sabato, 24 novembre 2007
L’articolo 29 della Costituzione italiana riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.
Il Family Day di qualche mese fa è stato presentato come il giorno della mobilitazione cattolica per la famiglia. La famiglia canonica, quella della costituzione e dei cattolici buoni e osservanti, appunto. Paladini della manifestazione i tre padrini della Casa delle Libertà.
Berlusconi: primo matrimonio con Carla Elvira Lucia Dall’Olio nel 1965, da cui si separa nel 1980 per poi divorziare nel 1984. Nel 1985 ufficializza l’unione con Veronica Lario, che sposa nel 1990. Dal primo letto nascono la figlia Marina (mamma di due figli insieme al compagno Maurizio Vanadio, che non ha ancora sposato) e Dudi (“ragazzo padre” di una bambina nata alcuni anni fa in seguito alla relazione con una donna). Dal secondo matrimonio nascono tre figli, tra cui Barbara, di recente mamma insieme al fidanzato Giogo Valaguzza.
Casini: dopo la separazione da Roberta Lubich (matrimonio in cui sono arrivate due figlie: Maria Carolina e Benedetta), ha intrapreso una nuova relazione sentimentale con Azzurra Caltagirone. Dall'attuale compagna è nata, nel mese di luglio 2004, Caterina. Il 27 ottobre 2007 Pier Ferdinando si è risposato.
Fini: incontra Daniela Di Sotto, allora moglie di Sergio Mariani, amico e compagno di partito di Gianfranco, negli anni '70. Nel 1985 nasce Giuliana, la loro unica figlia. Si sposa con Daniela, tre anni più tardi. Dopo 19 anni di matrimonio, nel giugno 2007, annuncia la separazione dalla moglie. Cinque mesi dopo la separazione dalla moglie, viene resa pubblica la relazione con l' la conduttrice televisiva Elisabetta Tulliani, dalla quale attende un figlio la cui nascita è prevista per dicembre 2007.
Su questa scia, i tre testimonial attesi al Family Day dell'anno prossimo sono Pietro Maso*, Brooke Logan** di Beautiful ed Elizabeth Taylor***.
* criminale, reo per aver ucciso i genitori con lo scopo di intascarne l'eredità
** moglie di Eric (padre), Ridge (figlio maggiore) e Thorne (figlio minore)
*** nove matrimoni alle spalle (o sono otto?)
sabato, 04 agosto 2007
“Crolli la città e muoia tutto il mondo”
(prima stesura del brano “Bruci la città” di Irene Grandi, ritenuta troppo forte e quindi cassata).
***
martedì, 16 gennaio 2007
20 Aprile 1994
Gentile Sig.ra (omissis),
probabilmente ne è a conoscenza, ma nel caso in cui Alex non gliel’abbia detto, ho provveduto a punirlo con 1 ora di castigo il prossimo venerdì, giorno 22 Aprile. Il motivo è il seguente:
Alex mi ha provocato insistentemente. Durante la lezione mi ha contraddetto più di una volta quando sostenevo che la lunghezza di un chilometro fosse superiore a quella di un miglio. Tutti gli altri studenti in classe accettavano la lezione senza argomentare, mentre suo figlio rifiutava di credermi, fornendo delle confutazioni come “Lei sta mentendo alla classe” esortando gli altri studenti a mettere in discussione il mio curriculum.
Nonostante avesse ragione, le rimostranze di Alex mostrano un vistoso disprezzo nei confronti dell’autorità oltre che una totale mancanza di rispetto verso la sua Scuola. In futuro sarebbe preferibile che Alex accettasse semplicemente i miei insegnamenti senza resistenze.
Per favore, si assicuri che suo figlio comprenda.
