lunedì, 17 dicembre 2007
Spesso con Youtube mi piace andare oltreconfine e scoprire, ad esempio, che il clone (vocale) di Alex Baroni è croato e si chiama Jacques Houdek. Qui la sua esibizione del brano "Di sole e d'azzurro" sulla tv croata:
Invece qui un suo brano che si intitola "Stvorema samo za mene". Il primo videoclip che abbia mai visto con sponsor - ovvero la pubblicità degli occhiali da sole -. Il pezzo non è niente di che ma la voce e la tecnica di questo cantante sono stupefacenti, così come i protagonisti del video (miss e mister Croazia 2007).
lunedì, 03 dicembre 2007
Tributo a una grande che risponde al nome di Natalie Imbruglia. La canzone ormai è un classico (Torn) e tutti ricordano il video fatto con quattro soldi quattro ma, come spesso accade per le produzioni low cost dotate di un'idea di fondo, rimasto nella memoria di tutti (se non altro per lo splendido primo piano dell'artista australiana). In questo filmato il mimo geniale che interpreta il pezzo lacerante della Imbruglia si fa chiamare Johan Lippowitz (ma in realtà per l'anagrafe inglese è David Armand) e lo show sembra una sorta di Zelig d'oltremanica ma credo si tratti di un concerto in favore di Amnesty International. Da notare come la cantante australiana partecipi senza tirarsela. Una grande, ripeto.
sabato, 01 dicembre 2007
La pazza a sinistra e l'esaurito a destra sono due dei protagonisti dell'ultimo Guinness dei Primati. La prima per avere le unghie più lunghe del pianeta (misurano 7 metri e 51 centimetri), il secondo per avere i capelli più alti (60 centimetri di taglio mohicano). Lee Redmond è il nome della donna che da 27 anni si fa crescere le unghie e, per evitare che si rovinino, le cura quotidianamente con uno spazzolino da denti, un agente indurente e un impacco di olio d'oliva. Sostiene inoltre di riuscire a rasare il marito, malato di Alzheimer, e di compiere tutte le faccende domestiche. Da un giorno all'altro però, raggiunta la fama planetaria sperata, le taglierà perchè curare l'igiene intima è diventato difficilissimo. E te credo! Aaron Studham è invece il diciassettenne dal capello schizzato che spende una fortuna in lacca e che sostiene di avere successo con le ragazze proprio per via dell'acconciatura esagerata. A quanto pare è nato tutto da una scommessa con gli amici fatta sei anni fa. Scommessa che alla fine gli è valsa una citazione nel libro più assurdo che viene pubblicato.
Non so voi, ma a me queste stranezze fanno accapponare la pelle.
martedì, 27 novembre 2007
Orgasm Girl (che potete trovare qui) è uno dei giochini più popolari di Internet. Nel momento in cui scrivo ben 2.573.850 persone hanno provato a far raggiungere l'orgasmo alla biondina che vedete raffigurata a sinistra e che somiglia vagamente a Sailor Moon, spesso senza riuscirci. Questo perchè lo scopo del gioco è sì di far godere di piacere la ragazza, ma senza farla svegliare! Per giocare basta usare le icone poste sulla sinistra: "rub" vi consente di accarezzare il corpo della studentessa (eh sì, si tratta di una studentessa diciottenne), "grab" vi permette di sfilare uno dei pochi indumenti che la coprono. Vi consiglio di prestare attenzione alla barra "state" perchè se raggiunge il minimo la giovane si sveglia e voi perdete.
Interessante il dibattito etero vs gay di Ciao Darwin. Al di là dei luoghi comuni d'ordinanza, non pensavo ci fossero in giro tutte queste teorie, alcune davvero indifendibili. Inutile dire che, contraddizioni a parte, i gay si sono mostrati dieci spanne superiori agli etero (anche perchè l'avevano servita su un piatto d'argento!).
Luis, 31 anni, di Palermo, etero “Dovete votare per noi perché essendo che siamo etero. L’uomo è etero, la donna è etero perché Dio ci ha creato così, non come voi!”. TEORIA DELLA DOPPIA CREAZIONE.
Filippo, 19 anni, gay “Gli uomini e le donne che disprezzano i gay si rifanno alla Chiesa solo quando c’è da parlare di questi argomenti”. TEORIA DELLA COSPIRAZIONE.
Tognazzi Alessandro, 40 anni, etero convinto convinto “Dalla spina della corrente al semplice bullone ce vole sempre maschio e femmina, voglio dì”. TEORIA DELL'ESCLUSIONE.
