mercoledì, 28 novembre 2007
Quest’anno non ho scritto nulla sull’Isola dei famosi per il semplice fatto che l’ho seguita pochissimo. Al di là dei quattro nomi di richiamo (Coco, Cecchi Paone, Malgioglio, Caprioglio), credo che il cast di questa quinta edizione sia stato uno dei meno interessanti. Tra i naufraghi mandati ai Caraibi non c’era l'irruenza di un Adriano Pappalardo, il misticismo di un'Antonella Elia, il carisma di un Albano, la lucida follia di una Domiziana Giordano. Non ho trovato un personaggio cardine, che fungesse da leader o trascinatore e sono state pochissime le sorprese. Per dirla tutta,ho trovato pretestuoso l’innesto dei non-famosi nel contesto del gioco: se il nome del reality è Isola dei famosi, non vedo perché mandare dei personaggi che nessuno conosce (e vuole conoscere) a patire fame e disagi in Honduras snaturando l’originalità di un format che ha avuto successo proprio perché incentrato sulle vicissitudini di personaggi noti, abitualmente “vissuti” dal pubblico in contesti più patinati o glamour.
Un’isola povera di emozioni e trasgressioni. A volte scontata.
Non è stato scontato invece il battage promozionale fatto nei confronti di Manuela Villa, annunciata come vincitrice anzitempo. Ex naufraghi, opinionisti, inviati, conduttori, giornalisti. Nessuno si è sottratto alla voglia di manifestare il proprio appoggio a Manuela, che non so per quante settimane è stata l’unico abitante dell’ultima spiaggia. Un tifo esagerato e spesso scorretto nei confronti degli altri concorrenti, ugualmente degni di arrivare in finale e vincere: Manuela orgogliosa sulla copertina su DiPiù, protagonista coraggiosa dei servizi della Vita in diretta, al centro dei dibattiti dell'Italia sul Due.
Una simpatia esagerata verso una concorrente che non ha dimostrato alcuna dote particolare sia in compagnia degli altri naufraghi che da sola su quel lembo di spiaggia che l’ha forse preservata da ripicche e litigi sicuri. Credo infatti che il gioco della sopravvivenza sia più duro quando si compete col gruppo – sia materialmente che psicologicamente – piuttosto che in solitudine, con le telecamere puntate unicamente su ogni trovatella per sconfiggere la noia.
Non mi piace dare per scontato niente e non amo l'esaltazione eccessiva di un personaggio (che crede di avere già la vittoria in mano). Per questo motivo, e non solo, spero che stasera vinca Miriana Trevisan.
sabato, 24 novembre 2007
Luca Dorigo vuole conoscere te!
chiama il numero 899.077.080
Luca Dorigo ti aspetta in linea con i suoi consigli per avere successo* e per parlare direttamente con te!
Se Luca Dorigo al momento della tua chiamata non è in linea, lascia il tuo numero di telefonino: riceverai un sms gratuito che ti avviserà quando il tuo idolo è in linea dovunque tu sia! Parlare con Luca Dorigo è semplicissimo, basta chiamare da telefono fisso o cellulare Tim, Vodafone e Wind (costo da rete fissa Euro 1,50 al minuto).
*palestra-integratori-tatuaggi-piercing-lelemora-trono-amalia-trono2-amalia2-corna1-melita-corna2-grandefratello-figuradimerda-fattoria-ricrescita-trono3-sputtanamento.
domenica, 18 novembre 2007
Non è un mistero che il Grande Fratello abbia perso quell’allure di novità e originalità che lo contraddistingueva, è certo però che gli autori potrebbero inventarsi qualcosa di meglio delle solite stereotipe auto-presentazioni dei concorrenti in esterna. Un’esplosione di noia e banalità da fare zapping istantaneo. In Spagna, dove sono arrivati al Gran Hermano 9, questo era l’inquilino italiano – una sorta di Mirko Bergamasco sgonfio di una trentina di chili dalla cadenza alla Luca Dorigo (tutti veneti sono...)– definito come latin lover, e te pareva…
Piero Righetto, il vicentino 27enne del GH 9
lunedì, 08 gennaio 2007
Quest'anno ai Telegatti pretendo una categoria ad hoc con le seguenti nominations:
1. "No, no, io mi do fuoco!" (De Martino vuole darsi fuoco, Tg2 Dieci minuti, Rai Due)
2. "Fascista! Impotente!" (Lite Sgarbi-Mussolini, La Pupa & il Secchione, Italia 1)
3. "Salace scorretta!" (La madre di Domiziana Giordano difende la figlia dagli attacchi beceri di Simona Ventura, L'isola dei famosi Honduras, Rai Due)
venerdì, 04 agosto 2006
Costretto a casa da un malanno mi imbatto casualmente su On the road, seconda serata di Italia 1. Sulla carta una specie di documentario-reality itinerante attraverso gli States con 4 bellezze da calendario, in realtà un’accozzaglia di scene montate senza senso – e senza logica alcuna – con 4 sgallettate allo sbaraglio per le strade degli Stati Uniti.
Per intenderci ieri sera le ragazze dovevano cercare di recuperare (estorcere) dei soldi a delle persone in uscita da un casinò di Las Vegas. La coppia Carolina-Ludmilla - sfoderando tutte le armi sexy a disposizione e vestite come due entreneuse di bassa lega - cercava di circuire orrendi americani sudati e ubriachi per un paio di bigliettoni, mentre il duo Sara-Alessandra - tra urla e insulti romaneschi - faceva lo stesso promettendo baci in cambio di dollari.
Il tutto senza nessun senso.
La parte più bella sono però i commenti a caldo dei 4 geni, se Carolina infatti critica gli americani per la loro tirchieria essì che in Italia avrebbero recuperato molti più soldi con gli uomini del belpaese, Sara sostiene invece che in America è stato più facile, forse perché essendo un po’ più formosetta delle altre essì che agli americani piacciono le culone riesce a sedurre gli uomini yankee senza troppi problemi.
La discussione si eleva poi in hotel quando il perizoma di Alessandra dice a quello di Sara (ma quanto si odiano ste due?) che è un peccato sapere che Lenny Kravitz alloggi nello stesso albergo senza poterlo vedere.
In tutto questo un chiattonissimo Diego Conte, guest star o chissà cosa, ha il compito di seguire e controllare (?) le 4 per tutto il viaggio e rendicontare il tutto a Ringo, una specie di Charlie (Charlie’s angels) delle povere che sta in Italia.
Un programma che è tutto un programma, appunto.
Unica soddisfazione sarà quella che, finito On the road, almeno due delle protagoniste finiranno sull’isola dei famosi a fare la fame, e allora ciao occhiali da sole, costumi griffati e vasche idromassaggio…
martedì, 18 luglio 2006
Chi è stato il primo a dire che Kris&Kris saranno tra i naufraghi della nuova edizione dell'Isola dei Famosi?

