sabato, 01 dicembre 2007
La pazza a sinistra e l'esaurito a destra sono due dei protagonisti dell'ultimo Guinness dei Primati. La prima per avere le unghie più lunghe del pianeta (misurano 7 metri e 51 centimetri), il secondo per avere i capelli più alti (60 centimetri di taglio mohicano). Lee Redmond è il nome della donna che da 27 anni si fa crescere le unghie e, per evitare che si rovinino, le cura quotidianamente con uno spazzolino da denti, un agente indurente e un impacco di olio d'oliva. Sostiene inoltre di riuscire a rasare il marito, malato di Alzheimer, e di compiere tutte le faccende domestiche. Da un giorno all'altro però, raggiunta la fama planetaria sperata, le taglierà perchè curare l'igiene intima è diventato difficilissimo. E te credo! Aaron Studham è invece il diciassettenne dal capello schizzato che spende una fortuna in lacca e che sostiene di avere successo con le ragazze proprio per via dell'acconciatura esagerata. A quanto pare è nato tutto da una scommessa con gli amici fatta sei anni fa. Scommessa che alla fine gli è valsa una citazione nel libro più assurdo che viene pubblicato.
Non so voi, ma a me queste stranezze fanno accapponare la pelle.
giovedì, 29 novembre 2007
A distanza di 14 anni Lucia Ocone torna sul luogo del delitto facendo la parodia di se stessa. Esilarante. A Very Victoria (che non seguo mai, ma che regala delle perle).
A sinistra Lucia su MTV, a destra durante l'originale (si tratta della terza edizione di Non è la Rai, fine 1993). Da notare a 0:16 Antonella Mosetti senza zigomi-labbra-seno ma con frangetta, a 0:57 Vanessa Leonardi (adesso giornalista di Sky News non più ossigenata) a 5:28 Alessandra Di Carmine del lotto di Rai Due e alla fine del filmato un'Ambra Angiolini d'epoca molto Monte Mario girl e non ancora attrisciue.
martedì, 27 novembre 2007
Orgasm Girl (che potete trovare qui) è uno dei giochini più popolari di Internet. Nel momento in cui scrivo ben 2.573.850 persone hanno provato a far raggiungere l'orgasmo alla biondina che vedete raffigurata a sinistra e che somiglia vagamente a Sailor Moon, spesso senza riuscirci. Questo perchè lo scopo del gioco è sì di far godere di piacere la ragazza, ma senza farla svegliare! Per giocare basta usare le icone poste sulla sinistra: "rub" vi consente di accarezzare il corpo della studentessa (eh sì, si tratta di una studentessa diciottenne), "grab" vi permette di sfilare uno dei pochi indumenti che la coprono. Vi consiglio di prestare attenzione alla barra "state" perchè se raggiunge il minimo la giovane si sveglia e voi perdete.
mercoledì, 21 novembre 2007
Anche il Brasile ha la sua Buona Domenica. Si chiama Domingão do Faustão e va in onda sul canale più visto, Rede Globo. Tre ore di intrattenimento vario condotte dalla Paola Perego carioca, tale Fausto Silva (che poi è come dire, in Italiano, Mario Rossi). In effetti il conduttore più che assomigliare a Paola Perego è una specie di Giampiero Galeazzi dal capello biscardato e i calzoni ascellari strappato alla zappa. Un forsennato che urla ininterrottamente anche durante le esibizioni dei cantanti – quasi fosse la voce fuori campo del SuperTelegattone. Un pazzo brasiliano come possiamo immaginare i pazzi brasiliani. Laura Pausini a Domingão è di casa, chiamala scema. In fin dei conti si tratta di un programma visto da milioni di persone e a livello promozionale vale quanto un Sanremo. In questo filmato la nostra Lauretta, che secondo me è simpaticissima, è al centro della scena acclamata dal pubblico e circondata da una dozzina di ballerine. E qui c’è da sganasciarsi. Avete mai visto un corpo di ballo che sembra aver preso lezioni da Maria De Filippi su coreografie di Pamela Petrarolo? Eccolo.
venerdì, 09 novembre 2007
Girovagando su Youtube mi imbatto in questo video. Si tratta di una sorta di TG o notiziario polacco. Al danno si unisce la beffa: sviene e la scenografia di cartone pressato le crolla addosso, quasi fosse il finale di un cartone della Warner Bros. Ma il bello è dato dai due conduttori che non si preoccupano affatto di soccorrere la collega (così come negli istanti immediatamente successivi alla "tragedia" nessun tecnico o assistente di studio sembra voler appurare lo stato di salute della giovane speaker). Quando si dice sangue freddo. Fosse accaduto in Italia come minimo tutto il centro di produzione si sarebbe mobilitato. Ma si sa che i popoli dell'est sono più freddi di noi latini.
martedì, 24 luglio 2007
Se Dublino mi era piovuta addosso inaspettatamente, Barcellona è stata un parto lungamente travagliato. Alla fine però è arrivata in tutta la sua solarità e informalità.