Sandro Manu, semplicemente omosessuale “Non serve disprezzare tanto l’omosessualità perché noi omosessuali siamo nati da voi eterosessuali, non siamo nati chissà da chi, quindi in fondo un po’ di omosessualità ce l’avete anche voi, cari!”. TEORIA DELLA DISCENDENZA.
Gravanti Annalisa, 32 anni, etero “La metto sul sesso debole. In passato il sesso debole era la donna, poi l’uomo, adesso sono loro. Perché non sono riconosciuti dallo Stato, non sono riconosciuti dalla Chiesa. Per cui: chi sono?”. TEORIA DELL'INVISIBILITA'SOCIALE
Alessandro Pepe, 19 anni da Foggia, gay “Io non sono cattolico però Gesù Cristo ha detto una cosa: ama il prossimo tuo come te stesso. Mi sembra che voi non lo facciate! A me non serve essere riconosciuto come entità né dalla Chiesa né dallo Stato. Numero uno perché lo Stato sono anche io, numero due perché sono un individuo come te e merito gli stessi diritti che hai tu”. TEORIA DELL'AUTOAFFERMAZIONE.
Mauro Ciorfani, serenamente e orgogliosamente gay "Il suo Stato mi riconosce perchè io, come spero lei, pago le tasse!". TEORIA FISCALE.
Valentina Pastorino, 19 anni, etero "Loro sbandierano la loro realtà come noi sbandieriamo la nostra". TEORIA DELL'AUTOINCENSAMENTO.
Elia, Firenze, chiaramente gay "In una società civile penso che tutti gli stili di vita debbano essere rispettati. Quindi voi eterosessuali, se vivete bene il vostro stile di vita, non capisco perchè date fastidio a gente che ha gusti diversi non per scelta ma per natura". TEORIA DEL VIVI-E-LASCIA-VIVERE.
Paolo Manzi, 51 anno, etero "Se siete gay e non amate le donne, perchè vorreste adottare dei figli?". TEORIA DELLA MISOGINIA.
Numero 19, gay "Sfatiamo questi miti. Noi amiamo e rispettiamo le donne. Chi come voi dice io le donne me le faccio, non le ama le usa! Noi le amiamo, voi le usate". TEORIA FILANTROPICA.
lunedì, 26 novembre 2007
Sarah Carmen non puo’ andare in discoteca perchè ci sono troppe vibrazioni. Non beve molti cocktail perchè l’alcol la rilassa troppo. Finge spesso di tossire o di avere un crampo per soffocare il respiro corto e i sospiri.
Tutto questo perché Sarah Carmen soffre di una rara malattia che le regala quasi duecento orgasmi al giorno. Ovunque lei si trovi: a lavoro, per strada, al supermercato, dall’estetista.
Si chiama PSAS ovvero Permanent sexual arousal sindrome, deriva dall’uso di alcuni antidepressivi e aumenta incredibilmente il flusso di sangue agli organi sessuali, con tutto ciò che ne consegue.
Sarah Carmen sostiene di non poter fare la ceretta, di non poter accendere un phon, di non poter sentire un ronzìo che – tac!– arriva inesorabile l’orgasmo. Con gli uomini basta davvero poco, anche se non sono tanti quelli che riescono a star dietro alle continue voglie sessuali della ventiquattrenne inglese.
In famiglia nessuno conosce lo stato di salute della ragazza per cui i genitori credono solo sia un po’ iperattiva, dati i comportamenti strambi per nascondere i continui orgasmi.
Chissà se queste pillole antidepressive riportano tra gli effetti collaterali anche gli ORGASMI IMPROVVISI E CONTINUATI. Di certo questi non scoraggeranno nessuno!
mercoledì, 21 novembre 2007
Anche il Brasile ha la sua Buona Domenica. Si chiama Domingão do Faustão e va in onda sul canale più visto, Rede Globo. Tre ore di intrattenimento vario condotte dalla Paola Perego carioca, tale Fausto Silva (che poi è come dire, in Italiano, Mario Rossi). In effetti il conduttore più che assomigliare a Paola Perego è una specie di Giampiero Galeazzi dal capello biscardato e i calzoni ascellari strappato alla zappa. Un forsennato che urla ininterrottamente anche durante le esibizioni dei cantanti – quasi fosse la voce fuori campo del SuperTelegattone. Un pazzo brasiliano come possiamo immaginare i pazzi brasiliani. Laura Pausini a Domingão è di casa, chiamala scema. In fin dei conti si tratta di un programma visto da milioni di persone e a livello promozionale vale quanto un Sanremo. In questo filmato la nostra Lauretta, che secondo me è simpaticissima, è al centro della scena acclamata dal pubblico e circondata da una dozzina di ballerine. E qui c’è da sganasciarsi. Avete mai visto un corpo di ballo che sembra aver preso lezioni da Maria De Filippi su coreografie di Pamela Petrarolo? Eccolo.
