IL MIO REALITY

Avevo scritto un reality show "Obiettivo Pulitzer", me l'hanno copiato. Adesso medito vendetta...

il mio occhio
(saltuariamente) Fantasioso (mai) Utilitarista (tendenzialmente) Lunatico (sempre) Vanesio (talvolta) Inquieto (spesso) Ottimista.
Le iniziali vi diranno chi sono.

che ore sono?
aforisma


FLAVIO OREGLIO

Leopardi nonostante una siepe dinanzi alla sua vista poteva scorgere l'infinito. Oggi riusciamo a fare la stessa cosa solo fumando la siepe.

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05.In tutti i miei giorni
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07.Matteo Pedrosi
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Utente: IlmioReality
Nome: Ilmio reality (Il cognome è troppo famoso. Evitiamo di dirlo)
Un blogger con (latenti) manie di grandezza

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lo dite voi...
utente anonimo in OGGI RIFLETTEVO CHE


CONFESSIONALE

Il Mio Reality ha già ricevuto *loading* nominations!




a telecamere spente
fulviodell@libero.it


ultime foto




sing a song


PINK - JUST LIKE A PILL



emozioni dipinte


EDWARD MUNCH

L'URLOOOOOOOOOOOOOOOOOOO (1885)

emozioni girate


STEVEN SPIELBERG

INCONTRI RAVVICINATI DEL 3°TIPO (1977)

un mito


THE PEANUTS



wanna drink?


Red Bull ti mette le ali!


heal the world


make it a better place...for you and for me...


reality show time




Il reality show è un genere televisivo che possiede 4 macro-tratti distintivi:
1) il ruolo attivo giocato dal mezzo televisivo nel suo atto di comunicazione. La tv è un "demiurgo" che interviene sulla realtà;
2) il ruolo complice e consenziente della gente (famosa e non) coinvolta nel meccanismo;
3) i contenuti veicolati, relativi alla sfera quotidiana, soprattutto affettiva e relazionale, in contesti che agevolano il loro esplicitarsi;
4) la formattizzazione della realtà in griglie prestabilite.




Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7 - 03 - 2001 ma frutto della libertà d'espressione (sancita costituzionalmente) del suo autore!

personaggi | IL MIO REALITY



lunedì, 10 dicembre 2007

Copincollo dai messaggi del mio account su youtube:

Hi fuld,

In the truth I would like to be able to talk with the Samantha, therefore I found it very interesting. He is possible? I am certain that we very to be good friends, the look of it fascinates me and the skill of it seems to be a very special person. I am always travelling for Barcelona and if possible could visits them. I begin I find that we to change it e-mails, this would be very good.

Obs.: i´m sorry my writing english.....

Best regard´s,

Vitor

Si riferisce a questa ragazza:


Se qualcuno ha news su Samantha Dell'Acqua, ex ragazza di Non è la Rai, prego farsi vivo. Vitor dal Brasile (pero' ogni tanto si trova a Barcellona) vorrebbe conoscerla.


lunedì, 03 dicembre 2007

Tributo a una grande che risponde al nome di Natalie Imbruglia. La canzone ormai è un classico (Torn) e tutti ricordano il video fatto con quattro soldi quattro ma, come spesso accade per le produzioni low cost dotate di un'idea di fondo, rimasto nella memoria di tutti (se non altro per lo splendido primo piano  dell'artista australiana). In questo filmato il mimo geniale che interpreta il pezzo lacerante della Imbruglia si fa chiamare Johan Lippowitz (ma in realtà per l'anagrafe inglese è David Armand) e lo show sembra una sorta di Zelig d'oltremanica ma credo si tratti di un concerto in favore di Amnesty International. Da notare come la cantante australiana partecipi senza tirarsela. Una grande, ripeto.

Paris Hilton può permettersi tutto. Senza apparire mai volgare. Bel topless!

Non capisco pero' il senso di questa foto fatta con la sorella Nicky Hilton. Nè sexy, nè chic, nè provocatoria. Paris vorrebbe ammaliare l'obiettivo accennando a desideri lesbo-incestuosi (repressi) con la mano, mentre Nicky ha un'espressione goliardica post daiquiri e sembra subire piuttosto la differenza termica della mano di Paris con la sua chiappa semi-arrossata. Non ci dormirò stanotte.

