martedì, 27 novembre 2007
Interessante il dibattito etero vs gay di Ciao Darwin. Al di là dei luoghi comuni d'ordinanza, non pensavo ci fossero in giro tutte queste teorie, alcune davvero indifendibili. Inutile dire che, contraddizioni a parte, i gay si sono mostrati dieci spanne superiori agli etero (anche perchè l'avevano servita su un piatto d'argento!).
Luis, 31 anni, di Palermo, etero “Dovete votare per noi perché essendo che siamo etero. L’uomo è etero, la donna è etero perché Dio ci ha creato così, non come voi!”. TEORIA DELLA DOPPIA CREAZIONE.
Filippo, 19 anni, gay “Gli uomini e le donne che disprezzano i gay si rifanno alla Chiesa solo quando c’è da parlare di questi argomenti”. TEORIA DELLA COSPIRAZIONE.
Tognazzi Alessandro, 40 anni, etero convinto convinto “Dalla spina della corrente al semplice bullone ce vole sempre maschio e femmina, voglio dì”. TEORIA DELL'ESCLUSIONE.
Sandro Manu, semplicemente omosessuale “Non serve disprezzare tanto l’omosessualità perché noi omosessuali siamo nati da voi eterosessuali, non siamo nati chissà da chi, quindi in fondo un po’ di omosessualità ce l’avete anche voi, cari!”. TEORIA DELLA DISCENDENZA.
Gravanti Annalisa, 32 anni, etero “La metto sul sesso debole. In passato il sesso debole era la donna, poi l’uomo, adesso sono loro. Perché non sono riconosciuti dallo Stato, non sono riconosciuti dalla Chiesa. Per cui: chi sono?”. TEORIA DELL'INVISIBILITA'SOCIALE
Alessandro Pepe, 19 anni da Foggia, gay “Io non sono cattolico però Gesù Cristo ha detto una cosa: ama il prossimo tuo come te stesso. Mi sembra che voi non lo facciate! A me non serve essere riconosciuto come entità né dalla Chiesa né dallo Stato. Numero uno perché lo Stato sono anche io, numero due perché sono un individuo come te e merito gli stessi diritti che hai tu”. TEORIA DELL'AUTOAFFERMAZIONE.
Mauro Ciorfani, serenamente e orgogliosamente gay "Il suo Stato mi riconosce perchè io, come spero lei, pago le tasse!". TEORIA FISCALE.
Valentina Pastorino, 19 anni, etero "Loro sbandierano la loro realtà come noi sbandieriamo la nostra". TEORIA DELL'AUTOINCENSAMENTO.
Elia, Firenze, chiaramente gay "In una società civile penso che tutti gli stili di vita debbano essere rispettati. Quindi voi eterosessuali, se vivete bene il vostro stile di vita, non capisco perchè date fastidio a gente che ha gusti diversi non per scelta ma per natura". TEORIA DEL VIVI-E-LASCIA-VIVERE.
Paolo Manzi, 51 anno, etero "Se siete gay e non amate le donne, perchè vorreste adottare dei figli?". TEORIA DELLA MISOGINIA.
Numero 19, gay "Sfatiamo questi miti. Noi amiamo e rispettiamo le donne. Chi come voi dice io le donne me le faccio, non le ama le usa! Noi le amiamo, voi le usate". TEORIA FILANTROPICA.
venerdì, 21 luglio 2006
Nei campetti scalcinati e polverosi dei bassifondi di Marsiglia, approntati per l’occasione dai figli degli immigrati maghrebini o libanesi come unico sfogo di un’infanzia ai margini, ma non per questo meno felice, non vola una mosca.
Il calcio giocato per strada è così. Uno sport silenzioso. Stoico. Un confronto continuo con gli altri, ma sopratutto con i propri nervi e il proprio sudore. Nessun fallo, niente nervosismi, nessuna provocazione fisica o verbale.
E’ risaputo che da quelle parti, sotto il sole della costa mediterranea francese, presso le famiglie d’immigrati e non, non vola un insulto. Mai.
Alle madri apprensive che non vogliono farli uscire la sera in motorino senza spiegare il pourquoi, i figli adolescenti rivolgono un accorato invito affinchè possano condividere con loro le gioie di quell’età, un’età fatta anche di scorribande notturne sulle due ruote. Altrimenti come si farebbe a rimorchiare le filles de la rue? Va da sè che tutto questo si svolgerà più o meno a fil di voce.
Se in macchina qualcuno ti taglia la strada è abitudine accostare la propria voiture a quella del trasgressore allo scopo di chiedere gentilmente e lucidamente una spiegazione di tale svista per poi, nell’eventualità, sedersi a sorseggiare un buon pastise provenzale nel bar all’angolo.
Il marito che rientra in casa prima e trova la moglie a letto con l’amante ghanese approdato pochi giorni prima in terra d’oltralpe, non si scompone. Capirà che la sua assenza prolungata avrà destato un qualche scompenso affettivo nella (giovane) sposa al punto di cercare un diversivo. Lui vorrà farsi perdonare. Talvolta proporrà, sempre se la cosa sia gradita, quel menage a trois che per il fatto di definirsi così un qualche legame con la terra dei galletti l’avrà pure.
Ecco, povero Zidane! Provenendo da questa realtà idilliaca chissà cosa avrà provato dentro quando quel brutto ceffo che risponde al nome di Marco Materazzi gli ha rivolto degli insulti irripetibili durante la finale della Coppa del Mondo. Insulti sicuramente inaccettabili. Inauditi. Una testata, forse, è stata poco.
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CARI FRANCESI (E CARA FIFA COLLUSA), MA ANDATECI A FARE IL PIACERE !!!
martedì, 18 luglio 2006
L'ennesima bufala di MTV volge al termine. Dopo il farsesco matrimonio tra Jessica Simpson e Nick Lachey, consumato mediaticamente sotto l'occhio della telecamera nel reality Newlyweds, anche il dubbio legame tra Carmen Electra e David Navarro, plot del programma Til death do us part, naufraga.

Carmen e Dave. Tra loro è finita (ma era mai iniziata?).
E adesso non dite che i reality portano male alla vita di coppia. Dite piuttosto che certe coppie sono così finte ma così fiiiiinte che è impossibile non costruirci su un bel reality show. La prova del nove? se volete vedere una vera coppia, basta guardare una sit-com, non un reality. Giuro.