Saluti,
(omissis)
***
Questa l'originale:

E poi ci lamentiamo dello stato in cui versa la scuola italiana.
p.s. tanto per la cronaca 1 miglio terrestre equivale a 1.609,34 metri, mentre 1 miglio marino a 1.828 metri...
sabato, 03 giugno 2006
Alla festa per le 2000 puntate del programma di Luciano Rispoli “Il tappeto volante” (sì, avete capito bene, va ancora in onda…), Silvio Berlusconi, ospite a sorpresa, si è lanciato in un elogio pubblico che suona quasi come una beatificazione catodica:
"Stasera non sono qui come uomo politico ma come antico uomo di televisione. Sono venuto per celebrare una trasmissione longeva, forse la più longeva della televisione italiana, e per congratularmi con Luciano Rispoli, che ho sempre apprezzato. Lui si avvicina al mio modello di conduttore ideale: uno che ha sempre avvicinato i suoi interlocutori senza pregiudizi o tesi precostituite. Lo ringrazio da spettatore e da uomo di tv. Rispoli fa una tv pulita, limpida, trasparente. Una tv abbastanza rara, se non unica."
Ecco, a questo punto urge una breve cronistoria del programma: nato nel 1993 sull’allora Telemontecarlo, diventa un appuntamento quotidiano fino al 1999, anno in cui lo zio Luciano è costretto a trasmettere un’unica puntata settimanale. Gli ascolti, in un primo momento soddisfacenti, iniziano a scricchiolare e per di più Tmc viene trasformata in La7, inizialmente rivolta a un pubblico giovane, per cui il talk (tutto fuorché “giovane”) è costretto ad emigrare sul circuito Odeon Tv. Da qui il salto sul satellite è brevissimo: sarà infatti Raisat a trasmettere un paio di edizioni del programma che adesso va in onda su un non meglio identificato Canale Italia.
Insomma un pellegrinaggio che ha visto la trasmissione saltellare su tutti i canali tranne quelli Mediaset.
Le considerazioni a questo punto sono due: o Berlusconi è consapevole che le sue reti non sono in grado di trasmettere la “tv pulita, limpida e trasparente” dello zio Luciano (per tutta una serie di motivi politici, economici, pubblicitari, editoriali non meglio identificati… e pensare che ci sarebbero ben 3 network più il digitale terrestre) oppure l’ex presidente del consiglio non ha più voce in capitolo in campo televisivo (e la cosa mi sembra alquanto improbabile).
Pensandoci bene ci sarebbe anche una terza opzione: Berlusconi mente spudoratamente. Ma non voglio neanche pensarci, naaaaaa…
venerdì, 26 maggio 2006
Qualcuno dovrebbe dire a Tiziano Ferro di evitare certe uscite imbarazzanti, nocive soprattutto alla sua immagine. Non sto parlando degli ammiccamenti suadenti che accompagnano tutte le sue esibizioni e che Paolo Meneguzzi da 4 anni tenta di copiare chiedendo aiuto a Steve Lachance, a dir la verità senza grossi risultati, ma di ciò che (non) riesce a dire durante le interviste.
Alle volte un po’ di diplomazia (che spesso fa rima con ipocrisia) non guasta, soprattutto se sei un personaggio pubblico, se devi il tuo successo (professionale) alla “gente” che compra i tuoi dischi e che ti segue.
Non contento di aver suscitato un vespaio di polemiche 4 anni fa dopo aver cancellato un concerto a causa della paura dei “sassi” che gli avrebbero potuto lanciare in un quartiere popolare di Palermo (toppando alla grande dato che l’avrebbero lapidato sì, ma di mandarini e arance siciliane) adesso – una volta trasformatosi in cantante internazionale – rilancia da Fabio Fazio dichiarando che in Messico (dove è piuttosto popolare) è impossibile trovare una bella donna, ancor più senza baffi.
Una caduta di stile che gli è costata la rivolta di tutta la stampa del paese centroamericano: il problema nazionale delle donne messicane infatti non è tanto quello dei baffi, quanto quello del monosopracciglio. Ah Ferro, aggiornate!

Frida Khalo, pittrice simbolo del Messico
lunedì, 22 maggio 2006
La premessa. Un mese fa, facendo zapping, mi soffermo su La7. Daria Bignardi sta intervistando nel suo talk una delle figlie di secondo letto di Berlusconi, Barbara, quella meno carina se non sbaglio. Poco più che ventenne, mandibola possente uguale a quella del padre, colori chiari simili a quelli della madre, parlantina sciolta con l’accento milanese tipico delle buone famiglie meneghine, già consigliera d’amministrazione Fininvest.