(Scusate per il titolo wertmullerico del post, ma non è scritto a caso).


giovedì, 29 novembre 2007

A distanza di 14 anni Lucia Ocone torna sul luogo del delitto facendo la parodia di se stessa. Esilarante. A Very Victoria (che non seguo mai, ma che regala delle perle).

 

A sinistra Lucia su MTV, a destra durante l'originale (si tratta della terza edizione di Non è la Rai, fine 1993). Da notare a 0:16 Antonella Mosetti senza zigomi-labbra-seno ma con frangetta, a 0:57 Vanessa Leonardi (adesso giornalista di Sky News non più ossigenata) a 5:28 Alessandra Di Carmine del lotto di Rai Due e alla fine del filmato un'Ambra Angiolini d'epoca molto Monte Mario girl e non ancora attrisciue.


mercoledì, 28 novembre 2007

Chissà che fine ha fatto D’Angelo. Non Nino ma “Di Engelow”, il cantante soul americano che qualche anno fa spaccava con gli acuti in un video in cui metteva in mostra la sua tartaruga perfetta, o meglio il suo invidiabile six-packs, e le labbra alla Angelina Jolie.
Cercando su youtube ecco il filmato.
Attenti al minuto 1:09, che scatena un dibattito tra gli utenti che commentano:
LoLiGeSKInD123 “I can see his diq at 1:09 on the right side in the video” (Si vede il suo pisello al minuto 1:09 sul lato destro del video).
Eline9 “Oh my God, that shit is really true…you can really see the tip of his dick at 1:09!!” (Mio Dio, è vero…si vede davvero la punta del pisello al minuto 1:09).
Meno male che a risolvere l’arcano ci pensa l’utente kqfilms “It does look penis-like, haaa, I’m assuming it’s the way the shadow hits his muscles reflecting off the light. I’d like to think it’s penis-tip though too” (Sembra il pene, ah ah ah, penso sia un effetto dovuto all’ombra sul muscolo che riflette la luce. Piacerebbe anche a me pensare che si tratti della punta del pisello).
In effetti il minuto in questione è topico. L’illusione ottica è palese e chissà se è voluta in post-produzione.
Il video (attenti a 1:09):

Qualcuno intanto si è divertito a fare il verso al cantante. Gli obliqui non sono gli stessi ma il risultato è divertente (anche se il video è lungo). A proposito, qualche consiglio per avere un addome alla D'Angelo potete trovarlo qui. E' difficile, ma ci si può provare. Ditelo anche a lui:

 


sabato, 24 novembre 2007

L’articolo 29 della Costituzione italiana riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.
Il Family Day di qualche mese fa è stato presentato come il giorno della mobilitazione cattolica per la famiglia. La famiglia canonica, quella della costituzione e dei cattolici buoni e osservanti, appunto. Paladini della manifestazione i tre padrini della Casa delle Libertà.
Berlusconi: primo matrimonio con Carla Elvira Lucia Dall’Olio nel 1965, da cui si separa nel 1980 per poi divorziare nel 1984. Nel 1985 ufficializza l’unione con Veronica Lario, che sposa nel 1990. Dal primo letto nascono la figlia Marina (mamma di due figli insieme al compagno Maurizio Vanadio, che non ha ancora sposato) e Dudi (“ragazzo padre” di una bambina nata alcuni anni fa in seguito alla relazione con una donna). Dal secondo matrimonio nascono tre figli, tra cui Barbara, di recente mamma insieme al fidanzato Giogo Valaguzza.
Casini: dopo la separazione da Roberta Lubich (matrimonio in cui sono arrivate due figlie: Maria Carolina e Benedetta), ha intrapreso una nuova relazione sentimentale con Azzurra Caltagirone. Dall'attuale compagna è nata, nel mese di luglio 2004, Caterina. Il 27 ottobre 2007 Pier Ferdinando si è risposato.
Fini: incontra Daniela Di Sotto, allora moglie di Sergio Mariani, amico e compagno di partito di Gianfranco, negli anni '70. Nel 1985 nasce Giuliana, la loro unica figlia. Si sposa con Daniela, tre anni più tardi. Dopo 19 anni di matrimonio, nel giugno 2007, annuncia la separazione dalla moglie. Cinque mesi dopo la separazione dalla moglie, viene resa pubblica la relazione con l' la conduttrice televisiva Elisabetta Tulliani, dalla quale attende un figlio la cui nascita è prevista per dicembre 2007.
Su questa scia, i tre testimonial attesi al Family Day dell'anno prossimo sono Pietro Maso*, Brooke Logan** di Beautiful ed Elizabeth Taylor***.
* criminale, reo per aver ucciso i genitori con lo scopo di intascarne l'eredità
** moglie di Eric (padre), Ridge (figlio maggiore) e Thorne (figlio minore)
*** nove matrimoni alle spalle (o sono otto?)