Sandra e Raimondo. Tra loro non è mai finita (e pensare che è iniziata 50 anni fa).
mercoledì, 14 giugno 2006
Giornate intense a Mediaset. I palinsesti autunnali non sono pronti. Si lavora, si media, si rettifica, ma ancora niente di ufficiale.
Quello che è certo è cosa NON vedremo quest’altranno sulle tre tv del Biscione:
1) Una fiction in quattro puntate sui conducenti di autobus e una miniserie sugli amministratori di condominio.
2) Un Telegiornale che quando parli di Berlusconi non utilizzi appellativi come “il nostro amato ex presidente del Consiglio”, “lo straordinario cavaliere d’Arcore” o “quel gran bell’uomo nonchè imprenditore di successo e politico di razza che risponde al nome di Onorevole Silvio Berlusconi, futuro auspicabile Presidente della Repubblica”.
3) Un programma di attualità e approfondimento che non parli dell’ultima storia tra Christian Vieri e la velina mora ovvero un programma di attualità e approfondimento che non intervisti Alessia Fabiani chiedendole perchè non abbia ancora fatto un calendario.
4) Il Tg4 senza l’effetto calza quando a condurre è Emilio Fede ovvero il Tg4 senza Emilio Fede.
5) Un telefilm che non sia la trentanovesima replica di Walker Texas Rangers alle 20 e dieci su Retequattro.
6) La De Filippi entusiasta di uno dei suoi programmi.
7) Paola Barale alla conduzione del Grande Fratello 7.
8) Una telepromozione Media Shopping senza conduttrici assatanate che sembra abbiano fatto uso di droghe euforizzanti prima della registrazione.
9) Daniele Luttazzi.
10) Un reality show condotto da qualcuno che sappia condurre un reality show ovvero un reality show senza Barbara D’Urso.
11) Una sit-com domenicale che per dialoghi, scene e regia non sembri prodotta in Montenegro ovvero una sit-com che faccia seppur lontanamente accennare a un sorriso. Ridere sarebbe chiedere troppo.
12) Verissimo. Forse.
13) Il Festival di Sanremo. L’isola dei famosi. Porta a porta. Ancora per poco.
14) Un programma che sia un’accozzaglia di varia umanità alla ricerca di un posto al sole nel mondo della televisione pronta a farsi umiliare da un burattinaio di lungo corso al ritmo di tavolate sputaveleni, cazziate colossali e illazioni torbide sulla propria vita sessuale... Ops scusate, questo programma andrà in onda come da 10 anni a questa parte....
15) L’uscita di scena di Maurizio Costanzo.
Daniele Luttazzi. Tra le poche certezze*di Mediaset.
*è certo infatti che non ci sarà.
lunedì, 06 febbraio 2006
Alcune volte mi ritengo fortunato ad essere nato in Italia. C’è il mare, il sole, la buona cucina. C’è il bonus di mille euro ai nuovi nati. E poi ci sta il papa. Una persona speciale, comprensiva, riformista. Pronta ad ammettere gli errori della Chiesa e a porvi rimedio, sempre.
Se ci penso mi rendo conto che siamo pur sempre la sesta o settima potenza economica, nonostante tutto, con buona pace dei cinesi che ancora non sono riusciti a raggiungere le dimensioni del nostro pil. Falsi d’autore inclusi. E poi sono sicuro che grazie agli sgravi fiscali, alle faraoniche opere pubbliche che sono in cantiere in tutto il paese (ponte sullo stretto in primis) e all’applicazione corretta della legge Biagi, la nostra economia crescerà al ritmo di quella irlandese, se non di più.
Culturalmente poi siamo imbattibili, non c’è neanche bisogno di stanziare finanziamenti per il cinema o, chessò, il teatro, perché godono di ottima salute. Sale o arene sempre piene, e i biglietti stracciatissimi.
Non saremo i lettori più assidui d’Europa, questo sì, ma guai a non ammettere che la libertà di stampa e di parola non siano tutelate, e soprattutto che si possa fare satira liberamente e serenamente. D’altra parte anche il giornalismo è scevro da influenze politiche e lobbistiche di ogni sorta.
Meritocrazia e capacità di farsi valere sembrano le parole chiave in ogni settore, pubblico e privato. In questo paese se vuoi fare il farmacista o l’avvocato, l’imprenditore o il politico, se vuoi lavorare in televisione o per un giornale, se vuoi fare l’impiegato comunale o l’usciere al parlamento, dovrai solo impegnarti con tutto te stesso perché alla fine, con le tue forze, sarai premiato. Questo è poco ma sicuro.
Infine, a livello politico e istituzionale regna una grande concordia.
Allora mi domando come mai da un po’ di tempo mi prende tutta sta voglia di emigrare all’estero??????????
A distanza di alcune settimane, non ricordo più quanti me le abbiano chieste, eccovi finalmente le mie 5 strane abitudini:
1)dopo aver fatto rivestire lo sgabuzzino di casa con dei cartoni d’uova insonorizzanti dipinti di rosso e avervi collocato una poltrona di finta pelle nera ad angolo, sono solito chiudermi lì dentro almeno tre volte al giorno per “nominare” tutto ciò che non mi va giù (motivando sempre abbondantemente ogni scelta), in seguito segno tutto su una lavagna per fare il “punto della situazione”;
2)ritaglio ogni articolo e foto riguardante Patrizia Griffini, la pettineuse, per poi incollarli su un album appositamente creato a forma di cuore;
3)chiamo in ordine progressivo ogni criceto che mi nasce o viene regalato col nome “Endemol”: Endemol 1, Endemol 2, Endemol 3…
4)quando vedo un secchio mi viene l'irrefrenabile voglia di riempirlo d’acqua e svuotarlo sulla testa del primo malcapitato di turno;
5)dovunque vada, mi sento sempre osservato…
mercoledì, 25 gennaio 2006
1) Ciao, intanto come stai? E perché sei mancato tutti questi giorni dal blog?
Bene, sto bene. Devo dire che negli ultimi mesi non sono mai stato meglio. Forse. L’oroscopo dice che il mio segno, i Pesci, sarà uno dei segni più fortunati del 2006. Un bel po’ di situazioni si sono “appianate” anche se qualcosa “brucia” ancora.
Per quanto riguarda la mia assenza dal blog, ti confermo che il problema principale è stato un guasto al mio portatile Toshiba. In effetti anche alcune novità lavorative mi hanno distratto, ma fondamentalmente non potevo postare niente per un problema “tecnico”.
2) Dicevi che stai attraversando un periodo piuttosto positivo ma che qualcosa ti “brucia” ancora. Cosa?
Sì. Tutto sommato questo è un periodo positivo per me. So anche che nella vita non si può pretendere tutto, quindi a volte bisogna pure accontentarsi. Quel qualcosa che mi “brucia” si riferisce ad una persona in particolare, ma credo che il tempo sia un gran dottore, come cantava qualcuno.
3) Parli di qualcuno con cui sei stato?
Sì.
4) Sei ancora innamorato?
Chiariamo le cose: se una storia si chiude, è chiusa. L’affetto resta, ci mancherebbe, ma di certo non è più amore con
la A maiuscola (se mai lo è stato). E’ che alla fine esce sempre fuori il mio lato più idealista. Vorrei stare sempre in buoni rapporti con tutti, e se ciò non avviene si soffre, c’è poco da fare.
5) Ma adesso sei single o c’è qualcuno?
No comment. Nei miei pensieri c’è qualcuno ma non chiedermi altro.
6) Va bene, ho capito. Cambiamo argomento. Tutti mi chiedono come è finito l’affare “Mediaset”. Tempo fa frequentasti l’esclusiva scuola per autori diretta da Maurizio Costanzo, ma poi sei tornato. Cosa è successo veramente? Hai rimpianti?
Iniziamo col dire che l’avventura a Mediaset è stata un’esperienza entusiasmante, tanto più se la guardo a distanza di tempo. Ho potuto toccare con mano un mondo che mi ha sempre affascinato, quello della televisione, e ho potuto conoscere personaggi influenti. Devo però dire che mi sono accorto di come quest’ambiente non sia sempre trasparente, soprattutto quando parliamo di certi personaggi. Il mondo della televisione, come tutti gli ambienti di lavoro, è sporcato da raccomandati e leccaculo. Io purtroppo ho il grande difetto di non essere né l’uno né l’altro. Diciamo che una volta cadute le illusioni che avevo non ho fatto nulla per restare nell’ambiente seppur a fare gavetta. Ti dico anche che non mi andava di finire a lavorare in qualche redazione, sottopagato, in un clima ostile e con la spada di damocle della scadenza contrattuale puntata sulla testa ogni poche settimane. Troppo stress. Probabilmente, essendo una persona piuttosto intuitiva, avevo già chiara una situazione che poi mi è stata confermata, a distanza di tempo, da chi aveva fatto una scelta diversa dalla mia.
7) Non ti sembra facile dire questo una volta che, armi e bagagli, sei tornato a casa?
No, ti sbagli. Non ho mai rimpianto di non essere rimasto a Roma. La mia scelta di tornare è stata ampiamente ponderata. Teneva conto di una serie di situazioni. Ad esempio io già lavoravo e guadagnavo, e perdere il lavoro per qualcosa che ai miei occhi non valeva la pena (sgomitare in una redazione, sottopagato) non è che fosse il massimo della vita. Negli ultimi tempi, come ti dicevo, l’illusione di lavorare per la televisione faceva a pugni con una realtà più stressante di quanto non si possa immaginare.
8) La tua quindi è stata una motivazione prettamente economica legata al fatto che lavorassi già?
Non solo. Sono certo che a Costanzo non facevo simpatia.
9) Davvero? Spiegati meglio…
Ricordo che una volta, in camerino, durante le prove di “Buona Domenica”, saputo il mio cognome, mi esortò a cambiarlo per lavorare nell’ambiente.
10) Perché, come fai di cognome?
Dell’Utri. Ma ti assicuro che non ho nessuna parentela ;-)…
11) Va bene, ti credo. Ma il sogno di lavorare per la tv?
Sempre lì, nel cassetto. Credo che il momento giusto debba ancora arrivare nonostante l’occasione della scuola. Penso anche che se qualcosa deve succedere, succede. Punto.
12) Fatalismo puro.
Si e no. Il mio “fatalismo” - come lo definisci tu - è legato alle motivazioni che ci vogliono dietro ogni scelta di vita. Mi spiego: una cosa se deve succedere, succede (e qui siamo al fatalismo) ma gli esseri umani non sono oggetti passivi di un destino padrone, bensì soggetti attivi dotati di motivazioni che prima o poi vengono a galla e fanno si che le cose succedano, ecco.
13) Un fatalismo mascherato. Ma va bene, non sei certo un filosofo, a proposito cosa sei?
Come titolo di studio ti dico che sono laureato in Scienze della comunicazione con indirizzo comunicazione istituzionale e d’impresa. Tesi sul reality show. 110 e lode.
14) Adesso capisco tutta questa passione per il reality. A proposito, parteciperesti mai al Grande Fratello?
No. Oddio, credo di essere abbastanza narciso da potervi partecipare a dire il vero, ma proprio per questo, per il fatto di dovermi mostrare “nature”, mi verrebbero un bel po’ di paranoie. Vorrei essere perfetto, non essendolo, non partecipo.
15) Presuntuoso. Ti rammento che un’eventuale partecipazione non dipenderebbe certo dalla tua volontà di voler entrare nella casa del Grande Fratello. Piuttosto, e dovresti saperlo bene, dipenderebbe dalla scelta degli autori in fase di casting.
Hai ragione, mi correggo: non partecipo ai provini. Va bene così?
16) Ok, meglio. Tornando al reality, bello il titolo del blog…
Grazie! L’hai scelto tu… Sai, quello che mi attrae dei reality è proprio il linguaggio di un genere vastissimo, multimediale, “contaminante”. Un reality è un progetto “linguistico”, multipiattaforma, creativo. Grazie al satellite, ai cellulari, al digitale, a internet, alla stampa, il reality show assume tantissime forme e livelli di fruizione. Trovo tutto questo molto interessante…
17) Fermati, stai diventando noioso. Fra poche settimane si vota, tu chi voterai?
Per il centro sinistra.
18) Ti chiami Dell’Utri…
E allora?
19) Mai votato per Berlusconi?
Mai. E sinceramente non capisco chi lo vota. Sono convinto che sia un brillante imprenditore e che nel corso della sua carriera abbia avuto qualche aiuto politico e finanziario. Come politico riconosco che l’unico merito che abbia avuto sia stato quello di considerare la comunicazione una strategia politica (a volte più importante della sostanza delle proposte, ma questo non è positivo). La cosa che mi fa ridere è la sua ostinazione a non voler ammettere la crisi economica e sociale del paese. Siamo in recessione e le prospettive sono nere…
20) Non esagerare…
Bhè, le cose non vanno bene. E’ sotto gli occhi di tutti.
21) Opinioni. Comunque, adesso ti pregherei di rispondermi in modo secco. Primo o secondo?
Secondo.
22) Amore o sesso?
Uhmm… amore!
23) Ho detto risposta secca! Max o Vanity Fair?
Vanity.
24) Lerner o Santoro?
Santoro, no Lerner, no no Santoro!
25) Uhmm… Simona Ventura o Bettarini?
Stai insinuando qualcosa?
26) Centro sociale o Billionaire?
Nessuno dei due.
27) Non vale!
Nessuno dei due!
28) Hai mai rubato?
Mai.
29) Hai mai tradito?
Col pensiero.
30) Ultimo film visto?
In dvd “La guerra dei mondi”, al cinema “I segreti di Brokeback Mountain”.
31) Va bene, dai, una legge che abrogheresti se fossi un politico?
La legge Biagi. Una legge applicata ad uso e consumo delle aziende e a discapito dei lavoratori. Il risultato è una grande precarietà lavorativa e incertezza sul futuro.
32) Cosa pensi del riconoscimento dei diritti alle coppie di fatto?
Credo sia una questione di civiltà. Il nostro è un paese ipocrita e incivile su molti temi. Il velo di perbenismo su alcuni punti scottanti dovrebbe essere squarciato. Sul tema sessuale siamo indietro rispetto ad altri paesi e di parecchio. Il mercato della prostituzione e le violenze sessuali sono fiorenti anche perché siamo un paese “chiuso”. Credo che più libertà e il riconoscimento dei diritti consentirebbero di combattere tutto il sottobosco che esiste, dal racket della prostituzione al turismo sessuale.
33) Stai diventando troppo serio quindi parliamo di tv: Panariello a Sanremo,
la Marcuzzi al Grande Fratello,
la Perego a Verissimo. Cosa ne pensi?
Vedo che hai la capacità di saltare da un argomento all’altro meglio di un grillo. Mi piace. Non sarò prolisso, almeno ci tento. Delle tre novità citate mi piace soltanto
la Marcuzzi. Non amo Panariello ma credo che riuscirà a fare un Sanremo gradevole, sulla scia della formula ideata da Bonolis. A Verissimo invece avrei mantenuto
la Parodi , o sostituzione per sostituzione, ci avrei messo Ilaria D’Amico che almeno è una giornalista. Sanremo invece poteva andare, chessò, a Teocoli o Lino Banfi. (Ma da dove mi è uscito Lino Banfi?).
34) Sognamo: se fossi il direttore di una rete televisiva, che tipo di televisione ti piacerebbe proporre?
Che domanda impegnativa…mi piacerebbe una tv generalista con un occhio sulla realtà, molto “realitystica” come dico di solito. Amo anche la tv divulgativa. Ecco, una tv che insegni senza salire in cattedra, divertente e con un linguaggio da reality. Avendo carta bianca assolderei due geni come Gianni Minoli e Gianni Boncompagni: il primo per i contenuti, il secondo per la forma e le trovate “pazze”.
35) Il tuo sogno?
Morale o immorale?
36) Lo stesso…
Morale lavorare ai vertici di un’emittente televisiva, e con la domanda di prima c’hai preso. Immorale produrre video hard, diventerei ricco subito.
37) Siamo alla fine e come tutte le interviste tenute dal grande Gigi Marzullo ti chiedo di farti una domanda e darti una risposta…
Scusa, secondo te che sto facendo da circa 1 ora e mezza?
38) Ah, vero! Scusa. Ti ringrazio, tutto sommato mi sei sembrato sincero…
Dici?
lunedì, 14 novembre 2005
Outing è un termine ormai entrato a far parte del vocabolario comune. Significa “uscire allo scoperto”, ovvero rivelare al mondo (nella fattispecie alla stampa) un aspetto più o meno nascosto della propria persona.
Ci possono essere vari tipi di outing. Tutto dipende dalla parte del proprio essere che si vuol rendere pubblica.
Il tipo di outing che ci appassiona di più, e che soddisfa maggiormente il nostro spirito vouyeristico – senza false menate – è quello sessuale. Non so perché, ma questo suscita una sorta di godimento senza pari. D’altra parte, c’è poco da fare, interessarsi dell’intimo degli altri, della vita privata o nascosta delle persone che ci circondano (fisicamente e nel nostro immaginario) è diventato uno sport nazionale del quale non ci si vergogna più.
E’ come se la nostra società, avvolta in un turbinio di informazioni continue ed incessanti, giustifichi l’interessamento (spesso morboso) nei confronti degli altri, e anzi lo promuova.
Il successo dei reality (tanto per restare in tema), del gossip, dei casi mediatici alla Lecciso e di un certo tipo di stampa, lo dimostra abbondantemente.
Tornando al discorso sessuale, in effetti stupisce come ogni giorno che passa sia sempre più alto il numero di personaggi pubblici che dichiara, se non la propria omosessualità, quantomeno una più democratica o accettabile bisessualità (di comodo, aggiungerei), facendo appunto outing.
Alessandro Cecchi Paone, fino a poco tempo fa in tutte le classifiche degli uomini considerati più sexy dalle italiane, è stato tra gli ultimi vip in ordine di tempo a proclamare le proprie preferenze sessuali, arrivando perfino a presentare - di recente - il nuovo fidanzato straniero. Che abbia poi approfittato del fatto di trovarsi in piena campagna elettorale per far parlare si sé, diventa un peccato veniale. Anche un politico come Pecoraro Scanio, un giornalista come Alfonso Signorini e un miracolato del reality come Rocco Casalino (dopo anni di attente smentite) hanno fatto outing, sebbene in alcuni casi non ce ne fosse poi tanto bisogno.
Ci sono anche personaggi noti, chissà perché molti legati al mondo della musica, che non hanno mai nascosto le proprie tendenze omo, penso a Lucio Dalla, Ivan Cattaneo, Leo Gullotta, Nicky Vendola, senza contare Aldo Busi, che della propria sessualità ne ha fatto quasi un vanto intellettuale.
Di contro, non mancano personaggi smaccatamente e palesemente omo che tuttavia neanche sotto tortura affermerebbero la propria omosessualità, quasi fosse una macchia da ostentare ma non verbalizzare. E’ il caso di Cristiano Malgioglio, Jonathan del Grande Fratello e Fabrizio Del Noce.
Infine, dato che ci piace “sfruculiare” sui nomi, non mancano certo casi di personaggi cui si vocifera da poco o molto tempo, senza alcuna conferma che non sia una semplice voce di corridoio “Un mio amico gay c’è stato”, “Dicono che sia una copertura”, “E’ una pazza isterica” e via dicendo. Gianni Sperti, Gabriel Garko, Lorenzo Ciompi, Daniele Groff, Massimo Lopez, e ancora Cesare Cremonini, Pino Quartullo, Massimo Giletti, Sergio Volpini del Grande Fratello, Jimmy di Operazione Trionfo. Ma anche Cristian De Sica, Gianluca Vialli e Raul Bova, sebbene sposati e (spesso) con prole. Insomma, un esercito. L’ultima voce, in ordine di tempo, è stata diffusa proprio ieri a Domenica in e ripresa stasera da Striscia la notizia e riguarda Antonio Zequila, sempre attento ad ostentare presunte conquiste femminili (poi puntualmente smentite dalle interessate).
In realtà andrebbe capito quante di queste millantate voci siano fondate (rappresentando un semplice pettegolezzo) o invece frutto della maldicenza di chi – ahimè – considera ancora l’omosessualità un tabù.