Kris Groove (the sun) e Kris Reichert (the moon). Con moltissima probabilità faranno l'isola. Ve l'avevo detto o no?
venerdì, 14 luglio 2006
Non ditegli che già sapeva dell’esistenza dell’Ultima spiaggia, che sapeva cosa voleva dire restare isolati e dare di testa, blaterare, commuoversi, annoiarsi sotto l’occhio implacabile di una telecamera. Non ditegli che già sapeva, o meglio intuiva, come sarebbe andata a finire. Il pubblico è fatto così – ed è pressocchè uguale un pò ovunque – vuole un eroe, solitario, fragile, a volte pazzo. Solo come un cane.
Non ditegli che l’espediente del cocco fatto a immagine e somiglianza del marito non era un’idea originale. Evocare i propri affetti lontani fa un certo effetto sui telespettatori. A maggior ragione quando ci si proclama innamoratissimi a diecimila e forse più km di distanza, in condizioni apparentemente disagiate.
Non ditegli che è il terzo reality al quale partecipa in coppia con la sua dolce metà.
Non ditegli che questa volta è stata una clamorosa presa per il culo.
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Carmen Russo es la ganadora de Supervivientes (Carmen Russo ha vinto l'edizione spagnola dell'Isola dei famosi)
***
venerdì, 02 giugno 2006
Bjorn Borg. (50 anni). L’ex tennista svedese soppianta per la seconda volta, meriti sportivi a parte, Adriano Panatta che due anni fa era stato contattato per partecipare alla seconda edizione del reality ma che non riuscì poi a concretizzare la sua presenza in quel di Samanà. La prima volta si era trattato di un affare sentimentale, l’ affare Bertè: Panatta ne era stato il fidanzato, ma Borg riuscì a sposarla (sappiamo bene come andò a finire). Adesso c’è di mezzo la tv. E un mucchio di soldi. Le privazioni non sembrano di certo spaventare il biondo pallettaro, giunto ormai alla boa dei 50 anni. Uno che definiva il tennis come lo sport più semplice del mondo, dove si deve solo rimandare la palla una volta in più dell’avversario, non può temere fame e mosquitos. Unico neo la costanza. A 26 anni si ritirò dal tennis a causa degli allenamenti massacranti, dopo pochi mesi il suo matrimonio con la Bertè fallì. E se gli venisse la sindrome di Sandy Marton? – Probabilità di vittoria 18% –
Ciccio Graziani. (53 anni). E’ stato una rivelazione televisiva nonostante il flop di “Campioni, il sogno”, più che altro un incubo ormai archiviato da Mediaset dopo una prima stagione spacciata per grande successo e una seconda così indifendibile da non poterne non ammettere il flop. Carattere e personalità non mancano all’ex campione del mondo che si candida a leader dei naufraghi qualora fosse catapultato sull’isola dei disperati. Bisogna solo capire se gli altri glielo concederanno, questo reality non è il Cervia. E meno male – Probabilità di vittoria 27% –
Raffaello Balzo. (31 anni). “Artisticamente” più impegnato del collega nonché predecessore Manuel Casella, ne raccoglie virtualmente l’eredità qualificandosi come il naufrago meno popolare del cast. In effetti a soli 31 anni il biondo udinese è già stato eletto il più bello d’Italia, ha partecipato a un paio di fiction come “Un posto al sole” o “Elisa di Rivombrosa” e ha prestato il volto a un mucchio di campagne pubblicitarie. Il punto però è che non lo conosce nessuno. Urge assolutamente un’Amanda Lear – Probabilità di vittoria 75% –
Valeria Marini. (39 anni). La sorpresa più inaspettata. Ogni parola sarebbe superflua ma la spenderemo. Dopo anni passati a costruire una carriera di attrice, mai decollata in verità, e dopo una puntatina nel mondo del business in qualità di stilista, la bionda soubrette sarda sembra aver capitolato. Finora lei ha smentito, o meglio ha taciuto, ma ormai è certa la sua partecipazione in qualità di superstar dell'isola numero 4. Personalmente l'avrei sommersa d'oro anch'io per farla partire, da sola vale un intero cast: volete mettere il vederla in preda a una crisi isterica perché le si è rotta un’unghia o prendersela con i cameramen per l’uso del grandangolo che la ingrassa? Una vera libidine che non ha prezzo – Probabilità di vittoria 12% –
Marina Ripa di Meana. (57 anni). Da animalista convinta potrebbe portare un bel po’ di grane ai colleghi intenti a pescare o cacciare per il sostentamento, ma ahimè non si vive di soli cocchi e banane. Certo che l’arrivo della marchesa sulla spiaggia più litigiosa dell’etere cadrebbe a fagiuolo per scaldare gli animi già provati dei naufraghi, e chissà che la nobildonna (famosa per aver lanciato, anni or sono, una torta in faccia a Maurizio Costanzo) non decida di mostrare nuovamente, per quel gusto trasgressivo che l'ha sempre contraddistinta nel bene e nel male, l’unica pelliccia che l’ha resa famosa… – Probabilità di vittoria 7% –
Cristiano Malgioglio. (5? anni). Dovrebbe essere vicino alla sessantina ma non dirà neanche sotto tortura la sua età (quella vera, s'intende). Da un autore e paroliere come lui non ci aspetteremmo mai gli strafalcioni lessicali e di sintassi che l’hanno reso negli ultimi tempi un vero personaggio televisivo. A dimostrazione che le contraddizioni pagano sempre, almeno in tv. Primadonna per eccellenza, restio a mostrarsi senza trucco e messa in piega, contenderà a Valeria Marini il titolo di più capricciosa della spiaggia – Probabilità di vittoria 5% –
Natalia Mesa Bush. (21 anni). Supersonica bellezza di Tenerife, ha ben poco di spagnolo. Tutto tradisce le sue origini texane da parte di mamma. 1 metro e 83, misure da capogiro, un derriere che le ha permesso di vincere il concorso di Roberta, la linea di intimo che anni fa lanciò il posteriore di Michelle Hunziker. Sembra compendiare il meglio di tutte le dive nostrane e straniere: ha un po’ della Nielsen ma è più femminile, ricorda la Parietti ma è più sexy, somiglia alla Anderson (Pamela) ma giura di essere tutta naturale. Vedendola sulla spiaggia credo proprio che Rocco Siffredi si pentirà di non essere partito per l’isola. La Marini invece si roderà il fegato – Probabilità di vittoria 43% –
Antonella Mosetti. (30 anni). Alla ricerca di un posto al sole nel magico (e tragico) mondo della televisione, è da più di dieci anni che tenta di tutto senza sfondare. Ha fatto l’attrice, la ballerina, la valletta, la meteorina e la velina ma niente. Eppure è riuscita a procurarsi tutti i numeri giusti: 90-60-90. Chissà che non riveli inaspettate doti caratteriali: ormai non è più la quinta di reggiseno, facilmente ottenibile e diffusa più di una seconda, a fare la differenza – Probabilità di vittoria 37% –
Alberto Tomba. (39 anni). Inizialmente restio al genere dei reality show, sembra essersene ravveduto. Eppure è da 3 anni che gli offrono un posto d’onore in fattorie, fazende, ristoranti e quant’altro ma pare che, terminate le Olimpiadi di Torino che l’hanno visto tra i promotori più attivi, il tempo libero dell’ex sciatore sia improvvisamente aumentato a dismisura. Aumentato al punto di accettare la proposta di partire per l’isola. E di rilanciare, chiedendo alla produzione di ingaggiare anche la sorella-collaboratrice Alessia, emerita sconosciuta ai più. I compensi non c’entrano niente (?) – Probabilità di vittoria 55% –
Yuri Chechi. (37 anni). Ha tutte le carte per sbancare. Fisico temprato da anni di durissimi allenamenti, costanza e dedizione verso tutto quello che fa, egocentrismo e simpatia al punto giusto. Aspetta da tempo una chiamata dal mondo dello spettacolo che finora è tardata ad arrivare. Potrebbe avere la giusta motivazione per portare fino in fondo questa esperienza. Altro che oro olimpico – Probabilità di vittoria 98% –
Kris & Kris. (66 anni diviso 2). Il duo più glamourous di MTV, considerato alla stregua di un unico concorrente, sarebbe il contraltare chic dei Cugini di Campagna della Fattoria (in gioco nel reality di Mediaset come se si trattasse di un solo contadino, o meglio di un solo "berbero di Barbara" per dirla come l'odiosa conduttrice). Modelle, vj, attrici, musiciste, le due Kris (una canadese, l'altra yankee) sono ancora in attesa del giusto (e meritato) guizzo di popolarità. Guizzo che potrebbe arrivare dall'esperienza travolgente di un reality dove lo spirito di sopravvivenza conta tantissimo. E dato che two is mel ke uan, come diceva qualcuno, le due amiche partirebbero di sicuro avvantaggiate... – Probabilità di vittoria 51% –
Cristina D’Avena. (41 anni). L’icona dei bambini di oggi e di ieri, la piccolissima interprete del "Valzer del moscerino", l’eterna ragazzina sognante (canta le sigle dei cartoni da 25 anni e passa) ha carattere da vendere. E unghie molto affilate, a quanto di dice. Sfumata la possibilità di dimostrare a "Music Farm" che oltre Kiss me Licia, i Puffi e Sailor Moon può cantare anche altro, potrebbe rivendicare le luci della ribalta in un contesto come quello dell’ isola dei famosi, sfoderando le sue nuove armi sexy: attenzione però che la concorrenza è molto agguerrita! – Probabilità di vittoria 83% –
mercoledì, 31 maggio 2006
In Spagna da circa un mese Supervivientes (sottotitolo leggermente enfatico: perdidos en el Caribe) tiene incollato allo schermo di Telecinco un numero sempre più alto di spettatori. In realtà il format da cui prendono spunto le avventure dei naufraghi era stato già proposto da Antena 3 tv, la seconda rete commerciale del Paìs, con il titolo La isla de los famoSOS (poi trasformato in La selva). Già dal titolo e dal logo del reality si faceva riferimento all’ SOS che avrebbero virtualmente lanciato i concorrenti catapultati nel gioco date le aspre condizioni di vita a cui avrebbero dovuto far fronte.
La prima versione del reality era la fedele riproposizione di (Celebrity) Survivor: due tribù rivali di 8 concorrenti ciascuna si sfidavano per l’immunità fino alla reunion (ricomposizione) in un unico gruppo da cui sarebbe emerso il sopravvissuto, ovvero il vincitore del gioco.
In sostanza si tratta dello stesso programma che Italia 1 mandò in onda qualche anno fa, con degli sconosciuti in luogo di un gruppo di personaggi noti, senza però riscuotere un grande successo per via di alcuni motivi come, ad esempio, la differita del programma (interamente registrato e montato prima della messa in onda) e la collocazione sbagliata.
Telecinco, attraverso Magnolia (la casa di produzione di Giorgio Gori, già produttore dell’isola, che opera anche in Francia oltre che in Spagna) ha deciso di trasmettere la versione italiana del format.
Dovete sapere che sebbene lo spunto iniziale del programma sia sempre quel Survivor tanto vituperato in Italia (ma che negli USA ha riscosso grandissimo successo e che a sua volta si ispira al primo reality di nuova generazione mai ideato dal titolo Expedition Robinson) gli autori nostrani hanno apportato tutta una serie di modifiche e cambiamenti che sostanzialmente hanno dato vita a un format di gran lunga diverso dall’originale. Ad esempio il reality si svolge in diretta, vengono rimosse le due tribù al fine di compattare sin da subito la squadra in un unico gruppo di 12 naufraghi in competizione tra loro; viene data la possibilità di rimanere in gioco nonostante l’eliminazione grazie all’isolamento offerto dall’Ultima spiaggia e così via.
Gli spagnoli però non hanno mutuato soltanto la formula italiana del reality, ma hanno anche catapultato ai Caraibi due nostre vecchie conoscenze che sull’isola c’erano già state, sebbene in edizioni diverse: Aida Yespica e Carmen Russo. Scelte dalla produzione probabilmente per andare sul sicuro.
Il cast non è che offra poi nomi granchè altisonanti, sono molti ad esempio i reduci di altri reality come Jesùs De Manuel e Veronica Romero (da Operazione Trionfo) o Angel Herrero, niente meno che il padre dell’ultimo vincitore del Grande Fratello iberico.
Ci sono poi la sorella meno conosciuta di un’attrice spagnola, un giornalista sportivo, un ex calciatore, un modello, una cantante francese in disarmo, l’ultima miss Spagna, Veronica Hidalgo, e via dicendo.
Ciò che fa riflettere e incuriosisce sono tuttavia le situazioni, le dinamiche, che nel programma spagnolo sembrano ripresentarsi tali e quali alla versione italiana del reality: le prime a essere eliminate sono donne (le migliori nemiche di loro stesse), gli uomini appaiono più coesi e collaborativi, un paio di concorrenti sviluppano da subito una forte avversione verso il luogo minacciando il proprio ritiro, qualcuno si lamenta per l’assenza di un’erezione, Aida Yespica si occupa con particolare dedizione di uno dei concorrenti, lo sfortunato naufrago che mette piede sull’ Ultima Playa diventa improvvisamente il beniamino del pubblico.
E se questo fortunato concorrente risponde al nome di Carmen Russo, probabile vincitrice finale, che quando è stata eliminata ha dovuto fingere stupore e incredulità dinnanzi alla possibilità dell’ultima spiaggia mostrando doti di attrice navigata, tutto sommato va bene lo stesso. Infatti non c’è fiction più bella di un (buon) reality.
martedì, 21 febbraio 2006