A Daria Barbara è molto simpatica e si vede. La ragazza, d’altro canto, sa il fatto suo. E’ furba, arguta e diplomatica al punto da augurare “buon lavoro” a Prodi qualora avesse vinto le elezioni a discapito del papà. Inoltre, come si dice in gergo televisivo, riesce a bucare lo schermo.
Resto incantato, non riesco a distogliere sguardo e attenzione dalla tv. Trovo il botta e risposta interessante, se non altro perchè non avevo mai sentito parlare in televisione la figlia di un premier industriale e multi milionario, il cui stile di vita come minimo desta curiosità,
tanto più se alla ragazza in questione vengono poste delle domande sulla televisione. La sua.
Nella fattispecie la Bignardi a un certo punto domanda quale trasmissione Mediaset la figlia del proprietario del network non farebbe mai vedere ai suoi figli e la risposta arriva immediata, senza esitazioni: “Buona domenica”. E insieme a lei tutti i reality. Risposta plausibilissima.
Il putiferio. Costanzo, che non è uno che le manda a dire, rilascia un’intervista - poi ripresa dal Corriere - in cui lancia delle frecciatine velenose a Barbara e a tutta la sua famiglia, quella del suo editore, per intenderci. Livore allo stato puro. Guai a chi osa toccare il contenitore domenicale di Canale 5, anche se questi risponde al nome di Berlusconi (Barbara, appunto).
A questo punto, per mezzo di lettera inviata al direttore del Corriere, arriva puntuale la contro-risposta della figlia dell’ex premier. Che pubblico:
La lettera.
Gentile Direttore,
sono rimasta spiacevolmente stupita dalle parole dette, nei miei confronti, da Maurizio Costanzo nell’intervista «a se stesso » durante la trasmissione Tris, e pubblicate dal suo giornale giovedì 18 maggio. Dopo un mese bisogna essere particolarmente rancorosi, o sentirsi intoccabili, per rilasciare tali dichiarazioni. Mi imbarazza e mi spiace che un uomo di cultura, con un’esperienza professionale e un ruolo pubblico come il suo non sappia accettare le opinioni altrui.
Soprattutto perché in tanti anni di talk show ha sostenuto la libertà di espressione e il rispetto delle opinioni. Credevo che egli applicasse questi suoi principi anche nella vita personale, non solo sul palcoscenico. Ho visto Buona Domenica, non so se Costanzo possa dire altrettanto della mia intervista barbarica, tenendo conto della sua reazione. Visto che la domanda di Daria Bignardi era: «Cosa non faresti vedere ai tuoi figli dei programmi Mediaset?», gli suggerirei, in modo che la sua critica sia costruttiva e non distruttiva, di spiegare il valore educativo della sua trasmissione, soprattutto per i più piccoli. Il mio discorso riguardava, infatti, l’importanza che la famiglia riveste nella scelta di programmi adatti ai propri figli e nell’educazione all’uso del mezzo televisivo.
Il suo comportamento, ad ogni modo, non può essere giustificato. Maurizio Costanzo dimostra poco rispetto verso i giovani. Perché insultando me, liquidandomi come «giovinetta», rivolge un’offesa a tutti i ragazzi, manifestandoci poca stima e scarsa considerazione. Mettendo in dubbio la nostra capacità di esprimere un’opinione critica e autonoma. Come se volesse dire: proprio perché siete giovani, non avete il diritto di essere considerati. I giovani non meritano di essere insultati. Bisogna cercare di accettare e capire il loro punto di vista, di correggerli, se necessario, e di educarli in modo rispettoso. Vivo in condizioni economicamente privilegiate, ma non per questo mi ritengo depositaria di verità assolute o scienza, propria o infusa.
Mio padre e mia madre mi hanno cresciuta nella convinzione che il diritto di esprimere, con educazione, la proprie opinioni ed i propri gusti nel privato, in pubblico o nell’esercizio della propria professione, sia una componente importante del rispetto che ogni individuo deve a se stesso ed agli altri. L’amicizia tra il Dottor Costanzo e mio padre, al di là delle opinioni politiche, la «libertà con la quale ha potuto esercitare il suo mestiere» all’interno dell’azienda che i miei fratelli gestiscono, «come forse pochi altri avrebbero permesso», sono l’espressione dei valori di lealtà e rispetto, e non i problemi, che la mia famiglia «allargata» mi ha trasmesso.