Luca Dorigo vuole conoscere te!

chiama il numero 899.077.080

Luca Dorigo ti aspetta in linea con i suoi consigli per avere successo* e per parlare direttamente con te!

Se Luca Dorigo al momento della tua chiamata non è in linea, lascia il tuo numero di telefonino: riceverai un sms gratuito che ti avviserà quando il tuo idolo è in linea dovunque tu sia! Parlare con Luca Dorigo è semplicissimo, basta chiamare da telefono fisso o cellulare Tim, Vodafone e Wind (costo da rete fissa Euro 1,50 al minuto).

*palestra-integratori-tatuaggi-piercing-lelemora-trono-amalia-trono2-amalia2-corna1-melita-corna2-grandefratello-figuradimerda-fattoria-ricrescita-trono3-sputtanamento.


venerdì, 16 novembre 2007

Tyra Banks è un fenomeno tutto Americano. Classico esempio di bella ragazza – nera – middle class che dopo una sfolgorante carriera come top model, superati i trenta, decide di riclarsi come businesswoman. Meno isterica di Naomi, più sexy di Oprah (alla quale sembra ispirarsi),Tyra è stata la prima afroamericana sulla copertina di GQ e di Sports Illustred oltre che il simbolo degli anni 90 di Victoria’s Secret, ha partecipato a video e telefilm, ha battuto la strada (del fiasco) musicale, conduce programmi prodotti dalla sua casa di produzione Bankable productions, senza contare che nessuno riesce a schiodarla dalla classifica delle world’s most influential people di Time magazine.
Il Tyra Banks Show (insieme al reality America’s next top model) è il fiore all’occhiello della Bankable. Un talk show quotidiano che sfracella in ascolti e vince Emmy Awards. Un programma trash come solo la televisione americana sa essere, ancor di più se condito dal (finto) glamour della conduttrice.
Ecco cosa succede durante alcune puntate del Tyra Banks show :
  1. Tyra si sottopone a una risonanza magnetica per dimostrare che i suoi seni non sono siliconati (settembre 2005)
  2. Tyra si reca in uno strip club in incognito fingendosi spogliarellista, insieme alla sua troupe, per intervistare il propietario riuscendo a evitare la performance sexy pochi istanti prima di andare in scena (marzo 2006)
  3. Tyra, durante una parodia, manifesta grande entusiasmo nei confronti dei benefici alla salute e alla bellezza derivanti da una confezione di vaselina (settembre 2006)
  4. Tyra cerca di porre fine alla faida che va avanti dal 1990 con Naomi Campbell attraverso un confronto pubblico durante il quale affronta da sola la rivale, dopo aver mandato via dallo studio il pubblico (novembre 2005)
  5. Quando i giornali pubblicano la foto di Tyra grassa, la conduttrice apre lo show con lo stesso costume da bagno dimostrando di non essere ingrassata (pur non avendo niente contro le persone obese) e concludendo con la frase “Baciate le mie grosse chiappe!” indirizzata a tutti quelli che criticano il peso delle donne
  6. Tyra incontra la porno star Tyra Banxxx intimandola di non usare più questo nome
E noi che ci lamentiamo dei talk show di Alda D’Eusanio!


