IL MIO REALITY

Avevo scritto un reality show "Obiettivo Pulitzer", me l'hanno copiato. Adesso medito vendetta...

il mio occhio
(saltuariamente) Fantasioso (mai) Utilitarista (tendenzialmente) Lunatico (sempre) Vanesio (talvolta) Inquieto (spesso) Ottimista.
Le iniziali vi diranno chi sono.

che ore sono?
aforisma


FLAVIO OREGLIO

Leopardi nonostante una siepe dinanzi alla sua vista poteva scorgere l'infinito. Oggi riusciamo a fare la stessa cosa solo fumando la siepe.

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Nome: Ilmio reality (Il cognome è troppo famoso. Evitiamo di dirlo)
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Il Mio Reality ha già ricevuto *loading* nominations!




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PINK - JUST LIKE A PILL



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EDWARD MUNCH

L'URLOOOOOOOOOOOOOOOOOOO (1885)

emozioni girate


STEVEN SPIELBERG

INCONTRI RAVVICINATI DEL 3°TIPO (1977)

un mito


THE PEANUTS



wanna drink?


Red Bull ti mette le ali!


heal the world


make it a better place...for you and for me...


reality show time




Il reality show è un genere televisivo che possiede 4 macro-tratti distintivi:
1) il ruolo attivo giocato dal mezzo televisivo nel suo atto di comunicazione. La tv è un "demiurgo" che interviene sulla realtà;
2) il ruolo complice e consenziente della gente (famosa e non) coinvolta nel meccanismo;
3) i contenuti veicolati, relativi alla sfera quotidiana, soprattutto affettiva e relazionale, in contesti che agevolano il loro esplicitarsi;
4) la formattizzazione della realtà in griglie prestabilite.




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show | IL MIO REALITY



lunedì, 03 dicembre 2007

Tributo a una grande che risponde al nome di Natalie Imbruglia. La canzone ormai è un classico (Torn) e tutti ricordano il video fatto con quattro soldi quattro ma, come spesso accade per le produzioni low cost dotate di un'idea di fondo, rimasto nella memoria di tutti (se non altro per lo splendido primo piano  dell'artista australiana). In questo filmato il mimo geniale che interpreta il pezzo lacerante della Imbruglia si fa chiamare Johan Lippowitz (ma in realtà per l'anagrafe inglese è David Armand) e lo show sembra una sorta di Zelig d'oltremanica ma credo si tratti di un concerto in favore di Amnesty International. Da notare come la cantante australiana partecipi senza tirarsela. Una grande, ripeto.
giovedì, 29 novembre 2007

A distanza di 14 anni Lucia Ocone torna sul luogo del delitto facendo la parodia di se stessa. Esilarante. A Very Victoria (che non seguo mai, ma che regala delle perle).

 

A sinistra Lucia su MTV, a destra durante l'originale (si tratta della terza edizione di Non è la Rai, fine 1993). Da notare a 0:16 Antonella Mosetti senza zigomi-labbra-seno ma con frangetta, a 0:57 Vanessa Leonardi (adesso giornalista di Sky News non più ossigenata) a 5:28 Alessandra Di Carmine del lotto di Rai Due e alla fine del filmato un'Ambra Angiolini d'epoca molto Monte Mario girl e non ancora attrisciue.


mercoledì, 28 novembre 2007

Quest’anno non ho scritto nulla sull’Isola dei famosi per il semplice fatto che l’ho seguita pochissimo. Al di là dei quattro nomi di richiamo (Coco, Cecchi Paone, Malgioglio, Caprioglio), credo che il cast di questa quinta edizione sia stato uno dei meno interessanti. Tra i naufraghi mandati ai Caraibi non c’era l'irruenza di un Adriano Pappalardo, il misticismo di un'Antonella Elia, il carisma di un Albano, la lucida follia di una Domiziana Giordano. Non ho trovato un personaggio cardine, che fungesse da leader o trascinatore e sono state pochissime le sorprese. Per dirla tutta,ho trovato pretestuoso l’innesto dei non-famosi nel contesto del gioco: se il nome del reality è Isola dei famosi, non vedo perché mandare dei personaggi che nessuno conosce (e vuole conoscere) a patire fame e disagi in Honduras snaturando l’originalità di un format che ha avuto successo proprio perché incentrato sulle vicissitudini di personaggi noti, abitualmente “vissuti” dal pubblico in contesti più patinati o glamour.
Un’isola povera di emozioni e trasgressioni. A volte scontata.
Non è stato scontato invece il battage promozionale fatto nei confronti di Manuela Villa, annunciata come vincitrice anzitempo. Ex naufraghi, opinionisti, inviati, conduttori, giornalisti. Nessuno si è sottratto alla voglia di manifestare il proprio appoggio a Manuela, che non so per quante settimane è stata l’unico abitante dell’ultima spiaggia. Un tifo esagerato e spesso scorretto nei confronti degli altri concorrenti, ugualmente degni di arrivare in finale e vincere: Manuela orgogliosa sulla copertina su DiPiù, protagonista coraggiosa dei servizi della Vita in diretta, al centro dei dibattiti dell'Italia sul Due.
Una simpatia esagerata verso una concorrente che non ha dimostrato alcuna dote particolare sia in compagnia degli altri naufraghi che da sola su quel lembo di spiaggia che l’ha forse preservata da ripicche e litigi sicuri. Credo infatti che il gioco della sopravvivenza sia più duro quando si compete col gruppo – sia materialmente che psicologicamente – piuttosto che in solitudine, con le telecamere puntate unicamente su ogni trovatella per sconfiggere la noia.
Non mi piace dare per scontato niente e non amo l'esaltazione eccessiva di un personaggio (che crede di avere già la vittoria in mano). Per questo motivo, e non solo, spero che stasera vinca Miriana Trevisan.

mercoledì, 21 novembre 2007

Anche il Brasile ha la sua Buona Domenica. Si chiama Domingão do Faustão e va in onda sul canale più visto, Rede Globo. Tre ore di intrattenimento vario condotte dalla Paola Perego carioca, tale Fausto Silva (che poi è come dire, in Italiano, Mario Rossi). In effetti il conduttore più che assomigliare a Paola Perego è una specie di Giampiero Galeazzi dal capello biscardato e i calzoni ascellari strappato alla zappa. Un forsennato che urla ininterrottamente anche durante le esibizioni dei cantanti – quasi fosse la voce fuori campo del SuperTelegattone. Un pazzo brasiliano come possiamo immaginare i pazzi brasiliani. Laura Pausini a Domingão è di casa, chiamala scema. In fin dei conti si tratta di un programma visto da milioni di persone e a livello promozionale vale quanto un Sanremo. In questo filmato la nostra Lauretta, che secondo me è simpaticissima, è al centro della scena acclamata dal pubblico e circondata da una dozzina di ballerine. E qui c’è da sganasciarsi. Avete mai visto un corpo di ballo che sembra aver preso lezioni da Maria De Filippi su coreografie di Pamela Petrarolo? Eccolo.
domenica, 18 novembre 2007