Inviterei il Dottor Costanzo a chiudere questo spiacevole confronto, poiché non è sicuramente un confronto alla pari.
Barbara Berlusconi
Direi che ogni commento è superfluo.
lunedì, 06 febbraio 2006
Alcune volte mi ritengo fortunato ad essere nato in Italia. C’è il mare, il sole, la buona cucina. C’è il bonus di mille euro ai nuovi nati. E poi ci sta il papa. Una persona speciale, comprensiva, riformista. Pronta ad ammettere gli errori della Chiesa e a porvi rimedio, sempre.
Se ci penso mi rendo conto che siamo pur sempre la sesta o settima potenza economica, nonostante tutto, con buona pace dei cinesi che ancora non sono riusciti a raggiungere le dimensioni del nostro pil. Falsi d’autore inclusi. E poi sono sicuro che grazie agli sgravi fiscali, alle faraoniche opere pubbliche che sono in cantiere in tutto il paese (ponte sullo stretto in primis) e all’applicazione corretta della legge Biagi, la nostra economia crescerà al ritmo di quella irlandese, se non di più.
Culturalmente poi siamo imbattibili, non c’è neanche bisogno di stanziare finanziamenti per il cinema o, chessò, il teatro, perché godono di ottima salute. Sale o arene sempre piene, e i biglietti stracciatissimi.
Non saremo i lettori più assidui d’Europa, questo sì, ma guai a non ammettere che la libertà di stampa e di parola non siano tutelate, e soprattutto che si possa fare satira liberamente e serenamente. D’altra parte anche il giornalismo è scevro da influenze politiche e lobbistiche di ogni sorta.
Meritocrazia e capacità di farsi valere sembrano le parole chiave in ogni settore, pubblico e privato. In questo paese se vuoi fare il farmacista o l’avvocato, l’imprenditore o il politico, se vuoi lavorare in televisione o per un giornale, se vuoi fare l’impiegato comunale o l’usciere al parlamento, dovrai solo impegnarti con tutto te stesso perché alla fine, con le tue forze, sarai premiato. Questo è poco ma sicuro.
Infine, a livello politico e istituzionale regna una grande concordia.
Allora mi domando come mai da un po’ di tempo mi prende tutta sta voglia di emigrare all’estero??????????
mercoledì, 25 gennaio 2006
1) Ciao, intanto come stai? E perché sei mancato tutti questi giorni dal blog?
Bene, sto bene. Devo dire che negli ultimi mesi non sono mai stato meglio. Forse. L’oroscopo dice che il mio segno, i Pesci, sarà uno dei segni più fortunati del 2006. Un bel po’ di situazioni si sono “appianate” anche se qualcosa “brucia” ancora.
Per quanto riguarda la mia assenza dal blog, ti confermo che il problema principale è stato un guasto al mio portatile Toshiba. In effetti anche alcune novità lavorative mi hanno distratto, ma fondamentalmente non potevo postare niente per un problema “tecnico”.
2) Dicevi che stai attraversando un periodo piuttosto positivo ma che qualcosa ti “brucia” ancora. Cosa?
Sì. Tutto sommato questo è un periodo positivo per me. So anche che nella vita non si può pretendere tutto, quindi a volte bisogna pure accontentarsi. Quel qualcosa che mi “brucia” si riferisce ad una persona in particolare, ma credo che il tempo sia un gran dottore, come cantava qualcuno.
3) Parli di qualcuno con cui sei stato?
Sì.
4) Sei ancora innamorato?
Chiariamo le cose: se una storia si chiude, è chiusa. L’affetto resta, ci mancherebbe, ma di certo non è più amore con
la A maiuscola (se mai lo è stato). E’ che alla fine esce sempre fuori il mio lato più idealista. Vorrei stare sempre in buoni rapporti con tutti, e se ciò non avviene si soffre, c’è poco da fare.
5) Ma adesso sei single o c’è qualcuno?
