogno?
 
 

giovedì, 25 maggio 2006

Se alcuni pezzi fossero cantati in italiano, probabilmente neanche MTV li manderebbe in onda in fascia protetta. (In pratica lui si fa le pippe mentre pensa a quella cosina e loro – le Pussycats dolls, che già il nome è tutto un programma – fanno le emancipate e si lamentano di tutti sti maniaci che ci sono in giro. E ci credo vestite in questo modo...):
 
E’ divertente come un uomo pensi soltanto alla...
Hai davvero un gran cuore, ma ti sto guardando la...
Hai davvero una bella testa, ma ti sto guardando la...
Ragazza, non ho rimorsi a guardare la tua...
 
Non me ne frega un ...
Continua a guardare la mia ...
Perchè non m’importa un accidente se stai guardando la mia ...
Io farò le mie cose mentre tu te ne stai a giocare col tuo... ha, ha-ha, ha-ha
 
Tutti i ragazzi sono uguali
Fin da quando ero in seconda media
Provavano a mettersi con me
Provando a ah, ahah, ah, ahah
 
Avevano sempre un piano
Essere il mio unico uomo
Volevano me tra le loro mani
Volevano ah, ahah, ah, ahah
 
Io continuo a rifiutarli
Ma mi girano sempre attorno
Chiedendomi di andare in giro
Non è così che funzionerà
 
Perché loro vogliono solo
Vogliono solo la mia ah, ahah, ah, ahah
Vogliono solo quello che vogliono
Ma no-oh-oh, no-oh-oh
 
p.s. e qualcuno ha pure avanzato il dubbio che due di loro non avessero la BEEP!

domenica, 06 novembre 2005

L’uomo ha sempre subito il fascino del cielo, fonte d’ispirazione o catalizzatore di paure recondite, misterioso nella sua impercettibilità, claustrofobico nella sua infinitezza. Non per niente si dice che gli invincibili Galli avessero paura che il cielo gli cascasse addosso (il disegnatore di Asterix – Uderzo – ci ha costruito su un intero fumetto), mentre sono al vaglio degli studiosi le affascinanti ipotesi che leggono nella disposizione delle piramidi della Piana di Giza la rappresentazione in terra del cielo astronomico di alcune migliaia di anni fa (questa invece è stata la fortuna della serie Stargate).

Il fior fiore dei nostri cantanti ha dedicato al cielo alcune delle sue opere migliori; mi viene in mente, ad esempio, lo spermatozoico Renato Zero o il suonatore di armoniche vibranti Gino Paoli, ma anche la camaleontica Anna Oxa, se non sbaglio, anni fa era alla ricerca di quel mezzo angolo del cielo che non si sa se abbia mai trovato.

La tv satellitare più importante del mondo si chiama Sky, invece l’espressione l’altra “metà del cielo” riguarda almeno tre miliardi di individui del nostro pianeta.

Per alcuni il cielo è tutto, per molti invece rappresenta il lutto, qualcuno pensa che il cielo sia un lusso, altri non credono sia mai giusto.

Giriamola come vogliamo, il cielo fa parte di noi, del nostro modo di essere e di pensare.

Sarà per questo che periodicamente il cielo diventa fonte di strani avvistamenti – luci, girandole, fuochi – che illuminano la volta e sbalordiscono tutte le volte che accadono.

Se in questo periodo però dovesse capitarvi di vedere strani oggetti in cielo, sappiate che non si tratta di Ufo ma di briciole di meteore.

Gli Ufo, quelli veri, a detta degli esperti non esistono. L’esistenza degli alieni tuttavia, secondo me, è insindacabile…

 

Mario Giordano, l'alieno della tv per eccellenza

 

 

 

 

 


lunedì, 30 maggio 2005

L'ascolto almeno una decina di volte al giorno (è di Dolcenera):

E siamo qua, l'oroscopo ha previsto già
che compreremo tutti le pistole
e che faremo faremo fuoco nelle scuole 

Lucia non ha più il senso della realtà
Si è fatta un acido e anche un uomo
che poi è scomparso è scomparso
come un tuono

Per questa mia generazione
con la sua
ansia metafisica
ci vuole almeno un'emozione
oppure oppure una ragione

Per questa mia generazione
con la sua
ansia metafisica
ci vuole almeno un'emozione
o almeno almeno un'illusione

E siamo qua, il meteo ha previsto già
che pioverà per l'eternità e anche più
e che saremo saremo spenti davanti alla tv

Lucia non ha più nessuna identità
Lei crede solamente nella pubblicità
che le dice cosa fare per la sua obesità

Per questa mia generazione
con la sua ansia metafisica
ci vuole almeno un'emozione
oppure oppure una ragione

Per questa mia generazione
con la sua ansia metafisica
ci vuole almeno un'emozione
o almeno almeno un'erezione

Con l'ansia sconosciuta di dover vivere
noi continuiamo solo a ridere
a ridere, a ri.. ri.. a ridere

Per questa mia generazione
con la sua ansia metafisica
ci vuole almeno un'emozione
o almeno almeno un'illusione

Per questa mia generazione
con la sua ansia metafisica
ci vuole almeno un'emozione
oppure oppure una ragione