Non è un mistero che il Grande Fratello abbia perso quell’allure di novità e originalità che lo contraddistingueva, è certo però che gli autori potrebbero inventarsi qualcosa di meglio delle solite stereotipe auto-presentazioni dei concorrenti in esterna. Un’esplosione di noia e banalità da fare zapping istantaneo. In Spagna, dove sono arrivati al Gran Hermano 9, questo era l’inquilino italiano – una sorta di Mirko Bergamasco sgonfio di una trentina di chili dalla cadenza alla Luca Dorigo (tutti veneti sono...)– definito come latin lover, e te pareva… 

Piero Righetto, il vicentino 27enne del GH 9

mercoledì, 14 novembre 2007

C’è un cazzaro della tv che adoro. Il suo nome è Gianni Boncompagni, uno di settantanni che – a occhio e croce – ne dimostra quattordici e mezzo e che da qualche settimana è tornato in tv con Bombay, il martedì sera su La7.
Bombay, appunto. Il vuoto televisivo. Un programma senza contenuti. Una comicità degna del peggior Massimo Boldi.
Eppure Bombay mi piace. Il pazzeggio assoluto di Boncompagni e Benincasa, insieme agli ospiti che di volta in volta si fingono altri personaggi, riesce ad essere esilarante nella sua improvvisazione e grazie al suo non sense.
Boncompagni sostiene che la tv non va preparata ma improvvisata. E Sostanzialmente è così. Non c’è cosa peggiore dei programmi dove tutto appare preparato e precostituito.
Si aggiunga a tutto questo la grande cura delle forme, dei dettagli, delle inquadrature e delle scenografie, proprie di tutti i programmi di Boncompagni. Formalmente ineccepibili, dalla cifra stilistica chiaramente riconoscibile.
Vuoto sostanziale, cura formale. Ma Bombay non è soltanto questo. Trovo che Bombay abbia colto in pieno l’essenza della nostra televisione, abbia sublimato (tra le altre cose) in uno show di puro intrattenimento l’illusione che ha reso i reality il genere di maggior successo dal Grande Fratello in poi. L’illusione dell’imprevisto, o meglio l’attesa dell’imprevisto.
Imprevisto che nel caso di Bombay non arriva mai, ma che ti fa stare incollato al teleschermo.
Una tensione che sta lì, dall’inizio del programma (quando si finge il fuorionda e il count-down prima della diretta) fino alla fine.
Ecco, a Bombay di fatto non succede nulla. Ma si resta sempre nell’attesa che qualcosa possa accadere. La genialità di Boncompagni sta in questo.

venerdì, 09 novembre 2007

Girovagando su Youtube mi imbatto in questo video. Si tratta di una sorta di TG o notiziario polacco. Al danno si unisce la beffa: sviene e la scenografia di cartone pressato le crolla addosso, quasi fosse il finale di un cartone della Warner Bros. Ma il bello è dato dai due conduttori che non si preoccupano affatto di soccorrere la collega (così come negli istanti immediatamente successivi alla "tragedia" nessun tecnico o assistente di studio sembra voler appurare lo stato di salute della giovane speaker). Quando si dice sangue freddo. Fosse accaduto in Italia come minimo tutto il centro di produzione si sarebbe mobilitato. Ma si sa che i popoli dell'est sono più freddi di noi latini.


lunedì, 08 gennaio 2007

 Quest'anno ai Telegatti pretendo una categoria ad hoc con le seguenti nominations:

1. "No, no, io mi do fuoco!"  (De Martino vuole darsi fuoco, Tg2 Dieci minuti, Rai Due)

2. "Fascista! Impotente!" (Lite Sgarbi-Mussolini, La Pupa & il Secchione, Italia 1)

3. "Salace scorretta!" (La madre di Domiziana Giordano difende la figlia dagli attacchi beceri di Simona Ventura, L'isola dei famosi Honduras, Rai Due)

 



Resi noti i nomi dei “big” di Sanremo, mai come quest’anno il cast preannunciato si presta a una suddivisione in categorie così netta.

Peccato solo che l’idea di Bonolis (poi ripresa da Panariello)  di suddividere i cantanti in gara in gruppi sembra essere stata accantonata dal nuovo che avanza ovvero dalla NUOVA (si fa per dire) gestione del Pippone nazionale.

Pippone nazionale a cui tutto si può dire tranne che non sia capace di creare aspettative su un evento che, diciamolo pure, i suoi 57 anni sul groppone li dimostra tutti e forse anche qualcuno in più.

Ad ogni modo, fossero rimaste le categorie, la suddivisione delle ugole con ogni probabilità sarebbe stata la seguente:

 

Categoria 1 “Le Cariatidi”.

Settant’anni o giù di lì. Vere e proprie istituzioni sanremesi, nazionalpopolari, talvolta scongelate dalla loro cella criogenicamente conservata.

a)      Albano detto “Il cigno di Balkalà” ma anche "Quello che Michael Jackson copia spudoratamente"

b)      Milva conosciuta anche come “La pantera di Goro” o “La Rossa di Strehler” o “La pantera rossa di Brecht”

c)      Johnny Dorelli (domanda: is he still alive?)

d)      I Bellas Brothers ovvero Gianni e Marcella Bella

 

Categoria 2 “I vecchidentro” (o se volete gli “Old inside”).

Sempre e comunque vecchi. C’è poco da fare.

a)      Roby Facchinetti dei Pooh featuring suo figlio Francesco già Dj (niente da aggiungere)

b)      Tosca detta anche “Quella con la faccia da pugile che cantava con Ron”

c)      Nada ovvero “Non c’è trippa per gatti”

d)      Mango ovvero quello con la voce così alta da sembrare Maria De Filippi evirata

 

Categoria 3  I Sempreggiovani” (o se volete “Young Forever”).