Conoscevo l’aracnofobia, l’agorafobia, la claustrofobia, la xenofobia. Mi giunge nuova questa AUTOMATONOFOBIA che, oltre a essere impronunciabile, è la paura per pupazzi ventriloqui, manichini, burattini, statue di cera, soprattutto quando sono “animati” ma in genere quando rappresentano un essere senziente. In America ne soffrono così tante persone da vendere on line programmi per il trattamento di questa fobia che, come tutte le altre, nasce come un meccanismo protettivo dell’inconscio nei confronti di traumi emozionali vissuti. Dunque se Rockfeller, Topo Gigio, Uan o le statue del Madame Tussaud vi hanno creato, o vi creano, ansia, nausea o tachicardia, sapete di cosa soffrite e potete porvi rimedio se vi collegate qui. Devo dire che da piccolo l’unico pupazzo che mi causava scompensi era quello che mostravano a tutte le ore nel trailer di Profondo Rosso. Mi bastava sentire le prime note che accompagnavano il promo per scappare a gambe levate. Ma credo di essere giustificato: avevo 6 anni e il trailer era splatter. Il Moige ancora non c’era. Altri tempi.
domenica, 18 novembre 2007
Non è un mistero che il Grande Fratello abbia perso quell’allure di novità e originalità che lo contraddistingueva, è certo però che gli autori potrebbero inventarsi qualcosa di meglio delle solite stereotipe auto-presentazioni dei concorrenti in esterna. Un’esplosione di noia e banalità da fare zapping istantaneo. In Spagna, dove sono arrivati al Gran Hermano 9, questo era l’inquilino italiano – una sorta di Mirko Bergamasco sgonfio di una trentina di chili dalla cadenza alla Luca Dorigo (tutti veneti sono...)– definito come latin lover, e te pareva…
Piero Righetto, il vicentino 27enne del GH 9
venerdì, 09 novembre 2007
Terry Richardson is an international celebrity as well as one of the most prolific and compelling photographers of his generation. Known for his uncanny ability to cut to the raw essence of whomever appears before his lens, Mr. Richardson's vision is at once humorous, tragic, often beautiful, and always provocative.
Per intenderci, è stato il fotografo di varie campagne pubblicitarie della Sisley e di Gucci. Le sue foto erano quelle più trasgressive e provocanti. Nel suo portfolio alcuni scatti sfiorano la pornografia. Per lui hanno posato Daniel Day Lewis, Faye Dunaway, Leonardo DiCaprio, Vincent Gallo, Tom Ford, Marc Jacobs, Sharon Stone, Mickey Rourke, Jay Z, 50 Cent, Kanye West, Macauley Culkin, Mena Suvari, Johnny Knoxville, Justin Timberlake, Nicolas Cage, Dennis Hopper, Maggie Gylenhall...
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Tratto da www.terryrichardson.com
Hello , if you are male or female and interested in posing Topless or Nude for Terry Richardson please contact us by Email.
Please include your contact information , Phone number name and a photo if possible. ( a small jpeg, it does not have to be nude ) .
You must be at least 18 years old and be able to provide a state issued ID at the time of the photo shoot.
Girovagando su Youtube mi imbatto in questo video. Si tratta di una sorta di TG o notiziario polacco. Al danno si unisce la beffa: sviene e la scenografia di cartone pressato le crolla addosso, quasi fosse il finale di un cartone della Warner Bros. Ma il bello è dato dai due conduttori che non si preoccupano affatto di soccorrere la collega (così come negli istanti immediatamente successivi alla "tragedia" nessun tecnico o assistente di studio sembra voler appurare lo stato di salute della giovane speaker). Quando si dice sangue freddo. Fosse accaduto in Italia come minimo tutto il centro di produzione si sarebbe mobilitato. Ma si sa che i popoli dell'est sono più freddi di noi latini.
martedì, 06 novembre 2007
Si dice che il minimo battito d’ali di una farfalla possa provocare un uragano dall’altra parte del mondo. E’ da alcune settimane che mi frulla in testa questo motto, alla base della teoria del caos.
Lo stesso principio dimostra che – in via paradossale – cambiando anche solo un minimo dettaglio del nostro passato, potremmo innescare tutta una serie di eventi che stravolgerebbero irrimediabilmente il nostro futuro.