Tre personaggi noti che hanno fatto outing. Da sinistra Alfonso Signorini, Rocco del GF1 e Alessandro Cecchi Paone. Guarda caso, sono sempre ospiti di Costanzo a Buona Domenica.
venerdì, 11 novembre 2005
Ogni volta che se n’era parlato – fino a questo momento – si era fatto riferimento a misure fuori dalla norma o a un uso impropriamente esagerato dello stesso – forse per controbilanciare il senso di vergogna che si sarebbe potuto sviluppare nei soggetti il cui ZIZi’ entrava nelle cronache.
Parlatene bene, parlatene male, purchè si dica quanto vale. A letto e in stato di riposo. Questa sembrava essere la filosofia adottata dai media quando i cosiddetti gioielli di famiglia entravano a pieno diritto nelle pagine dei giornali.
Sì, perché la stampa non è mai stata così crudele da negare agli uomini i cui attributi finivano in un modo o nell’altro nella bocca di tutti (fuor di metafora, beninteso) quel momento di gloria legato a una presunta virilità o capacità amatoriale.
Per la serie “Buttati nel fango sì, a patto che l’appendice ne resti fuori”, ed in questo caso lo scandalo poteva essere piccolo o grande, ma l’attributo soltanto la seconda.
E’ stato così per John Wayne Bobbitt che, se ricordate bene, era stato evirato dalla moglie durante uno scatto d’ira perché troppo focoso. Una volta ricucito lo strappo, infatti, il più famoso marine d’oltreoceano sembrava destinato a un futuro nel campo dell’hardcore, peccato però che, una volta girato, il film “John Wayne Bobbitt uncut” non avesse venduto quanto sperato.
Un po’ di tempo fa anche in Italia le cronache si occuparono dei paesi bassi di un noto personaggio televisivo presto ribattezzato come “Merolone” ed entrato a pieno titolo nel costume di un intero paese in seguito a una vicenda giudiziaria, passata poi in secondo piano, rispetto alle sue doti amatoriali. Smisurate come il business che costruì per un certo periodo intorno a questo vanto: libri, creme e videocassette, tanto per dirne alcune. (Ricordate inoltre il gratta e vinci su certe riviste nelle zone private di alcuni personaggi fotografati come mamma li ha fatti?).
Da non dimenticare infine la fama di Tommy Lee, il musicista dei Motley Cure la cui fortuna è cresciuta notevolmente in seguito alla diffusione di un amplesso videoripreso insieme alla mogliettina, tale Pamela Anderson, con il suo zizì a farla da padrone.
Tuttavia non c’è bisogno di chiamarsi John Holmes o Rocco Siffredi per far parlare del proprio gioiello di famiglia.
Pare infatti che Enrique Iglesias stia per lanciare, caso più unico che raro visti i precedenti, una linea di preservativi extra small. Lo stesso cantante ha infatti dichiarato di averlo piccolo e non trovare mai delle protezioni adeguate alle sue (scarse) misure.
Che sia vero o che sia falso, soltanto la donna qua sotto potrebbe confermarcelo. E dato il sorriso smagliante, sono più propenso che si tratti di una bufala. Grossa.