Bella, non c’è che dire. Barcellona è una città che se da un lato conserva gelosamente le sue radici mediterranee, dall’altro le coniuga a quelle europee nei servizi, nei trasporti, nell’architettura e nella pulizia.
Per intenderci è caotica e misteriosa ma allo stesso tempo spaziosa ed elegante (ed ha una metropolitana che in confronto quella di Roma è la pista Polistil).
Detto questo non mi dilungherò oltre a parlare di Sagrada Famiglia, Parc Guel, Rambla o Museu Ricasso – in rete troverete il ben di Dio, piuttosto scrivo per mettervi in guardia su un paio di cosette che è bene sapere prima di metter piede nella capitale catalana.
1°) La pipì o Golden rain – fate voi. Sì avete letto bene, la pipì è una vera e propria piaga per Barca (come viene familiarmente chiamata dai suoi abitanti) tanto da spingere l'amministrazione comunale a rifilare una multa fino a 1500 Euro a chi viene colto dall'irresistibile raptus di urinare per strada. Sanzione che evidentemente non scoraggia nessuno dato che nell'arco di poche ore ho visto nell'ordine a) quarantenne spagnolo in stato di semi-ebrezza calarsi le braghe (che evidentemente scoppiavano), alle 4 del pomeriggio, davanti la porta della palazzina dove stavamo, per liberarsi di circa mezzolitro della bevanda alcolica tracannata poco prima in spiaggia; b) uomo di colore sui 30 anni sfoderare il proprio organo riproduttivo - di dimensioni tali da confermare ciò che la leggenda dice - davanti alcuni scooter parcheggiati a ridosso di un marciapiede affollato da decine di clienti di alcuni pubs e sorridere beato durante la fase di annaffiamento; c) studente rasta dall'aspetto sfigato inseguire un gatto col getto giallognolo espulso dal suo attributo.
La città in effetti è pulitissima, ma se vedete una pozzanghera diffidate.
2°) Alonso. Non so cosa gli sia preso, ma gli spagnoli sono letteralmente impazziti per il pilota della McLaren, quasi fosse un novello Dominguin o un giovane Julio Iglesias. Impazziti al punto tale da coniare il termine Alonsomanìa e destare un interesse maniacale senza precedenti – come solo in Spagna può succedere – verso la Formula1 . In effetti la città è tappezzata da foto, poster, pubblicità e manifesti col faccione mandibolare del campione asturiano (in pratica Alonso sponsorizza di tutto tranne gli assorbenti con le ali).
E se vi capita di passeggiare per la via Laietana es essere fermati da un'hostess davanti un centro Vodafone che vi chiede entusiasta se volete entrare per farvi una foto col campeon Alonso - certa di farvi il regalo della giornata e sicura di un vostro moto di esultanza - non rispondete freddamente e altezzosamente "No grazie, sono Italiano!" lasciandola di stucco come ho fatto io: i sensi di colpa per avergli smontato un mito vi accompagnerebbero per un intero pomeriggio.
3°) Le tapas. Sono buonissime e ne troverete di tantissimi tipi anche nella bettola più sperduta dei vicoli del centro storico. Non potrete fare a meno di provarle e assaggiarle tutte salvo pentirvene quando vi arriva il conto. Ricordatevi che anche nel tugurio più alla buona che trovate tenteranno in tutti i modi di spennarvi in quanto turisti, dunque fatevi consigliare da qualcuno del luogo per non finire la vacanza a chiedere l’elemosina lungo las Ramblas (che eviterei volentieri).
4°)La Sagrada Familia. Suggestiva è suggestiva, ma da fuori. Da qualsiasi angolazione, ma sempre da fuori. Non fatevi prendere dallo scrupolo di entrarci perchè siete a Barcellona ed è pur sempre il simbolo di questa città in perenne costruzione e sperimentazione, perchè butterete 15 Euro. Dentro è un cantiere a cielo aperto pieno di distributori di patatine a gettoni quasi fosse la hall di un ospedale o gli arrivi di un aereoporto. Meglio passare una mezza giornata a prendere il sole nella spiaggia - bonificata - di Barceloneta (se non altro potreste fare incontri più interessanti).
5°)I trans. Almodovar docet. Mai mostrarsi stupiti o imbarazzati se quella bionda esplosiva con due bocce che neanche Pamela Anderson e Carmen Electra insieme, quando apre bocca sembra Luciano Ligabue che fa i gargarismi!

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domenica, 22 luglio 2007
La tv pubblica tedesca non ci sta e oscura il Tour de France. Le frequenze televisive di stato teutoniche disertano l'evento sportivo più famoso (insieme al Giro d'Italia) dello sport più martoriato dagli scandali doping degli ultimi anni. E non solo da quelli...