Quelli che anche a cinquantanni (se già non li hanno compiuti) saranno sempre e comunque etichettati come beniamini dei gggiovani (secondo la giuria sanremese...).

a)      Daniele Silvestri detto anche “Quello che cantava col megafono e poi quello che cantava anche col megafono e ancora quello col megafono e basta”

b)      Leda Battisti ovvero “La Noah de Noahntri” oppure “Quella che in quel reality musicale hanno eliminato quasi subito”

c)      Paolo Meneguzzi ovvero “L’Antonino magro” o “Il Tiziano Ferro sfigato” o “Ma quanti cazzo di Sanremo ha fatto?”

d)      I Velvet (…)

 

Categoria 4 “I Mo’ ce tocca

Quelli che dopo i fasti del passato e il nulla del presente, non ci resta che giocarci la carta di Sanremo (ovvero “Magari c’abbiamo ancora culo e ci cascano tutti!”).

a)      Gli Stadio (dati i tempi che corrono, avrei optato per un altro nome, chessò i “Velodromo” forse sarebbe stato più adatto)

b)      Fabio Concato detto anche “Quel cantante dotato con la faccia da impiegato del catasto” oppure “Quell’impiegato del catasto che sa cantare troooppo bene!”

c)      Antonella Ruggiero conosciuta anche come “Quella bravissima che però non vende una cippalippa di un accidente di disco”

d)      Gli Zero assoluto (se lo dicono loro stessi, e vabbè non vale)

 

Categoria 5 “I ma che c’azzecca?”

Semplicemente opportuni a Sanremo come una spolverata di parmigiano sull’impepata di cozze

a)      Amalia Grè ovvero “Quella che si trucca come Mina ma la voce…”

b)      Piero Mazzocchetti (eh????)

c)      Paolo Rossi detto anche “Piero Chiambretti con gli occhi azzurri dopo sette bottiglie di grappa”

d)      Simone Cristicchi ovvero “Quello che visto da dietro tra lui e Marcella Bella nessuna differenza”

 

Piero Mazzocchetti (se sapete il tedesco eccovi il sito ufficiale)

 

 

 

 


domenica, 24 dicembre 2006


martedì, 21 febbraio 2006

Finalmente iniziano a circolare conferme sul cast del mio reality preferito – Music Farm – in onda fra alcune settimane su Raidue. Punta di diamante sembrerebbe la partecipazione del Califfo, alias Franco Califano, che ha già dichiarato di voler tenere un corso di sessuologia all’interno del loft (per non smentire le voci che lo vorrebbero grande amatore, a dispetto di un’età da Viagra). Lo scopo sarebbe quello di diffondere il verbo del “sesso fatto bene” tra i telespettatori e tra le “ugole d’oro” che coabiteranno nella farm. Ugole d’oro, per l’appunto, che annoverano tra loro il nome di Ivana Spagna, prossima al Festival di Sanremo ma già pronta - a quanto pare - a un tour de force mediatico che dopo la sovraesposizione festivaliera dovrebbe portarla dritta dritta al reality canoro.

Non sappiamo ancora se la cantante veneta, rinata dalle ceneri più volte (in tutti i sensi), condividerà con i coinquilini le proprie conoscenze in merito alla chirurgia plastica, magari in coda alle lezioni di sessuologia impartite dal collega romano, ma tant’è.

Terzo nome significativo quello di Massimo Di Cataldo, una delle voci più antipatiche e presuntuose che il panorama musicale italiano abbia mai partorito e di cui francamente non si sentiva la mancanza, contrariamente a quanto si può dire dei mitici Viola Valentino e Alberto Fortis, due artisti ingiustamente caduti nel dimenticatoio e meritevoli di tornare sulle scene più forti di quanto non fossero stati – ormai - due decenni fa.

Scorrendo i nomi dei reclusi nella farm musicale, troviamo tra gli altri quello della giunonica Jenny B, vincitrice di un Sanremo di alcuni anni fa e mai “decollata” a causa - forse - di alcune scelte artistiche discutibili (come la partecipazione alla Corrida), del cantante Pago, autore di un tormentone canoro reso tale da uno spot martellante e di Silvia Mezzanotte, ex voce solista dei Matia Bazar.

Assolutamente inaspettata la partecipazione di Alessandro Safina, pseudotenore da “esportazione” dal look belloccio e la parlata toscana e di una redidiva Leda Battisti, esplosa qualche anno fa ma rapidamente contagiata dalla sindrome “Chi l’ha visto?”.

Sulla scia “Dolcenera” (ovvero della serie “vincere Sanremo e poi il nulla”) sembra certa la presenza di Laura Bono che se lo scorso anno affermava di non credere nei miracoli, quest’anno potrebbe ricredersi considerato quello che la partecipazione a un reality può regalare in termini di popolarità e fama a un cantante.

Infine si segnala la presenza dell’ennesimo Simone (nella passata edizione ce n’erano ben due) che questa volta di cognome fa Patrizi.

Un cast variegato e piuttosto curioso. Ma siamo certi che possa essere all’altezza di quello della passata edizione?

 

(Dall'alto a sinistra in senso orario, Silvia Mezzanotte, Franco Califano, Viola Valentino, Alessandro Safina). 


lunedì, 06 febbraio 2006

Qualcuno mi sa dire che c'azzecca la colonna sonora di "Metti un a sera a cena" come sigla di Verissimo?

e inoltre: che c'azzecca in apertura il dettaglio fetish della caviglia di Paola Perego? E il pubblico in studio relegato a sfondo scenografico? E gli applausi ai filmati? E la postazione giornalistica del Tg5 (Verissimo non è di suo un magazine di infotainment?) ? E tutta la confezione grafica degna di un formato di mezzora? E la durata eccessiva? E la conduttrice?


mercoledì, 01 febbraio 2006

Ogni volta che parte un nuovo reality trovo divertente curiosare nel cast che sarà oggetto del vouyerismo del pubblico televisivo. Mi interessa capire anticipatamente, dai nomi presunti o effettivi - dunque confermati dall’Ansa - dei protagonisti, il filone “narrativo” che la produzione, autori in testa, ha scelto. In effetti spesso e volentieri siamo in presenza di un’accozzaglia di personaggi scelti senza logica alcuna. A volte una logica di fondo, seppur pretestuosa, sembra esserci, ma lascia il tempo che trova. Raramente invece la costruzione di un cast sembra seguire una filosofia studiata a tavolino e dunque efficace.

Ad esempio ci sono reality, come Music farm, dove il principio stesso di scegliere un gruppo di cantanti più o meno caduti nel dimenticatoio dopo i fasti del passato è di per sé interessante, quindi vincente (vedi Iva Zanicchi o Massimo Di Cataldo). E lo è ancor di più se accanto ai “vecchi” big (che, fuor di contraddizione, possono essere anche giovanissimi) fanno capolino le cosiddette nuove leve, o meglio quei cantanti-meteora famosi per un’apparizione sanremese piuttosto che per un singolo estivo più fortunato del solito (come non citare Dolcenera o Danny Lo Sito?).