Finalmente iniziano a circolare conferme sul cast del mio reality preferito – Music Farm – in onda fra alcune settimane su Raidue. Punta di diamante sembrerebbe la partecipazione del Califfo, alias Franco Califano, che ha già dichiarato di voler tenere un corso di sessuologia all’interno del loft (per non smentire le voci che lo vorrebbero grande amatore, a dispetto di un’età da Viagra). Lo scopo sarebbe quello di diffondere il verbo del “sesso fatto bene” tra i telespettatori e tra le “ugole d’oro” che coabiteranno nella farm. Ugole d’oro, per l’appunto, che annoverano tra loro il nome di Ivana Spagna, prossima al Festival di Sanremo ma già pronta - a quanto pare - a un tour de force mediatico che dopo la sovraesposizione festivaliera dovrebbe portarla dritta dritta al reality canoro.
Non sappiamo ancora se la cantante veneta, rinata dalle ceneri più volte (in tutti i sensi), condividerà con i coinquilini le proprie conoscenze in merito alla chirurgia plastica, magari in coda alle lezioni di sessuologia impartite dal collega romano, ma tant’è.
Terzo nome significativo quello di Massimo Di Cataldo, una delle voci più antipatiche e presuntuose che il panorama musicale italiano abbia mai partorito e di cui francamente non si sentiva la mancanza, contrariamente a quanto si può dire dei mitici Viola Valentino e Alberto Fortis, due artisti ingiustamente caduti nel dimenticatoio e meritevoli di tornare sulle scene più forti di quanto non fossero stati – ormai - due decenni fa.
Scorrendo i nomi dei reclusi nella farm musicale, troviamo tra gli altri quello della giunonica Jenny B, vincitrice di un Sanremo di alcuni anni fa e mai “decollata” a causa - forse - di alcune scelte artistiche discutibili (come la partecipazione alla Corrida), del cantante Pago, autore di un tormentone canoro reso tale da uno spot martellante e di Silvia Mezzanotte, ex voce solista dei Matia Bazar.