Se non avete visto il film “The Butterfly effect”, pensate di tornare indietro nel tempo e fare o dire qualcosa di diverso rispetto a quanto detto o fatto in una determinata circostanza. Chessò, cambiare strada con la macchina e finire imbottigliati nel traffico nel giorno delle elezioni tanto da trovare il seggio chiuso e non poter votare Prodi. A quel punto il vostro voto mancato (che avrebbe determinato la vittoria del centro-sinistra) sarebbe stato causa del quarto governo Berlusconi. La Brambilla al posto di Rosy Bindi, Tremonti al posto di Padoa Schioppa, Ignazio La Russa al posto di Sircana, Mastella al posto di Mastella. Tutto sarebbe stato diverso. Forse.
Oppure immaginate di tornare indietro e fare i provini per andare sull’isola dei famosi, esser presi e dare di testa in ruina durante la diretta al punto di stendere con un pugno Karen Picozzi. Il reality l’avreste vinto voi invece di Manuela Villa. Applauso.
In effetti gli studi sui buchi neri rendono possibili – per lo meno in linea teorica – i viaggi nel tempo. O meglio i viaggi nello spaziotempo, che va considerato come un elemento a sé. Un concetto difficile da comprendere ma che wikipedia saprà farvi intuire.
La cosa più affascinante di tutto questo tuttavia è legata all’idea di multiverso. L’esistenza di universi multipli o paralleli, comunque reali. Ricordate la serie Stargate o Sliders? Avete visto Donnie Darko?
Alcune teorie recenti ipotizzano i buchi neri come delle porte spaziodimensionali che consentirebbero il passaggio in universi alternativi con tutto ciò che contengono (pianeti Terra inclusi) e dove il concetto di tempo è assolutamente relativo.
Per intenderci, il viaggio nel tempo sarebbe in realtà il viaggio nello spaziotempo e dunque in un universo alternativo dove le cose potrebbero evolversi in modo assolutamente diverso rispetto a come sono andate (vanno e andranno) nell’universo di riferimento da cui si è partiti.
Il cosiddetto “paradosso del nonno” sarebbe allora aggirato (tornando indietro al tempo di mio nonno potrei distrarlo e non farlo giungere all’appuntamento romantico con mia nonna che, delusa per la mancata promessa, non lo avrebbe più sposato ed io non sarei mai nato – come in “Ritorno al Futuro”). Tuttavia se ipotizziamo la coesistenza di universi paralleli, ogni possibile realtà è vera nella misura in cui è frutto della probabilità e delle infinite decisioni che si prendono.
Ergo le realtà possibili sono incalcolabili.
Ecco, quello che mi frulla in testa come dicevo a inizio del post è proprio questo: la vita è un sogno, i sogni aiutano a vivere o Marzullo (in questa realtà) è un genio incompreso?
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Gigì Marzullò. Mattatore della notte.
sabato, 04 agosto 2007
“Crolli la città e muoia tutto il mondo”
(prima stesura del brano “Bruci la città” di Irene Grandi, ritenuta troppo forte e quindi cassata).
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martedì, 24 luglio 2007
Se Dublino mi era piovuta addosso inaspettatamente, Barcellona è stata un parto lungamente travagliato. Alla fine però è arrivata in tutta la sua solarità e informalità.
Bella, non c’è che dire. Barcellona è una città che se da un lato conserva gelosamente le sue radici mediterranee, dall’altro le coniuga a quelle europee nei servizi, nei trasporti, nell’architettura e nella pulizia.
Per intenderci è caotica e misteriosa ma allo stesso tempo spaziosa ed elegante (ed ha una metropolitana che in confronto quella di Roma è la pista Polistil).
Detto questo non mi dilungherò oltre a parlare di Sagrada Famiglia, Parc Guel, Rambla o Museu Ricasso – in rete troverete il ben di Dio, piuttosto scrivo per mettervi in guardia su un paio di cosette che è bene sapere prima di metter piede nella capitale catalana.
1°) La pipì o Golden rain – fate voi. Sì avete letto bene, la pipì è una vera e propria piaga per Barca (come viene familiarmente chiamata dai suoi abitanti) tanto da spingere l'amministrazione comunale a rifilare una multa fino a 1500 Euro a chi viene colto dall'irresistibile raptus di urinare per strada. Sanzione che evidentemente non scoraggia nessuno dato che nell'arco di poche ore ho visto nell'ordine a) quarantenne spagnolo in stato di semi-ebrezza calarsi le braghe (che evidentemente scoppiavano), alle 4 del pomeriggio, davanti la porta della palazzina dove stavamo, per liberarsi di circa mezzolitro della bevanda alcolica tracannata poco prima in spiaggia; b) uomo di colore sui 30 anni sfoderare il proprio organo riproduttivo - di dimensioni tali da confermare ciò che la leggenda dice - davanti alcuni scooter parcheggiati a ridosso di un marciapiede affollato da decine di clienti di alcuni pubs e sorridere beato durante la fase di annaffiamento; c) studente rasta dall'aspetto sfigato inseguire un gatto col getto giallognolo espulso dal suo attributo.