Poi ci sono reality dove l’idea di fondo, il concept, è talmente forte da non aver bisogno di trovare nel cast motivazioni altre se non quella di attingere al bacino di personaggi più o meno popolari da mandare a vivere in condizioni disagiate (è il caso, manco a dirsi, de L’isola dei famosi, che secondo le ultime indiscrezioni annovererebbe nel gruppo dei naufraghi della prossima edizione il pornostar Rocco Siffredi, l’ex sciatore Alberto Tomba e la sorella Alessia in odor di “vallettaggio”).

Infine, ci sono reality dove, se da un lato il fatto di avere un vissuto “particolare” conta, dall’altro l’anonimato iniziale dei protagonisti e la loro trasformazione in “personaggi” è una dinamica così interessante da non richiedere altro (ad esempio Il Grande Fratello).

Se tuttavia guardiamo ai nomi che si fanno per la prossima e inutile edizione de La Fattoria , in onda fra pochi giorni su Canale 5, non troviamo (almeno in apparenza) alcuna motivazione, alcuna peculiarità.

L’idea di chiudere in una farm un gruppo di persone già note e abituate alla “bella vita” a lavorare la terra e a badare agli animali potrebbe essere discreta (ma non fortissima alla luce dei precedenti – vedi L’isola) a patto che si tratti di persone realmente famose e scansafatiche, almeno nell’opinione comune. Quindi via a un cast di nobildonne, contesse, principigiovannelli, gossippari, ochettedasalotto, figlidipapà, figlidimammà, presenzialisti, viveur e simili. Che mi frega (in sintesi) di vedere Aldo Montano che è uno sportivo olimpionico (e dunque si fa un mazzo così negli allenamenti) a zappare la terra? O Pamela di Non è la Rai (sparita da dieci anni dal piccolo schermo e normalissima madre di famiglia) a mungere le vacche? E ancora, Natalie Kriz (che è simpaticissima, unica fra tante starlette molto più odiose e meritevoli di finire in fattoria)? Se il gioco deve essere sadico, che lo sia. Ma con le persone giuste.

Dall'alto in senso orario Aldo Montano, Pamela di Non è la Rai e Natalie Kriz, tre dei contadini che prenderanno parte alla Fattoria numero 3 (insieme ad Alvaro Vitali, Marcus Shenkenberg, Leopoldo Mastelloni, Francesco Arca, Randy Ingermann, Alessia Fabiani, Selvaggia Lucarelli, Milly D'Abbraccio, Maria Monsè, due Cugini di Campagna non meglio identificati).


sabato, 28 gennaio 2006

Il mio personalissimo telegatto, come trasmissione dell'anno, a Markette di Piero Chiambretti (La 7)

Per lo meno si premia lo sforzo...


giovedì, 05 gennaio 2006

L’isola dei famosi ha mostrato, primo fra tutti i reality show, un gruppo di personaggi conosciuti in lotta per la sopravvivenza lontano dai comfort della vita quotidiana e soprattutto dai lustrini della televisione. La questione tirata in ballo adesso non è più la necessità di mostrare un certo tipo di televisione “realistica” o, andando oltre, la presunta veridicità delle situazioni “estreme” vissute dai protagonisti del programma. Sono stati già versati fiumi d’inchiostro a tal proposito.Ciò di cui ci occuperemo adesso sarà, molto più banalmente forse, il corretto uso dell’aggettivo “famoso” che campeggia nel titolo del reality show e che si riferisce evidentemente ai protagonisti di quest’avventura televisiva.E’ giusto, ad esempio, definire famosi personaggi del calibro di Davide Silvestri (prima edizione), Ana Laura Ribas (seconda) o Manuel Casella (terza)? E ancora: quale edizione del programma può fregiarsi del titolo di più “famosa”? Il nostro metro di giudizio, come tutte le analisi che si rispettino, sarà dato dal numero di citazioni presenti dei protagonisti all’interno dell’ Enciclopedia della televisione curata da Aldo Grasso aggiornata al 2003. In sintesi partiremo dall’insindacabile presupposto che chi è presente dentro la mitica Bibbia televisiva può considerarsi famoso, con un paio di eccezioni dovute alla professione meno televisiva e più “sportiva” o “cinematografica” di alcuni degli ex naufraghi.Partendo dalla prima edizione dell’isola, ci accorgiamo che su 11 concorrenti, soltanto 2 nomi fanno bella mostra di sé fra le righe del libro: la sorridente Maria Teresa Ruta e l’atletica Carmen Russo. Stranamente non c’è alcuna traccia di Adriano Pappalardo (il vincitore “morale”) e Walter Nudo (il vincitore reale) che probabilmente hanno superato in popolarità le due soubrette bionde, ma soltanto dopo il programma.Abbonando l’appellativo famoso a 2 ex naufraghi che poco hanno avuto a che fare con la tv, come Stefano Tacconi e Fabio Testi (e dunque non citati da Aldo Grasso), i concorrenti della prima edizione dell’isola a poter vantare tale attributo sono 4: Ruta, Russo, Testi e Tacconi. La seconda edizione dell’isola dei famosi annovera ben 4 concorrenti nella bibbia televisiva di Grasso: Kabir Bedi, Rosanna Cancellieri, Antonella Elia e Valerio Merola. Anche per questa edizione del reality possiamo tranquillamente bypassare su Totò Schillaci, ex campione di un’indimenticabile Italia 90, portando dunque a 5 il numero complessivo dei personaggi realmente famosi (su un totale di 13).Giungendo infine all’ultima edizione del reality di Raidue, notiamo come l’Enciclopedia citi addirittura 5 nomi appartenenti ad ex naufraghi (su un totale però di 15 concorrenti): si tratta di Albano, della fatina M. Giovanna Elmi, di Maurizio Ferrini, di Idris e della vincitrice Lory Del Santo.Tirando le somme, possiamo stabilire che sebbene la terza edizione del reality sia quella col maggior numero (in valore assoluto) di citazioni sulla bibbia televisiva curata dal critico Aldo Grasso, l’edizione più “famosa” risulta essere la seconda con 5 concorrenti su un totale di 13.Proposta: il titolo cambi, da “Isola dei famosi” a “Isola dei saranno famosi”, data la popolarità acquisita dopo…


lunedì, 02 gennaio 2006

Primo dell’anno. Sveglia ore 15,00. Ancora assonnato accendo il televisore e mi rendo conto che, oltre a capodanno è pure domenica: su Raiuno c’è Mara Venier in rosso che sta intervistando la simpaticissima diva del jet-set italiano (come chi? Valeria Marini of course…). Solita sfilza di domande interessanti sul lavoro, sulla persona e naturalmente sulla vita privata. Arriva anche Giucas Casella per addormentare la Marini che sotto ipnosi rivela di avere un nuovo amore conosciuto però – attenzione - solo dopo la rottura con Vittorio (Cecchi Gori). Al risveglio l’entrata di Antonio Zequila in mutande rosse che intona uno stornello e porge un mazzo di fiori alla bionda siliconata. Qui accade l’apoteosi: la Marini indignata per le rivelazioni del miracolato naufrago napoletano sulla presunta storia d’amore che avrebbero vissuto in gioventù pretende le scuse del biondo latin lover, il quale si scusa (non si capisce per cosa) ma allo stesso tempo non ritratta sulla versione dei fatti che voleva una Marini ancora sconosciuta fidanzata con Zequila stesso. Simpatico scambio di appellativi, con una Marini visibilmente irritata che accusa l’ex di sfruttare la situazione. Qui Zequila con un coup de théâtre degno del Bagaglino alza la maglietta mostrando gli addominali scolpiti e abbronzati degni del miglior Daniele Interrante profferendo le seguenti parole “Non ho bisogno di farmi pubblicità con te, in questo momento Io sono il numero UNO”. Gelo.