Assolutamente inaspettata la partecipazione di Alessandro Safina, pseudotenore da “esportazione” dal look belloccio e la parlata toscana e di una redidiva Leda Battisti, esplosa qualche anno fa ma rapidamente contagiata dalla sindrome “Chi l’ha visto?”.
Sulla scia “Dolcenera” (ovvero della serie “vincere Sanremo e poi il nulla”) sembra certa la presenza di Laura Bono che se lo scorso anno affermava di non credere nei miracoli, quest’anno potrebbe ricredersi considerato quello che la partecipazione a un reality può regalare in termini di popolarità e fama a un cantante.
Infine si segnala la presenza dell’ennesimo Simone (nella passata edizione ce n’erano ben due) che questa volta di cognome fa Patrizi.
Un cast variegato e piuttosto curioso. Ma siamo certi che possa essere all’altezza di quello della passata edizione?
(Dall'alto a sinistra in senso orario, Silvia Mezzanotte, Franco Califano, Viola Valentino, Alessandro Safina).
giovedì, 16 febbraio 2006
Non avrei mai pensato che lo sdoganamento mediatico del Marocco passasse attraverso la terza edizione de “
La Fattoria
”, il reality show di Canale 5 impropriamente ambientato nella terra dei cammelli è già definito "sfigato" dalla sua prima conduttrice, Daria Bignardi, durante una puntata del programma che conduce sulla 7. La casbah dove alloggiano i concorrenti - infatti - sembra tutto meno che una “fazenda”. Niente piante, nessun animale da mungere, nemmeno l’ombra di un po’di fieno. Un impianto scenografico sicuramente suggestivo ma davvero poco attinente al titolo del programma, che quest’anno poteva tranquillamente intitolarsi “La fortezza”, o qualcosa del genere.
Iniziamo col dire che Barbara D’Urso resta la persona meno indicata a condurre qualunque reality. Mi chiedo perché i vertici di Mediaset si ostinino ogni anno a scegliere l’attrice partenopea come conduttrice di un genere che non le appartiene nei modi, nei tempi, nel dna.
La D
’Urso è snervante. Ogni anno ce ne riserva una delle sue. Questa volta, complici le critiche di una conduzione da “maestrina”, la pensata della presentatrice (e suppongo dello staff d’autori) è stata quella di proporre un'imitazione palese dello stile “Simona Ventura” con urla, alzate di braccia al cielo, giravolte improvvise. Uno stile “scanzonato” efficace e adatto all’originale (
la Ventura
), ma fuori luogo se forzato e condito – perdipiù – da espressioni partenopee a raffica (
la D
’Urso).
Se da un lato la conduttrice di dimena in uno degli studi (lo stesso di “C’è posta per te”) più brutti e claustrofobici di sempre, dall’altro i 14 (ma già 13) concorrenti sono catapultati dentro una scenografia imponente molto simile a quella del reality più sfigato della storia (“Ritorno al presente” di Carlo Conti). Non tutti i concorrenti per la verità, dato che per quattro famosi (Marcus,
la Kriz
,
la Fabiani
e Alvaro Vitali) la sorte ha voluto un destino più faticoso in un campo nomade del deserto, denominato “Operazione transumanza”. Un vero colpo d’occhio e forse l’unica innovazione nel meccanismo del gioco (sulla scia della divisione in gruppi che imperversa in tutti i reality del momento, dall’isola in poi). Lo sparuto gruppetto di nomadi infatti dovrà attraversare per una settimana il deserto fino alla Casbah che ospita gli altri concorrenti, portando a destinazione tutti gli animali.
Il cast sembra buono, nonostante l’uscita di un’esplosiva Angela Cavagna, già promotrice del club “No silicone” ma ingiustamente eliminata dopo una sfida che avrebbe dovuto coinvolgere ben altri personaggi.
Tra i concorrenti Katia Ricciarelli e Leopoldo Mastelloni lasciano prevedere gag esilaranti,
la Rodriguez
e Francesco Arca sembrano in procinto di mostrarci scene bollenti, mentre mi auguro che Pamela Petrarolo abbia qualcos’altro da dire e da fare oltre le solite espressioni romanesche e gli stacchetti “Please don’t go” di boncompagniana memoria. Anche se tutto sommato sembra molto simpatica.
L’appoggio di questo blog però è tutto per Selvaggia Lucarelli, concubina del vincitore della sfida Clemente Pernarella e sopravvissuta al primo (preannunciato) tentativo di farla fuori da parte della produzione. Tentativo fallito. Almeno per il momento. Il prossimo scoglio infatti è la nomination che vede Selvaggia scontrarsi con Natalie Kriz. Sono sicuro però che ce la faremo a tenerla in gioco. Giusto?

Selvaggia Lucarelli in versione lady "quasi" in red
martedì, 07 febbraio 2006


Ecco dove mi sembrava di averla vista! Sì, certo, è la versione più giovane e "fresca", ma non pensate che Francesca, l'ultima esclusa dalla casa del Grande Fratello 6, sia la fotocopia della Zia Assunta del telefilm "La Tata"?
mercoledì, 01 febbraio 2006