La città in effetti è pulitissima, ma se vedete una pozzanghera diffidate.
2°) Alonso. Non so cosa gli sia preso, ma gli spagnoli sono letteralmente impazziti per il pilota della McLaren, quasi fosse un novello Dominguin o un giovane Julio Iglesias. Impazziti al punto tale da coniare il termine Alonsomanìa e destare un interesse maniacale senza precedenti – come solo in Spagna può succedere – verso la Formula1 . In effetti la città è tappezzata da foto, poster, pubblicità e manifesti col faccione mandibolare del campione asturiano (in pratica Alonso sponsorizza di tutto tranne gli assorbenti con le ali).
E se vi capita di passeggiare per la via Laietana es essere fermati da un'hostess davanti un centro Vodafone che vi chiede entusiasta se volete entrare per farvi una foto col campeon Alonso - certa di farvi il regalo della giornata e sicura di un vostro moto di esultanza - non rispondete freddamente e altezzosamente "No grazie, sono Italiano!" lasciandola di stucco come ho fatto io: i sensi di colpa per avergli smontato un mito vi accompagnerebbero per un intero pomeriggio.
3°) Le tapas. Sono buonissime e ne troverete di tantissimi tipi anche nella bettola più sperduta dei vicoli del centro storico. Non potrete fare a meno di provarle e assaggiarle tutte salvo pentirvene quando vi arriva il conto. Ricordatevi che anche nel tugurio più alla buona che trovate tenteranno in tutti i modi di spennarvi in quanto turisti, dunque fatevi consigliare da qualcuno del luogo per non finire la vacanza a chiedere l’elemosina lungo las Ramblas (che eviterei volentieri).
4°)La Sagrada Familia. Suggestiva è suggestiva, ma da fuori. Da qualsiasi angolazione, ma sempre da fuori. Non fatevi prendere dallo scrupolo di entrarci perchè siete a Barcellona ed è pur sempre il simbolo di questa città in perenne costruzione e sperimentazione, perchè butterete 15 Euro. Dentro è un cantiere a cielo aperto pieno di distributori di patatine a gettoni quasi fosse la hall di un ospedale o gli arrivi di un aereoporto. Meglio passare una mezza giornata a prendere il sole nella spiaggia - bonificata - di Barceloneta (se non altro potreste fare incontri più interessanti).
5°)I trans. Almodovar docet. Mai mostrarsi stupiti o imbarazzati se quella bionda esplosiva con due bocce che neanche Pamela Anderson e Carmen Electra insieme, quando apre bocca sembra Luciano Ligabue che fa i gargarismi!

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sabato, 17 marzo 2007
Non avevo mai pensato di andare a Dublino, ma è capitato. A volte la voglia di evadere è tale per cui ciò che conta è partire, non importa per quale destinazione. Dublino mi è piovuta addosso - nel vero senso della parola - e mi son bagnato volentieri (anche perchè di ombrelli neanche l’ombra, in una città dove nove su dieci tira un venticello che taglia la faccia e rende inutilizzabili i parapioggia).
In realtà motivi per andare proprio a Dublino ne avevo ben pochi. Non amo i climi freddi, non bevo birra, non sono un amante del verde. Se mi poneste la scelta tra una lunga vacanza in Svezia, Russia, Canada o una due giorni a Barcellona, sceglierei la seconda – e lo stesso sarebbe se in alternativa ci fosse una qualsiasi località dal clima mediterraneo-tropicale-quatoriale. Questione di gusti.
Eppure Dublino mi è piaciuta nonostante non sopporti i climi freddi, non beva birra, non ami il verde. Il chè è tutto dire perchè:
1) nonostante le ragazze del luogo non indossino calze (collant questi sconosciuti) e quasi tutti vadano in giro in t-shirt come fossero a Miami, ci sono pur sempre 7 miseri gradi;
2) tutti (e dico tutti) bevono birra come fosse acqua (una pinta – la quantità minima di un bicchiere equivale a oltre mezzo litro e chiedere mezza pinta, che trovi scritta nel menu per stranieri, farebbe sfiorare il linciaggio – cosa poco raccomandabile data la mole degli abitanti del luogo e visto che lo sport più amato è il rugby);
3) il verde (in senso più o meno lato) è il colore nazionale dell’Irlanda e te lo rifilano in ogni gadget o souvenir (oltre la birra).