Scanalando anche Canale 5 offre in questo pomeriggio di festa una pillola trash non indifferente: la Lecciso finalmente pubblica il suo nuovo singolo in spagnolo. L’esibizione della compagna di Albano, ormai utilizzata alla stregua di uno stacchetto, tagliata e dalla coreografia sempre uguale, quest’oggi va in onda sottotitolata in spagnolo “Perna alta y voluptuosa…Mirame en los ochos, mirame en el corazon” ma in versione italiana (non si sa per quale mistero della fisica). Sdegno.

Infine, “Domenica in” versione Baudo. Ospiti Terence Hill e collega per promuovere la nuova fiction. Alla domanda del conduttore su quale tipo di musica i due preferissero l’attrice straniera risponde “Freddy Mercury” con grande stupore del presentatore che apostrofa la risposta “Che c’entra, ma è morto”. Gelo e sdegno.


sabato, 24 dicembre 2005

Da molto non scrivo di tv, dunque eccovi in un unico post un bel pò di considerazioni su quello che ci aspetta (o no) il prossimo anno...

 

 

 

1. Cambiate agente a Daniele Bossari o quantomeno, prima di affidargli un programma, fate tutti gli scongiuri del caso.

2. Qualcuno mi sa spiegare che fine ha fatto l’astro nascente della tv italiana Ilaria D’Amico?

3. Affidare un programma di gossip a due giornalisti (Corbi e Brindisi) si è rivelata una mossa sbagliata (suvvia, non mi direte che Michele Cucuzza possa ancora considerarsi un giornalista?). Troppo imbalsamati e forzati a fare i simpatici. Però, siamo sicuri che l’arrivo di Paoletta “prova emozionante” Perego, per risollevare gli ascolti, sia la scelta giusta?

4. Alessia Marcuzzi (foto in alto) annuncia un Grande Fratello 6 “irriverente ma non volgare”. Ma la vogliamo finire di far credere alla gente che il conduttore di un reality abbia voce in capitolo nella scelta dei concorrenti e nel montaggio del daytime?

5. Rete 4 riproporrà Casa Vianello in prima serata. Se andrà bene verranno prodotte altre 12 puntate, e poi ancora 8 e quindi altre 10. D’altra parte di potrebbe continuare all’infinito a riproporre sempre lo stesso episodio con minime varianti: Raimondo incontra la nuova vicina, se ne innamora, questa tenta di raggirarlo, arriva la polizia, equivoco, si risolve tutto, i finisce a letto a commentare “son stufa son stanca son stufa”.

6. La Clerici condurrà un programma dal titolo “Il treno dei sogni”, la Carrà (disegno in basso) invece sarà la mattatrice di “Emozioni”: penso proprio che il tempo della tv del dolore sia definitivamente tramontato.

7. Mike torna in Rai a partire da settembre. E adesso chi se lo leva più di torno???

8. Panariello a Sanremo, Salemme (foto in basso) in prima serata su Raiuno, Biagio Izzo ospite fisso a Buona Domenica. Domanda: ma a voi fanno ridere?

9. La nuova edizione di Music Farm sarà incentrata su una gara a coppie. Un big della musica gareggerà insieme a una nuova proposta, o quasi. In poche parole: una cariatide musicale caduta nel dimenticatoio da almeno 25 anni farà da madrina (o padrino) a una nuova illusione-clone della musica italiana (che, tempo niente, cadrà nel dimenticatoio). Già si profilano le nuove coppie: Marina Occhiena-Laura Bono, Drupi-Daniele Stefani e così via…

10. School in action di Mtv è una figata.

 

 

 


martedì, 13 dicembre 2005

C’è poco da fare, Sanremo è Sanremo: meno glam degli Mtv music awards ma più chic di Vina del Mar, il Festival della Canzone italiana come i Mondiali di calcio, il Gran Premio di San Marino o la finale del Grande Fratello, è uno di quegli avvenimenti bloccanti di tutte le attività cerebrali degli abitanti di questo paese. Una settimana tutta italiana dove le classiche dicotomie nazionali (Guelfi e Ghibellini, Don Camilli e Pepponi, Coppiani e Bartoliani) sembrano trovare sintesi perfetta nel confronto-scontro bionda-mora che contrappone puntualmente le due vallette (o pardon, “coconduttrici”) del Festival: il mito ante-zigomi di Sabrina Ferilli, per chi se lo fosse dimenticato, si può ricondurre alla scalinata del teatro Ariston.

Effettivamente la musica, che è poi il motore della manifestazione, pare fare da contorno (ancor più dei fiori sul palco imposti dal comune) a quello che ormai può tranquillamente essere definito un gran baraccone. Uno specchio (più o meno deformato) del paese. Un cortocircuito mediatico e di costume costruito su inutili polemiche, dettagli microscopici, acconciature al vapore, finti scoop.

Quando si pensa a Sanremo, infatti, è più facile ricordarsi delle incursioni di Cavallo Pazzo che annunciava la vincita di Fausto Leali, o del metalmeccanico suicida salvato da Pippo Baudo piuttosto che dei vincitori dell’edizione del 1997 (i Jalisse, ve li ricordate?).

A Sanremo ha fatto più discutere il finto pancione di Loredana Bertè, piuttosto che la costruzione melodica del brano di Sergio Cammariere di qualche anno fa.

Sanremo ha più la forma dei capelli di Marcella Bella che la sostanza delle note degli Avion Travel.