Sembra assurdo, eppure in Parlamento succede che arrivi finalmente il tuo turno per votare l’emendamento sulla class action* e commettere l’imperdonabile errore di sbagliare voto.
Tutto questo alla fine di un testa a testa che, soltanto per un voto e soltanto alla fine, vede uscire vittoriosa la maggioranza con 158 si contro 156 tra contrari e astenuti.
Ancor più incredibile la reazione dell’autore del misfatto: il senatore Roberto Antonione di Forza Italia che, accortosi del danno, scoppia in una valle di lacrime come un bimbo disperato, imputando al caos del parlamento il suo gesto distratto.
Ciò che ha del fantasmagorico è invece l’aplomb di Andreotti, seduto appena un banco più avanti dallo sciagurato parlamentare. Mentre si crea un capannello di colleghi intento a consolare l’onorevole piagnone, lui che fa? Continua a scrivere i suoi appunti infastidito dall’episodio. Glaciale.
***
Andreotti. Si spezza ma non si piega. Mai.
  
 
*(istituisce e disciplina l’azione collettiva per il risarcimento dei consumatori, contro le grandi aziende)

mercoledì, 14 novembre 2007

C’è un cazzaro della tv che adoro. Il suo nome è Gianni Boncompagni, uno di settantanni che – a occhio e croce – ne dimostra quattordici e mezzo e che da qualche settimana è tornato in tv con Bombay, il martedì sera su La7.
Bombay, appunto. Il vuoto televisivo. Un programma senza contenuti. Una comicità degna del peggior Massimo Boldi.
Eppure Bombay mi piace. Il pazzeggio assoluto di Boncompagni e Benincasa, insieme agli ospiti che di volta in volta si fingono altri personaggi, riesce ad essere esilarante nella sua improvvisazione e grazie al suo non sense.
Boncompagni sostiene che la tv non va preparata ma improvvisata. E Sostanzialmente è così. Non c’è cosa peggiore dei programmi dove tutto appare preparato e precostituito.
Si aggiunga a tutto questo la grande cura delle forme, dei dettagli, delle inquadrature e delle scenografie, proprie di tutti i programmi di Boncompagni. Formalmente ineccepibili, dalla cifra stilistica chiaramente riconoscibile.
Vuoto sostanziale, cura formale. Ma Bombay non è soltanto questo. Trovo che Bombay abbia colto in pieno l’essenza della nostra televisione, abbia sublimato (tra le altre cose) in uno show di puro intrattenimento l’illusione che ha reso i reality il genere di maggior successo dal Grande Fratello in poi. L’illusione dell’imprevisto, o meglio l’attesa dell’imprevisto.
Imprevisto che nel caso di Bombay non arriva mai, ma che ti fa stare incollato al teleschermo.
Una tensione che sta lì, dall’inizio del programma (quando si finge il fuorionda e il count-down prima della diretta) fino alla fine.
Ecco, a Bombay di fatto non succede nulla. Ma si resta sempre nell’attesa che qualcosa possa accadere. La genialità di Boncompagni sta in questo.

giovedì, 08 novembre 2007

Simpsonizzàti (Simpsonìzzati qui)

"Family guy" è il titolo originale della serie "I Griffin"


mercoledì, 07 novembre 2007

Disordinata:"Stai preparando un nuovo disco?"
Viola Valentino:"No, per adesso mi dedico al teatro. Sto facendo La surprise de l'amour. Un artista deve cimentarsi in tante prove... "
Il Mio Reality:" Volevo dirti che ascolto spesso una tua canzone che si intitola Gianni Bella io ti amo. La trovo geniale. Inoltre hai un pubblico di 20-30 anni che ti segue. Continua così!"
Disordinata:" Ma come si fa a mettersi in contatto con te?"
Viola Valentino:"Ho il sito e myspace dove si puo' interagire..."
Il Mio Reality:" Sì, si. Basta iscriversi e si diventa amici..."
Viola Valentino:"Credo che Internet sia molto importante..anche per noi artisti…"
Viola Valentino"Ah si?"
Disordinata:"Che profumo usi?"
Viola Valentino (tenendo la testa di Disordinata verso il suo decoltè):"D'estate uso XXXX. D'inverno invece YYYY".