Ogni volta che parte un nuovo reality trovo divertente curiosare nel cast che sarà oggetto del vouyerismo del pubblico televisivo. Mi interessa capire anticipatamente, dai nomi presunti o effettivi - dunque confermati dall’Ansa - dei protagonisti, il filone “narrativo” che la produzione, autori in testa, ha scelto. In effetti spesso e volentieri siamo in presenza di un’accozzaglia di personaggi scelti senza logica alcuna. A volte una logica di fondo, seppur pretestuosa, sembra esserci, ma lascia il tempo che trova. Raramente invece la costruzione di un cast sembra seguire una filosofia studiata a tavolino e dunque efficace.
Ad esempio ci sono reality, come Music farm, dove il principio stesso di scegliere un gruppo di cantanti più o meno caduti nel dimenticatoio dopo i fasti del passato è di per sé interessante, quindi vincente (vedi Iva Zanicchi o Massimo Di Cataldo). E lo è ancor di più se accanto ai “vecchi” big (che, fuor di contraddizione, possono essere anche giovanissimi) fanno capolino le cosiddette nuove leve, o meglio quei cantanti-meteora famosi per un’apparizione sanremese piuttosto che per un singolo estivo più fortunato del solito (come non citare Dolcenera o Danny Lo Sito?).
Poi ci sono reality dove l’idea di fondo, il concept, è talmente forte da non aver bisogno di trovare nel cast motivazioni altre se non quella di attingere al bacino di personaggi più o meno popolari da mandare a vivere in condizioni disagiate (è il caso, manco a dirsi, de L’isola dei famosi, che secondo le ultime indiscrezioni annovererebbe nel gruppo dei naufraghi della prossima edizione il pornostar Rocco Siffredi, l’ex sciatore Alberto Tomba e la sorella Alessia in odor di “vallettaggio”).
Infine, ci sono reality dove, se da un lato il fatto di avere un vissuto “particolare” conta, dall’altro l’anonimato iniziale dei protagonisti e la loro trasformazione in “personaggi” è una dinamica così interessante da non richiedere altro (ad esempio Il Grande Fratello).
Se tuttavia guardiamo ai nomi che si fanno per la prossima e inutile edizione de
La Fattoria
, in onda fra pochi giorni su Canale 5, non troviamo (almeno in apparenza) alcuna motivazione, alcuna peculiarità.
L’idea di chiudere in una farm un gruppo di persone già note e abituate alla “bella vita” a lavorare la terra e a badare agli animali potrebbe essere discreta (ma non fortissima alla luce dei precedenti – vedi L’isola) a patto che si tratti di persone realmente famose e scansafatiche, almeno nell’opinione comune. Quindi via a un cast di nobildonne, contesse, principigiovannelli, gossippari, ochettedasalotto, figlidipapà, figlidimammà, presenzialisti, viveur e simili. Che mi frega (in sintesi) di vedere Aldo Montano che è uno sportivo olimpionico (e dunque si fa un mazzo così negli allenamenti) a zappare la terra? O Pamela di Non è
la Rai
(sparita da dieci anni dal piccolo schermo e normalissima madre di famiglia) a mungere le vacche? E ancora, Natalie Kriz (che è simpaticissima, unica fra tante starlette molto più odiose e meritevoli di finire in fattoria)? Se il gioco deve essere sadico, che lo sia. Ma con le persone giuste.
Dall'alto in senso orario Aldo Montano, Pamela di Non è la Rai e Natalie Kriz, tre dei contadini che prenderanno parte alla Fattoria numero 3 (insieme ad Alvaro Vitali, Marcus Shenkenberg, Leopoldo Mastelloni, Francesco Arca, Randy Ingermann, Alessia Fabiani, Selvaggia Lucarelli, Milly D'Abbraccio, Maria Monsè, due Cugini di Campagna non meglio identificati).
sabato, 28 gennaio 2006
Tutti guardano il Grande Fratello. Anche se non è il mio reality preferito, devo dire che quest’anno c’è qualcosa che mi spinge a seguirlo – per lo meno il giovedì sera.
Tralasciando i benefici portati al format dal cambio di guardia alla conduzione, con una Marcuzzi molto più spontanea e credibile della terribile D’Urso, bisogna ammettere che il lavoro di casting fatto dalla produzione quest’anno sia per lo meno “apprezzabile”.
In pratica si è cercato di omologare il cast (riuscito) della quarta edizione del programma (l’annata con Tommy, Ascanio e Carolina) prediligendo una tipologia fisica belloccia e prettamente televisiva con degli innesti regionalistici che non hanno nulla a che vedere con gli eccessi dell’altranno (quelli, per intenderci, della pettineuse, di Jonathan o Mary).
E’ evidente la volontà autorale di mettere su un gruppo di ragazzi coetanei (tutti rigorosamente sotto i 30 anni) e piuttosto simili socialmente al fine di facilitare eventuali legami sentimentali (che hanno sempre rappresentato un volano indispensabile per gli ascolti).
Ma dato che non tutte le ciambelle riescono col buco, devo dire che trovo limitativa la scelta di aver creato un gruppetto di persone provenienti esclusivamente dal centro Italia, dal Lazio per essere precisi, con qualche presenza “settentrionale”.
Infatti uno degli aspetti più interessanti del reality è sempre stato, a mio avviso, quello di rappresentare dei ragazzi provenienti da tutte le parti d’Italia, isole comprese. (Un po’ come accadeva nelle prime due edizioni del programma). E poi, parliamoci chiaro, quell’accento ciociaro-romanesco può risultare simpatico a piccole dosi ma non tutto il giorno o parlato dalla metà dei reclusi di Cinecittà.
Detto questo, non mancano delle novità, seppur discutibili. La presenza di Augusto De Megni, ad esempio, è volutamente studiata per creare una cassa di risonanza mediatica, così come (in misura minore) quella della cinesina Man-Lo, della musulmana Leyla (molto più disinibita di tante occidentali) e di Lucio, coattissimo figlio adottivo di una coppia di scienziati.
Se dovessi fare un pronostico azzardato, al momento credo che la finale potrebbero giocarsela Filippo e Laura, belli e semplici al punto giusto. Staremo a vedere.
Se il low profile (con le dovute precisazioni) sembra prevalere nella scelta dei concorrenti e nella composizione del cast, appare invece esagerato il montepremi finale di 1 milione di euro che però, statene certi, si dimezzerà tra una prova e l’altra.
Infine trovo intelligente la scelta di creare due case, una da nababbi e l’altra da tapini, per aumentare lo spirito di competizione tra i reclusi e che ultimamente si era perso per strada (svilendo un po’ la natura del gioco). Certo, la suddivisione del gruppo in due potrebbe essere un’arma a doppio taglio ma almeno regala una ventata di innovazione a un format che comunque sembra avere ancora qualcosa da dire.
giovedì, 05 gennaio 2006
L’isola dei famosi ha mostrato, primo fra tutti i reality show, un gruppo di personaggi conosciuti in lotta per la sopravvivenza lontano dai comfort della vita quotidiana e soprattutto dai lustrini della televisione. La questione tirata in ballo adesso non è più la necessità di mostrare un certo tipo di televisione “realistica” o, andando oltre, la presunta veridicità delle situazioni “estreme” vissute dai protagonisti del programma. Sono stati già versati fiumi d’inchiostro a tal proposito.Ciò di cui ci occuperemo adesso sarà, molto più banalmente forse, il corretto uso dell’aggettivo “famoso” che campeggia nel titolo del reality show e che si riferisce evidentemente ai protagonisti di quest’avventura televisiva.E’ giusto, ad esempio, definire famosi personaggi del calibro di Davide Silvestri (prima edizione), Ana Laura Ribas (seconda) o Manuel Casella (terza)? E ancora: quale edizione del programma può fregiarsi del titolo di più “famosa”? Il nostro metro di giudizio, come tutte le analisi che si rispettino, sarà dato dal numero di citazioni presenti dei protagonisti all’interno dell’ Enciclopedia della televisione curata da Aldo Grasso aggiornata al 2003. In sintesi partiremo dall’insindacabile presupposto che chi è presente dentro la mitica Bibbia televisiva può considerarsi famoso, con un paio di eccezioni dovute alla professione meno televisiva e più “sportiva” o “cinematografica” di alcuni degli ex naufraghi.Partendo dalla prima edizione dell’isola, ci accorgiamo che su 11 concorrenti, soltanto 2 nomi fanno bella mostra di sé fra le righe del libro: la sorridente Maria Teresa Ruta e l’atletica Carmen Russo. Stranamente non c’è alcuna traccia di Adriano Pappalardo (il vincitore “morale”) e Walter Nudo (il vincitore reale) che probabilmente hanno superato in popolarità le due soubrette bionde, ma soltanto dopo il programma.Abbonando l’appellativo famoso a 2 ex naufraghi che poco hanno avuto a che fare con la tv, come Stefano Tacconi e Fabio Testi (e dunque non citati da Aldo Grasso), i concorrenti della prima edizione dell’isola a poter vantare tale attributo sono 4: Ruta, Russo, Testi e Tacconi. La seconda edizione dell’isola dei famosi annovera ben 4 concorrenti nella bibbia televisiva di Grasso: Kabir Bedi, Rosanna Cancellieri, Antonella Elia e Valerio Merola. Anche per questa edizione del reality possiamo tranquillamente bypassare su Totò Schillaci, ex campione di un’indimenticabile Italia 90, portando dunque a 5 il numero complessivo dei personaggi realmente famosi (su un totale di 13).Giungendo infine all’ultima edizione del reality di Raidue, notiamo come l’Enciclopedia citi addirittura 5 nomi appartenenti ad ex naufraghi (su un totale però di 15 concorrenti): si tratta di Albano, della fatina M. Giovanna Elmi, di Maurizio Ferrini, di Idris e della vincitrice Lory Del Santo.Tirando le somme, possiamo stabilire che sebbene la terza edizione del reality sia quella col maggior numero (in valore assoluto) di citazioni sulla bibbia televisiva curata dal critico Aldo Grasso, l’edizione più “famosa” risulta essere la seconda con 5 concorrenti su un totale di 13.Proposta: il titolo cambi, da “Isola dei famosi” a “Isola dei saranno famosi”, data la popolarità acquisita dopo…
giovedì, 08 dicembre 2005