Sanremo dunque è tutto meno che Musica. Ma dato che i cantanti rappresentano il cast di questo reality anti-litteram che si fregia del titolo di Festival della Canzone, eccovi in (quasi) anteprima i nomi dei papabili partecipanti alla prossima edizione del Festival: per le donne, si fanno i nomi di Anna Oxa, Dolcenera, Marina Rei, Loredana Bertè e Simona Bencini (l’ex cantante dei Dirotta su Cuba), gli uomini dovrebbero annoverare le ugole di Alex Britti, Gianluca Grignani, Simone Cristicchi, Mario Venuti (con gli Arancia sonora), Luca Dirisio, Samuele Bersani e Daniele Silvestri, mentre nella categoria dei gruppi dovrebbero arrivare i Flaminio Maphia e i Planet Funk.

Anche quest’anno pare che di Albano non ci sia traccia. Ma siamo proprio sicuri che qualcuno tra le sue figlie, ex mogli o compagne non compaia come “ospite d’onore”? Bisogna aspettarsi di tutto. Male che vada, c’è sempre la terza edizione di Music Farm…


mercoledì, 30 novembre 2005

Fra poche settimane riparte il Grande Fratello. Non sono certo che questo format – per quanto evoluto – abbia ancora molto da dire, 5 edizioni sfiancano anche il fan più accanito, forse.

Certamente il cambio di guardia alla conduzione – dalla stucchevole Barbara D’Urso alla più spontanea Alessia Marcuzzi – non potrà fare altro che un gran bene alla formula della “Golden cage” (“La gabbia dorata”, dal nome del progetto embrionale del reality più famoso del mondo).

Devo infatti ammettere che Barbara D’Urso non l’ho mai potuta digerire, e come me penso una gran fetta di pubblico. Mi sono sempre stupito che Mediaset non l’abbia silurata dopo la prima puntata del GF 3 (un po’ come fecero in Rai con Amanda Lear, inetta conduttrice iniziale della prima edizione de La Talpa ). L’ho sempre trovata poco adatta a condurre un reality: troppo imbalsamata e attenta all’inquadratura, poco reattiva alle situazioni, mai pronta a cogliere l’imprevisto per trasformarlo in spettacolo, stravolgendo, se è il caso, la scaletta (cosa di fondamentale importanza in un reality). Insomma, molti sorrisi di circostanza e poca capacità di vivere il programma.

Tuttavia per funzionare, il GF ha bisogno soprattutto di un cast all’altezza della situazione. Tolta la prima edizione (che resterà mitica per un cast azzeccato) e dove faceva certamente gioco la novità di quello che sarebbe poi diventato un fenomeno mediatico inaspettato per tutti (fuori e, a maggior ragione, dentro la casa), l’edizione più seguita è stata la quarta (quella di Patrick, Ascanio, Katia e Serena), a dimostrazione del fatto che gli eccessi “macchiettistici” della terza edizione (Floriana, Fedro e Pasquale), e quelli trasgressivi o “regionalistici” dell’ultima (Patty, Mary, Jonathan, la coppia calabrese) non pagano in termini di gradimento. Vengono vissuti come forzati e artificiosi.

Costruire un cast degno del miglior Frande Fratello sarà sicuramente una bella scommessa per il team d’autori, sebbene di “materiale umano” ce ne sia a iosa, stando alle voci che raccontano di interminabili file per i provini d’accesso alla casa più spiata d’Italia. Staremo a vedere.

Per il resto non è che mi aspetti grandi stravolgimenti di un format di per sé molto rigido. La suite e il tugurio li abbiamo visti, le incursioni a sorpresa ci sono state, gli ingressi imprevisti non sono mancati. Il responso dunque all’auditel.

A proposito di reality, sono in fase di preparazione anche la terza edizione de La Fattoria , sempre con la D ’Urso, e la terza di Music Farm, con Simona Ventura. La Fattoria penso abbia annoiato abbondantemente. Si potrebbe ambientarlo nella campagna francese, in Australia o nel Medioevo, ma si tratterà sempre di un format che non possiede né la dirompenza emotiva dell’isola, né la spettacolarità della Talpa, non aggiunge niente di quanto non sia già stato detto dagli altri reality dello stesso tipo, se mai sottrae.

Music Farm invece credo abbia grosse potenzialità e un ampio margine di miglioramento. Punterei sullo scontro generazionale tra i cantanti e inserirei delle pietre miliari del trash canoro, come Marcella Bella, Little Tony o Reitano.

Pensatela come volete, ma anche il 2006 televisivo sarà all’insegna dei reality. Volenti o nolenti.

 


domenica, 20 novembre 2005

Anche quest’anno il “baraccone” messo su per la terza – e seguitissima – edizione dell’isola dei famosi si appresta ad essere smontato, e con lui si apprestano a far ritorno alla propria realtà quotidiana i 15 “burattini” che per due mesi (chi più, chi meno, in verità) hanno inscenato crisi, pianti e litigi in quel di Samanà. Che questa “realtà” quotidiana sia, poi, più o meno vera e autentica di quella mostrata dalle telecamere del reality show di Raidue, in molti casi, è tutto da dimostrare (vedi l'Albano-Lecciso story) e aprirebbe inquietanti interrogativi alla “Truman show” – per intenderci – che non è il caso di affrontare in questo post o che poco ci riguardano dato che adesso è arrivato il momento di fare consuntivo.

Sì, consuntivo sui personaggi dell’isola: companeros, naufraghi, isolati, chiamateli come volete, fatto sta che loro (alla vostra destra e sotto) sono stati quelli che in questa avventura ci hanno messo la faccia, e in certi casi, ci hanno Rimesso quel po’ che ci potevano rimettere.

L’impressione è quella che un’esperienza come l’isola cambi qualcosa, forse nell’intimo di chi l’ha vissuta davanti le telecamere – come affermano molti dei concorrenti – sicuramente nel modo in cui il “pubblico”, questa entità impersonale tanto amata e temuta dagli addetti ai lavori, vede e percepisce i personaggi che si sono messi in gioco.

Non dimentichiamo infatti che per i famosi in questione la molla principale a partecipare è comunque quella della visibilità, della fama, dell’ulteriore popolarità che potrebbe investirli una volta approdati sulla spiaggia più famosa dell’etere: volano per una carriera appena iniziata oppure ottimo ricostituente per una carriera in fase calante.

E allora eccovi il mio personale consuntivo sul modo in cui i 15 sopravvissuti del reality  sono usciti fuori da questa esperienza. Positivo o negativo secondo i casi:

1) Cristina Quaranta (prima eliminata): non pervenuto. E’ rimasta troppo poco per formulare un giudizio. Peccato, faceva ben sperare (in negativo e in positivo).

2) Romina jr: negativo. E’ venuta fuori (come se non ce l’aspettassimo) una ragazzina viziata, lagnosa e demotivata sulla falsariga della sorella Cristel, già concorrente della Fattoria di Canale 5. Come se chiamarsi Carrisi di cognome fosse una garanzia di carattere o senso dello spettacolo. Ormai è palese il contrario e comunque fortuna che di sorelle Carrisi maggiorenni non ce ne siano più da piazzare.