Un fan al Tour che copre le parti intime ma si scopre gran corridore...
lunedì, 08 gennaio 2007
Quest'anno ai Telegatti pretendo una categoria ad hoc con le seguenti nominations:
1. "No, no, io mi do fuoco!" (De Martino vuole darsi fuoco, Tg2 Dieci minuti, Rai Due)
2. "Fascista! Impotente!" (Lite Sgarbi-Mussolini, La Pupa & il Secchione, Italia 1)
3. "Salace scorretta!" (La madre di Domiziana Giordano difende la figlia dagli attacchi beceri di Simona Ventura, L'isola dei famosi Honduras, Rai Due)
Resi noti i nomi dei “big” di Sanremo, mai come quest’anno il cast preannunciato si presta a una suddivisione in categorie così netta.
Peccato solo che l’idea di Bonolis (poi ripresa da Panariello) di suddividere i cantanti in gara in gruppi sembra essere stata accantonata dal nuovo che avanza ovvero dalla NUOVA (si fa per dire) gestione del Pippone nazionale.
Pippone nazionale a cui tutto si può dire tranne che non sia capace di creare aspettative su un evento che, diciamolo pure, i suoi 57 anni sul groppone li dimostra tutti e forse anche qualcuno in più.
Ad ogni modo, fossero rimaste le categorie, la suddivisione delle ugole con ogni probabilità sarebbe stata la seguente:
Categoria 1 “Le Cariatidi”.
Settant’anni o giù di lì. Vere e proprie istituzioni sanremesi, nazionalpopolari, talvolta scongelate dalla loro cella criogenicamente conservata.
a) Albano detto “Il cigno di Balkalà” ma anche "Quello che Michael Jackson copia spudoratamente"
b) Milva conosciuta anche come “La pantera di Goro” o “La Rossa di Strehler” o “La pantera rossa di Brecht”
c) Johnny Dorelli (domanda: is he still alive?)
d) I Bellas Brothers ovvero Gianni e Marcella Bella
Categoria 2 “I vecchidentro” (o se volete gli “Old inside”).
Sempre e comunque vecchi. C’è poco da fare.
a) Roby Facchinetti dei Pooh featuring suo figlio Francesco già Dj (niente da aggiungere)
b) Tosca detta anche “Quella con la faccia da pugile che cantava con Ron”
c) Nada ovvero “Non c’è trippa per gatti”
d) Mango ovvero quello con la voce così alta da sembrare Maria De Filippi evirata
Categoria 3 “I Sempreggiovani” (o se volete “Young Forever”).
Quelli che anche a cinquantanni (se già non li hanno compiuti) saranno sempre e comunque etichettati come beniamini dei gggiovani (secondo la giuria sanremese...).
a) Daniele Silvestri detto anche “Quello che cantava col megafono e poi quello che cantava anche col megafono e ancora quello col megafono e basta”
b) Leda Battisti ovvero “La Noah de Noahntri” oppure “Quella che in quel reality musicale hanno eliminato quasi subito”
c) Paolo Meneguzzi ovvero “L’Antonino magro” o “Il Tiziano Ferro sfigato” o “Ma quanti cazzo di Sanremo ha fatto?”
d) I Velvet (…)
Categoria 4 “I Mo’ ce tocca”
Quelli che dopo i fasti del passato e il nulla del presente, non ci resta che giocarci la carta di Sanremo (ovvero “Magari c’abbiamo ancora culo e ci cascano tutti!”).
a) Gli Stadio (dati i tempi che corrono, avrei optato per un altro nome, chessò i “Velodromo” forse sarebbe stato più adatto)
b) Fabio Concato detto anche “Quel cantante dotato con la faccia da impiegato del catasto” oppure “Quell’impiegato del catasto che sa cantare troooppo bene!”
c) Antonella Ruggiero conosciuta anche come “Quella bravissima che però non vende una cippalippa di un accidente di disco”
d) Gli Zero assoluto (se lo dicono loro stessi, e vabbè non vale)
Categoria 5 “I ma che c’azzecca?”
Semplicemente opportuni a Sanremo come una spolverata di parmigiano sull’impepata di cozze
a) Amalia Grè ovvero “Quella che si trucca come Mina ma la voce…”
b) Piero Mazzocchetti (eh????)
c) Paolo Rossi detto anche “Piero Chiambretti con gli occhi azzurri dopo sette bottiglie di grappa”
d) Simone Cristicchi ovvero “Quello che visto da dietro tra lui e Marcella Bella nessuna differenza”

Piero Mazzocchetti (se sapete il tedesco eccovi il sito ufficiale)
domenica, 06 agosto 2006
Sul sito YouTube ho scoperto che:
L’idea (ipertrash) di trasporre un cartone animato in una serie di telefilm non appartiene solo al genio italiano (ricordate Kiss me Licia?): guardate cosa hanno fatto i giapponesi – e chi altri se no? – con Mimì Ajuara (qui);
I Cavalieri del Re sono in vena di autoincensamento (qui);
Qualcuno si diverte a mixare le sigle dei cartoni animati e a sovrascrivere le parole tipo Karaoke (qui);
Non è possibile che Mimì Ajuara (sì sì, sempre lei) in Germania sia battezzata Mila Superstar e che la sigla sia quella di Mila e Shiro, non ci sto! (qui);
Esitono malati di mente (qui);
Cristina D’Avena a 19 anni era improponibile! (qui);
Va bene rifarla in romanesco, l’idea è simpatica: ma almeno prendete qualcuno intonato! (qui);
Passi per la sigla (quella di “Lady Oscar”) ricicciata anche se il cartone è un altro, ma intitolare il mitico “Georgie” con “Nuevos hermanos” è aberrante (qui)

Tre pazze (italiane) travestite da eroine di "Occhi di gatto"
venerdì, 04 agosto 2006
Costretto a casa da un malanno mi imbatto casualmente su On the road, seconda serata di Italia 1. Sulla carta una specie di documentario-reality itinerante attraverso gli States con 4 bellezze da calendario, in realtà un’accozzaglia di scene montate senza senso – e senza logica alcuna – con 4 sgallettate allo sbaraglio per le strade degli Stati Uniti.