Extreme makeover: home edition è una vera figata. In America è stato un successo, da noi va in onda malamente doppiato (con l’audio originale in sottofondo) sul canale Sky vivo.
Avete presente “La casa dei sogni” di Milly Carlucci di qualche anno fa? Questo reality è la versione hard, estrema, di quel format. Lo spunto è lo stesso: ogni famiglia (meglio se con una storia strappalacrime alle spalle) ha il diritto di vivere nella propria casa dei sogni – che poi sarebbe la propria abitazione, riveduta e corretta.
Pensate ad un team di 4 tra architetti, carpentieri e arredatori che piomba all’improvviso a casa vostra con telecamere e operai al seguito, per sequestrarvela spedendovi dritti dritti alle Bahamas o a Disneyworld tutto pagato per 7 giorni: il tempo necessario per stravolgervi – in tutti i sensi – la casa, e voi ignari di tutto. O quasi. Infatti nella totalità dei casi, al vostro ritorno penserete di trovarvi sul set di OC, e non più nel vostro centometriquadri-o-poco-più simile al rifugio di Sanford & son piuttosto che al salotto di Arriva Cristina. Il budget, manco a dirlo, è illimitato (siamo pur sempre in America): sensori per accendere qualsiasi luce, scenografie faraoniche accanto alla piscina, megalavatrici a scomparsa, stanze aggiuntive, passaggi segreti tra la camera dei pargoli e quella matrimoniale, camini ologrammati e via dicendo in una sequenza di trovate kitsch e originali che in Italia potreste trovare solo a casa di Renzo Arbore.
Il cast invece è da manuale. Il team leader nonché motivatore-organizzatore del gruppo è una sorta di spogliarellista che raggiunti i limiti d’età si è riciclato carpentiere, e che in Usa è una vera celebrità per il fatto di apparire quasi sempre nudo e sudato (si chiama Ty Pennington), c’è poi l’arredatore gay dal capello fashion alla continua ricerca di lampade vintage nei mercatini di Los Angeles in compagnia dell’amica del cuore architetto, e il capomastro burbero e scontroso, la pecora nera del gruppo a cui vengono sempre bocciate idee e proposte (quasi sempre molto più sobrie di quelle poi effettivamente realizzate).
Come ogni reality, l’aspetto emotivo e sentimentale viene mostrato nella parte finale del programma, quando padri licenziati o famiglie stile Bradford con figli menomati restano letteralmente a bocca aperta davanti al lavoro stratosferico fatto in soli 7 giorni. Sudore e lacrime (di felicità) inclusi.