La smagliante Anna Kournikova, fidanzata di Enrique Iglesias
mercoledì, 09 novembre 2005
Chi più, chi meno ma le abbiamo sentite tutti. Il tizio che una sera abborda una ragazza e che si risveglia la mattina seguente leggendo sullo specchio del bagno “Benvenuto nel mondo dell’aids” scritto col rossetto, la storia del seno siliconato esploso in aereo, l’autostoppista fantasma che viene fatto salire in auto, la vicenda del rene sottratto in un negozio di abbigliamento, il racconto dell’ostia consacrata che gronda sangue, il canadair che mentre effettua rifornimento risucchia un sub, il cane messicano che si rivela essere un topo di fogna, il ragno nell’acconciatura e via dicendo.
Le leggende metropolitane si diffondono a macchia d’olio e il più delle volte vengono considerate reali. Talmente reali che spesso si associano a nomi, luoghi, città. Qualcuno le ha utilizzate per farsi pubblicità o dar sfogo al proprio egocentrismo. Qualcun altro ci ha fatto un sito. Senza scopo di lucro.
Ma perché trovano così tanto consenso? Storielle spesso irrazionali che però passano di bocca in bocca alla velocità della luce ma che nascondono una necessità molto forte.
Spesso queste leggende servono da deterrente nei confronti di mode e costumi sociali giudicati sconvenienti oppure nascondono il timore verso l’esotico, il diverso, la novità.
In molti casi invece celano paure recondite o moniti verso certi modi di fare.
L’ultima che ho sentito riguardava l’amico di un’amica di una mia amica che aveva rimorchiato una ragazza bionda, presumibilmente straniera, che avrebbe iniziato a parlare una lingua sconosciuta con un timbro di voce rauco e profondo per poi mostrare una certa repulsione nei confronti di un crocifisso.
Se non ricordo male invece la mia prima leggenda metropolitana risale alla seconda metà degli anni 80, quando andavo alle elementari, e raccontava di certe figurine impregnate di LSD o allucinogeni che circolavano all’uscita delle scuole. In effetti in quel periodo era frequente trovare dei ragazzi più grandi che alla fine delle lezioni regalavano figurine a scopo promozionale e forse da qualche parte in Italia era stato arrestato qualcuno per la detenzione di alcune figurine all’ LSD. Ma pensare di condurre alla droga i ragazzini con un tipo di allucinogeno che non provoca assuefazione ma piuttosto sensazioni poco gradevoli era alquanto irrazionale.
Ricordo anche che si diceva che in un negozio della città, di cui si faceva perfino il nome, sotto i camerini era stata improntata una sala chirurgica dove rimuovere organi agli sfortunati clienti che avevano la malaugurata idea di andare a provare ciò che volevano acquistare. E proprio per questo, si faceva notare, come la musica dentro quel negozio fosse troppo alta, allo scopo di occultare le urla disperate.
Proprio l’attualità ci regala un episodio eclatante di come una leggenda metropolitana possa diffondersi così violentemente nell’arco di pochi minuti al punto di sospendere una partita di calcio, come è accaduto durante il derby romano a marzo di quest’anno quando un intero stadio ha creduto alla voce che voleva un bambino morto nonostante la notizia fosse stata smentita dalle forze dell’ordine.
Se andiamo un po’ indietro nel tempo però ci renderemmo conto che il grande Orson Wells, il 30 ottobre del 1938, dalle frequenze della CBS, aveva dimostrato come la nostra società fosse permiabile a questo tipo di meccanismo. La vicenda ormai famosissima si riferisce a “The night that panicked America” (la notte che creò panico in America) quando, drammatizzando
la Guerra dei mondi durante un programma radiofonico, migliaia di americani credettero di assistere al bollettino reale dello sbarco marziano sulla terra, con conseguenti scene di isteria collettiva.
La verità è che il confine tra realtà e finzione non esiste e la loro commistione dovrebbe essere usata con cautela.
(E’ vero esistono reality buoni e reality brutti).
domenica, 06 novembre 2005
L’uomo ha sempre subito il fascino del cielo, fonte d’ispirazione o catalizzatore di paure recondite, misterioso nella sua impercettibilità, claustrofobico nella sua infinitezza. Non per niente si dice che gli invincibili Galli avessero paura che il cielo gli cascasse addosso (il disegnatore di Asterix – Uderzo – ci ha costruito su un intero fumetto), mentre sono al vaglio degli studiosi le affascinanti ipotesi che leggono nella disposizione delle piramidi della Piana di Giza la rappresentazione in terra del cielo astronomico di alcune migliaia di anni fa (questa invece è stata la fortuna della serie Stargate).
Il fior fiore dei nostri cantanti ha dedicato al cielo alcune delle sue opere migliori; mi viene in mente, ad esempio, lo spermatozoico Renato Zero o il suonatore di armoniche vibranti Gino Paoli, ma anche la camaleontica Anna Oxa, se non sbaglio, anni fa era alla ricerca di quel mezzo angolo del cielo che non si sa se abbia mai trovato.
La tv satellitare più importante del mondo si chiama Sky, invece l’espressione l’altra “metà del cielo” riguarda almeno tre miliardi di individui del nostro pianeta.
Per alcuni il cielo è tutto, per molti invece rappresenta il lutto, qualcuno pensa che il cielo sia un lusso, altri non credono sia mai giusto.
Giriamola come vogliamo, il cielo fa parte di noi, del nostro modo di essere e di pensare.
Sarà per questo che periodicamente il cielo diventa fonte di strani avvistamenti – luci, girandole, fuochi – che illuminano la volta e sbalordiscono tutte le volte che accadono.
Se in questo periodo però dovesse capitarvi di vedere strani oggetti in cielo, sappiate che non si tratta di Ufo ma di briciole di meteore.
Gli Ufo, quelli veri, a detta degli esperti non esistono. L’esistenza degli alieni tuttavia, secondo me, è insindacabile…
Mario Giordano, l'alieno della tv per eccellenza
sabato, 05 novembre 2005
Quanta esterofilia si nasconde dietro la scelta dei vertici Telecom di mandare in pensione il potale Virgilio - che tra i primi ha "ciceronicamente" condotto milioni di navigatori tra le spire infernali della rete - per sostituirlo con il più ingentilito Alice (la bella della rete) - come a dire che internet è un pò il paese delle meraviglie che si nasconde dietro quello "specchio" che si chiama monitor? E se invece si materializzasse uno screensaver a forma di Anna La Rosa? Tremo solo all'idea...