Per intenderci ieri sera le ragazze dovevano cercare di recuperare (estorcere) dei soldi a delle persone in uscita da un casinò di Las Vegas. La coppia Carolina-Ludmilla - sfoderando tutte le armi sexy a disposizione e vestite come due entreneuse di bassa lega - cercava di circuire orrendi americani sudati e ubriachi per un paio di bigliettoni, mentre il duo Sara-Alessandra - tra urla e insulti romaneschi - faceva lo stesso promettendo baci in cambio di dollari.
Il tutto senza nessun senso.
La parte più bella sono però i commenti a caldo dei 4 geni, se Carolina infatti critica gli americani per la loro tirchieria essì che in Italia avrebbero recuperato molti più soldi con gli uomini del belpaese, Sara sostiene invece che in America è stato più facile, forse perché essendo un po’ più formosetta delle altre essì che agli americani piacciono le culone riesce a sedurre gli uomini yankee senza troppi problemi.
La discussione si eleva poi in hotel quando il perizoma di Alessandra dice a quello di Sara (ma quanto si odiano ste due?) che è un peccato sapere che Lenny Kravitz alloggi nello stesso albergo senza poterlo vedere.
In tutto questo un chiattonissimo Diego Conte, guest star o chissà cosa, ha il compito di seguire e controllare (?) le 4 per tutto il viaggio e rendicontare il tutto a Ringo, una specie di Charlie (Charlie’s angels) delle povere che sta in Italia.
Un programma che è tutto un programma, appunto.
Unica soddisfazione sarà quella che, finito On the road, almeno due delle protagoniste finiranno sull’isola dei famosi a fare la fame, e allora ciao occhiali da sole, costumi griffati e vasche idromassaggio…
lunedì, 24 luglio 2006
1) Ipovedente è un individuo che possiede un’ “acuità visiva” molto ridotta.
2) Miss Italia invece, se non sbaglio, nasce come un concorso di bellezza. Bellezza fisica.
3) Un giurato di Miss Italia è investito del compito di valutare l’aspetto estetico di una serie di ragazze, più o meno belle, che sognano di indossare una fascia e una corona, la qual cosa è ancora avvolta da un alone mitico – presso certe fasce – nonostante rappresenti l’ultimo baluardo del trash televisivo da prima repubblica.
(Trash televisivo incarnato al meglio dal patron Mirigliani. Uno che la sintassi non ha mai saputo da che parti abitasse, ma in compenso alto quanto il nano di Fantasilandia).
Se pensate che dopo la nera, la mamma, la cieca e la zoppa, questa sia l’ennesima e inutile provocazione dello gnomo avvizzito, evidentemente non avete colto la mossa – arguta – degli organizzatori.
Si sa ormai che da anni a Miss Italia non viene eletta la più bella del paese. Nonnonnò. Quello che viene valutato in questo concorso di bellezza non è tanto l’aspetto esteriore -l’involucro - delle concorrenti, ma il loro mondo interiore, il carattere, il cervello. L’aspetto è solo un pretesto.
Non si spiega altrimenti il primo piazzamento, nel 1998, di questa:
Gloria "Bellicchi", più di nome che di fatto
nel 2002 di quest’altra
Eleonora Pedron, una che ha cervello
nel 2003 di lei
Francesca Chillemi, e vabbè
nel 2004 di quest’altra ancora
Cristina Chiabotto, una con un gran culo (in senso lato - è conduttrice)
Dunque un ipovedente, notoriamente dotato di una percezione sensoriale maggiore (eccezion fatta, vabbè, per la vista) è il miglior giurato che possa esserci a Miss Italia. Coglie meglio le sfumature caratteriali perchè meno influenzato dall’esteriorità.
A questo punto proporrei di elevare i limiti d’età e di peso.
giovedì, 20 luglio 2006
Se pensate che il pezzo “Non puoi lasciarmi così”, versione italiana di “Quit playing games (with my heart)” dei Backstreet Boys, sia una forzatura di una demagogia terrificante come poche nella storia della musica leggera mondiale, non avete ancora ascoltato Paolo Meneguzzi cantare in un improbabile francese (insieme a tale Ophelie Cassy) la versione d’oltralpe del brano “In nome dell’amore”.