mercoledì, 30 novembre 2005

Fra poche settimane riparte il Grande Fratello. Non sono certo che questo format – per quanto evoluto – abbia ancora molto da dire, 5 edizioni sfiancano anche il fan più accanito, forse.
Certamente il cambio di guardia alla conduzione – dalla stucchevole Barbara D’Urso alla più spontanea Alessia Marcuzzi – non potrà fare altro che un gran bene alla formula della “Golden cage” (“La gabbia dorata”, dal nome del progetto embrionale del reality più famoso del mondo).
Devo infatti ammettere che Barbara D’Urso non l’ho mai potuta digerire, e come me penso una gran fetta di pubblico. Mi sono sempre stupito che Mediaset non l’abbia silurata dopo la prima puntata del GF 3 (un po’ come fecero in Rai con Amanda Lear, inetta conduttrice iniziale della prima edizione de
La Talpa
). L’ho sempre trovata poco adatta a condurre un reality: troppo imbalsamata e attenta all’inquadratura, poco reattiva alle situazioni, mai pronta a cogliere l’imprevisto per trasformarlo in spettacolo, stravolgendo, se è il caso, la scaletta (cosa di fondamentale importanza in un reality). Insomma, molti sorrisi di circostanza e poca capacità di vivere il programma.
Tuttavia per funzionare, il GF ha bisogno soprattutto di un cast all’altezza della situazione. Tolta la prima edizione (che resterà mitica per un cast azzeccato) e dove faceva certamente gioco la novità di quello che sarebbe poi diventato un fenomeno mediatico inaspettato per tutti (fuori e, a maggior ragione, dentro la casa), l’edizione più seguita è stata la quarta (quella di Patrick, Ascanio, Katia e Serena), a dimostrazione del fatto che gli eccessi “macchiettistici” della terza edizione (Floriana, Fedro e Pasquale), e quelli trasgressivi o “regionalistici” dell’ultima (Patty, Mary, Jonathan, la coppia calabrese) non pagano in termini di gradimento. Vengono vissuti come forzati e artificiosi.
Costruire un cast degno del miglior Frande Fratello sarà sicuramente una bella scommessa per il team d’autori, sebbene di “materiale umano” ce ne sia a iosa, stando alle voci che raccontano di interminabili file per i provini d’accesso alla casa più spiata d’Italia. Staremo a vedere.
Per il resto non è che mi aspetti grandi stravolgimenti di un format di per sé molto rigido. La suite e il tugurio li abbiamo visti, le incursioni a sorpresa ci sono state, gli ingressi imprevisti non sono mancati. Il responso dunque all’auditel.
A proposito di reality, sono in fase di preparazione anche la terza edizione de
La Fattoria
, sempre con
la D
’Urso, e la terza di Music Farm, con Simona Ventura.
La Fattoria
penso abbia annoiato abbondantemente. Si potrebbe ambientarlo nella campagna francese, in Australia o nel Medioevo, ma si tratterà sempre di un format che non possiede né la dirompenza emotiva dell’isola, né la spettacolarità della Talpa, non aggiunge niente di quanto non sia già stato detto dagli altri reality dello stesso tipo, se mai sottrae.
Music Farm invece credo abbia grosse potenzialità e un ampio margine di miglioramento. Punterei sullo scontro generazionale tra i cantanti e inserirei delle pietre miliari del trash canoro, come Marcella Bella, Little Tony o Reitano.
Pensatela come volete, ma anche il 2006 televisivo sarà all’insegna dei reality. Volenti o nolenti.
domenica, 20 novembre 2005
Anche quest’anno il “baraccone” messo su per la terza – e seguitissima – edizione dell’isola dei famosi si appresta ad essere smontato, e con lui si apprestano a far ritorno alla propria realtà quotidiana i 15 “burattini” che per due mesi (chi più, chi meno, in verità) hanno inscenato crisi, pianti e litigi in quel di Samanà. Che questa “realtà” quotidiana sia, poi, più o meno vera e autentica di quella mostrata dalle telecamere del reality show di Raidue, in molti casi, è tutto da dimostrare (vedi
l'Albano-Lecciso story) e aprirebbe inquietanti interrogativi alla “Truman show” – per intenderci – che non è il caso di affrontare in questo post o che poco ci riguardano dato che adesso è arrivato il momento di fare consuntivo.
Sì, consuntivo sui personaggi dell’isola: companeros, naufraghi, isolati, chiamateli come volete, fatto sta che loro (alla vostra destra e sotto) sono stati quelli che in questa avventura ci hanno messo la faccia, e in certi casi, ci hanno Rimesso quel po’ che ci potevano rimettere.
L’impressione è quella che un’esperienza come l’isola cambi qualcosa, forse nell’intimo di chi l’ha vissuta davanti le telecamere – come affermano molti dei concorrenti – sicuramente nel modo in cui il “pubblico”, questa entità impersonale tanto amata e temuta dagli addetti ai lavori, vede e percepisce i personaggi che si sono messi in gioco.
Non dimentichiamo infatti che per i famosi in questione la molla principale a partecipare è comunque quella della visibilità, della fama, dell’ulteriore popolarità che potrebbe investirli una volta approdati sulla spiaggia più famosa dell’etere: volano per una carriera appena iniziata oppure ottimo ricostituente per una carriera in fase calante.
E allora eccovi il mio personale consuntivo sul modo in cui i 15 sopravvissuti del reality sono usciti fuori da questa esperienza. Positivo o negativo secondo i casi:
1) Cristina Quaranta (prima eliminata): non pervenuto. E’ rimasta troppo poco per formulare un giudizio. Peccato, faceva ben sperare (in negativo e in positivo).
2) Romina jr: negativo. E’ venuta fuori (come se non ce l’aspettassimo) una ragazzina viziata, lagnosa e demotivata sulla falsariga della sorella Cristel, già concorrente della Fattoria di Canale 5. Come se chiamarsi Carrisi di cognome fosse una garanzia di carattere o senso dello spettacolo. Ormai è palese il contrario e comunque fortuna che di sorelle Carrisi maggiorenni non ce ne siano più da piazzare.
3) Fulco Ruffo: non pervenuto. L’eccezione dell’aristocratico partecipante del reality. Non credo che il signore in questione abbia velleità artistiche, dunque tornerà al suo lavoro (ospitate televisive permettendo) senza infamia né lode.
4) Enzo Paolo Turchi: positivo. Quanto meno adesso il biondo compagno di Carmen Russo avrà pari dignità televisiva della moglie. Che per ottenerla si sia fatto ricorso a delle situazioni “indegne” appare ormai come un peccato veniale nello scintillante mondo della tv (dove ricordiamo che dietro le quinte le feci rappresentano un triplo motivo propiziatorio): almeno sappiamo che è espressivo (quando piange) e che parla, dunque non balla solo il tuca-tuca.
5) Sandy Marton: negativo. Un’ombra si scaglia sul possente cantante, ritirato per millantati problemi di salute (subito smentiti dal medico dei naufraghi). Un modo furbo per svignarsela senza pene o penali, o un modo stupido per celare una qualche “dipendenza”? In ogni caso c’è stata poca trasparenza.
6) Albano: positivo. Il soggiorno sull’isola, tolti i primi giorni, ha mostrato una persona attiva, solidale, entusiasta e simpatica. Nessuno è perfetto, ma ce n’eravamo già accorti. Abbondantemente.
7) Manuel Casella: né l’uno né l’altro. Prima di questo reality era lo sconosciuto fidanzato di Amanda Lear che avrebbe potuto avere qualcosa da dire. Dopo questo reality possiamo affermare che è soltanto il fidanzato di Amanda Lear che avrebbe potuto avere qualcosa da dire, ma non ha detto perché (probabilmente) non ha nulla da dire.
8) Idris: negativo. Logorroico e nullafacente, ha subito mostrato segni di cedimento fisico nonostante fosse la riserva di un concorrente uscito per questi motivi. L’avrei visto meglio al Ristorante della Clerici, ma non su un’isola.
9) Antonio Zequila (aka er mutanda): positivo. Lo ricordavo tra gli ospiti del Parioli e sui giornaletti scandalistici. Ho ritrovato una persona ironica e autoironica che è subito diventata “personaggio”. Sicuramente non è il massimo dell’espressività, ma neanche Gabriel Garko (che viene considerato un attore) vanta una mimica migliore. Non capisco perché gli altri sì e lui no. Almeno è simpatico.
10) Arianna David: mai sparare sulla croce rossa. Né più né meno di quello che mi aspettavo.
11) Elena Santarelli: positivo col dubbio. Un caratterino spigoloso ma capace di mostrarsi in modo autentico.
12) Daniele Interrante: uguale. Non è che prima godesse di una considerazione molto migliore di quella che ci si sarebbe dovuti aspettare finita questa esperienza.
13) Maurizio Ferrini: positivo. E chi si ricordava più della Signora Coriandoli? (che personalmente non mi ha fatto mai ridere). Bisogna ammettere però che dietro i comici si celano sempre una sensibilità e un’empatia col pubblico fuori dal comune. L’ha dimostrato.
14) Maria Giovanna Elmi (aka la fatina d’acciaio): secondo i p.d.v. Da un lato esempio di donna ispirata e motivata, dotata di grande forza di volontà, dall’altro una caricatura imprigionata nell’idea di apparire sempre giovane e piacente, rasentando il ridicolo. Non riesco a prendere una posizione netta, però mi è simpatica.
15) Lory Del Santo: ca va sans dire.



I tre sostituti del cast di quest'anno




I quattro ritirati di quest'anno
mercoledì, 16 novembre 2005
L'ISOLA DEI FAMOSI 3: CHE VI AVEVO DETTO???