La bellissima Anna La Rosa (notare il seno sinistro)
martedì, 01 novembre 2005
Sono arrivati gli eredi del Tamagotchi e, manco a dirlo, vengono dal paese del Sol Levante. I Nintendogs sono dei cuccioli virtuali che ben poco hanno in comune con i vecchi pulcini elettronici degli anni novanta eccetto il loro motivo di essere. L’idea di partenza per cui sono stati inventati. Si tratta infatti di un videogioco che è più di un videogioco. Lo chiamerei un videorealitygame.
I Nintendogs come i cani veri possono essere di taglia e razza diverse. Ne esistono 3 versioni ciascuna con 6 razze (Labrador, chihuahua, bassotti), per un totale di 18 tipi di cyber-dog, per cui non sarà difficile trovare quella preferita. Il gioco consiste nel gestire il proprio cucciolo virtuale, alimentarlo, pulirlo, farlo giocare e farlo “sbloccare”. E come un cane vero ogni Nintendog amerà il suo padrone. Un po’ come fa Emilio Fede con il suo.
La genialata è la cosiddetta modalità bau-bau, per cui se incontri qualcun altro con un Nintedog il tuo cucciolo potrebbe iniziare ad abbaiare per il fatto di aver scovato un suo simile e subito dopo potrebbe iniziare a giocare con il nuovo arrivato. Il vecchio metodo dell’acchiappo col guinzaglio.
A proposito, esiste anche il DogBlog dove leggere l’esperienza di un Nintendog’s lover.
Qui invece c’è il microsito ufficiale.
A questo punto mi domando se un videogioco possa essere la valvola di sfogo di ansie e frustrazioni oppure non ne faccia venire delle altre…
martedì, 11 ottobre 2005
Non sapevo che in Canada le avvertenze sui pacchetti di sigarette (quelle, per intenderci, del tipo "Il fumo nuoce gravemente alla salute") fossero corredate da immagini, oltre che da un testo più esaustivo sulle possibili conseguenze per la salute. E non sapevo neanche che queste etichette fossero così belle ed efficaci da finire in bella mostra, ed è proprio il caso di dirlo, al MoMA di New York. In effetti il Canada è stato uno dei pochi paesi a costringere i produttori di tabacco ad abbinare immagini esplicite ai noti testi sui danni provocati dal fumo. Etichette dal valore grafico innovativo e dalla grande utilità. E noi qui ancora a discutere sull'immagine del nuovo bambino della Kinder...
martedì, 27 settembre 2005
Piangere. Di commozione. Di dolore. Di felicità. Se aprite il vocabolario troverete una definizione attinente alle lacrime versate con o senza gemiti e lamenti. Se accendete la televisione noterete invece che la quantità di lacrime versate è direttamente proporzionale all’incremento dei reality show nei palinsesti: perché in tv il pianto è soprattutto una questione di audience, di ascolti, e poco importa se nasconde motivazioni più o meno plausibili. L’importante è bagnare le “caruncole” oculari e che ci sia una telecamera pronta a mostrarcelo. Se è una steady cam ancora meglio. Il pianto televisivo più vecchio che ricordo stravolgeva il volto non ancora intaccato dal bisturi di Sandra Milo. Il suo urlo straziante “Chi? Ciiiiro?” è entrato nella storia diventando un vero cult. Che poi si è rivelato essere una vera bufala. Lacrime patetiche, sicuramente, ma non meno plateali di quelle degli innamorati che riponevano nel Dottor Stranamore l’ultima speranza di riconquistare un amore perduto, o cornuto. O quelle dei congiunti che Santa Raffaella Carrà riuniva al giovedì sera, dopo anni di lontananza. Una lontananza che, contrariamente alla canzone, era sì come il vento ma per lo meno non faceva dimenticare chi non si amava. Neanche a Non è
la Rai , dove bastavano quelle poche note – appunto – per far scoppiare in lacrimevoli pianti le ragazze che animavano il pomeriggio di Boncompagni. Ma adesso è tempo di reality. Sono lontani i singhiozzi – veri – della Carlucci nel programma della casa dei sogni o quelli di Gianfranco D’Angelo – finti – travestito da Carrà al Drive in. Adesso basta fare zapping intorno alle 7 di sera per vedere, da un lato, Enzo Paolo Turchi commuoversi al pensiero della moglie e, dall’altro, Demetra Hampton singhiozzare che non ce la fa più. Contemporaneamente e realitysticamente. Tutto il resto è varietà.