(La trovate cliccando qui. Il titolo naturalmente è “Au nom de l’amour”).
Quasi quasi più inascoltabile di un altro classico della musica italiana che tradotto in francese fa venire i brividi dall’indecenza. Quale? Questo qui. Leggete le parole, capirete subito di quale canzone si tratta e di come suoni mostruosamente male nella lingua di Aznavour.
Paolo Meneguzzi (vero nome Pablo Meneguzzo!) e Ophelie Cassy. Ce n'era proprio bisogno?
domenica, 16 luglio 2006
Non so da dove sia saltato fuori questo cd. Qualcuno me l’avrà masterizzato, o forse prestato, chissà. Fatto sta che non ricordo assolutamente nulla sul come e il perché mi sia ritrovato tra i cd questo scrigno trash come pochi. Davvero imbarazzante, ma troppo divertente.
Ecco, il tempo di inserirlo nello stereo della macchina, per sentire diffondere dagli altoparlanti – la traccia è la settima, per essere precisi – un brano che non conoscevo e che suona come un invito sfrontato, diretto, provocatorio senza mezzi termini:
"....violentami, violentami, violentami ,violentami Miao! E dopo lasciami perdere vattene subito Ciao!". L'ugola è quella della meravigliosa Marcella Bella, detta solo Marcella.
Una che se ne intende. Una che da sola potrebbe pubblicare un’intera collana di musica trash in edicola al prezzo di 4 euro a uscita (il primo, promozionale, va da sè che costerebbe 1 euro). Per questo Marcella Bella ci piace. E ASSAI.
mercoledì, 07 giugno 2006
A tutti i nostalgici degli anni 70, a tutti quelli che amano visceralmente e incondizionatamente il decennio degli Abba, dei pantaloni a zampa, delle polo aderenti, della musica reggae di Bob Marley, del cinema di Wenders o del primo Spielberg, dell’ambiguità di David Bowie, del riconoscimento dei diritti civili, dei b movies con Lino Banfi e la Fenech, del tessuto strech, della Cinquecento con scoppio, del pallone supersantos, dei Genesis, della poltrona sacco, di Wonder woman con Linda Carter, della tuta Adidas, del primo Guerre stellari, di Tomorrow di Amanda Lear e delle hit di Viola Valentino, delle piste da ballo, dei successi di Mennea, di Milleluci, dei caroselli a ora di cena, delle Big Babol, dei punk, dei vestiti a portafoglio, dei Led Zeppelin, a tutti loro rivolgo la seguente domanda: si può, e sottolineo, si PUO’ mai stravolgere un paio di CONVERSE incollandogli sotto un tacco di 5 cm?
L’ho visto in quel bel posticino che si chiama Muccassassina. Un sacrilegio.
domenica, 04 giugno 2006
Mi reputo un buon fisionomista. Trovo somiglianze a chiunque. Per anni ho tormentato la mia amica Manuela dicendole di essere la sosia mora di Francesca Grimaldi (!), una giornalista del Tg1 lanciatissima qualche anno fa e che, per la verità, non vedo in video da parecchio. Il bello era che dovunque andassimo non perdevo occasione per sottolineare questa somiglianza ad amici o alle persone più disparate che incontravamo. Per la mia soddisfazione il 90% delle volte, una volta capito chi fosse questa giornalista, mi davano ragione.
Il mio amico Luigi, per dirne un’altra, ricorda moltissimo Michael Bublè sia nel viso che nel fisico, mentre una mia collega di lavoro ha gli stessi occhi di Ambra Angiolini (di cui peraltro è, disgrazia sua, grande fan). Quando frequentavo un corso per autori a Mediaset feci notare a tutti come una delle ragazze selezionate insieme a me per quella splendida avventura fosse identica a una delle Lollipop (!) e per di più portasse il suo stesso nome.
Insomma, una vera e propria mania. E’ stranissimo invece quando sono gli altri a trovare in me delle somiglianze (o presunte tali) a personaggi famosi. Non riesco quasi mai a vedermele.
In certi periodi poi mi capita davvero di frequente. Negli anni mi è successo di sentirne di tutti i colori, nel bene e nel male. Intorno ai 18 anni parecchie persone riuscivano a vedermi, con mio sommo sdegno, simile a Enrico Papi, ma per fortuna ho anche incontrato qualcuno che mi faceva somigliare a Ben Afflek. Più volte mi è stato detto di essere uguale a Robbie Williams mentre una sola volta mi hanno visto somigliante, nell’ordine, ad Alberto Rossi di "Un posto al sole", Cristopher Lambert ed Enrico Montesano. Ad una giocata di Natale un ragazzo giurava e spergiurava di aver trovato in me il sosia italiano di Jim Carey, mentre all’ultimo convegno R.T.I. due autrici di Buona Domenica mi hanno confessato di trovarmi spiccicato a Rosario del Grande Fratello. Non ci crederete ma la somiglianza più frequente che molte persone mi hanno sottolineato, soprattutto negli ultimi tempi, è nientepopòdimenochè quella con il cantante Nek! Certo, vorrei avere il suo sguardo, non lo nego, ma fisicamente – passatemela – sono messo meglio!