Lory Del Santo: la mia preferita.
martedì, 15 novembre 2005

Non è un mistero che il porno faccia vendere. Una mia amica che gestisce un’importante videoteca mi ha confermato che oltre il 70% del fatturato è dovuto al noleggio di dvd a luci rosse. Il porno dunque fa discutere e incuriosice. Non è un caso che l’ultima trovata che riguarda un personaggio emergente dei reality – Diego Conte – e un astro nascente dell’hard – Brigitta Bulgari – abbia a che fare con una presunta “candid camera” spinta. Sembra che il tatuato protagonista della Talpa sia stato incastrato dall’entourage della bionda pornostar, già ospite di Cronache Marziane. Si tratterebbe dunque di una mossa per incastrare – chissà poi per quale motivo non trattandosi poi di chissà quale grande personaggio – Diego Conte, intenzionato a portare la vicenda in tribunale. Tutto grasso che cola. Non è chiaro se la vicenda in effetti abbia giovato più alla “fama” dell’attrice hard o piuttosto a quella del giovane miracolato della De Filippi. Ergo credo si tratti di una bella montat…ura!
A distanza di un mese, ribadisco il concetto espresso nel post del 13 ottobre: secondo me la vincitrice dell'isola dei famosi 3 è senza ombra di dubbio LORY DEL SANTO

Bella, ironica, equilibrata, surreale, femminile, materna, furba... chi l'avrebbe mai pensato?
Prima di quest'avventura pensavo si trattasse di una persona superficiale, snob, altezzosa, frivola e priva di senso dello humor. La mia idea è nettamente cambiata. Potenza del reality.
giovedì, 03 novembre 2005


Durante 3 anni di Isola dei famosi abbiamo visto e sentito di tutto: ipotesi di tradimento, scenate isteriche, tirate di capelli, divorzi via satellite, imprecazioni e avvelenamenti, sedute di yoga, lacrime emorroidali, manie di protagonismo e smanie di cibo, cocchi travestiti e seni scoperti. Ma arrivare ad accusare
la Signora Coriandoli di molestie sessuali le supera tutte oltre ogni immaginazione.
(Autori, l’anno prossimo mi aspetto di vedere, come minimo, una limonata tra Don Mazzi e Jessica Rizzo!)
mercoledì, 02 novembre 2005
All’inizio era come una guerra tra povere (di successi – recenti) ma ricche di aggressività (e belle speranze), e nonostante i presunti accordi “per fare fuori gli uomini” qualcosa sembrava non funzionare nel gruppo delle donne dell’isola dei famosi.
Poi l’uscita di Cristina Quaranta e l’indiscussa supremazia (fisica e numerica) del gruppo maschile le ha spinte a solidarizzare tra loro come non era accaduto prima.
Gli sproni di una conduttrice apertamente favorevole a una vittoria femminile e le circostanze nefaste per gli uomini hanno fatto il resto.
Adesso il gruppo femminile di Samanà appare coeso e unito più che mai. Apparentemente. Infatti questa presunta coesione non nasconde un legame reale tra persone convinte di arrivare insieme fino in fondo. Unite fino alla meta. Si tratta piuttosto di un fronte comune verso gli uomini (che per altro e a maggior ragione sono gli ultimi arrivati). Di una muraglia rosa (ma non rosea) verso un nemico comune, un elemento esterno da abbattere.
Questa è la differenza tra gli uomini e le donne nei reality.
I primi “fanno gruppo”, le seconde “creano un gruppo” volontariamente e con un fine specifico, di fatto si tratta di tante singolarità unite da un accordo di non belligeranza, quindi di convenienza.
domenica, 23 ottobre 2005
Nessuno ha mai il coraggio di ammetterlo: affermare di voler vincere un reality show – soprattutto quando a partecipare sono i cosiddetti “vip” – è un vero e proprio tabù, l’ammissione di un atto di debolezza.
Le ragioni di questo possono essere ricondotte a un malcelato complesso di superiorità da parte di quei personaggi che non ammetterebbero mai – neanche sotto tortura – che sono lì, sbattuti su una spiaggia o dentro una pseudofazenda, per vincere e non per “fare un’esperienza diversa” o “far vedere il vero carattere”.
In realtà, date le scarse probabilità di arrivare in finale, questa potrebbe essere una buona tecnica per non uscire da sconfitti se il televoto dovesse decretarne l’eliminazione, un modo per uscire dal gioco “a testa alta”. Se non fosse che ormai è una tecnica troppo sgamata.
Guardando l’isola, un esempio palese di questo modo di ragionare è dato da Daniele Interrante. Il tronista che a parole afferma di non essere interessato alla vittoria, ma che puntualmente viene smentito nei fatti.
Daniele infatti appare convinto di vincere o per lo meno di essere il favorito di quest’edizione. A sostenere questi suoi convincimenti concorre la tipologia di naufrago vincitore degli anni passati: giovane, belloccio, emergente. Tipologia nella quale Interrante sembra riconoscersi.
Il punto è che Interrante non sembra aver fatto i conti con il reale motivo per cui Walter Nudo nella prima e Muniz nella seconda edizione, hanno vinto l’isola dei famosi.
Sicuramente è fuori discussione che Daniele Interrante – almeno superficialmente – può ricondursi a quella tipologia di concorrente vincitore del reality (se ragioniamo per classificazioni umane): è un giovane modello che muove i primi passi nel mondo della televisione, circondato da uno stuolo di fans che lo acclamano e che rappresentano lo zoccolo duro delle sue “televotanti”.
Tuttavia Daniele non è una VITTIMA. Daniele non è realmente ISOLATO dal gruppo.
Se ci pensate infatti, Walter Nudo, durante la prima edizione del programma, passava per la vittima del gruppo di naufraghi, era l’emarginato messo in disparte e non accettato. In poche parole era SOLO. Solo come l’altro vincitore dell’isola Sergio Muniz, costretto sull’ultima spiaggia a fare i conti con se stesso fino alla vittoria.
Ecco, per vincere l’isola occorre essere soli a confrontarsi con le proprie paure, mettendosi in gioco fino in fondo. Cosa che non fa Daniele con le sue manie di protagonismo, il suo egocentrismo e la sua mancanza di umiltà.
Daniele infatti non vincerà l’isola dei famosi perché non si è messo realmente in gioco, non si è (e non è stato) isolato dal gruppo.
Essere TROPPO BELLI a volte non basta, almeno in un reality.
sabato, 22 ottobre 2005
Ho la sensazione che quest’anno l’isola dei famosi sia andata oltre la semplice cornice di Samanà, per fagocitare – più che mai –dentro il meccanismo “reality”tu tto il can can mediatico che la circonda.
E’ come se si fosse innescato un circolo vizioso (o virtuoso, dipende dai punti di vista) che parte dal programma e che investe la vita privata “extra-reality” dei personaggi che vi partecipano, vita privata che fa da volano al gioco stesso. All’infinito.
In pratica il confine tra reality interno (la struttura del gioco) e reality esterno (tutto ciò che circonda il programma) è scomparso del tutto.
Il reality è un genere che per definizione si propone di contaminare un format con le situazioni che si vengono a creare più o meno inaspettatamente, o meglio il reality contempla al suo interno varie situazioni più o meno prevedibili, ma quest’anno all’isola sembra prevalere il contesto sul contenuto.
Le dinamiche interne alla trasmissione diventano secondarie per dar spazio alle vicende esterne che interessano il format sì, ma solo marginalmente. L’attenzione si sposta dunque quasi esclusivamente sulla situazione familiare di Albano (il rapporto conflittuale con la figlia, le dichiarazioni della compagna, il futuro dei bambini), sulla salute precaria di Enzo Paolo Turchi (e secondariamente sul rapporto con la moglie), sulla chiacchierata amicizia tra Daniele e Costantino, sul passato anoressico di Arianna David e via dicendo. Come se, facendo questo, si sopperisca alla scarsezza di situazioni create dai concorrenti all’interno del gioco.
Quest’anno i riflettori sono tutti puntati sul contesto, non stanno illuminando per niente la spiaggia dei naufraghi.