Da sinistra Enzo Paolo (l'Isola dei famosi 3) che frigna in ricordo della moglie e la Hampton (la Talpa 2) che nun ce la fa' più...
venerdì, 16 settembre 2005
Mi piacerebbe scrivere un libro come L'Antologia di Spoon River di E. Lee Master. Una raccolta di epitaffi, di iscrizioni tombali, attraverso cui i "personaggi" sepolti parlano e raccontano la loro vita, felice o tragica, breve o lunga, onesta o malvagia. Un mosaico di esperienze che dipingono la vita quotidiana e puritana di un piccolo paese della provincia americana. La storia di un villaggio attraverso la voce narrante dei suoi abitanti: 243 personaggi, uomini, donne e bambini che vanno oltre il loro tempo. Confessioni liberatorie e sincere di ossessioni, dolori, piaceri e passioni. Il ritratto di un universo unito dal tema del fallimento, filo conduttore dell'esistenza umana. Se ci pensate bene il dipinto ante litteram di una cittadina come Springfield, quella dei Simpson. Ecco, mi piacerebbe scrivere un'antologia di Spoon River dei Simpson. Secondo me venderebbe tantissimo...

martedì, 13 settembre 2005
Se le unioni di fatto dividono l'Unione, allora le divisioni dei beni uniscono chi si divide dal coniuge?
Ho sempre sentito parlare di medium risolutamente indagati dalle forze dell'ordine. Mi giunge nuova la notizia di indagini delle forze dell'ordine risolte grazie ai medium.
Se Mentana è a Matrix non vedo perchè il Tg 5 non debba trasmettere almeno un servizio su Keanu Reeves.
Berlusconi ha confidato a Putin di esser costretto, suo malgrado, a ricandidarsi alle prossime elezioni. Intanto Pippo Baudo dichiarava di accettare Domenica in solo per fare un favore all'azienda per cui lavora. Quando si dice senso del dovere.
Dato che Rita Rusic ha iniziato a cantare, mi sembra giusto che Valeria Marini abbia cominciato a recitare.