***
Ad ogni modo questo è il sito ufficiale dei sosia italiani (Sosia in the world). Fatevi quattro risate!





Alcuni dei sosia presenti nel sito. Vediamo se siete bravi a individuarli: c'è una nota rockstar italiana; la spiatissima vincitrice di un reality show; l'interprete "rinnegato" di una serie televisiva di successo; una soubrette amante dei carciofi e il sindaco ormai in pensione di una "spin city " che amava tornare al futuro.
(cliccando sul corsivo colorato i riferimenti originali).
martedì, 07 febbraio 2006


Ecco dove mi sembrava di averla vista! Sì, certo, è la versione più giovane e "fresca", ma non pensate che Francesca, l'ultima esclusa dalla casa del Grande Fratello 6, sia la fotocopia della Zia Assunta del telefilm "La Tata"?
sabato, 04 febbraio 2006

mercoledì, 01 febbraio 2006

Ogni volta che parte un nuovo reality trovo divertente curiosare nel cast che sarà oggetto del vouyerismo del pubblico televisivo. Mi interessa capire anticipatamente, dai nomi presunti o effettivi - dunque confermati dall’Ansa - dei protagonisti, il filone “narrativo” che la produzione, autori in testa, ha scelto. In effetti spesso e volentieri siamo in presenza di un’accozzaglia di personaggi scelti senza logica alcuna. A volte una logica di fondo, seppur pretestuosa, sembra esserci, ma lascia il tempo che trova. Raramente invece la costruzione di un cast sembra seguire una filosofia studiata a tavolino e dunque efficace.
Ad esempio ci sono reality, come Music farm, dove il principio stesso di scegliere un gruppo di cantanti più o meno caduti nel dimenticatoio dopo i fasti del passato è di per sé interessante, quindi vincente (vedi Iva Zanicchi o Massimo Di Cataldo). E lo è ancor di più se accanto ai “vecchi” big (che, fuor di contraddizione, possono essere anche giovanissimi) fanno capolino le cosiddette nuove leve, o meglio quei cantanti-meteora famosi per un’apparizione sanremese piuttosto che per un singolo estivo più fortunato del solito (come non citare Dolcenera o Danny Lo Sito?).
Poi ci sono reality dove l’idea di fondo, il concept, è talmente forte da non aver bisogno di trovare nel cast motivazioni altre se non quella di attingere al bacino di personaggi più o meno popolari da mandare a vivere in condizioni disagiate (è il caso, manco a dirsi, de L’isola dei famosi, che secondo le ultime indiscrezioni annovererebbe nel gruppo dei naufraghi della prossima edizione il pornostar Rocco Siffredi, l’ex sciatore Alberto Tomba e la sorella Alessia in odor di “vallettaggio”).
Infine, ci sono reality dove, se da un lato il fatto di avere un vissuto “particolare” conta, dall’altro l’anonimato iniziale dei protagonisti e la loro trasformazione in “personaggi” è una dinamica così interessante da non richiedere altro (ad esempio Il Grande Fratello).
Se tuttavia guardiamo ai nomi che si fanno per la prossima e inutile edizione de
La Fattoria
, in onda fra pochi giorni su Canale 5, non troviamo (almeno in apparenza) alcuna motivazione, alcuna peculiarità.
L’idea di chiudere in una farm un gruppo di persone già note e abituate alla “bella vita” a lavorare la terra e a badare agli animali potrebbe essere discreta (ma non fortissima alla luce dei precedenti – vedi L’isola) a patto che si tratti di persone realmente famose e scansafatiche, almeno nell’opinione comune. Quindi via a un cast di nobildonne, contesse, principigiovannelli, gossippari, ochettedasalotto, figlidipapà, figlidimammà, presenzialisti, viveur e simili. Che mi frega (in sintesi) di vedere Aldo Montano che è uno sportivo olimpionico (e dunque si fa un mazzo così negli allenamenti) a zappare la terra? O Pamela di Non è
la Rai
(sparita da dieci anni dal piccolo schermo e normalissima madre di famiglia) a mungere le vacche? E ancora, Natalie Kriz (che è simpaticissima, unica fra tante starlette molto più odiose e meritevoli di finire in fattoria)? Se il gioco deve essere sadico, che lo sia. Ma con le persone giuste.