Spiegare i motivi perchè Dublino mi sia piaciuta esula dal raccontarvi della noiosissima gita al Dublin Castle, della visita alla Cattedrale Anglicana (dove in una teca chiamata “The cat and the rat” sono conservati gli orripilanti resti mummificati di un gatto in procinto di azzannare un topo, ritrovati dentro un organo nel 1860!), o del giro dentro il Trinity College e le sue biblioteche in piena campagna elettorale.
Una città mi piace, se mi piace, indipendentemente dai suoi monumenti, dalle case o dai reperti, indipendentemente dalla sua memoria storica e letteraria.
Dublino mi è entrata dentro perchè è una città aperta, piccola e forse provinciale ma paradossalmente cosmopolita, accogliente e divertente. Un luogo dal retaggio povero ma ricca di idee e innovazioni. Un posto caldo, nonostante i 7 gradi.
Gli orrendi resti mummificati "The cat and the rat" (dei "Fighetto e Grattachecca" ante-litteram)
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Grafton street - la via dei negozi (scordatevi lo shopping!)
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La fabbrica della Guinness - tappa d'obbligo (una specie di Willy Wonka nella fabbrica di...birra!). In alto a sinistra il MILLENNIUM SPIRE, ossia un obelisco alto alcune decine di metri e issato nel 2003 nel pieno centro di Dublino.
E pazienza se quando proclamavano il vincitore di Sanremo mi trovavo al Cafè en Senne, che a dispetto del nome è il posto più figo di Dublino!
sabato, 27 gennaio 2007
Per la serie "Villaggio Globale", voi lo sapevate?
La Loretta Goggi messicana è Yuri Gonzaga
martedì, 16 gennaio 2007
20 Aprile 1994
Gentile Sig.ra (omissis),
probabilmente ne è a conoscenza, ma nel caso in cui Alex non gliel’abbia detto, ho provveduto a punirlo con 1 ora di castigo il prossimo venerdì, giorno 22 Aprile. Il motivo è il seguente:
Alex mi ha provocato insistentemente. Durante la lezione mi ha contraddetto più di una volta quando sostenevo che la lunghezza di un chilometro fosse superiore a quella di un miglio. Tutti gli altri studenti in classe accettavano la lezione senza argomentare, mentre suo figlio rifiutava di credermi, fornendo delle confutazioni come “Lei sta mentendo alla classe” esortando gli altri studenti a mettere in discussione il mio curriculum.
Nonostante avesse ragione, le rimostranze di Alex mostrano un vistoso disprezzo nei confronti dell’autorità oltre che una totale mancanza di rispetto verso la sua Scuola. In futuro sarebbe preferibile che Alex accettasse semplicemente i miei insegnamenti senza resistenze.
Per favore, si assicuri che suo figlio comprenda.
Saluti,
(omissis)
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Questa l'originale:

E poi ci lamentiamo dello stato in cui versa la scuola italiana.
p.s. tanto per la cronaca 1 miglio terrestre equivale a 1.609,34 metri, mentre 1 miglio marino a 1.828 metri...
martedì, 09 gennaio 2007
Cosa leggo qui? Vuol dire che da domani posso andare da quei perfidi avvoltoi che si divertono a estorcere denaro a noi poveri cittadini e strappargli in faccia la multa danzando come l’happy hippo con pernacchia annessa?
lunedì, 08 gennaio 2007
Resi noti i nomi dei “big” di Sanremo, mai come quest’anno il cast preannunciato si presta a una suddivisione in categorie così netta.
Peccato solo che l’idea di Bonolis (poi ripresa da Panariello) di suddividere i cantanti in gara in gruppi sembra essere stata accantonata dal nuovo che avanza ovvero dalla NUOVA (si fa per dire) gestione del Pippone nazionale.
Pippone nazionale a cui tutto si può dire tranne che non sia capace di creare aspettative su un evento che, diciamolo pure, i suoi 57 anni sul groppone li dimostra tutti e forse anche qualcuno in più.
Ad ogni modo, fossero rimaste le categorie, la suddivisione delle ugole con ogni probabilità sarebbe stata la seguente:
Categoria 1 “Le Cariatidi”.