E' nata una storia d'amore.

Viola Valentino. Una che si spende.



Depressa. Bulimica. Etero con tendenze lesbo (ma solo dopo una sambuca, come lei stessa dichiara). Iper tatuata. Spiazzante (l’avete vista agli MTV Europe Music Awards ritirare il premio? Totalmente sballata guardava la telecamera senza profferire alcunché). Vintage e appunto per questo modernissima. Al centro di mille chiacchiere e pettegolezzi. Io adoro le cattive ragazze.
Signori, ecco a Voi AMY WINEHOUSE. Segni particolari: nuovo idolo della musica mondiale (prossimamente).
***

martedì, 06 novembre 2007

Avvicinare un personaggio famoso a una festa è quanto di più cheap e imbarazzante si possa fare. Questo perchè il meccanismo “psicologico” di riconoscimento funziona in modo unidirezionale. In poche parole tu conosci il personaggio perché l’hai visto unmilioneetrecentocinquantamila volte in tv a disquisire di cazzate varie a Matrix o a L’Italia sul Due, lui invece non sa nemmeno che esisti e nove volte su dieci non è interessato a saperlo. Senza contare l’eventuale carenza di argomenti semmai ci dovesse essere uno scambio di battute.

Per un attimo devo aver abbandonato questa credenza se venerdi sera, durante una festa un po’ sui generis, con la mia redbull in mano, ho trascorso un piacevole quarto d’ora con la contessa de Blank. Una donna molto simpatica e disponibile. Sanguigna mentre manda affanculo tra mille epiteti qualcuno che si avvicina in modo molesto, curiosa quando ti domanda qualcosa della tua vita, rivelatrice quando ti svela che su Raidue ti tolgono la parola se stai per dire qualcosa di poco conveniente, materna quando raccomanda Giada di stare attenta e non far tardi. Oggi ho letto su Wikipedia che come minimo ha 60 anni, se non 65. Da non crederci. Di presenza avrei detto non più di una cinquantina, e lei stessa - che non rivela manco morta la sua età anagrafica - sostiene di avere un referto medico che le attribuisce un’età biologica di 40 anni. Unica presenza inquietante la folta chioma rossa di Madame Picassò, sorridente e statuaria, sempre al suo fianco. Muta come un pesce ma tanto generosa, come mi ha detto Giada sfoggiando gli orecchini che al pomeriggio la stessa dama le aveva regalato, una vera amica per mammà.

***

Patrizia De Blank. Donna di mondo.

 


sabato, 04 agosto 2007

Crolli la città e muoia tutto il mondo
(prima stesura del brano “Bruci la città” di Irene Grandi, ritenuta troppo forte e quindi cassata).
***

sabato, 20 gennaio 2007

Mi piace quando un personaggio pubblico dichiara quello che realmente pensa senza maschere e ipocrisie. Fabrizia Carminati lo fa in un’intervista rilasciata da poco in cui dice peste e corna su quel Mike Bongiorno che sono tutti soliti riverire e applaudire, ma soprattutto ammette di esser stata esponente di prima linea di quella vallettopoli che a quanto pare affonda le sue radici nella preistoria del tubo catodico.

Volete sapere com’è in realtà Mike? Un cinico, egoista, calcolatore e leccaculo che scattava sull’attenti quando incontrava Berlusconi e che non divideva nè una caciotta né un cosciotto di Gran Biscotto Rovagnati con i suoi collaboratori. Un misero taccagno legato ai gettoni d’oro degli sponsor, solito riciclare le borse della moglie come regali. Una feccia d’uomo. Altro che applausi e riconoscimenti, meriterebbe ben altro!