3) Fulco Ruffo: non pervenuto. L’eccezione dell’aristocratico partecipante del reality. Non credo che il signore in questione abbia velleità artistiche, dunque tornerà al suo lavoro (ospitate televisive permettendo) senza infamia né lode.

4) Enzo Paolo Turchi: positivo. Quanto meno adesso il biondo compagno di Carmen Russo avrà pari dignità televisiva della moglie. Che per ottenerla si sia fatto ricorso a delle situazioni “indegne” appare ormai come un peccato veniale nello scintillante mondo della tv (dove ricordiamo che dietro le quinte le feci rappresentano un triplo motivo propiziatorio): almeno sappiamo che è espressivo (quando piange) e che parla, dunque non balla solo il tuca-tuca.

5) Sandy Marton: negativo. Un’ombra si scaglia sul possente cantante, ritirato per millantati problemi di salute (subito smentiti dal medico dei naufraghi). Un modo furbo per svignarsela senza pene o penali, o un modo stupido per celare una qualche “dipendenza”? In ogni caso c’è stata poca trasparenza.

6) Albano: positivo. Il soggiorno sull’isola, tolti i primi giorni, ha mostrato una persona attiva, solidale, entusiasta e simpatica. Nessuno è perfetto, ma ce n’eravamo già accorti. Abbondantemente.

7) Manuel Casella: né l’uno né l’altro. Prima di questo reality era lo sconosciuto fidanzato di Amanda Lear che avrebbe potuto avere qualcosa da dire. Dopo questo reality possiamo affermare che è soltanto il fidanzato di Amanda Lear che avrebbe potuto avere qualcosa da dire, ma non ha detto perché (probabilmente) non ha nulla da dire.

8) Idris: negativo. Logorroico e nullafacente, ha subito mostrato segni di cedimento fisico nonostante fosse la riserva di un concorrente uscito per questi motivi. L’avrei visto meglio al Ristorante della Clerici, ma non su un’isola.

9) Antonio Zequila (aka er mutanda): positivo. Lo ricordavo tra gli ospiti del Parioli e sui giornaletti scandalistici. Ho ritrovato una persona ironica e autoironica che è subito diventata “personaggio”. Sicuramente non è il massimo dell’espressività, ma neanche Gabriel Garko (che viene considerato un attore) vanta una mimica migliore. Non capisco perché gli altri sì e lui no. Almeno è simpatico.

10) Arianna David: mai sparare sulla croce rossa. Né più né meno di quello che mi aspettavo.

11) Elena Santarelli: positivo col dubbio. Un caratterino spigoloso ma capace di mostrarsi in modo autentico.

12) Daniele Interrante: uguale. Non è che prima godesse di una considerazione molto migliore di quella che ci si sarebbe dovuti aspettare finita questa esperienza.

13) Maurizio Ferrini: positivo. E chi si ricordava più della Signora Coriandoli? (che personalmente non mi ha fatto mai ridere). Bisogna ammettere però che dietro i comici si celano sempre una sensibilità e un’empatia col pubblico fuori dal comune. L’ha dimostrato.

14) Maria Giovanna Elmi (aka la fatina d’acciaio): secondo i p.d.v. Da un lato esempio di donna ispirata e motivata, dotata di grande forza di volontà, dall’altro una caricatura imprigionata nell’idea di apparire sempre giovane e piacente, rasentando il ridicolo. Non riesco a prendere una posizione netta, però mi è simpatica.

15) Lory Del Santo: ca va sans dire.

I tre sostituti del cast di quest'anno

I quattro ritirati di quest'anno

 


domenica, 02 ottobre 2005

A proposito di Maramao, il nuovo programma domenicale di Raiuno, il regista Gianni Boncompagni è riuscito a compendiare in un sol colpo il peggio di ogni trasmissione da lui diretta. Il peggio di Chiambretti c'è (la scenografia e la struttura scenica), il peggio di Macao (la presunta comicità), il peggio di Telefonate al buio (Mara Venier), il peggio di Non è la Rai (il gioco del 7 e mezzo), il peggio di Bulli e pupe (i marinai). Insomma, il peggio del peggio. L'ho sempre detto che Boncompagni è un vero genio.
sabato, 27 agosto 2005

Willy Wonka ha deciso di permettere a 5 fortunatissimi bambini di visitare la sua Fabbrica. Sarà lui stesso ad accompagnarli in giro per l'edificio ad apprendere tutti i segreti - i magici segreti - della fabbrica di cioccolato più misteriosa del mondo. 5 biglietti dorati sono stati nascosti dentro 5 fortunate barrette di cioccolato che possono esser finite in qualunque negozio di qualunque strada di qualsiasi parte del mondo. In più, soltanto uno dei 5 vincitori riceverà un premio così bello e grande da non poter essere neanche immaginato. Buona fortuna e buona caccia al...tesoro (golden ticket)!

Uno dei miei film preferiti da bambino sta tornando nelle sale cinematografiche, questa volta il ruolo di Wonka non sarà interpretato dal fantastico Gene Wilder ma dall'altrettanto istrionico Johnny Depp, inoltre i magici effetti speciali cercheranno di rendere questo remake al livello dell'originale che, sebbene datato, non finisce mai di stupire.

A proposito di cioccolato, beccatevi sta citazione:

"Chiunque abbia troppo accostato alle labbra il calice della voluttà; chiunque abbia occupato nel lavoro gran parte del tempo destinato al sonno; chiunque, essendo uomo intelligente, si sente momentaneamente svanito; chiunque non possa sopportare l’aria umida, il tempo lungo, l’atmosfera pesante; chiunque sia tormentato da un’idea fissa che gli toglie la libertà di pensare: tutti costoro si prendano un buon mezzo litro di cioccolata ambrata..."

... è il consiglio di quel bontempone e buongustaio di Anthelme Brillat-Savarin (1755-1826), giurista e magistrato, la cui fama però è legata a un divertente libretto Fisiologia del gusto, ovvero Meditazioni di gastronomia trascendente, pubblicato nel 1825 e ancor oggi di piacevolissima lettura.

Infine, visitate questo sito qui , si tratta del portale italiano del cioccolato.