Da sinistra Keanu Reeves, prossimo alla poltrona del Tg5; Rita Rusic, prossima al Festival di Sanremo; il presidente del consiglio, prossimo alla prossima plastica; il logo dell'Unione prossimo alle elezioni (forse...)
sabato, 03 settembre 2005
Simpatia e coerenza non sono mai state le sue doti principali. D’altra parte a un creativo come Oliviero Toscani non si richiede di essere ecumenico, di piacere a tutti (peccato mortale), né tantomeno di mantenere un pensiero guida tra le sue dichiarazioni e le sue creazioni (peccato veniale). Il business è business e la parola d’ordine sembra essere quella di scioccare, sconcertare, al massimo sconvolgere. L’importante che cominci per SC e che provochi una qualche reazione, reale o virtuale poco importa, nell’opinione pubblica. Sappiate che dal 5 settembre in molte città italiane verranno affissi i cartelloni della nuova campagna pubblicitaria curata da Toscani, realizzata per il marchio d’abbigliamento maschile Ra-re che vede come protagonisti 2 uomini intenti a fraternizzare amorevolmente su un divano. Si dice che non si tratti di 2 modelli ma che stiano veramente insieme. Un po’ come la storia dell’ermafrodito di una pubblicità della Benetton di qualche anno fa, probabilmente, che si era poi rivelato una bufala. Forse è facile usare il messaggio omosessuale per far parlare in un paese cattolico come il nostro. Forse è facile utilizzare l’immaginario gay per caldeggiare quell’inno alla libertà che racchiude il concept, o meglio lo slogan, di questa campagna pubblicitaria. Forse è facile servirsi del mondo frocio per vendere. Non capisco però che bisogno c’era di arrivare a dire che “non mi è mai capitato di avere un rapporto gay, non ne ho avuto il tempo né l’occasione”. E' proprio qui che il livello si abbassa, lo scandalo dovrebbe essere suscitato da questa dichiarazione e non dalle presunte immagini trasgressive che alla fine dei conti risultano persino ironiche.
sabato, 27 agosto 2005
Ogni stagione porta con sè una buona dose di novità e di cambiamento e ci insegna qualcosa che prima non sapevamo o semplicemente ignoravamo. Se mi chiedessi cosa ho imparato durante questi velocissimi mesi estivi, penso di potermi dare almeno 4 risposte:
1) Non credere mai più alle dichiarazioni dei politici ma neanche dei conduttori televisivi quando dicono di non voler entrare assolutamente nel cast di un programma all'ultimo minuto, minando così la loro professionalità e gli accordi contrattuali precedentemente stipulati.

Il Pippone nazionale a Domenica in
2) Nessuno è esente da tradimento. Puoi essere bella, sexy, ricca, famosa, desiderata ma ugualmente e inesorabilmente cornuta, come milioni e milioni di comuni mortali.

Sabbbrina "cornuta" Ferilli (non più madrina della Roma)
3) Non bisogna mai dare per scontato nulla in politica ma neanche in tv (ci risiamo): dopo secoli i diritti televisivi del calcio in chiaro cambiano casacca passando a Mediaset, una timorata di dio condurrà un programma diabolico, Maurizio Costanzo accorcerà la durata di uno dei suoi programmi invece del contrario.

Lorena "santa" Bianchetti al posto suo su Raidue
4) Le vacanze intelligenti tornano prepotentemente di moda. Onde evitare iper-affollate località turistiche potenziali bersagli terroristici, autostrade pericolanti minacciate da stupidi lanciatori di sassi, charter di due soldi apparecchiati in fretta e furia e costi esorbitanti anche solo per una mezza minerale, è preferibile partire per le vacanze estive quando tale aggettivo è valido solo per l'emisfero australe (ovvero da gennaio a marzo).

Buoni consigli
lunedì, 15 agosto 2005




Da sinistra Arianna David (L'isola dei famosi 3), Paolo Canè (La Talpa 2), Dj Francesco e Antonella Elia (Ballando con le stelle 2), Whitney Houston (reality in Usa)
Sembra un’estate realistica, più che reale. Non molto calda sul fronte climatico, a dire il vero, molto hot su quello personale e bollente sul piano real-televisivo. Come spesso accade, parliamo di reality show. E qui ci sarebbe davvero tanto da scrivere su conduttori, cast, cambi di casacca e falsi scoop. Ovvero le bufale, ma non le mozzarelle che vanno a insaporire le pizze, bensì quelle che compaiono sulle pagine dei giornaletti o dei siti che campano proprio di queste. Come d’altra parte sembra fare Albano che, grazie al gossip (bufale incluse), si è rifatto una carriera mediatica (mentre la sua compagna pare essersi rifatta qualcos’altro). A tal proposito il colpaccio sembra esserselo aggiudicato il programma della Ventura con il cantante cellinese e la figlia piccola, detta Uga, a fronte di un cast (ancora non del tutto chiaro se composto da 12 o 14 naufraghi) che lascia a desiderare. E questo nonostante la partecipazione dell’intelligentissima Arianna David e dell’elegantissima Cristina Quaranta, scelte sicuramente sulla scia del duo Pellegrino-Elia dell’isola numero 2. Oppure di Manuel Casella, il Sergio Muniz di turno. Scorrendo la lista dei partecipanti, ad esser sincero, non mi sentirei di escludere dei colpi di testa da parte di Sandy Marton e Lory Del Santo, una coppia che potrebbe fare la differenza tra i vari Turchi, Santarelli e Ruffi di Calabria.Sul fronte Talpa, l’unica mossa azzeccata della produzione al momento sembra quella della scelta dell’inviato, Bettarini, quanto meno in relazione alla curiosità che susciterà in questo nuovo ruolo, piuttosto che dal punto di vista “qualitativo” e professionale. Scartate infatti le ipotesi Nuti, Schicchi e Robin’s (date per certe fino a poco tempo fa e probabilmente troppo azzardate sia per il format della Triangle che per la rete di messa in onda), il cast è pietoso e sorprende come mai non ci sia un grosso nome a fare da richiamo. Qui si tratta piuttosto di riesumazioni: Paolo Vallesi, Demetra Hampton,
la Rettondini, Alessandro Greco (e consorte), Paolo Canè! Una vera e propria rottamazione di ex sportivi, ex attrici, ex cantanti. Infine un reality non reality, ovvero Ballando con le stelle, che sia questo il programma col cast migliore? Tra Antonella Elia, Syusy Blady e Maradona quasi quasi mi sentirei di rispondere di si.
p.s. E se in Usa la tormentata vita personale e sentimentale di Whitney Huston e Bobby Brown viene trasformata in reality, mi chiedo perché in Italia non si faccia lo stesso con l'altrettanto movimentato menage matrimoniale di Maria Teresa Ruta e Amedeo Goria…


All Music è
la MTV
dei poveri
La Manzotin
è
la Simmenthal
dei poveri
Simone è il Vasco Rossi dei poveri
RIS è il CSI dei poveri

I Jolly Hotel sono gli Sheraton dei poveri
Cristian De Sica è il Vittorio De Sica dei poveri mentre Brando De Sica è il Cristian De Sica dei poveri
La Croazia
è
la Costa
Azzurra
dei poveri
Elena Santarelli è
la Claudia
Schiffer
dei poveri

Le Universiadi sono le Olimpiadi dei poveri
Gli orologi Festina sono i Brail dei poveri mentre gli orologi Brail sono i Rolex dei poveri
Ficarra e Picone sono i Franco e Ciccio dei poveri
I solari Bilboa sono i Collistar dei poveri

Edel Weiss è
la Moana
Pozzi
dei poveri
Le Winx sono le Sailor dei poveri
Veronica del Grande Fratello 5 era
la Marina
La
Rosa del Grande Fratello 1 dei poveri mentre Antonio era il Taricone dei poveri
Il panino con la mortadella a mare è il brunch dei poveri
Stefano Ricucci è il Donald Trump dei poveri (mica tanto…)

Miss Match è
la Ally
McBeal
dei poveri
Cristina Quaranta dell’Isola dei famosi 3 sarà l’Antonella Elia dell’isola 2 dei poveri
La ceretta è la depilazione laser dei poveri
Le palestre sono gli elettrostimolatori muscolari dei poveri
Raul Bova è il Marcello Mastroianni dei poveri