Dall'alto in senso orario Aldo Montano, Pamela di Non è la Rai e Natalie Kriz, tre dei contadini che prenderanno parte alla Fattoria numero 3 (insieme ad Alvaro Vitali, Marcus Shenkenberg, Leopoldo Mastelloni, Francesco Arca, Randy Ingermann, Alessia Fabiani, Selvaggia Lucarelli, Milly D'Abbraccio, Maria Monsè, due Cugini di Campagna non meglio identificati).
lunedì, 02 gennaio 2006
Primo dell’anno. Sveglia ore 15,00. Ancora assonnato accendo il televisore e mi rendo conto che, oltre a capodanno è pure domenica: su Raiuno c’è Mara Venier in rosso che sta intervistando la simpaticissima diva del jet-set italiano (come chi? Valeria Marini of course…). Solita sfilza di domande interessanti sul lavoro, sulla persona e naturalmente sulla vita privata. Arriva anche Giucas Casella per addormentare
la Marini
che sotto ipnosi rivela di avere un nuovo amore conosciuto però – attenzione - solo dopo la rottura con Vittorio (Cecchi Gori). Al risveglio l’entrata di Antonio Zequila in mutande rosse che intona uno stornello e porge un mazzo di fiori alla bionda siliconata. Qui accade l’apoteosi:
la Marini
indignata per le rivelazioni del miracolato naufrago napoletano sulla presunta storia d’amore che avrebbero vissuto in gioventù pretende le scuse del biondo latin lover, il quale si scusa (non si capisce per cosa) ma allo stesso tempo non ritratta sulla versione dei fatti che voleva una Marini ancora sconosciuta fidanzata con Zequila stesso. Simpatico scambio di appellativi, con una Marini visibilmente irritata che accusa l’ex di sfruttare la situazione. Qui Zequila con un coup de théâtre degno del Bagaglino alza la maglietta mostrando gli addominali scolpiti e abbronzati degni del miglior Daniele Interrante profferendo le seguenti parole “Non ho bisogno di farmi pubblicità con te, in questo momento Io sono il numero UNO”. Gelo.
Scanalando anche Canale 5 offre in questo pomeriggio di festa una pillola trash non indifferente:
la Lecciso
finalmente pubblica il suo nuovo singolo in spagnolo. L’esibizione della compagna di Albano, ormai utilizzata alla stregua di uno stacchetto, tagliata e dalla coreografia sempre uguale, quest’oggi va in onda sottotitolata in spagnolo “Perna alta y voluptuosa…Mirame en los ochos, mirame en el corazon” ma in versione italiana (non si sa per quale mistero della fisica). Sdegno.
Infine, “Domenica in” versione Baudo. Ospiti Terence Hill e collega per promuovere la nuova fiction. Alla domanda del conduttore su quale tipo di musica i due preferissero l’attrice straniera risponde “Freddy Mercury” con grande stupore del presentatore che apostrofa la risposta “Che c’entra, ma è morto”. Gelo e sdegno.
martedì, 20 dicembre 2005
Il regalo più inutile per Natale? Questo è il money-soap (il soldosapone). Per quelle mamme disperate che hanno figli che non amano molto lavarsi le mani. All'interno c'è una banconota di taglio variabile (5, 10, 20 euro, fate voi...): più ci si lava più vicini si arriva...

giovedì, 15 dicembre 2005
Adesso che Gigi D’Alessio è stato definitivamente sdoganato in prima serata su Canale 5, mi aspetto una retrospettiva notturna di Mario Merola su Retequattro, un’ospitata di Angela Luce a Buona Domenica e un’esibizione live di Luciano Caldore a Top of the pops…
lunedì, 12 dicembre 2005
Selvaggia Lucarelli mi ha chiesto di fare una miniclassifica dei film più brutti, il che equivale a sparare sulla Croce Rossa. Soprattutto quando i film in questione sono italiani. Ma naturalmente non posso tirarmi indietro, duqnue nella mia personale classifica il duello per accaparrarsi la prima posizione è appannaggio di due opere indimenticabili del cinema nazionale. Si tratta di due pellicole catalogate nel Bignami della cinematografia come esempi di cinema erotico degli anni 90. Sto parlando de “IL MACELLAIO” di Aurelio Grimaldi e “MONELLA” di Tinto Brass.
IL MACELLAIO voleva essere oltretutto il film del rilancio artistico di Alba Parietti in qualità di attrice. Peccato che la scena più espressiva ed emotivamente interessante del film sia quella in cui vengono inquadrati i fegatelli squartati nel bancone della macelleria, soprattutto per chi è vegetariano. Fegatelli gommosi quasi quanto le labbra di Alina (la protagonista), che sembrano seguire un copione a parte e che probabilmente fungevano da unico strumento di recitazione della protagonista. Il film è una tragedia, i dialoghi insensati, l’ambientazione - una Palermo solare e decadente - non aggiunge niente di poetico ad un film pressocchè inesistente.
Se ricordate, la campagna promozionale del film (che è del 1997) faceva leva sulla scena di sesso tra il macellaio e
la Parietti (parruccata con un improbabile caschetto alla Veronica Pivetti), considerata come una delle più lunghe e sensuali del cinema. Così sensuale che l’attenzione del pubblico pare si sia spostata sulla marca del ventilatore a tetto inquadrata durante l’amplesso.
Indimenticabile la camminata della Parietti al mercato, naturale quasi quanto il colore di capelli di Aldo Biscardi!
MONELLA di Tinto Brass, come il 90% dei film del regista che ha fatto del posteriore femminile il suo manifesto artistico, è inguardabile. Dalla sceneggiatura alla recitazione al montaggio, tutto è fuori luogo. L’unica cosa che resta in testa è la colonna sonora “Sono monella, libera e bella…”.