E vallettopoli? L’antesignana è proprio la Carminati. Una che non è andata con il capo, ma con il Capo del capo. Ovvero il Cavaliere. Una specie di storia d’amore e di sesso (a quanto pare da 10 e lode) all’ombra della Madunìn. Da copione. Con finale da manuale: lui trova l’amore (grazie all’amante), lei si rimette col fidanzato che poi sposerà.

E alla faccia dell’ipocrisia un unico grande sogno lavorativo: fare l’isola dei famosi.

La Carminati mi piace.

p.s. dimenticavo, la Carminati ha pure detto che LUI le ha sussurrato all'orecchio di essere ancora una bella figa. Dici niente.


lunedì, 08 gennaio 2007

Resi noti i nomi dei “big” di Sanremo, mai come quest’anno il cast preannunciato si presta a una suddivisione in categorie così netta.

Peccato solo che l’idea di Bonolis (poi ripresa da Panariello)  di suddividere i cantanti in gara in gruppi sembra essere stata accantonata dal nuovo che avanza ovvero dalla NUOVA (si fa per dire) gestione del Pippone nazionale.

Pippone nazionale a cui tutto si può dire tranne che non sia capace di creare aspettative su un evento che, diciamolo pure, i suoi 57 anni sul groppone li dimostra tutti e forse anche qualcuno in più.

Ad ogni modo, fossero rimaste le categorie, la suddivisione delle ugole con ogni probabilità sarebbe stata la seguente:

 

Categoria 1 “Le Cariatidi”.

Settant’anni o giù di lì. Vere e proprie istituzioni sanremesi, nazionalpopolari, talvolta scongelate dalla loro cella criogenicamente conservata.

a)      Albano detto “Il cigno di Balkalà” ma anche "Quello che Michael Jackson copia spudoratamente"

b)      Milva conosciuta anche come “La pantera di Goro” o “La Rossa di Strehler” o “La pantera rossa di Brecht”

c)      Johnny Dorelli (domanda: is he still alive?)

d)      I Bellas Brothers ovvero Gianni e Marcella Bella

 

Categoria 2 “I vecchidentro” (o se volete gli “Old inside”).

Sempre e comunque vecchi. C’è poco da fare.

a)      Roby Facchinetti dei Pooh featuring suo figlio Francesco già Dj (niente da aggiungere)

b)      Tosca detta anche “Quella con la faccia da pugile che cantava con Ron”

c)      Nada ovvero “Non c’è trippa per gatti”

d)      Mango ovvero quello con la voce così alta da sembrare Maria De Filippi evirata

 

Categoria 3  I Sempreggiovani” (o se volete “Young Forever”).

Quelli che anche a cinquantanni (se già non li hanno compiuti) saranno sempre e comunque etichettati come beniamini dei gggiovani (secondo la giuria sanremese...).

a)      Daniele Silvestri detto anche “Quello che cantava col megafono e poi quello che cantava anche col megafono e ancora quello col megafono e basta”

b)      Leda Battisti ovvero “La Noah de Noahntri” oppure “Quella che in quel reality musicale hanno eliminato quasi subito”

c)      Paolo Meneguzzi ovvero “L’Antonino magro” o “Il Tiziano Ferro sfigato” o “Ma quanti cazzo di Sanremo ha fatto?”

d)      I Velvet (…)

 

Categoria 4 “I Mo’ ce tocca

Quelli che dopo i fasti del passato e il nulla del presente, non ci resta che giocarci la carta di Sanremo (ovvero “Magari c’abbiamo ancora culo e ci cascano tutti!”).

a)      Gli Stadio (dati i tempi che corrono, avrei optato per un altro nome, chessò i “Velodromo” forse sarebbe stato più adatto)

b)      Fabio Concato detto anche “Quel cantante dotato con la faccia da impiegato del catasto” oppure “Quell’impiegato del catasto che sa cantare troooppo bene!”

c)      Antonella Ruggiero conosciuta anche come “Quella bravissima che però non vende una cippalippa di un accidente di disco”

d)      Gli Zero assoluto (se lo dicono loro stessi, e vabbè non vale)

 

Categoria 5 “I ma che c’azzecca?”