No comment. Nei miei pensieri c’è qualcuno ma non chiedermi altro.
6) Va bene, ho capito. Cambiamo argomento. Tutti mi chiedono come è finito l’affare “Mediaset”. Tempo fa frequentasti l’esclusiva scuola per autori diretta da Maurizio Costanzo, ma poi sei tornato. Cosa è successo veramente? Hai rimpianti?
Iniziamo col dire che l’avventura a Mediaset è stata un’esperienza entusiasmante, tanto più se la guardo a distanza di tempo. Ho potuto toccare con mano un mondo che mi ha sempre affascinato, quello della televisione, e ho potuto conoscere personaggi influenti. Devo però dire che mi sono accorto di come quest’ambiente non sia sempre trasparente, soprattutto quando parliamo di certi personaggi. Il mondo della televisione, come tutti gli ambienti di lavoro, è sporcato da raccomandati e leccaculo. Io purtroppo ho il grande difetto di non essere né l’uno né l’altro. Diciamo che una volta cadute le illusioni che avevo non ho fatto nulla per restare nell’ambiente seppur a fare gavetta. Ti dico anche che non mi andava di finire a lavorare in qualche redazione, sottopagato, in un clima ostile e con la spada di damocle della scadenza contrattuale puntata sulla testa ogni poche settimane. Troppo stress. Probabilmente, essendo una persona piuttosto intuitiva, avevo già chiara una situazione che poi mi è stata confermata, a distanza di tempo, da chi aveva fatto una scelta diversa dalla mia.
7) Non ti sembra facile dire questo una volta che, armi e bagagli, sei tornato a casa?
No, ti sbagli. Non ho mai rimpianto di non essere rimasto a Roma. La mia scelta di tornare è stata ampiamente ponderata. Teneva conto di una serie di situazioni. Ad esempio io già lavoravo e guadagnavo, e perdere il lavoro per qualcosa che ai miei occhi non valeva la pena (sgomitare in una redazione, sottopagato) non è che fosse il massimo della vita. Negli ultimi tempi, come ti dicevo, l’illusione di lavorare per la televisione faceva a pugni con una realtà più stressante di quanto non si possa immaginare.
8) La tua quindi è stata una motivazione prettamente economica legata al fatto che lavorassi già?
Non solo. Sono certo che a Costanzo non facevo simpatia.
9) Davvero? Spiegati meglio…
Ricordo che una volta, in camerino, durante le prove di “Buona Domenica”, saputo il mio cognome, mi esortò a cambiarlo per lavorare nell’ambiente.
10) Perché, come fai di cognome?
Dell’Utri. Ma ti assicuro che non ho nessuna parentela ;-)…
11) Va bene, ti credo. Ma il sogno di lavorare per la tv?
Sempre lì, nel cassetto. Credo che il momento giusto debba ancora arrivare nonostante l’occasione della scuola. Penso anche che se qualcosa deve succedere, succede. Punto.
12) Fatalismo puro.
Si e no. Il mio “fatalismo” - come lo definisci tu - è legato alle motivazioni che ci vogliono dietro ogni scelta di vita. Mi spiego: una cosa se deve succedere, succede (e qui siamo al fatalismo) ma gli esseri umani non sono oggetti passivi di un destino padrone, bensì soggetti attivi dotati di motivazioni che prima o poi vengono a galla e fanno si che le cose succedano, ecco.
13) Un fatalismo mascherato. Ma va bene, non sei certo un filosofo, a proposito cosa sei?
Come titolo di studio ti dico che sono laureato in Scienze della comunicazione con indirizzo comunicazione istituzionale e d’impresa. Tesi sul reality show. 110 e lode.
14) Adesso capisco tutta questa passione per il reality. A proposito, parteciperesti mai al Grande Fratello?
No. Oddio, credo di essere abbastanza narciso da potervi partecipare a dire il vero, ma proprio per questo, per il fatto di dovermi mostrare “nature”, mi verrebbero un bel po’ di paranoie. Vorrei essere perfetto, non essendolo, non partecipo.