Ah, scusate, dimenticavo che questo post è stato gentilmente offerto dal nostro lo sponsor:

 


mercoledì, 29 giugno 2005

Si stava trasformando in un affare di stato, altro che “AFFARI TUOI”! Dopo il passaggio di Bonolis a Mediaset, il tormentone dell’estate stava diventando “chi-sostituirà-bonolis-nel-programma-dei-pacchi”, come se l’unico problema della televisione italiana fosse legato a quei trenta minuti di giochino dopo il tg.  Eppure, bisogna sapere che ormai la guerra degli ascolti tra le reti (Rai e Mediaset) si combatte in quella fascia oraria denominata “access prime-time” che precede il programma di prima serata (ormai posticipato a ben oltre le ore 21) fungendo da traino (e che traino, se consideriamo il vastissimo bacino d’utenza che tra le 20,30 e le 21 segue la televisione). In pratica, si tratta di quella fascia oraria più importante ai fini pubblicitari, visto l’elevato numero di spettatori che accende il televisore, e allo stesso tempo di quel “biglietto da visita” che agevola il pubblico a guardare il programma che segue (solitamente della durata di 2-3 ore) senza cambiare canale. Basti pensare all’importanza di “Striscia la notizia” che per anni è stato pompato come il programma più visto di Mediaset, proprio perché collocato in un orario strategico.

Se ci pensate bene, basta azzeccare il programma di access prime-time per “vincere” la stagione in termini di ascolti e quindi di introiti pubblicitari.

Dietro l’affaire “Affari tuoi” ci sta indubbiamente tutto questo, ma anche il non facile compito di confrontarsi con la superba gestione Bonolis. Da qui, l’assurda girandola di nomi proposti per sostituire il conduttore romano: Fabio Fazio, Panariello, Cucuzza, Gigi Proietti, Magalli, la Carrà , Gianni Morandi. Alcuni davvero fuori luogo, altri meno improbabili. A quanto pare la scelta è caduta su Teo Teocoli, che si era autocandidato in tempi non sospetti. Potrebbe starci, anche se mi chiedo (visti i precedenti) quanto reggerà prima di abbandonare il posto? Inoltre vi confesso che mi sorge un dubbio, come mai (dopo Silvia Toffanin a Verissimo), la conduzione del programma di Raiuno non è stata affidata a Maria Monsè ( la Toffanin della Rai)???


martedì, 05 aprile 2005

Per qualcuno 5 è il numero perfetto.

5 sono le dita di una mano (e di un piede).

Abbiamo 5 sensi (se escludiamo il sesto).

Il 5 Maggio è una delle poesie più famose della letteratura italiana.

I Beatles erano 5, infatti venivano chiamati Fab Five.

Michele Zarrillo cantava “5 giorni che ti ho perso…”

Questi sono soltanto 5 dei tanti motivi per i quali voglio partire da questo numero (ah dimenticavo... siamo 5 in famiglia e, guarda caso, oggi è il 5 di aprile) che spero mi porti fortuna (e qui non divaghiamo sul potere taumaturgico della numerologia) e parlarvi di ciò che succederà su questo nuovo blog.

Il titolo, va da sé, dice già tutto. Si tratta di un Reality. Il mio Reality.

Sarà pretenzioso, ma ho proprio l’intenzione di vedere dove andrò a finire con i CINQUE personaggi che animeranno, almeno inizialmente, questo blog.

Saranno 5 spunti, 5 modi di essere, insomma 5 personalità. VERE. Reali.

Non ci sarà bisogno di copioni, trame o script. Quello che verrà scritto sarà tutta farina del loro sacco. E consentitemi di raccontarvela perché li conosco bene. Li conoscerete anche voi (non so se bene o male, ma ci proveremo).

Ed io chi sono? Bhè, io sono IO e vi racconterò me stesso attraverso loro 5.

Iniziamo a conoscerli:

BLOGGER 1 – BIG MIK

BLOGGER 2 – PETIT LILI

BLOGGER 3 – PALOMA
BLOGGER 4 – MARISOL

BLOGGER 5 – DISORDINATA(MENTE)

BIG MIK è totalmente fuori dai canoni, ma alcune volte penso sia lo stereotipo dell’idea che si è fatto di se stesso. Mi spiego meglio. Big Mik è gay e fiero di esserlo. Nonostante abbia solo 20 anni sembra abbia provato tutto. Come molti ventenni ha la tendenza a mostrarsi già navigato, niente sembra sconvolgerlo più di tanto, ma poi se ti invita a casa e non vai a trovarlo, ti tiene il muso per 3 giorni.

Big Mik mi piace. Somiglia vagamente a Mauro Coruzzi (in arte Platinette). E’ sempre sopra le righe, colorato e trasgressivo (o almeno ama esserlo e dunque lo impone a se stesso). Vuole andare contro i luoghi comuni e spesso rasenta il cinismo. Adora Sailor Moon, sa disegnare in stile manga come poche persone ma è gelosissimo delle sue tavole.

La sua stanza è lo specchio del suo modo di essere (oltre che un porto di mare per tutti i suoi amici): ha TUTTI i pennarelli colorati di tutte le marche, TUTTI i lucidalabbra Labello, TUTTE le collezioni di manga giapponesi possibili e immaginabili, TUTTI i poster di Beyoncè delle DC, TUTTI gli mp3 più trash della rete.

Big Mik parla benissimo l’Inglese e adora il Texas. Da grande farà lo psicologo oppure scriverà sceneggiature per film porno.

BIG MIK sarà la voce trasgressiva e a volte cinica di questo blog.

PETIT LILI (in francese “Petì Lilì”) è pazza. Secondo me è un contrasto vivente. Razionalità e pazzia in un metro e cinquanta (scarso). E’ la persona con il numero più alto di interessi e hobby che conosca: scuola di samba, degustazione di vini, aeronautica, viaggi (è pazza per la Francia , c’è stata una decina di volte e per altro parla un francese quasi perfetto), lezioni di portoghese, recitazione, bricolage, taglio-e-cucito…

La sua stanza è un pezzo di Provenza (cicale giocattolo – simbolo della Provenza –incluse) trapiantato alla Guadagna.

Petit Lili voleva fare l’hostess di volo, ed è stata pure alla Magliana -sede dell’Alitalia- ma forse non era alta abbastanza. Per adesso si accontenta di rispondere al centralino dell’Alitalia per le prenotazioni che vengono dalla Francia. Ma so che lei è destinata ad altro.

Da quando è stata lasciata dal fidanzato storico ha scoperto il suo lato sexy, che adesso non smette mai di mostrare - extensions incluse - (a volte in modo esagerato). Però secondo me ancora ha capito poco del sesso, nonostante abbia già 25 anni.

Testarda fino alla morte, fragile e teatrale allo stesso tempo, secondo me da grande farà l’interprete oppure la sommelier, ma avrebbe buone chances anche per essere la protagonista dei film porno scritti da Big Mik.

PETIT LILI sarà la voce idealista e sognatrice di questo blog.

Ok, per oggi basta così, gli altri blogger arriveranno presto...