Settant’anni o giù di lì. Vere e proprie istituzioni sanremesi, nazionalpopolari, talvolta scongelate dalla loro cella criogenicamente conservata.
a) Albano detto “Il cigno di Balkalà” ma anche "Quello che Michael Jackson copia spudoratamente"
b) Milva conosciuta anche come “La pantera di Goro” o “La Rossa di Strehler” o “La pantera rossa di Brecht”
c) Johnny Dorelli (domanda: is he still alive?)
d) I Bellas Brothers ovvero Gianni e Marcella Bella
Categoria 2 “I vecchidentro” (o se volete gli “Old inside”).
Sempre e comunque vecchi. C’è poco da fare.
a) Roby Facchinetti dei Pooh featuring suo figlio Francesco già Dj (niente da aggiungere)
b) Tosca detta anche “Quella con la faccia da pugile che cantava con Ron”
c) Nada ovvero “Non c’è trippa per gatti”
d) Mango ovvero quello con la voce così alta da sembrare Maria De Filippi evirata
Categoria 3 “I Sempreggiovani” (o se volete “Young Forever”).
Quelli che anche a cinquantanni (se già non li hanno compiuti) saranno sempre e comunque etichettati come beniamini dei gggiovani (secondo la giuria sanremese...).
a) Daniele Silvestri detto anche “Quello che cantava col megafono e poi quello che cantava anche col megafono e ancora quello col megafono e basta”
b) Leda Battisti ovvero “La Noah de Noahntri” oppure “Quella che in quel reality musicale hanno eliminato quasi subito”
c) Paolo Meneguzzi ovvero “L’Antonino magro” o “Il Tiziano Ferro sfigato” o “Ma quanti cazzo di Sanremo ha fatto?”
d) I Velvet (…)
Categoria 4 “I Mo’ ce tocca”
Quelli che dopo i fasti del passato e il nulla del presente, non ci resta che giocarci la carta di Sanremo (ovvero “Magari c’abbiamo ancora culo e ci cascano tutti!”).
a) Gli Stadio (dati i tempi che corrono, avrei optato per un altro nome, chessò i “Velodromo” forse sarebbe stato più adatto)
b) Fabio Concato detto anche “Quel cantante dotato con la faccia da impiegato del catasto” oppure “Quell’impiegato del catasto che sa cantare troooppo bene!”
c) Antonella Ruggiero conosciuta anche come “Quella bravissima che però non vende una cippalippa di un accidente di disco”
d) Gli Zero assoluto (se lo dicono loro stessi, e vabbè non vale)
Categoria 5 “I ma che c’azzecca?”
Semplicemente opportuni a Sanremo come una spolverata di parmigiano sull’impepata di cozze
a) Amalia Grè ovvero “Quella che si trucca come Mina ma la voce…”
b) Piero Mazzocchetti (eh????)
c) Paolo Rossi detto anche “Piero Chiambretti con gli occhi azzurri dopo sette bottiglie di grappa”
d) Simone Cristicchi ovvero “Quello che visto da dietro tra lui e Marcella Bella nessuna differenza”

Piero Mazzocchetti (se sapete il tedesco eccovi il sito ufficiale)
domenica, 06 agosto 2006
Sul sito YouTube ho scoperto che:
L’idea (ipertrash) di trasporre un cartone animato in una serie di telefilm non appartiene solo al genio italiano (ricordate Kiss me Licia?): guardate cosa hanno fatto i giapponesi – e chi altri se no? – con Mimì Ajuara (qui);
I Cavalieri del Re sono in vena di autoincensamento (qui);
Qualcuno si diverte a mixare le sigle dei cartoni animati e a sovrascrivere le parole tipo Karaoke (qui);
Non è possibile che Mimì Ajuara (sì sì, sempre lei) in Germania sia battezzata Mila Superstar e che la sigla sia quella di Mila e Shiro, non ci sto! (qui);
Esitono malati di mente (qui);
Cristina D’Avena a 19 anni era improponibile! (qui);
Va bene rifarla in romanesco, l’idea è simpatica: ma almeno prendete qualcuno intonato! (qui);
Passi per la sigla (quella di “Lady Oscar”) ricicciata anche se il cartone è un altro, ma intitolare il mitico “Georgie” con “Nuevos hermanos” è aberrante (qui)

Tre pazze (italiane) travestite da eroine di "Occhi di gatto"
martedì, 25 luglio 2006
Non so voi, ma io l’idea che LUI si sia travestito da danzatore subsahariano in abito “gandoura” blu, con fazzoletto dello stesso colore in viso, e che staccatosi dal gruppo abbia fatto un balzo da guerriero al ritmo di musica per invitare a ballare la sua signora che si schermisce infastidita (salvo poi riconoscerlo nel momento in cui le porge un collier di diamanti augurandole un “buon compleanno amore mio”) la trovo piuttosto inquietante. Quasi mefistofelica.
lunedì, 24 luglio 2006
1) Ipovedente è un individuo che possiede un’ “acuità visiva” molto ridotta.