15) Presuntuoso. Ti rammento che un’eventuale partecipazione non dipenderebbe certo dalla tua volontà di voler entrare nella casa del Grande Fratello. Piuttosto, e dovresti saperlo bene, dipenderebbe dalla scelta degli autori in fase di casting.
Hai ragione, mi correggo: non partecipo ai provini. Va bene così?
16) Ok, meglio. Tornando al reality, bello il titolo del blog…
Grazie! L’hai scelto tu… Sai, quello che mi attrae dei reality è proprio il linguaggio di un genere vastissimo, multimediale, “contaminante”. Un reality è un progetto “linguistico”, multipiattaforma, creativo. Grazie al satellite, ai cellulari, al digitale, a internet, alla stampa, il reality show assume tantissime forme e livelli di fruizione. Trovo tutto questo molto interessante…
17) Fermati, stai diventando noioso. Fra poche settimane si vota, tu chi voterai?
Per il centro sinistra.
18) Ti chiami Dell’Utri…
E allora?
19) Mai votato per Berlusconi?
Mai. E sinceramente non capisco chi lo vota. Sono convinto che sia un brillante imprenditore e che nel corso della sua carriera abbia avuto qualche aiuto politico e finanziario. Come politico riconosco che l’unico merito che abbia avuto sia stato quello di considerare la comunicazione una strategia politica (a volte più importante della sostanza delle proposte, ma questo non è positivo). La cosa che mi fa ridere è la sua ostinazione a non voler ammettere la crisi economica e sociale del paese. Siamo in recessione e le prospettive sono nere…
20) Non esagerare…
Bhè, le cose non vanno bene. E’ sotto gli occhi di tutti.
21) Opinioni. Comunque, adesso ti pregherei di rispondermi in modo secco. Primo o secondo?
Secondo.
22) Amore o sesso?
Uhmm… amore!
23) Ho detto risposta secca! Max o Vanity Fair?
Vanity.
24) Lerner o Santoro?
Santoro, no Lerner, no no Santoro!
25) Uhmm… Simona Ventura o Bettarini?
Stai insinuando qualcosa?
26) Centro sociale o Billionaire?
Nessuno dei due.
27) Non vale!
Nessuno dei due!
28) Hai mai rubato?
Mai.
29) Hai mai tradito?
Col pensiero.
30) Ultimo film visto?
In dvd “La guerra dei mondi”, al cinema “I segreti di Brokeback Mountain”.
31) Va bene, dai, una legge che abrogheresti se fossi un politico?
La legge Biagi. Una legge applicata ad uso e consumo delle aziende e a discapito dei lavoratori. Il risultato è una grande precarietà lavorativa e incertezza sul futuro.
32) Cosa pensi del riconoscimento dei diritti alle coppie di fatto?
Credo sia una questione di civiltà. Il nostro è un paese ipocrita e incivile su molti temi. Il velo di perbenismo su alcuni punti scottanti dovrebbe essere squarciato. Sul tema sessuale siamo indietro rispetto ad altri paesi e di parecchio. Il mercato della prostituzione e le violenze sessuali sono fiorenti anche perché siamo un paese “chiuso”. Credo che più libertà e il riconoscimento dei diritti consentirebbero di combattere tutto il sottobosco che esiste, dal racket della prostituzione al turismo sessuale.
33) Stai diventando troppo serio quindi parliamo di tv: Panariello a Sanremo,
la Marcuzzi al Grande Fratello,
la Perego a Verissimo. Cosa ne pensi?
Vedo che hai la capacità di saltare da un argomento all’altro meglio di un grillo. Mi piace. Non sarò prolisso, almeno ci tento. Delle tre novità citate mi piace soltanto
la Marcuzzi. Non amo Panariello ma credo che riuscirà a fare un Sanremo gradevole, sulla scia della formula ideata da Bonolis. A Verissimo invece avrei mantenuto
la Parodi , o sostituzione per sostituzione, ci avrei messo Ilaria D’Amico che almeno è una giornalista. Sanremo invece poteva andare, chessò, a Teocoli o Lino Banfi. (Ma da dove mi è uscito Lino Banfi?).
34) Sognamo: se fossi il direttore di una rete televisiva, che tipo di televisione ti piacerebbe proporre?