Semplicemente opportuni a Sanremo come una spolverata di parmigiano sull’impepata di cozze

a)      Amalia Grè ovvero “Quella che si trucca come Mina ma la voce…”

b)      Piero Mazzocchetti (eh????)

c)      Paolo Rossi detto anche “Piero Chiambretti con gli occhi azzurri dopo sette bottiglie di grappa”

d)      Simone Cristicchi ovvero “Quello che visto da dietro tra lui e Marcella Bella nessuna differenza”

 

Piero Mazzocchetti (se sapete il tedesco eccovi il sito ufficiale)

 

 

 

 


domenica, 24 dicembre 2006


lunedì, 04 settembre 2006

Ditemi pure che è rifatta come l’ultimo trans brasiliano con due zigomi così che neanche Sabrina Ferilli oserebbe richiedere a Roy De Vita e una tinta di capelli talmente inverosimile da far sembrare al confronto il biondo della De Filippi naturale, ditemi pure che canta di gola singhiozzando ad ogni strofa, e che – essendo veneta – berrà come una spugna, ditemi pure che non si è ancora capito bene cos’è che vuole cantare e in che lingua (inglese, italiano, spagnolo, spagnolo-inglese, italiano-spagnolo…), ditemi anche che “Gente come noi” era copiata sana sana da “Last Christmas” di George Michael e che se non ci fosse Sanremo chissà in quale sagra paesana la vedremmo esibirsi (insieme a una pletora di miracolati delle sette note).

Ditemi quello che volete tranne che IVANA SPAGNA non sia favolosa. Non lo accetterei: una così sobriamente freak, se non ci fosse,  bisognerebbe assolutamente inventarla...

Ivana Spagna in uno dei suoi ultimi tagliandi

 


giovedì, 17 agosto 2006

Se pensate che di Dolcenera ce ne sia una sola, vi sbagliate di grosso...

(guardate - e cliccate -  qui)


domenica, 06 agosto 2006

Sul sito YouTube ho scoperto che:

    L’idea (ipertrash) di trasporre un cartone animato in una serie di telefilm non appartiene solo al genio italiano (ricordate Kiss me Licia?): guardate cosa hanno fatto i giapponesi – e chi altri se no? – con Mimì Ajuara (qui);

    I Cavalieri del Re sono in vena di autoincensamento (qui);

           Qualcuno si diverte a mixare le sigle dei cartoni animati e a sovrascrivere le parole tipo Karaoke (qui);

    Non è possibile che Mimì Ajuara (sì sì, sempre lei) in Germania sia battezzata Mila Superstar e che la sigla sia quella di Mila e Shiro, non ci sto! (qui);

    Esitono malati di mente (qui);

    Cristina D’Avena a 19 anni era improponibile! (qui);

    Va bene rifarla in romanesco, l’idea è simpatica: ma almeno prendete qualcuno intonato! (qui);

    Passi per la sigla (quella di “Lady Oscar”) ricicciata anche se il cartone è un altro, ma intitolare il mitico “Georgie” con “Nuevos hermanos” è aberrante (qui)

Tre pazze (italiane) travestite da eroine di "Occhi di gatto"


venerdì, 04 agosto 2006

Costretto a casa da un malanno mi imbatto casualmente su On the road, seconda serata di Italia 1. Sulla carta una specie di documentario-reality itinerante attraverso gli States con 4 bellezze da calendario, in realtà un’accozzaglia di scene montate senza senso – e senza logica alcuna – con 4 sgallettate allo sbaraglio per le strade degli Stati Uniti.

Per intenderci ieri sera le ragazze dovevano cercare di recuperare (estorcere) dei soldi a delle persone in uscita da un casinò di Las Vegas. La coppia Carolina-Ludmilla - sfoderando tutte le armi sexy a disposizione e vestite come due entreneuse di bassa lega - cercava di circuire orrendi americani sudati e ubriachi per un paio di bigliettoni, mentre il duo Sara-Alessandra - tra urla e insulti romaneschi - faceva lo stesso promettendo baci in cambio di dollari.

Il tutto senza nessun senso.