Seconda posizione della mia classifica personale “THE BLAIR WITCH PROJECT”. Non è un film, non è un documentario. Potrebbe forse definirsi “un’accozzaglia di suggestioni” supportata da un battage pubblicitario degno di un kolossal: tanto di cappello nei confronti di quei maghi del marketing che hanno messo in moto la macchina pubblicitaria che ha reso questo film un evento mediatico, ma francamente le aspettative dello spettatore sono ampiamente disattese. Fosse stato un programma televisivo, il giudizio sarebbe stato positivo. Ma un film è tale se possiede quantomeno una sceneggiatura. E un senso.
AGGIORNAMENTO: con un pizzico di vanteria vi comunico che Selvaggia stasera, nella sua trasmissione radiofonica "Senti chi sparla" di Radiodue Rai, leggerà parte di questo post...
martedì, 15 novembre 2005

Non è un mistero che il porno faccia vendere. Una mia amica che gestisce un’importante videoteca mi ha confermato che oltre il 70% del fatturato è dovuto al noleggio di dvd a luci rosse. Il porno dunque fa discutere e incuriosice. Non è un caso che l’ultima trovata che riguarda un personaggio emergente dei reality – Diego Conte – e un astro nascente dell’hard – Brigitta Bulgari – abbia a che fare con una presunta “candid camera” spinta. Sembra che il tatuato protagonista della Talpa sia stato incastrato dall’entourage della bionda pornostar, già ospite di Cronache Marziane. Si tratterebbe dunque di una mossa per incastrare – chissà poi per quale motivo non trattandosi poi di chissà quale grande personaggio – Diego Conte, intenzionato a portare la vicenda in tribunale. Tutto grasso che cola. Non è chiaro se la vicenda in effetti abbia giovato più alla “fama” dell’attrice hard o piuttosto a quella del giovane miracolato della De Filippi. Ergo credo si tratti di una bella montat…ura!
venerdì, 11 novembre 2005
Ogni volta che se n’era parlato – fino a questo momento – si era fatto riferimento a misure fuori dalla norma o a un uso impropriamente esagerato dello stesso – forse per controbilanciare il senso di vergogna che si sarebbe potuto sviluppare nei soggetti il cui ZIZi’ entrava nelle cronache.
Parlatene bene, parlatene male, purchè si dica quanto vale. A letto e in stato di riposo. Questa sembrava essere la filosofia adottata dai media quando i cosiddetti gioielli di famiglia entravano a pieno diritto nelle pagine dei giornali.
Sì, perché la stampa non è mai stata così crudele da negare agli uomini i cui attributi finivano in un modo o nell’altro nella bocca di tutti (fuor di metafora, beninteso) quel momento di gloria legato a una presunta virilità o capacità amatoriale.
Per la serie “Buttati nel fango sì, a patto che l’appendice ne resti fuori”, ed in questo caso lo scandalo poteva essere piccolo o grande, ma l’attributo soltanto la seconda.
E’ stato così per John Wayne Bobbitt che, se ricordate bene, era stato evirato dalla moglie durante uno scatto d’ira perché troppo focoso. Una volta ricucito lo strappo, infatti, il più famoso marine d’oltreoceano sembrava destinato a un futuro nel campo dell’hardcore, peccato però che, una volta girato, il film “John Wayne Bobbitt uncut” non avesse venduto quanto sperato.
Un po’ di tempo fa anche in Italia le cronache si occuparono dei paesi bassi di un noto personaggio televisivo presto ribattezzato come “Merolone” ed entrato a pieno titolo nel costume di un intero paese in seguito a una vicenda giudiziaria, passata poi in secondo piano, rispetto alle sue doti amatoriali. Smisurate come il business che costruì per un certo periodo intorno a questo vanto: libri, creme e videocassette, tanto per dirne alcune. (Ricordate inoltre il gratta e vinci su certe riviste nelle zone private di alcuni personaggi fotografati come mamma li ha fatti?).
Da non dimenticare infine la fama di Tommy Lee, il musicista dei Motley Cure la cui fortuna è cresciuta notevolmente in seguito alla diffusione di un amplesso videoripreso insieme alla mogliettina, tale Pamela Anderson, con il suo zizì a farla da padrone.
Tuttavia non c’è bisogno di chiamarsi John Holmes o Rocco Siffredi per far parlare del proprio gioiello di famiglia.
Pare infatti che Enrique Iglesias stia per lanciare, caso più unico che raro visti i precedenti, una linea di preservativi extra small. Lo stesso cantante ha infatti dichiarato di averlo piccolo e non trovare mai delle protezioni adeguate alle sue (scarse) misure.
Che sia vero o che sia falso, soltanto la donna qua sotto potrebbe confermarcelo. E dato il sorriso smagliante, sono più propenso che si tratti di una bufala. Grossa.

La smagliante Anna Kournikova, fidanzata di Enrique Iglesias