Che domanda impegnativa…mi piacerebbe una tv generalista con un occhio sulla realtà, molto “realitystica” come dico di solito. Amo anche la tv divulgativa. Ecco, una tv che insegni senza salire in cattedra, divertente e con un linguaggio da reality. Avendo carta bianca assolderei due geni come Gianni Minoli e Gianni Boncompagni: il primo per i contenuti, il secondo per la forma e le trovate “pazze”.
35) Il tuo sogno?
Morale o immorale?
36) Lo stesso…
Morale lavorare ai vertici di un’emittente televisiva, e con la domanda di prima c’hai preso. Immorale produrre video hard, diventerei ricco subito.
37) Siamo alla fine e come tutte le interviste tenute dal grande Gigi Marzullo ti chiedo di farti una domanda e darti una risposta…
Scusa, secondo te che sto facendo da circa 1 ora e mezza?
38) Ah, vero! Scusa. Ti ringrazio, tutto sommato mi sei sembrato sincero…
Dici?
lunedì, 02 gennaio 2006
Primo dell’anno. Sveglia ore 15,00. Ancora assonnato accendo il televisore e mi rendo conto che, oltre a capodanno è pure domenica: su Raiuno c’è Mara Venier in rosso che sta intervistando la simpaticissima diva del jet-set italiano (come chi? Valeria Marini of course…). Solita sfilza di domande interessanti sul lavoro, sulla persona e naturalmente sulla vita privata. Arriva anche Giucas Casella per addormentare
la Marini
che sotto ipnosi rivela di avere un nuovo amore conosciuto però – attenzione - solo dopo la rottura con Vittorio (Cecchi Gori). Al risveglio l’entrata di Antonio Zequila in mutande rosse che intona uno stornello e porge un mazzo di fiori alla bionda siliconata. Qui accade l’apoteosi:
la Marini
indignata per le rivelazioni del miracolato naufrago napoletano sulla presunta storia d’amore che avrebbero vissuto in gioventù pretende le scuse del biondo latin lover, il quale si scusa (non si capisce per cosa) ma allo stesso tempo non ritratta sulla versione dei fatti che voleva una Marini ancora sconosciuta fidanzata con Zequila stesso. Simpatico scambio di appellativi, con una Marini visibilmente irritata che accusa l’ex di sfruttare la situazione. Qui Zequila con un coup de théâtre degno del Bagaglino alza la maglietta mostrando gli addominali scolpiti e abbronzati degni del miglior Daniele Interrante profferendo le seguenti parole “Non ho bisogno di farmi pubblicità con te, in questo momento Io sono il numero UNO”. Gelo.
Scanalando anche Canale 5 offre in questo pomeriggio di festa una pillola trash non indifferente:
la Lecciso
finalmente pubblica il suo nuovo singolo in spagnolo. L’esibizione della compagna di Albano, ormai utilizzata alla stregua di uno stacchetto, tagliata e dalla coreografia sempre uguale, quest’oggi va in onda sottotitolata in spagnolo “Perna alta y voluptuosa…Mirame en los ochos, mirame en el corazon” ma in versione italiana (non si sa per quale mistero della fisica). Sdegno.
Infine, “Domenica in” versione Baudo. Ospiti Terence Hill e collega per promuovere la nuova fiction. Alla domanda del conduttore su quale tipo di musica i due preferissero l’attrice straniera risponde “Freddy Mercury” con grande stupore del presentatore che apostrofa la risposta “Che c’entra, ma è morto”. Gelo e sdegno.
lunedì, 19 dicembre 2005
L'informazione in questo paese è un disatro. E' pura disinformazione. (Silvio Berlusconi, Porta a Porta, Raiuno ore 0.35)

Il Presidente del consiglio nonchè editore radiotelevisivo e della carta stampata
venerdì, 09 dicembre 2005
"Questa edizione del TG COM va in onda in forma ridotta e senza filmati a causa dello sciopero indetto dalla federazione nazionale della stampa nazionale"
(venerdì 9 dicembre, Canale 5, ore 22.10, durata 12")
sabato, 01 ottobre 2005
La cocaina è il modo che ha inventato Dio per dirti che sei diventato ricco
(Robbie Williams)