Karin Proia è
la Sabrina
Ferilli
dei poveri
Colorado Cafè è lo Zelig dei poveri
Il Digitale terrestre è lo Sky dei poveri
Martina Stella è
la Jodie
Foster
dei poveri
Centovetrine è
la Beautiful
dei poveri

mercoledì, 10 agosto 2005
Non so perchè ma la notte di San Lorenzo mi fa tornare alla memoria il meraviglioso film di Spielberg Incontri ravvicinati del terzo tipo. QUI potrete trovare una classificazione dei fenomeni ufologici, tanto per farvi un'idea, se invece siete stati gli sfortunati protagonisti di un'abduction aliena, il portale che fa per voi è questo QUA. In ogni caso godetevi la serata e non lesinate desideri - anche i più assurdi - se vedete cadere una stella...









martedì, 09 agosto 2005

Aria da primo della classe, quello che siede al primo banco e non passa mai i compiti, efebico, voce stridula, quasi asessuata, il direttore di Studio Aperto Mario Giordano, vuoi o non vuoi, è riuscito a confezionare un nuovo telegiornale. Un tele-giornale che deve necessariamente seguire le logiche commerciali imposte dall’azienda e che sostanzialmente riflettono il target di riferimento di Italia 1, la rete in cui va in onda Studio Aperto. Un tg dallo stile e il ritmo “diversi”, veloci, sulla falsariga dei bumpers “Italia Unooo!!!” che riescono a dare alla rete un’immagine giovanilista e coerente. Probabilmente si tratta di un giornale che perde in autorevolezza e credibilità, frammentato su notizie secondarie, fatto sta che se ci mettiamo d’impegno, quel tanto che basta, riusciremmo a stilare una scaletta tipo di un qualunque giorno di una qualunque edizione del tg giovane delle reti Mediaset.
NOTIZIA N. 1 (costume)
Inchiesta sui gusti sessuali degli italiani: preliminari si, preliminari no? E ancora, il preservativo è meglio classico o aromatizzato? Inviate sguinzagliate sulla spiaggia di Rimini alla ricerca di risposte (in)sensate da parte di siliconate, tatuate, piercingati & co.

NOTIZIA N. 2 (personaggi)
Una giornata in compagnia della bella Ana Laura Ribas. (Anticipazione del servizio completo in onda domenica sera su Lucignolo-Bellavita).

NOTIZIA N. 3 (economia)
L’euro. Questo disgraziato. Ma è vero che siamo tutti più poveri? (risposta: no, abbiamo tutti 2 telefonini e il digitale terrestre).

NOTIZIA N. 4 (cronaca)
Salvata una cucciolata di mastini napoletani abbandonata sulla statale 127 da parte dei vigili del fuoco di Vattelapesca. Editoriale di Enrica Bonaccorti sul problema dei cani abbandonati.

NOTIZIA N. 5 (cronaca nera)
Il caso Cogne. Nuove e sorprendenti rivelazioni.

NOTIZIA N. 6 (costume)
Tempo d’estate. Gli italiani e la tintarella: meglio un’abbronzatura a-to-mi-ca o un colorito diafano? Montaggio di immagini con Lubamba e
la Dellera.
NOTIZIA N. 7 (cronaca rosa)
Michelle Hunziker (o Simona Ventura). Pettegolezzo e gossip su un nuovo amore.

NOTIZIA N. 8 (cronaca estera)
Il ritorno di Monica Lewinsky. L’ubriacatura di Paris Hilton. Puff Daddy adotta un bambino cingalese vittima dello Tsunami.
NOTIZIA N. 9 (televisione)
La banda di Zelig si prepara alla nuova stagione con una novità: la presenza femminile sul palco sarà quella della Canalis (o della Toffanin, o della Triani…)

NOTIZIA N. 10 (dopo la pubblicità)
Non ci sono altre notizie. La linea alle previsioni del tempo.
sabato, 06 agosto 2005
Finalmente questa sera son riuscito a seguire per intero un episodio di LOST, il telefilm in onda sul canale Fox (di Sky) di cui si è tanto parlato nell’ultimo periodo e che dovrebbe approdare, se non sbaglio, su Raidue il prossimo anno. Già è stato scritto di tutto su questa serie televisiva, giunta per altro alla prima replica sul satellite, per cui ciò che scriverò non aggiungerà null’altro ai fiumi d’inchiostro che sono stati già versati per osannare una fiction che merita davvero di esser vista.
La trama è già una bomba. Un aereo precipita su un’isola sconosciuta dove i 48 superstiti dovranno sopravvivere e convivere in condizioni cui neanche Adriano Pappalardo riuscirebbe a far fronte. Mangrovie incluse. L’aspetto legato alle asperità di un territorio selvaggio e alle necessità fisiologiche dei naufraghi (acqua e cibo) resta però una delle linee narrative principali. Il bello viene quando il racconto si concentra sulle vite dei protagonisti. Un cast così assortito e variopinto che neanche Lele Mora si sognerebbe di metter su per un reality, tra irakeni americanizzati, padri e figli, coppie cinesi, medici da copertina e rockstar cocainomani. Vite dei protagonisti, dicevamo, che si intrecciano le une con le altre e che vengono presentate attraverso flashback che aiutano a comprendere la psicologia dei vari personaggi. E’ anche presente una linea narrativa misteriosa che regala ancor più supsence e un clima di sospetto degno della migliore edizione della Talpa. Quasi quasi verrebbe voglia di esser schizzati su quella maledetta isola, insieme ai perduti (presto) più famosi dell'etere, e cercare di trovare un senso alla propria vita. Ma sarà poi vero che per trovare un senso a qualcosa bisogna perderlo questo qualcosa?
domenica, 31 luglio 2005
I giornali sono stati impegnati a scrivere le novità di tutti i palinsesti televisivi, ma nessuno ci ha detto COS'E' CHE NON VEDREMO IN TV quest'autunno:
1. Un concorrente gay del Grande Fratello che non dica di essere etero.
2. Un programma televisivo pomeridiano la cui durata sia inferiore all’intero pomeriggio.
3. Una prima serata che inizi alle 21 spaccate.
4. Un reality della De Filippi che non sia il riadattamento di un format straniero spacciato per novità.
4bis. Un reality della De Filippi che sia un reality.

5. Un programma della Gialappa’s che non inizi per
MAI DIRE.
6. Un programma di Boncompagni che non abbia almeno 134 figuranti donne di età compresa tra i 18 e i 21 anni che cantino in coro A HARD DAY’S NIGHT e altri successi degli anni 60 e inzio 70.
7. Uno show di Pingitore che abbia comici divertenti e battute intelligenti.
8. L’isola dei Famosi senza il 99% del cast di naufraghi rappresentato da Lele Mora.

9. Rita Dalla Chiesa senza almeno una settimana di occhiali da sole a causa della congiuntivite.
10. Programmi sul calcio che parlino effettivamente di calcio.
11. Un palinsesto decente nel daytime di Raidue.
12. Sipario del Tg 4 condotto da una che non legga il gobbo e che non assuma pose tipo calendario sexy davanti la telecamera.

13. Carlo Conti senza 3800 euro di lampade sul groppone.
14. Otto/Dieci vallette e coconduttrici di Raiuno che non siano raccomandate.
15. Una sit-com di Mediaset che faccia ridere e non piangere.
16. Una fiction che non parli di avvocati, poliziotti e medici.
17. Federica Panicucci vestita con un jeans o una maglietta che non abbiano strass, strappi, lacci, trasparenze e simili.

18. Un programma di Mtv che abbia un titolo pronunciabile.