La parte più bella sono però i commenti a caldo dei 4 geni, se Carolina infatti critica gli americani per la loro tirchieria essì che in Italia avrebbero recuperato molti più soldi con gli uomini del belpaese, Sara sostiene invece che in America è stato più facile, forse perché essendo un po’ più formosetta delle altre essì che agli americani piacciono le culone riesce a sedurre gli uomini yankee senza troppi problemi.

La discussione si eleva poi in hotel quando il perizoma di Alessandra dice a quello di Sara (ma quanto si odiano ste due?) che è un peccato sapere che Lenny Kravitz alloggi nello stesso albergo senza poterlo vedere.

In tutto questo un chiattonissimo Diego Conte, guest star o chissà cosa, ha il compito di seguire e controllare (?) le 4 per tutto il viaggio e rendicontare il tutto a Ringo, una specie di Charlie (Charlie’s angels) delle povere che sta in Italia.

Un programma che è tutto un programma, appunto.

Unica soddisfazione sarà quella che, finito On the road, almeno due delle protagoniste finiranno sull’isola dei famosi a fare la fame, e allora ciao occhiali da sole, costumi griffati e vasche idromassaggio…


martedì, 25 luglio 2006

Mi domando se c'era bisogno di andare fino a Madrid per fare shopping in un centro Dolce & Gabbana...

Fabio Cannavaro, neo-acquisto del Real Madrid, immortalato durante una sessione di shopping davanti D&G appena arrivato nella capitale iberica.



Non so voi, ma io l’idea che LUI si sia travestito da danzatore subsahariano in abito “gandoura” blu, con fazzoletto dello stesso colore in viso, e che staccatosi dal gruppo abbia fatto un balzo da guerriero al ritmo di musica per invitare a ballare la sua signora che si schermisce infastidita (salvo poi riconoscerlo nel momento in cui le porge un collier di diamanti augurandole un “buon compleanno amore mio”) la trovo piuttosto inquietante. Quasi mefistofelica.

lunedì, 24 luglio 2006

A Miss Italia un ipovedente sarà nella giuria selezionatrice. Urgono alcune precisazioni:
1) Ipovedente è un individuo che possiede un’ “acuità visiva” molto ridotta.
2) Miss Italia invece, se non sbaglio, nasce come un concorso di bellezza. Bellezza fisica.
3) Un giurato di Miss Italia è investito del compito di valutare l’aspetto estetico di una serie di ragazze, più o meno belle, che sognano di indossare una fascia e una corona, la qual cosa è ancora avvolta da un alone mitico – presso certe fasce – nonostante rappresenti l’ultimo baluardo del trash televisivo da prima repubblica.
(Trash televisivo incarnato al meglio dal patron Mirigliani. Uno che la sintassi non ha mai saputo da che parti abitasse, ma in compenso alto quanto il nano di Fantasilandia).
 
Se pensate che dopo la nera, la mamma, la cieca e la zoppa, questa sia l’ennesima e inutile provocazione dello gnomo avvizzito, evidentemente non avete colto la mossa – arguta – degli organizzatori.
 
Si sa ormai che da anni a Miss Italia non viene eletta la più bella del paese. Nonnonnò. Quello che viene valutato in questo concorso di bellezza non è tanto l’aspetto esteriore -l’involucro - delle concorrenti, ma il loro mondo interiore, il carattere, il cervello. L’aspetto è solo un pretesto.
Non si spiega altrimenti il primo piazzamento, nel 1998, di questa:
Gloria "Bellicchi", più di nome che di fatto
 
nel 2002 di quest’altra
Eleonora Pedron, una che ha cervello
nel 2003 di lei
Francesca Chillemi, e vabbè
 
nel 2004 di quest’altra ancora
Cristina Chiabotto, una con un gran culo (in senso lato - è conduttrice)
 
Dunque un ipovedente, notoriamente dotato di una percezione sensoriale maggiore (eccezion fatta, vabbè, per la vista) è il miglior giurato che possa esserci a Miss Italia. Coglie meglio le sfumature caratteriali perchè meno influenzato dall’esteriorità.
A questo punto proporrei di elevare i limiti d’età e di peso.