2) Miss Italia invece, se non sbaglio, nasce come un concorso di bellezza. Bellezza fisica.
3) Un giurato di Miss Italia è investito del compito di valutare l’aspetto estetico di una serie di ragazze, più o meno belle, che sognano di indossare una fascia e una corona, la qual cosa è ancora avvolta da un alone mitico – presso certe fasce – nonostante rappresenti l’ultimo baluardo del trash televisivo da prima repubblica.
(Trash televisivo incarnato al meglio dal patron Mirigliani. Uno che la sintassi non ha mai saputo da che parti abitasse, ma in compenso alto quanto il nano di Fantasilandia).
Se pensate che dopo la nera, la mamma, la cieca e la zoppa, questa sia l’ennesima e inutile provocazione dello gnomo avvizzito, evidentemente non avete colto la mossa – arguta – degli organizzatori.
Si sa ormai che da anni a Miss Italia non viene eletta la più bella del paese. Nonnonnò. Quello che viene valutato in questo concorso di bellezza non è tanto l’aspetto esteriore -l’involucro - delle concorrenti, ma il loro mondo interiore, il carattere, il cervello. L’aspetto è solo un pretesto.
Non si spiega altrimenti il primo piazzamento, nel 1998, di questa:
Gloria "Bellicchi", più di nome che di fatto
nel 2002 di quest’altra
Eleonora Pedron, una che ha cervello
nel 2003 di lei
Francesca Chillemi, e vabbè
nel 2004 di quest’altra ancora
Cristina Chiabotto, una con un gran culo (in senso lato - è conduttrice)
Dunque un ipovedente, notoriamente dotato di una percezione sensoriale maggiore (eccezion fatta, vabbè, per la vista) è il miglior giurato che possa esserci a Miss Italia. Coglie meglio le sfumature caratteriali perchè meno influenzato dall’esteriorità.
A questo punto proporrei di elevare i limiti d’età e di peso.
giovedì, 20 luglio 2006
Se pensate che il pezzo “Non puoi lasciarmi così”, versione italiana di “Quit playing games (with my heart)” dei Backstreet Boys, sia una forzatura di una demagogia terrificante come poche nella storia della musica leggera mondiale, non avete ancora ascoltato Paolo Meneguzzi cantare in un improbabile francese (insieme a tale Ophelie Cassy) la versione d’oltralpe del brano “In nome dell’amore”.
(La trovate cliccando qui. Il titolo naturalmente è “Au nom de l’amour”).
Quasi quasi più inascoltabile di un altro classico della musica italiana che tradotto in francese fa venire i brividi dall’indecenza. Quale? Questo qui. Leggete le parole, capirete subito di quale canzone si tratta e di come suoni mostruosamente male nella lingua di Aznavour.
Paolo Meneguzzi (vero nome Pablo Meneguzzo!) e Ophelie Cassy. Ce n'era proprio bisogno?
martedì, 18 luglio 2006
Chi è stato il primo a dire che Kris&Kris saranno tra i naufraghi della nuova edizione dell'Isola dei Famosi?

Kris Groove (the sun) e Kris Reichert (the moon). Con moltissima probabilità faranno l'isola. Ve l'avevo detto o no?
domenica, 16 luglio 2006
Non so da dove sia saltato fuori questo cd. Qualcuno me l’avrà masterizzato, o forse prestato, chissà. Fatto sta che non ricordo assolutamente nulla sul come e il perché mi sia ritrovato tra i cd questo scrigno trash come pochi. Davvero imbarazzante, ma troppo divertente.
Ecco, il tempo di inserirlo nello stereo della macchina, per sentire diffondere dagli altoparlanti – la traccia è la settima, per essere precisi – un brano che non conoscevo e che suona come un invito sfrontato, diretto, provocatorio senza mezzi termini:
"....violentami, violentami, violentami ,violentami Miao! E dopo lasciami perdere vattene subito Ciao!". L'ugola è quella della meravigliosa Marcella Bella, detta solo Marcella.
Una che se ne intende. Una che da sola potrebbe pubblicare un’intera collana di musica trash in edicola al prezzo di 4 euro a uscita (il primo, promozionale, va da sè che costerebbe 1 euro). Per questo Marcella Bella ci piace. E ASSAI.